La casistica argentina e' relativamente nutrita, gia' a partire
dagli anni Sessanta, sebbene i molti episodi riferiti non siano stati oggetto
di indagini approfondite da parte di ricercatori occidentali, e dunque molto
spesso si limitino a notizie di fonte giornalistica, non sempre attendibili.
Vediamo assieme la casistica.
Monte Grande, aprile 1965.
Felipe Martinez, un commerciante argentino di 33 anni, viene condotto all'interno
di una nave spaziale ovale da alcuni piccoli umanoidi di circa un metro di
altezza. Mentre viene sottoposto a diversi esperimenti, l'uomo si accorge
della presenza, all'interno dell'UFO, di un essere alto piu' di due metri
e biondo, insieme a quattro umanoidi di bassa statura. Dopo questa esperienza
l'uomo sostiene di essere rimasto in contatto telepatico costante con gli
abitanti di un altro pianeta. Il caso, dunque, deve essere catalogato come
un'esperienza di contattismo.
Burzaco, 4 ottobre 1972.
Gilberto Gregorio Cossioli, un signore argentino di mezza eta', cosi' ha riferito
il suo stupefacente incontro ravvicinato agli ufologi del "Servizio Argentino
da Investigaciones Extraterrestres": "Sentendo dei rumori...nell'accendere
la luce della stanza vidi che l'orologio indicava le 3.15 del mattino (orario
ricorrente nelle abductions, n.d.A.). Continuai il percorso verso la porta,
ivi mi fermai per aprirne lo stipite destro, e nel farlo una luce molto intensa
mi abbaglio' e persi istantaneamente conoscenza. I miei sensi non erano coscienti
di quanto mi accadeva. Quello che ricordo e' che mi risvegliai in una camera
piccola, dall'apparenza metallica, nella quale non si vedevano ne' porte ne'
finestre, ne' alcuna altra apertura.
Potevano notarsi soltanto, sulle pareti, delle tubature di forma poligonale,
e nel tetto della stanza, il cielo raso era come d'argento, molto brillante,
poiche' aveva luci di tipo fluorescente; per la loro luminosita' era impossibile
guardarle.
Il mio controllo del senso della vista non era preciso e non riuscivo a distinguere
la gamma di colori che vedevo.
Nella stanza e attorno a me vi erano parecchi esseri, ma il loro numero esatto
non posso precisarlo.
Erano alti 2 m. e 30 cm. approssimativamente e molto magri, credo che non
fossero piu' larghi di 20 cm. Mi fecero sedere in un banco di altezza regolabile,
il cui sedile era circolare.
Questo emetteva luci di colori indefiniti...con un apparecchio senza ago mi
presero un po' di sangue.
Il volto degli esseri era rigido, il loro sguardo forte, tanto che non potei
guardare i loro occhi, vuoti e profondi... Il naso era largo e schiacciato,
e le labbra sottili.
Erano coperti di una specie di uniforme color verde oliva, una tuta da subacqueo.
L'inespressivita' dei loro volti mi fa pensare che potessero essere mascherati.
Avevano un cinturone largo, con quadretti con luci intermittenti (misure non
me le chiedete, che non ve le so dare con esattezza...). La comunicazione
fra di essi e me si stabili' verbalmente...Infatti, quando in un primo momento
ero spaventato, l'essere col copricapo (gli altri non l'avevano) mi disse:
'State tranquillo, non vi succedera' niente'.
Questo essere fu il primo che udii parlare e l'unico che aveva indosso una
specie di giubbotto con bavero...Le loro facce erano molto lunghe. Questi
esseri furono molto gentili con me, e le loro voci erano molto dolci. Mentre
ero in quella stanza, sentii bambini piangere chiamando la mamma, ma non so
da dove provenisse quel pianto, puo' darsi da qualche famiglia, poiche' li'
dentro non ne vidi.
Mentre uno degli esseri mi toglieva il sangue, guardavo intorno a me. E fu
cosi' che potei vedere nel pavimento delle pietre ammucchiate...Chiesi a quell'essere
se potevo prendere qualche pietra e mi disse di no...Poi guardo' un altro
essere e si chino', prese la pietra e me la diede...
Prima di prendere la pietra gli chiesi se conteneva radioattivita'. Mi disse
di prenderla tranquillamente, che non mi sarebbe successo niente. Non ebbi
tempo di chiedergli se la pietra fosse o no terrestre, ma sono sicuro che
appartenesse al nostro pianeta. Era pirite di ferro. Quando ebbi la pietra
in mano, chiusi la mano e comparvi di nuovo a casa; ero tranquillo, in piedi,
con la pietra in mano.
Se non avessi avuto la pietra, l'accaduto mi sarebbe sembrato un incubo. Giorni
dopo la mia avventura, cominciai a sentire dei capogiri, e continuai a sentirli
per due o tre giorni. E quando camminavo era come se stessi camminando per
aria..."
La testimonianza sarebbe stata raccolta dagli ufologi argentini dieci giorni
dopo il fatto.
Bahia Blanca, 28 ottobre 1973.
Il camionista Dionisio Llanca avvista, mentre sta cambiando una gomma al proprio
autocarro, un grosso disco volante, dal quale scendono tre umanoidi alti 1,85
m. Le tre creature, due uomini e una donna, hanno capelli rossi, guanti e
stivali arancioni e tute grigie aderentissime. Hanno fattezze tipicamente
umane. L'uomo perde i sensi e, 48 ore dopo, viene soccorso dagli infermieri
dell'Ospedale Municipale di Bahia Blanca. Sotto ipnosi ricordera' un rapimento
a bordo del disco. Secondo l'ufologo Roberto Banchs il caso sarebbe pero'
soltanto "una delle piu' sofisticate frodi mai realizzate sino ad allora".
Santiago del Estero, 13 gennaio 1979.
Due extraterrestri, giunti a bordo di un disco volante, e vestiti con una
tuta color alluminio scendono nel cortile di una casa nella zona di Loreto
ed immobilizzano un giovane, tale Marcos Suarez, per alcuni minuti, senza
fargli del male. Il ragazzo perde i sensi e, quando rinviene, trova tutto
in disordine. Gli alieni sono scomparsi, lasciandosi dietro un acre odor di
zolfo.
Rosario, 16 giugno 1980.
Il falegname Juan Gomez, di 29 anni, sostiene aver viaggiato su un'astronave
dopo essere stato avvicinato da 4 umanoidi vestiti di giallo e muniti di scafandri.
Gomez ha descritto gli alieni alti 50 cm, emananti una luce accecante ed emettenti
suoni inintelligibili. I 'visitatori' sarebbero ritornati dodici giorni dopo.
Dal loro disco, avvistato anche da altre persone, sarebbe partita una luce
intensa che avrebbe stordito l'uomo. Riprendendo i sensi 15 ore dopo, Gomez
si e' ritrovato lontano da Rosario e con un punto nero sull'indice destro,
come se qualcuno gli avesse prelevato del sangue.
Manzano Armango, 18 febbraio 1981.
Alle quattro del mattino il mandriano Jose' Albornoz viene svegliato dai versi
dei propri animali. Guardandosi attorno, nota a venti metri da se' una luce
celeste circolare davanti alla quale si trovano due umanoidi alti un metro
e dieci. Le due creature pronunciarono delle frasi che il testimone non riusci'
a capire e poi sparirono improvvisamente, "come quando si spegne un televisore".
Non e' stato accertato se il teste abbia subito un rapimento con rimozione
dell'esperienza.
Winifreda, agosto 1983.
Il trentaquattrenne Julio Platner di Winifreda, nella Pampa argentina, racconta
di essere stato rapito da alcuni alieni che gli avrebbero estratto del sangue
per delle analisi. Platner stava rientrando dalla sua tenuta in camioncino
quando venne investito da un violento fascio di luce. "Ho visto prima un essere
piccolo che parlava senza muovere le labbra, e poi altri tre. Improvvisamente
mi sono trovato dentro una nave spaziale con il mio camioncino. Essi mi hanno
tranquillizzato toccandomi il braccio, mentre anch'io volevo toccarli, notando
che sembravano di gommapiuma. Sebbene non abbiano parlato, ho capito quello
che essi dicevano, forse in forma telepatica. Cosi' mi hanno comunicato che
non mi avrebbero fatto del male e mi avrebbero soltanto estratto del sangue
per studiarlo. E subito dopo non ho sentito piu' niente; mi sono risvegliato
come se fossi stato addormentato nel mio camioncino, in una strada vicina",
ha raccontato l'uomo.
La Gran Bretagna sembra aver registrato un rapimento UFO
ante-litteram, nel settembre del 1942, quando ancora non si parlava di dischi
volanti.
La valida rivista ufologica francese Ovni-presence riferisce di un caso
verificatosi a Cresswell, Northumbria, di cui fu protagonista il ventiduenne
Albert Lancashire. L'uomo era di guardia nella garritta di una base segreta
a nord di Newbiggin, quando vice apparire in direzione est una luce che
evoluiva sul mare ed era seguita da una 'nuvola nera'. Albert, che guardava
il cielo, si trovo' colpito da un fascio di luce gialla e si senti' librare
in aria. In seguito ricordo' d'essersi svegliato a terra, stordito e confuso,
davanti la garritta. Diversi anni dopo comincio' ad avere dei sogni ricorrenti,
nei quali si vedeva all'interno di un UFO, ove una donna di tipo orientale
era stesa su un letto. Era presente anchge un uomo vestito di bianco.
All'uomo sarebbero stati messi degli strani occhiali, la cui funzione non
e' chiara. Cosa sarebbe successo in seguito fra l'uomo della Terra ed i
visitatori spaziali non venne mai chiarito.
Un altro caso si sarebbe verificato alle 23.15 del 16 ottobre 1973 a Langford
Budville, nel Somerset.
Una certa signora Verona, di 33 anni, stava percorrendo in macchina la statale
B3187 quando vide apparire una luce appare, a destra in un campo.
In quel momento la macchina della testimone avrebbe cominciato a perdere
colpi sino a fermarsi. La donna sarebbe uscita dalla vettura ed avrebbe
osservato la luce sul campo. Allarmatasi, avrebbe fatto per rientrare in
macchina quando, improvvisamente, una forza invisibile l'avrebbe colpita
ad una spalla, spingendola a terra. La donna si sarebbe girata ed avrebbe
visto un uomo 'metallico'. Sarebbe seguito un lampo di luce che le avrebbe
fatto perdere i semsi. Trascorsa l'esperienza, avrebbe in seguito ricordato
di aver notato un disco volante formato da una base piatta ed una cupola.
La luce che aveva visto in macchina usciva dagli oblo' dell'UFO. Svenuta,
si sarebbe risvegliata su un letto ("o una tavola"), legata alle braccia
e alle caviglie. Accanto a lei c'era il 'robot' ed un uomo che la stava
analizzando con una sorta di stilo. Alla fine dell'esame la donna sarebbe
nuovamente svenuta e si sarebbe risvegliata davanti alla macchina.
Alle 22.20 del 27 ottobre 1974, ad Aveley nell'Essex, John e Sue Day, di
ritorno da una visita ai propri genitori, videro dalla macchina una luce
che si stagliava nel cielo blu. I due discussero un po' dell'avvistamento,
poi dimenticaro la faccenda. Durante il viaggio, superata una curva, si
sarebbero pero' trovati improvvisamente in un banco di nebbia 'verde' (!),
in mezzo alla strada. Nell'attraversarla, i due testimoni notarono che la
vettura avvertiva degli strani effetti fisici. In particolare, l'autoradio
rimase fuori uso. Arrivati a casa, i due si accorsero di avere un 'tempo
mancante' di due e mezza. La memoria di un possibile rapimento sarebbe stata
recuperata anni dopo. Sotto ipnosi, i due coniugi avrebbero ricordato di
avere incontrato dei grandi esseri di forma umana, vestiti con costumi d'argento
ed una sorta di "passamontagna". Gli esseri avevano la pelle chiara (non
erano dunque i 'Grigi') e grandi occhi a mandorla. Accanto ad essi si muovevano
anche delle piccoloe creature irsute, tutte occupate ad esaminare i rapiti,
stesi sul solito lettino. A John gli alieni avrebbero mostrato la sala motori
dell'astronave.
I due avrebbero anche visto dei video e degli ologrammi raffiguranti il
mondo di provenienza degli alieni.
Alle 5.15 del 28 novembre 1980 a Todmorden, West Yorkshire, l'ufficiale
di polizia Alan Godfrey termina il proprio servizio notturno. L'uomo, il
cui caso e' diventato molto celebre a livello internazionale, stava cercando
alcune mucche date per disperse (ricordiamo che quella parte dell'Inghilterra
ha un'economia basata prevalentemente sull'allevamento) quando, in macchina,
vide arrivare una strana luce, sulla strada di Todmorden. Avvicinatosi,
Godfrey si trovo' di fronte un oggetto ovale che bloccava la strada. L'UFO
aveva una fila di finestre al centro; la parte inferiore girava veloce.
Godfrey ebbe la presenza di spirito di disegnare l'oggetto in un quaderno
rapporti. Una volta sparito l'oggetto il nostro scopri' di trovarsi piu'
in basso nella strada, senza ricordarsi di esservi andato. Interrogato sotto
ipnosi, rammento' di essere stato sequestrato a bordo dell'UFO e di essere
stato esaminato su un tavolo.
A bordo del disco l'uomo avrebbe incontrato un "grande essere di forma umana
con un mantello bianco che diceva di chiamarsi Yoseph. A bordo dell'UFO
c'erano altri esseri piu' piccoli, alti da un metro e dieci, dalle teste
a forma di lampada". Gli alieni avrebbero comunicato telepaticamente, dicendo
che sarebbero tornati.
Godfrey venne licenziato in seguito al clamore suscitato dalla divulgazione
di questa esperienza.
Pwlleli, Galles, 8 febbraio 1985.
Il seguente caso e' stato investigato dalla studioso inglese Philip Mantle,
autore, assieme al giornalista Carl Nagaitis, del libro "Without consent".
Testimone, un anonimo diciannovenne che, mentre stava tornando a casa, verso
le 3, 3.30 (ora 'propizia' per i rapimenti UFO) del mattino, attraversando
una boscaglia, sarebbe stato sequestrato da alcuni robot o extraterrestri
simili ad automi. Il giovane sarebbe stato portato su un UFO posteggiato
poco distante; con questo avrebbe raggiunto un'astronave madre a bordo della
quale avrebbe volato nello spazio, sfrecciando oltre Plutone.
Il ragazzo ha in seguito raccontato di essersi avvicinato al punto ove era
atterrato l'UFO, attirato da uno strano rumore. L'UFO era un sigaro di 7-8
metri di diametro e di 6 di altezza. Il ragazzo, all'interno dell'astronave,
sarebbe stato esaminato, punto sul braccio destro, marchiato. Gli sarebbero
stati applicati dei sensori sul collo e sul petto che gli avrebbero diminuito
il battito cardiaco. Gli alieni avrebbero addirittura cercato di cavargli
gli occhi; poi avrebbero desistito di fronte alle comprensibili resistenze
del ragazzo.
Il giovane sarebbe stato anche frugato. Gli alieni gli avrebbero trovato
in tasca una musicassetta e la avrebbero ascoltata. Ci sarebbe stata anche
una comunicazione telepatica, durante la quale il teste avrebbe appreso
che gli alieni provenivano dalla costellazione della Lira, che respiravano
ossigeno e che detestavano la nostra aria inquinata. Dicevano di avere una
base in Groenlandia e di aver catturato in passato una sonda Voyager, giudicata
troppo "primitiva". Il ragazzo sarebbe stato poi rilasciato con un 'missing
time' di un'ora e mezza.
In tempi piu' recenti, un IR-4 avrebbe coinvolto una
donna di Balaton, Gusztavne Stiller, nel 1974.
La donna si sarebbe svegliata nel cuore della notte a causa dell'apparizione
di due 'Grigi' alti 140 cm, pelati, dagli occhi completamente neri, il
volto scuro, in tuta, che la guardavano dalla sponda del letto. Uno dei
due era appoggiato alla sponda, l'altro dietro. I due alieni potevano
essere entrati dalla finestra aperta.
La donna recuperera' il ricordo della visita notturna nel 1991, dopo essersi
sottoposta a diverse visite mediche. E' ipotizzabile un rapimento UFO
del quale sia stato rimosso il ricordo.
Hajduboszormeny, dicembre 1990.
Agli inzi del mese Gabor Molnar, pittore, stava rincasando da Debrecen
a Bodaszolo. Era le 22.30 quando la macchina si fermo' improvvisamente.
Il pittore si guardo' attorno e scorse un essere verde che lo stava guardando.
L'alieno aveva gli occhi grandi e sproporzionati. Il pittore perse conoscenza
di quanto accaduto, avendo solo dei vaghi ricordi di " una stanza con
delle finestre", all'interno della quale sarebbe stato steso ed esaminato.
Degli esseri verdi gli stavano di sopra guardandolo con i loro occhi senza
pupille. Dopo di che, l'uomo si ritrovo' in macchina, in mezzo alla strada,
in direzione opposta a dove era venuto.
Oroshaza, 13 gennaio 1991.
Istvan Balogh, guardia di confine, si trovava a letto quando senti' una
voce imperiosa gridargli:"Ti incontrerai con noi!". La misteriosa voce
fantasma si ripete' per tre volte, con timbro meccanico. L'uomo si guardo'
attorno, senza vedere nessuno. Il fatto si sarebbe ripetuto, pressocche'
identico, per dieci notti di fila. Il 26 Istvan tornava dal cinema all'una
e un quarto di notte. Salito in terrazza, vide un disco grigio di 4 metri
di diametro, alto due metri e mezzo. In quel momento un fascio di luce
lo colpi' e l'uomo si trovo' a bordo dell'UFO. Il disco era composto internamente
da un'unica stanza, con una finestra di un metro di diametro. Da li' l'uomo
vedeva casa sua. Due esseri umani, ma con tre dita alle mani, dalla pelle
verde, in abito nero, cominciarono a comunicare telepaticamente con il
terrestre, dicendo di venire da un mondo distante 15 milioni di anni-luce,
grazie al 'cambio dimensionale'. Da li' in poi, l'uomo ebbe solo delle
percezioni confuse, circa un cratere lunare illuminato e delle piramidi.
Poi, l'uomo si sarebbe ritrovato a due metri da casa. Erano le due di
notte.
Quando il testimone racconto' il tutto, venne fatto ricoverare all'ospedale
di Gyla. E il Governo lo licenzio' dall'incarico di guardia confinaria,
per "mancanza di fiducia".
Marosvasarhely, 15 marzo 1993.
Il giovane Jobb Karon viene rapito dagli alieni e sottoposto ad una doppia
trasfusione di sangue alle braccia. Karon si ritrova sul cavo delle braccia
una serie di taglietti di 3, 7, 7.5 e 24 millimetri. In ogni braccio c'era
poi un foro, dal quale era stato tolto il sangue.
Il caso, con foto, venne illustrato sulla rivista ungherese 'Ufomagazin'
nel luglio del 1993.
ECC...