COME SONO GLI UFO
I dischi volanti, nell'accezione che li intende
come astronavi extraterrestri, hanno diverse forme, alcune delle quali sembrano
apparire in maniera piu' costante. Il tipico piatto, il diamante, i due piatti
sovrapposti ed uniti per i bordi, la sfera inanellata, la lampada, il globo
ed il cappello sono le sagome piu' frequentemente descritte dalla gente. Secondo
alcune credenze messe in giro dal contattista George Adamski, i dischi volanti,
ritenuti ricognitori a bassa quota per l'atmosfera terrestre, viaggerebbero
nello spazio a bordo di gigantesche astronavi sigariformi, dalla sagoma simile
ad una matita. Da questi fusi diversi testimoni avrebbero visto uscire i piu'
piccoli dischi. I 'sigari volanti' sono stati ribattezzati 'motherships',
astronavi madre.
Dal 1989 e' apparsa una nuova varieta' di UFO, il 'triangolo volante' composto
da tre luci fortissime ed in genere gialle e vagamente circolari disposte
ai vertici di un triangolo equilatero (o su tre lati di un romboide) e con
una luce rossastra intermittente al centro. Sebbene queste descrizioni non
siano sempre uniformi (la luce rossa puo' essere spostata, presenza di una
cupola o di un'antenna), questa nuova tipologia e' recentemente diventata
molto comune, il che ha indotto a pensare che dietro queste apparizioni si
celino in realta' prototipi statunitensi sperimentali come l'aereo invisibile
Stealth o l'ipersonico Aurora.
Curiosamente i 'triangoli volanti' sono stati rilevati piu' spesso dai militari:
un flap (ondata di avvistamenti) ha coinvolto l'Aeronautica belga fra il 1989
ed il 1990 ed oggetti triangolari sono stati segnalati in Giappone a Sagaken
prima della liberazione del Kuwait (Guerra del Golfo), nel Nord Europa il
5 novembre 1990 (ma in quell'occasione si tratto' probabilmente del rientro
di un vettore sovietico), nel vicentino e nel riminese fra la fine di dicembre
del 1995 e la prima meta' di gennaio 1996.
In ogni caso, anche la natura dei misteriosi triangoli volanti resta attualmente
sconosciuta.
Se gli UFO sono astronavi interstellari, e' lecito chiedersi quale sia il
loro funzionamento. Al riguardo esistono diverse teorie, nessuna delle quali
definitiva, dall'utilizzo di elio 3 (presente in dosi massicce nello spazio)
alla fusione nucleare fredda all'utilizzo di campi vibrazionali in movimento
fino alla pittoresca ed improbabile teoria sull'uso di 'energia orgonica'
(una via di mezzo fra il prana e l'humor sessuale, che secondo alcune teorie
orientali, sarebbe alla base di tutti i processi cosmici). Teorie piu' serie
sono state avanzate dall'ingegnere canadese Wilbert Smith, dal militare francese
Jean Plantier, dall'astronomo marsigliese Jean Pierre Petit e dagli italiani
Angelo Moretti e Giuseppe Zungri.
Smith parlava di uno 'scarico magnetico' ottenuto all'interno del campo terrestre
e cioe' una regione nella quale il flusso magnetico potrebbe fluire a velocita'
controllata, disperdendo parte della sua energia potenziale. In questo modo
il disco sarebbe pervaso da un elevatissimo potenziale elettrico che genera
un campo magnetico che, combinandosi con quello terrestre, darebbe stabilita'
motoria all'UFO. Il che spiegherebbe la forma di disco con cupola e anello
centrale, idealmente perfetta per un simile tipo di propulsione.
Concordi con l'idea di Smith furono i ricercatori Leonard Cramp, William P.
Lear, George Rideout e Charles Tilger.
Plantier, invece, aveva ideato nel 1953 un nuovo tipo di propulsione per un
aereo discoidale. Con l'esplosione del fenomeno UFO, il francese si accorse
che la sua teoria combaciava con le prestazioni dei dischi volanti. Plantier
riteneva che nello spazio esistesse una fonte di energia inesauribile, come
provavano i raggi cosmici, ed immagazzinabile. Sfruttandola, l'UFO poteva
realizzare attorno a se' un campo gravitazionale variabile a seconda delle
manovre da compiere.
Negli anni Settanta, dalle pagine della prestigiosa rivista fiorentina 'Giornale
dei Misteri', Angelo Moretti lancio' la sua idea del disco volante, una cupola
con un anello toroidale tutt'attorno, capace di emettere onde al sincrotrone
in grado di sostentamento nello spazio. Queste onde gravitazionali erano dirette
in senso opposto e contrario a quelle generate dalla gravitazione terrestre.
Jean Pierre Petit ritiene che gli UFO sfruttino la magnetoidrodinamica, mentre
il professor Alberto Basso Ricci del Politecnico milanese ha realizzato un
modellino di disco volante che si libra in volo se messo in sincronia con
il moto rotatorio del nostro pianeta.
Per la capacita' che hanno taluni UFO di apparire e scomparire all'istante,
sono stati coniati i termini Mat e Demat, ovvero Materializzazione e Dematerializzazione.
Per quanto riguarda l'interno dei dischi, le rare e poco affidabili testimonianze
circa UFO recuperati ed i molti e non sempre credibili resoconti di chi dice
di avervi viaggiato come sequestrato, parlano di ambienti vasti ma poveri,
a volte con una sorta di colonna centrale contenente il motore ed i pannelli
di comando. Le rare consolle disposte nella circonferenza interna del disco
avrebbero ben pochi tasti. E' stato riferito di sedili piccoli, della taglia
per bambini, di mappe stellari e visori alle pareti. Nelle astronavi esisterebbero
diverse stanze, una delle quali, il laboratorio, addobbata con un tavolaccio
e strani strumenti appesi al soffitto, utilizzati per visite chirurgiche.
Molti 'cavi' terminerebbero in bacinelle contenenti organi animali. Esisterebbero
poi delle speciali 'celle' nelle quali verrebbero conservati parti di esseri
umani e di animali mutilati, e teche con embrioni alieni allo stato fetale.
Inutile dire che queste ultime descrizioni, mai supportate da una foto che
non sia dubbia, sembrano attingere molto alla moderna fantascienza americana.
