LA STORIA DEI DISCHI VOLANTI

 

23 giugno 1947, notte.
Un aereo C-46 della Marina precipita sui monti Rainier, nello stato di Washington.
24 giugno, mattina. I centri militari costieri di Washington iniziano a lanciare appelli via radio a tutti gli aerei in volo, offrendo una taglia per chi sapra' ritrovare il velivolo perduto. 24 giugno, ore 15. Kenneth Arnold, un uomo d'affari di Boise, Ohio, e' partito da poco dall'aeroporto di Chealis, diretto a Seattle per affari. Non appena il nostro senti' ripetere l'appello via radio, prese a dirigersi verso il presunto luogo della sciagura, passando a circa 30 chilometri dalla Catena delle Cascate, verso Yakima, a quota 3000 metri.
Il nostro stava puntando verso il cratere spento del monte Rainier quando, improvvisamente, la sua attenzione venne attirata da un bagliore. Il nostro si volto' e scorse nove oggetti d'argento, a forma di piatto e gradi quanto un aereo C- 54. I dischi sembravano volare in formazione a cuneo. Uno di questi aveva due grossi alettoni a coda di rondine ed un gigantesco oblo' centrale. Quando i dischi si allontanarono sull'orizzonte, Arnold ne calcolo' la velocita': 1900 km orari! Una velocita' che nessun aereo, all'epoca, era in grado di sopportare! Quando Arnold cerco' di inseguirli,a modo suo, i dischi s'incolonnarono verticalmente e scomparvero velocissimi verso la frontiera canadese.
Quando Arnold racconto' la propria avventura alla stampa, un cronista fantasioso conio' il termine 'flying saucers'. Era nata l'epoca dei dischi volanti!
Presto tutti i quotidiani non avrebbero parlato d'altro. Il 'Corriere della Sera' dell'8 luglio avrebbe pubblicato in prima pagina che "il fenomeno ha raggiunto l'acme il 4 luglio quando una quantita' notevole di persone che celebravano la festa nazionale si e' imbattuta nei dischi volanti...Il pilota Vernon Baird ha dichiarato di aver abbattuto un disco volante vicino al parco nazionale di Yellowstone...". E, il giorno dopo, lo stesso avrebbe riportato di un disco volante schiantatosi nel Nuovo Messico. L'11 luglio anche l'Italia avrebbe vissuto il fenomeno, con "piatti volanti che volteggiavano sopra la Garisenda, a Bologna".
 
Le prime smentite
Non sarebbero tardate. Il 5 luglio il 'Corriere d'informazione' riportava di un'ondata di avvistamenti in Canada, e abbozzava la prima spiegazione 'tecnico-razionale', un esperimento segreto americano nel Nuovo Messico, "a White Sands,nel corso di un esperimento di tiro sulla venticinquesima V-2 tedesca. 8 persone sono rimaste ustionate, per l'esplosione di un serbatoio..."
 
Il caso Maury
Qualche giorno dopo il proprio avvistamento, Arnold ricevette una telefonata da Ray Palmer, editore della rivista esoterica 'Fate'. Palmer, che al caso Arnold avrebbe dedicato la copertina parlando esplicitamente di extraterrestri, aveva appena saputo che altre persone avevano visto dei dischi volanti. E che addirittura ne avevano recuperato dei frammenti. E poiche' Arnold, al momento, era considerato dalla stampa l'unico esperto in materia, Palmer lo invitava, naturalmente a pagamento, ad intervistare questi nuovi testimoni, per poi relazionare al giornale.
Arnold accetto'.
L'episodio era accaduto alle due del pomeriggio del 21 giugno, quindi tre giorni prima dell'avvistamento sui monti Rainier. Testimoni, quattro guardacoste dell'isola di Maury, Tacoma, al confine con la frontiera canadese: Harold Dahl, suo figlio e due uomini d'equipaggio.
Dahl, che stava perlustrando il Puget Sound in barca, aveva visto scendere da una grossa nube una formazione di corpi circolari, 5, larghi trenta metri. I cinque ordigni sembravano impegnati in una manovra di soccorso. Stavano infatti circondando un sesto ordigno, bloccatosi a 500 metri d'altezza sulla verticale della costa. Proprio da quest'ultimo sarebbe stata sparata una miriade di frammenti, alcuni dei quali caddero sulla motonave di Dahl, danneggiandola. Durante quella 'pioggia' un frammento aveva ferito al braccio il figlio di Harold, mentre un altro frammento, metallico, aveva "saldato il conto al cane".
Dopo un'ultima discarica l'UFO, come alleggerito, aveva ripreso quota e, allineandosi in formazione, si era allontanato verso il mare aperto con tutto il gruppo.
Il giorno seguente Dahl aveva incontrato un collega ed amico, Fred Crisman, e gli aveva raccontato tutto. Crisman, inizialmente scettico, aveva deciso di battere la costa nella speranza di recuperare qualcuno dei misteriosi frammenti. E c'era riuscito il giorno dopo. Ma, chinatosi per frammento metallico, si era trovato sopra la testa un disco volante. Simile a quelli descritti da Dahl! L'UFO era uscito da una grande nuvola ed aveva effettuato un largo cerchio sopra la baia, prima di allontanarsi.
Mentre Crisman, allibito, restava a fissare le evoluzioni di quello strano ordigno, Dahl riceveva la telefonata di uno sconosciuto che lo invitava a pranzo. L'uomo accetto', pensando ad un possibile cliente. Il guardacoste, difatti, nel tempo libero vedeva materiali di recupero e spesso gli capitava di dover trattare con degli sconosciuti.
A mezzogiorno Dahl incontro' il misterioso interlocutore. Era un uomo elegante, vestito completamente di nero.
Non appena i due si sedettero a tavola, l'uomo in nero inizio' a descrivere dettagliatamente tutto quello che era capitato a Dahl il giorno prima, al largo dell'isola di Maury; poi, con fare tutt'altro che rassicurante, aveva sbottato:"Questo prova che so parecchio sulla vostra esperienza. Permettetemi di darvi un consiglio, signor Dahl. Per la vostra sicurezza e per quella della vostra famiglia, dimenticate quanto avete visto. Non parlatene con nessuno...".
Ma Dahl accetto' ugualmente di parlarne ad Arnold. Che, immediatamente, avverti' l'Aeronautica. Immediatamente l'U.S.Air Force inviava il capitano Davidson ed il tenente Brown, della base di Hamilton in California, ad interrogare Dahl e Crisman. L'incontro, svoltosi alla presenza di Arnold, fu tutt'altro che soddisfacente. Crisman e Dahl si mostravano nervosi, spaventati, reticenti. Si confondevano nel raccontare le loro vicende, dichiaravano di aver perso le foto scattate agli UFO. E questo convinse i due militari che i guardacoste avevano mentito per mitomania. Comunque, in ogni caso, Davidson e Brown si fecero consegnare i frammenti raccolti da Crisman, per farli analizzare dai servizi segreti dell'Aeronautica. Poche ore dopo i due militari, con i preziosi frammenti, sarebbero saliti sul loro B 25, diretti ad Hamilton. Non vi sarebbero mai arrivati. Il loro aereo sarebbe esploso in volo all'altezza di Kelso.
Il giorno dopo i giornalisti sarebbero corsi a frotte da Dahl e Crisman, per chiedere un commento a caldo. Inutilmente, i due erano spariti.
Qualche giorno dopo Palmer, che si stava preparando a pubblicare con gran titoloni la storia di Dahl su 'Fate', ricevette la visita di un misterioso uomo vestito di nero. Che, molto seccamente, gli offri' una strana proposta: tutte le coordinate dell'aereo precipitato il 23 giugno in cambio del silenzio sul caso Dahl. L'uomo conosceva alla perfezione il punto preciso ove si trovava l'aereo perduto, alle pendici del South Tacoma Glacier, molto a piu' a sud da dove tutti i piloti, compreso Arnold, lo avevano cercato. In questo modo Palmer avrebbe potuto intascare la taglia per il ritrovamento; in cambio pero'avrebbe dovuto censurare l'intervista di Arnold a Crisman e Dahl. L'aereo sarebbe stato ritrovato proprio nel punto indicato.
 
L'affare Baird
Il 7 luglio 1947 il tenente Vernon Baird stava pilotando un bimotore P-38 in volo a 10.000 metri sopra il parco di Yellowstone, procedendo a dei rilevamenti fotografici. Quando, tutt'a un tratto, si trovo' inseguito da un grosso UFO "a forma di yo-yo". "Procedeva a velocita' eccezionale, ingrandendo rapidamente. AVEVAMO L'ORDINE DI ABBATTERLI A QUALUNQUE COSTO, ma mi ricordai dopo di cio' e, sebbene volassi a 360 miglia all'ora, il bizzarro velivolo mi sorpasso' rapidamente...Stavo per tentare di inseguirlo. Mi accorsi allora che stavano sopraggiungendo almeno una dozzina di yo-yo, in formazione irregolare, come quando i caccia si sparpagliano per l'attacco!".
Mentre Baird, terrorizzato, già si immaginava un attacco in forze alla Terra, il primo yo-yo si sarebbe scisso in due, precipitando al suolo (per questo i giornali avrebbero scritto, erroneamente, che il pilota aveva 'abbattuto un UFO'). Ma, in barba alle ricerche del Pentagono e della base di Bozeman, non si trovo' nulla.
 
La prima foto di UFO
Venne scattata da un marinaio della guardia costiera americana il 4 luglio 1947. Il giovane si chiamava Frank Ryman e, quella sera, avvisto' nei pressi di Seattle un oggetto volante circolare, di colore biancastro. Corse a prendere la macchina fotografica e lo immortalo'. Nella fondo, che mostra un cielo stellato nero, si vede un globo scarsamente luminoso. La foto venne inviata all'USAF ed ingrandita venti volte. Verdetto ufficiale, si trattava di un pallone sonda.
 
Le prime inchieste
Nel settembre del '47 l'Aeronautica americana (USAF), messa in allarme dalle continue segnalazioni di dischi volanti, alcuni dei quali fotografati, decise di aprire un'inchiesta volta ad appurare se i fantomatici UFO fossero armi segrete sovietiche, fenomeni atmosferici sconosciuti o astronavi interplanetarie aliene.
Della ricerca fu incaricato l'ATIC, l'Air Technical Intelligence Center, la sezione dell'Aeronautica che si occupava di controspionaggio. Segno che le alte sfere vedevano negli UFO una diretta minaccia alla sicurezza nazionale.
L'anno seguente vide cosi' l'avvio del progetto Twinkle, che doveva investigare specificatamente sulle apparizioni di misteriose "palle di fuco verdi", scorte a piu' riprese dai piloti americani gia' durante la seconda guerra mondiale. Queste 'palle', ribattezzate "foo-fighters" o 'combattenti fantasma', inseguivano sia i caccia alleati che quelli del nemico, ed evitavano sempre lo scontro. Non sembravano cioe' ordigni offensivi. All'epoca, entrambi i blocchi in guerra avevano pensato a prototipi sperimentali della fazione avversaria; vedendo infine che gli aerei fantasma non attaccavano nessuno ne' facevano del male, col tempo le Aeronautiche ne ignorarono l' inspiegabile presenza.
Ma con i primi avvistamenti UFO l'USAF si ritrovo' a collezionare testimonianze anteriori al '47,e da li' l'idea che i foo potessero essere in realta' aeronavi sconosciute (aliene, russe d'altro tipo), che avevano seguito con indifferenza le sorti del conflitto mondiale, e non gia' fenomeni atmosferici sconosciuti, come da qualche tempo andavano ripetendo i quotidiani. Twinkle avrebbe dovuto chiarire questo mistero. Non ci riusci'.
 
Twinkle
Twinkle, 'Scintillio', chiamo' a se' il dottor Lincoln La Paz, un astronomo dell'Institute of Meteorics del Nuovo Messico, noto negli ambienti ufologici come scettico irriducibile. In un colloquio privato fra il maggiore dei marines Donald Keyhoe ed il capitano James Riordan emerse pero' che "...La Paz studio' l'ondata di 'palle di fuoco verdi' e disse che non si trattava di alcun tipo di meteora di cui egli avesse mai sentito parlare". "L'Aeronautica prese cio' seriamente?", domando' Riordan.
"Al punto da creare un progetto speciale che chiamarono Twinkle. C'eran tre stazioni con teodolite situate a Vaughn, Nuovo Messico, incaricate di triangolare accuratamente le palle di fuoco verdi. Molto stranamente i misteriosi oggetti non furono mai visti dagli uomini di Vaughn, ma costantemente segnalati nel resto del Sudovest. Quando il progetto passo' alla base di Holloman, Nuovo Messico, gli investigatori ebbero maggior fortuna. Parecchie palle verdi lucenti furono seguite mentre esplodevano ad una velocita' di circa 40.000 miglie orarie. Ma i ricercatori dell'area sottostante l'espolsione le cercarono invano".
"Quando si decise finalmente qualcosa?", domando' Riordan.
"Non lo so. Il rapporto e' ancora segreto", concluse Keyhoe.
Dal '48 al '69 Sign, Grudge e Blue Book furono i nomi di altrettante commissioni d'inchiesta gestite dall'Aeronautica. Sign, nota anche come 'Project Saucers' (Progetto Dischi), fu chiamata 'Segno' per simboleggiare l'intenzione di scoprire cosa si nascondesse dietro i misteriosi 'segni' celesti.
Sign era nata il 30 dicembre 1947 ed era diventata esecutiva il 22 gennaio dell'anno seguente, dopo che un generale, Nathan Twining, aveva inviato un rapporto segreto al Comando Generale dell'Aviazione, in cui si stabiliva che, a seguito di indagini puntigliose, i dischi volanti erano un fenomeno reale e non aggressivo. Consulente del progetto Sign venne chiamato l'astrofisico Joseph Allen Hynek, inizialmente molto scettico dei dischi volanti. Ma solo inizialmente.
 
L'affare Chiles
Un episodio che mise a dura prova l'iniziale scetticismo di Hynek, convinto che fosse possibile trovare una spiegazione naturale per ogni avvistamento UFO, si verifico' il 23 luglio 1948. Per la prima volta due testimoni competenti ed imparziali erano riusciti ad osservare molto da vicino un UFO. Protagonisti, il comandante C.S. Chiles ed il suo secondo, J.B. Whitted. I due stavano pilotando un DC-3 da trasporto della Eastern Airlines in volo da Houston a Boston. Alle 2.45 del mattino i nostri stavano volando a quota 1.600 metri, sopra Montgomery in Alabama quando Chiles vide, improvvisamente, un oggetto rosso cupo che si avvicinava rapidamente da destra. Chiles disse a Whitted che poteva trattarsi di un nuovo jet militare. Entrambi i piloti vedevano l'oggetto dirigersi verso di loro, ma non se ne preoccupavano. Tutte le luci di posizione erano accese ed essi dovevano essere molto vistosi; la notte era limpida e la luna splendeva in cielo molto chiara, si dissero i due. Che non temevano certo uno scontro nel cielo. Pure, in barba alle norme della piu' elementare prudenza, l'oggetto continuava a puntare minacciosamente verso i due, che ad ogni momento,lo vedevano diventare sempre piu' grande. Chiles e Whitted cominciarono a sudare freddo. Il 'fuso' era ormai loro addosso. Con la forza della disperazione cercarono di far inclinare sulla sinistra l'ingombrante DC-3. In quel momento l'oggetto cambio' rotta, sfrecciando a soli 30 metri dall'ala destra. Stava filando a piu' di 1000 km! Mentre i due piloti, pallidi in volto e madidi di sudore, osservavano con gli occhi sgranati quell'ordigno che si allontanava, l'UFO sprigiono' una fiammata arancione nella fusoliera e scomparve tra le nubi. In seguito, i due piloti dissero di aver notato una fila di oblo' lungo la fusoliera, che brillavano come lampi al magnesio. Il professor Hynek spiego' l'incidente con il passaggio di una meteora, mentre un altro consulente del Project Sign, astronomo, scrollo' le spalle ed attribui' il tutto alla fantasia troppo accesa dei due piloti. Tuttavia l'incidente ebbe una profonda influenza sul Sign, tanto che numerosi ricercatori stesero un rapporto informale sulla situazione, sostenendo che almeno una parte degli UFO potevano essere extraterrestri. Rapporto segreto consegnato al generale Vandemberg, e da questi distrutto perche' non si venisse a sapere della realta' degli UFO.
In quel periodo, difatti, il Pentagono si era mosso per ridimensionare la questione, paventando per la sicurezza nazionale, diramando un documento senza firma in cui gli UFO venivano spiegati come "riflessi solari su nuvole a bassa quota" (caso Arnold), "piccole meteore che riflettono le onde luminose" (i foo-fighters), "formazioni di ghiaccio vaganti nell'atmosfera". I continui e ripetuti avvistamenti sia di UFO che di umanoidi in tutto il mondo avrebbero pero' messo a dura prova la credibilita' di queste spiegazioni 'razionali'.
 
Sign
Il 22 gennaio 1948 l'Air Force rese operativo un nuovo progetto, Sign, che entro' in funzione in un clima tesissimo e frenetico. In due anni di attivita' la commissione raccolse un buon numero di avvistamenti e di rapporti, 375 dei quali altamente attendibili. Nonostante cio', incredibilmente, la conclusione dei lavori recapitata all'USAF fu che "nulla provava in assoluto l'esistenza dei dischi volanti". Una menzogna in palese contraddizione con quei 375 casi inspiegabili. Chi o cosa aveva tappato la bocca agli inquirenti del Sign? Lo scoprirete piu' avanti.
Dinnanzi alle conclusioni finali l'USAF, logicamente, sciolse la commissione che, nel febbraio di quello stesso anno, aveva assunto un altro nome: "Grudge", o "Rancore". Rancore. Verso chi?
Nei primi giorni di febbraio 1949 fu indetta a Los Alamos, Nuovo Messico, una riunione segretissima. Vi partecipavano il professor Joseph Kaplan, docente di fisica atmosferica, Edward Teller, padre della bomba H, e Lincoln La Paz. Alla fine dell'incontro gli scienziati trasmisero le loro conclusioni in merito agli UFO al Ministero della Difesa che, l'11 febbraio 1949, istitui' il progetto Grudge. Le disposizioni nei confronti dell'opinione pubblica erano chiarissime: minimizzare, minimizzare e ancora minimizzare. I testimoni andavano fatti rientrare in alcune categorie a scelta:
visionari,
ignoranti,
ubriaconi,
pazzoidi,
allucinati,
psicopatici.
Grudge passo' cosi' alla storia come il "Medioevo dell'ufologia". E, con un comunicato del 24 aprile 1949,il Pentagono si sbarazzava degli scienziati del Sign, trasferiti in buona parte da Dayton o ridotti drasticamente. I pochi studiosi rimasti riuscirono egualmente, da soli, a selezionare nell'ampia casistica raccolta un buon 23% di casi inspiegabili. Che vennero raccolti in un "Rapporto 102", steso con la consulenza di Allen Hynek e che chiudeva 'definitivamente' la questione dichiarando il problema "fittizio o illusorio".
 
Le indagini continuano
Anche l'ultima investigazione 'ufficiale' dell'USAF, la Commissione Condon all'interno del Project Blue Bok, si concluse nel '69 con scarsi risultati. Poiche' 22 anni di indagini non avevan portato ad alcun frutto, nei gruppi privati di ricerca composti da 'ufologi', come pure nella popolazione, si era diffusa la convizione che l'USAF stesse cercando di nascondere la verita',screditando ilfenomeno. Probabilmente per poterlo gestire meglio in segreto. Questo sospetto era alimentato dai continui dispacci stampa tranquillizzanti che l'Aeronautica consegnava pubblicamente e periodicamente alla stampa; nele veline gli avvistamenti erano continuamente spiegati e razionalizzati con spiegazioni convenzionali (nubi, palloni meteorologici, fulmini, voli d'uccelli) spesso talmente banali e puerili che, poco alla volta, anche i piu' scettici finirono col convincersi che l'Aeronautica nascondesse effettivamente qualcosa.
Un sonaggio effettuato nel 1950 dimostro' per l'appunto che il 94% della popolazione statunitense era convinta dell'esistenza degli UFO e che, soprattutto, sospettasse che il Governo nascondesse le prove al riguardo.
Persino lo stesso ATIC, dopo pochissime indagini preliminari, si era convinto della realta' del fenomeno e per tanto doveva esser al corrente del fatto che gli alti vertici del Pentagono negassero il fenomeno 'd'ufficio', per convenienza. Un atteggiameto che, all'interno delle Forze Armate, come pure dei servizi di Intelligence, non tutti avrebbero condiviso.
Gli investigatori dell'ATIC avevano dovuto escludere la "pista sovietica" (armi segrete di Stalin) che tanto stava a cuore a certi militari quali il generale Forrestal della Difesa, avendo constatato de visu le prestazioni eccezionali dei dischi, prestazioni che presupponevano una tecnologia altamente superiore a quella terrestre.
Dal '48 le Forze Armate avevano ufficialmente ridicolizzato la questione, risolvendola come "errata interpretazione di fenomeni atmosferici"; quattro anni dopo un astronomo scettico - che in seguito si scopri' lavorare per la CIA -, il professor Donald Menzel, avrebbe nuovamente rilanciato l'ipotesi 'atmosferica' dalle pagine del prestigioso 'New York Times', sparando a zero sugli UFO e su chi li vedeva.
Creando cosi' un'opinione di stato, prestigiosa e incontestabile (se non si voleva passare per creduloni). In perfetta armonia con la linea sostenuta dal Pentagono. Che pero', gia' nel dicembre del '49, aveva ricevuto un primo scossone. Dopo che il generale a riposo Donald Keyhoe, il veterano dei marines che avete appena conosciuto, aveva pubblicato su una rivista a grande diffusione, 'True', il frutto di otto mesi di indagini private sugli UFO. Con le quali si dimostrava che gli UFO esistevano ed erano extraterrestri.
La serieta' della rivista ed il prestigio dell'articolista ebbero un effetto dirompente sul pubblico. Gli UFO ricomparvero prepotentemente sulle prime pagine dei giornali, dopo esser stati 'dimenticati' per alcuni mesi, e l'articolo di Keyhoe venne piu' volte discusso pubblicamente.
Un seme era stato gettato. Un seme che sarebbe germogliato presto. Nel marzo del '50 la stessa rivista avrebbe pubblicato un altro pezzo, in cui questa volta era un comandante di Marina ed esperto missilistico, R.B.McLaughlin, che raccontava un proprio avvistamento dichiarandosi, senza mezzi termini, convinto di aver incontrato "una nave spaziale proveniente da un altro pianeta, guidata da esseri viventi dotati di intelligenza". McLaughlin aveva avvistato un grande disco che volava sopra la base militare di White Sands, accompagnato da due dischi piu' piccoli. Dopo aver sorvolato la postazione di un razzo per alcuni secondi, i dischi si erano allontanati ad incredibile velocita'.
L'intervista a McLaughlin fece rapidamente il giro degli uffici del Pentagono che, a seguito del clamore provocato, decise di muoversi. La CIA, il servizio segreto americano, sarebbe intervenuta intrufolando tre agenti nelle Forze Armate, con il preciso scopo di depistare le indagini sugli UFO. I tre avrebbero avuto parte attiva all'interno di una commissione d'inchiesta dell'USAF, comprendete Hynek ed affidata al professor H.P. Robertson. Quest'ultimo e' noto, negli ambienti ufologici, per aver steso un infame e dissacrante rapporto anti- UFO, pubblicato nel 1953. I cui si diceva che gli UFO non rappresentavao una miaccia per la sicurezza nazionale; la vera minaccia erano gli ufologi, che allarmavano la gente diffondendo idee rivoluzionarie, quali una certa sfiducia nei confronti della trasparenza del governo! Si trattava di un'idea tipicamente maccartista, figlia della guerra fredda allora in atto. "L'affluire incessante di resoconti sui fenomeni UFO costituisce una potenziale minaccia per il buon funzionamento degli organi di sicurezza dello Stato", dichiarava il rapporto. Che suggeriva il discredito (debunking) della materia e la sua copertura (cover up).
 
La commissione Robertson
Le riunioni si tennero segretamente dal 12 al 17 gennaio 1953 al Pentagono. Vi partecipavano, oltre a Robertson, Lloyd Berkner della Associated Universities, Luis Alvarez dell'Universita' della California, S.A.Goudsmith dei laboratori governativi di Brookhaven e Thornton Page della Hopkins University. Ma erano altresi' presenti il generale Garland, direttore del Centro Informazioni Aerotecniche dell'USAF, e tre agenti della CIA, che condizioneranno in maniera determinante i lavori della commissione. R.L.Clark, P.G. Strong e Marshall Chadwell, questi i loro nomi. Chadwell era il piu' importante dei tre ed era il piu' ostinato nell'imposizione del silenzio ad ogni costo. Costui, nel '77, riuscira' a creare una 'rete mondiale' di raccolta dati sugli UFO, costringendo i Paesi della Nato, Italia compresa, ad inviare segretamente a Washington tutto il materiale. Il coinvolgimento di Chadwell e' provato da un documento CIA ove il nostro, 'direttore assistente allo spionaggio scientifico del SI (Scientific Intelligence)', proponeva al direttore della CIA, Mr. Smith, il controllo dell'Air Force e della sua equipe investigativa, l'OSI, con l'intromissione di 'esperti' esterni. Esperti della CIA, naturalmente. Il segreto imposto dalla commissione Robertson avrebbe rappresentato una delle piu' grandi vittorie di Marshall Chadwell. Che, in cuor suo, auspicava comunque una "soluzione di questo problema". Soluzione da sfruttare militarmente.
 
Il rapporto da Iron Mountain
Nel '66 gli studi sugli UFO sarebbero passati all'Universita' del Colorado, nella persona del fisico Condon, personaggio ripetutamente invischiato con i servizi segreti e le ricerche nucleari. Spalla di Condon fu Lloyd Berkner, gia' presente nella Commissione Robertson. Costui, nel '61, aveva organizzato una conferenza a Green Bank, nel West Virginia, conferenza passata sotto silenzio stampa ma non sfuggita ai militari. Perche' promossa da J.P.T. Perman, membro del Comitato Scienze Spaziali ed intitolata "Vita intelligente extraterrestre".
Tale incontro, al quale parteciparono eminenti scienziati quali Struve, Cocconi, Drake, Urey e Lederberg, era nata sulla scia del Progetto Ozma, un piano radioastronomico che prevedeva l'ascolto di messaggi alieni sulla lunghezza d'onda di 21 centimetri. Ai lavori, aperti da Berkner, parteciparono "un gruppo di studiosi i cui campi di attivita' corrispondevano a molti di quelli citati in un rapporto segreto della CIA che un sedicente 'agente' John Doe dara' alle stampe sei anni piu' tardi". Il documento CIA, intitolato "Rapporto segreto da Iron Mountain sulla probabilita' e desiderabilita' della pace" citava con pseudonimi un gruppo di scienziati che facevano parte di un "gruppo speciale" dei servizi segreti americani. Il rapporto segreto conteneva, tra l'altro, il suggerimento della creazione di un "nemico oggettivo esterno alla Terra", ovvero gli alieni, da sfruttare come elemento di coesione fra superpotenze ostili, in piena 'guerra fredda'. Due elementi che troverete continuamente nella sezione sul cover up, incentrata proprio sulle vicende di questo 'gruppo speciale', il Majestic 12, e sulla pretesa 'minaccia extraterrestre', paventata da molti capi di stato, Reagan in testa, giusto per farsi aumentare dal Congresso gli stanziamenti per la corsa al nucleare e alle armi totali.
"Il rapporto segreto della commissione Robertson reso noto solo 14 anni dopo", scrivera' il sociologo italiano Roberto Pinotti, "non e' soltanto un indicativo esempio dell'atmosfera comunistofoba di MacCarthy, e' un'affermazione decisa e precisa della politica che gli USA hanno assunto e mantenuto al riguardo...".
Misure cosi' dure violente erano necessarie al Pentagono, che cercava di tener sotto controllo a tutti i costi un fenomeno che ogni giorno diventava sempre piu' palese e piu' sfuggente. E quindi preoccupante. Specie dopo gli avvistamenti di Gorman, Godman e Lubbock.
 
Attaccato da un UFO
Il caso Gorman fu uno dei piu' interessanti avvistamenti investigati dal Project Sign. L'episodio era accaduto il 1 ottobre 1948 nei pressi di Fargo, nel Nord Dakota. Il tenente George G. Gorman della guardia aerea nazionale del Nord Dakota si stava avvicinando alla propria base, dopo un volo di ricognizione. Quando aveva chiesto istruzioni via radio, la torre di controllo gli aveva confermato che l'unico aereo in volo era un piccolo monomotore Piper Cub. Mentre Gorman stava preparandosi ad atterrare, vide il proprio aereo illuminato da sotto. Improvvisamente una luce lo supero' da destra. Stupito, il nostro penso' che si trattasse della luce di coda di un altro velivolo e si mise immediatamente in contatto radio con la torre di controllo per protestare. Ma da terra gli fu risposto che, sul radar, c'era solo il Piper Cub. Incuriosito, il nostro decise allora di inseguire quella luce, per vedere meglio da vicino cosa fosse. Mentre invertiva la rotta per intercettare il velivolo misterioso, il pilota vide chiaramente la sagoma dell'altro aereo che si stagliava sul fondo della citta' illuminata. La luce notata da Gorman non sembrava esser collegata ad un corpo solido. Il pilota lancio' allora l'aereo alla massima velocita' e si avvicino' fino a quasi 1000 metri di distanza dall'UFO. La luce aveva un diametro di circa 15 centimetri e lampeggiava. Quando Gorman si avvicino' la luce smise di lampeggiare e l'aereo sbando' bruscamente a sinistra.
Dopo una serie di manovre repentine Gorman si trovo' in rotta di collisione con il piccolo ordigno. La luce stava puntando dritta verso l'aereo! Gorman si getto' in picchiata. Il disco volante manco' la calotta dell'aereo per pochi centimetri, poi prese quota e scomparve. Al nostro non resto' che rientrare a Fargo per fare rapporto dell'incredibile episodio di cui era stato protagonista. Nel resoconto consegnato all'ATIC Gorman dichiaro': "Ho avuto la netta impressione che il comportamento dell'UFO fosse determinato da un agente dotato di facolta' intellettive".
Lo stesso oggetto era stato visto da terra da quattro testimoni, che pero' non avevano notato l'aereo di Gorman, uno dei primi piloti ad essere stato attaccato da un UFO!
 
Il caso Mantell
Il secondo pilota 'attaccato' da un UFO fu invece il comandante Thomas Mantell.
Stato dell'Indiana, ore 14.30 del 7 gennaio 1948. Un oggetto piatto e circolare, luminoso, stava sorvolandola citta' di Madison, sfrecciando ad almeno 500 miglia orarie. Immediatamente decine di telefonate da Lexington, Elisabethtown e Fort Knox facevano saltare i centralini dell'aerodromo militare di Godman Field. L'oggetto luccicante dava l'impressione di essere in missione ricognitiva. Era americano? Era russo? Occorreva indagare, specie visto che stava sorvolando il celebre forte, cassaforte della riserva aurea degli Stati Uniti. Mezz'ora dopo l'oggetto, o uno simile, compariva proprio sulla verticale della base militare di Godman. Il colonnello G.F.Hix, osservandolo con il binocolo, lo descrisse come "un disco fiammeggiante di enormi proporzioni". Con un diametro di circa 50 metri.
Immediatamente vennero allertati tre caccia P-51 Mustang, che stavanorientrado alla base, comandati dal capitano Mantell. Ai tre fu ordinato di intercettare l'ordigno in movimento. Facile a dirsi, difficile a farsi. I tre aerei erano in riserva. E due abbandonarono pertanto quasi subito la caccia. Piu' ostinato il comandante, che con evidente sprezzo del pericolo, puntava direttamente verso l'UFO. "Lo vedo benissimo! E' un'enorme massa di metallo che ruota vorticosamente, attorniata da vampe rossastre!", avrebbe comunicato via radio."Ha la forma di un cono rovesciato; in cima c'e' una specie di macchia rossa intermittente e luminosa..."
Stando alle fonti ufficiali l'ultimo messaggio di Mantell sarebbe stato:"Il disco rotea su se stesso salendo verticalmente a grande velocita'. La mia riserva di ossigeno e' prossima all'esaurimento, ma continuero' l'inseguimento fin verso i 20.000 piedi".
Ma, secondo talune indiscrezioni, Mantell avrebbe anche aggiunto:"Mio Dio, c'e' della gente la' dentro!"
Poi, piu' niente. Il contatto radio si sarebbe interrotto dopo uno schianto terribile. Il giorno successivo le pattuglie di Godman, su segnalazione della polizia, avrebbero trovato i resti dell'aereo di Mantell sparpagiati per decine di metri. Mantell, naturalmente, era morto.
Alla stampa venne rigorosamente vietato l'accesso alla zona, non fu permesso scattare alcuna foto, non venne rilasciato nessun comunicato stampa; ma la notizia fuoriusci' lo stesso. Infatti, "non si trattava di una semplice sciagura aerea, una delle tante che funestano l'attivita' e la storia del volo meccanico", commentera' lo scrittore Renato Vesco."Era il 'caso Mantell', un episodio misterioso, reso ancora piu' sconcertante dalla constatazione che una parte dei rottami risulto' 'minutamente sforacchiata e resa quasi porosa, rugosa, come se su essi avessero agito combinatamente una vampata di intenso calore e un violento getto abrasivo'...".
Mantell era stato ucciso da un UFO?
La risposta non fu mai data. La risposta a questa domanda la conosce solo la CIA e noi non la sapremo mai. La versione ufficiale e' che Mantell sia morto inseguendo un miraggio, la luminosita' di Venere...
 
Le enigmatiche luci di Lubbock
Verso le 21.20 del 25 agosto 1951 il dottor A. G. Oberg, chimico, il dottor W. Robinson, geologo, il fisico George e l'ingegner W.L.Ducker, tutti del Texas Technological College, si stavano tranquillamente sorbendo un te' in casa del dottor Robinson, alla periferia di Lubbock. Argomento della conversazione, le micrometeoriti, che avrebbero potuto ostacolare i viaggi interplanetari. Quasi a risposta dei dubbi degli astanti, in quel momento comparivano improvvisamente in cielo una trentina di globi azzurrognoli disposti a V, che puntavano rapidissimi verso sud. Il gruppo, sbalordito, rimase qualche istante a guardare quegli oggetti, che in pochissimi secondo avevano attraversato il cielo limpido e stellato "a 40 gradi sopra l'orizzonte". "Probabilmente torneranno", esordi' uno del gruppo. E cosi' fu. All'incirca un'ora dopo le strane luci ricomparvero. Sembravano esser diminuite e viaggiavano in gruppo serrato, non piu' in formazione. E ricomparvero anche nelle notti successive (quindi non erano meteoriti) al punto che, sparsasi la voce, ben presto si contarono non meno di 350 testimonianze. Robinson, fra agosto e novembre, fu spettatore del passaggio di ben 12 formazioni composte ogni volta mediamente da 20 oggetti. Il 31 agosto uno studente del Texastech, Carl Hart junior, in paziente attesa degli oggetti con una Kodak 35, riusci' a scattare cinque immagini a tre diverse formazioni a V, foto che fecero il giro del mondo.
E che misero in allarme l'Aeronautica. In merito il capitano Ruppelt, interpellato dalla stampa, si scarico' la coscienza restando ambiguo: "Nulla prova che le fotografie siano un falso ma nulla ci ha per ora provato che siano autentiche". "Un responso degno dell'antica Sibilla cumana", commentera' il ricercatore Renato Vesco.
Le foto, che finiranno presto in tutti i libri di ufologia, e che ispireranno persino un episodio dei telefilm 'Project UFO', costringeranno la CIA a scendere in campo. Sara' Menzel uno dei piu' accaniti distruttori del caso Lubbock. Verso la fine del '51 il nostro esordi' con la sua assurda teoria dei 'miraggi per inversione della temperatura atmosferica', demolita in seguito dal matematico francese Aime' Michel. Con l'arroganza tipica di certi cattedratici, chi non aveva visto pretendeva di giudicare meglio dei 4 pezzi grossi dell'Universita' del Texas. Ed i giornali abboccarono.
In laboratorio Menzel, servendosi di un fascio di luce proiettato in un cilindro pieno di benzolo ed acetone, riusciva a creare delle macchie di luce a forma discoidale. E se si agitava la mistura, le macchie si spezzettavano, creando l'effetto 'luci di Lubbock'. Era la scoperta dell'acqua calda. Un esperimento totalmente privo di significato, che colpi' pero' l'immaginazione (e l'ignoranza) della stampa, che si presto' cosi' a smontare il caso. Durante l'esperimento, Menzel commento': "Osservando la macchia di luce proiettata su quella specie di schermo fluido, non vidi un cerchio luminoso, ma un oggetto marcatamente ellittico, ossia un perfetto disco volante". "Che scoperta!", commentera' argutamente Vesco in 'Operazione plenilunio'. "L'immagine non era che il prodotto della 'sezione' parallela alla base di un cilindro obliquo, cioe' del fascio luminoso inclinato!". E c'e' da chiedersi come mai, fra tanti 'genii' della scienza, nessuno si sia accorto dell'errore di partenza del nostro Menzel...
 
Ancora avvistamenti
Il 12 settembre 1951 il Project Grudge sarebbe stato riattivato.
Ancora una volta con scarsi risultati, che porteranno, nel marzo dell'anno seguente, alla sua soppressione e rinascita a furor di popolo, come 'Project Blue Book', sotto la direzione del capitano Ruppelt, una mente piu' aperta che cerchera' di sottrarsi alla machiavellica ragion di stato del discredito. Spingendo cosi' la CIA ad intervenire direttamente, e pesantemente, negli affari dell'USAF.
Nel frattempo, nel '52, una nuova ondata di avvistamenti avrebbe interessato gli Stati Uniti, colpendo l'immaginario collettivo e portando alla nascita di sette ufologiche di 'contattisti' (contattati cioe' dai 'fratelli dello spazio'). Il 20 novembre di quell'anno, infatti, un commerciante di Palomar Garden avrebbe avuto un preteso contatto fisico con un venusiano bello, alto e biondo. E da quel momento il nostro, un polacco naturalizzato americano a nome George Adamski, avrebbe cominciato a divulgare una sua dottrina filosofica sui 'fratelli cosmici'. Attirando su di se' l'attenzione di migliaia di curiosi. Attenzione che avrebbe procurato un enorme fastidio a chi cercava di far dimenticare il fenomeno UFO. I cui tentativi di razionalizzazione venivano continuamente demoliti da avvistamenti sempre piu' nuovi e sconcertanti. Un esempio? Leggete i tre dispacci stampa qui riportati...
 
Tornano gli UFO
"Il Ministero dell'Aeronautica comunica oggi che su Los Alamos, Nuovo Messico, dove hanno sede i grandi impianti atomici americani, e' stato visto volare un 'oggetto non identificato'. Osservatori da terra riferiscono di aver scorto attraverso i binocoli 'qualcosa di luccicante', dall'apparenza metallica, sorvolare la zona per 30 minuti il 29 luglio". (Corriere d'Informazione, 3 agosto 1952).
 
"Il fisico Noel Scott e' riuscito, servendosi di recipienti di vetro contenenti una miscela di gas e di aria ionizzata, a determinare fenomeni magnetici che hanno tutte le caratteristiche dei 'dischi volanti' osservati in gran numero negli ultimi tempi nel cielo degli Stati Uniti.
Scott ha spiegato che, introducendo molecole di aria ionizzata in un recipiente di vetro a forma di campana nel quale sia stato fatto il vuoto parziale, ne risultano sfere color arancione, dischi e funghi, che non solo rassomigliano in modo impressionante ai 'dischi volanti', ma vengono intercettati e segnalati dal radar esattamente come i 'dischi'.
Quando un corpo magnetizzato viene messo in movimento all'esterno del recipiente, nell'interno di questo si accendono strane luci che prendono a guizzare a velocita' fantastica, girando a caso, ondeggiando e cambiando direzione repentinamente.
L'intervento di un altro corpo magnetizzato sconvolge evidentemente i campi magnetici e questo spiegherebbe perche' mai nessun aereoplano, levatosi in volo in direzione dei 'dischi volanti' visibilissimi da terra, sia mai riuscito ad osservare da vicino il fenomeno: evidentemente la presenza dell'aereo rompe il campo magnetico che aveva dato origine ai 'dischi'". (Corriere d'Informazione, 7 agosto 1952).
 
"Bonn, 8 agosto, notte. Un disco volante sarebbe precipitato su una delle isole Svalbard nel mare Artico...Tra i rottami e' stata trovata una radio a nucleo di plutonio che trasmette su tutte le onde un segnale della forza inconsueta di 934 hertz..." (Corriere d'Informazione, 9 agosto 1952).
 
Il caso Nash-Fortenberry
Il 14 luglio 1952 un pilota della Pan American Airlines, il comandante William B. Nash, ed il suo secondo pilota, il comandante Fortenberry, stavano volando a quota 2400 metri nei pressi di Newport News, in Virginia. Erano circa le 20.15 quando, all'improvviso, in cielo comparvero sei grandi dischi che volavano in formazione, al di sotto del loro DC-4. Ad una velocita' di circa 1800 km/h! I dischi apparivano di metallo incandescente, arancio brillante e sembravano puntare dritti verso l'aereo. Quando la formazione si avvicino', a scaglioni, il disco alla testa prese a rallentare, poi si giro' orizzontalmente, di taglio. Come per un ordine, immediatamente gli altri 5 dischi si misero di taglio. A quel punto la macchina alla testa viro' all'indietro in orizzontale, puntando verso ovest. Seguendolo, anche gli altri mutarono direzione. Un secondo dopo altri due dischi apparvero da sotto il DC-4. Quando accelerarono per raggiungere la formazione, Nash e Fortenberry notarono che il loro colore tendeva a schiarirsi. Questo indicava apparentemente un effetto della propulsione di quelle macchine, pallide quando giravano in tondo, splendenti quando acceleravano. Meravigliati ed un po' infastiditi, i due piloti si misero in contatto radio con Norfolk e riferirono quanto avevano visto. E nel tempo in cui gli ufficiali dell'Intelligence dell'Aeronautica li interrogavano a Miami, la storia fini' sui giornali. Il caso Nash/Fortenberry era infatti interessantissimo perche', per la prima volta in maniera definitiva, gli UFO avevano dimostrato un comportamento intelligente. Il che presupponeva che fossero velivoli manovrati da piloti e non sonde teleguidate. Con un capo che comandava, mentre gli altri eseguivano. Proprio come nelle nostre missioni aeree.
Dodici ore dopo la testimonianza dei due piloti all'ATIC, un pilota commerciale scorse su Newport News due dischi dalle luci pulsanti. Volavano a piu' di 600 miglia orarie (=965,4 km/h); nella stessa notte un altro disco veniva scorto da alcuni ufficiali navali di Miami. Altri resoconti giunsero da Norfolk, dalle Bahamas e da Hampton, Virginia .
Un ultimo dato. Il Douglas DC-4 era un aereo da trasporto da 10 tonnellate, costruito dal '41 al '47 in un migliaio di esemplari. Poteva volare ad una velocita' massima di 450 km/h. I sei dischi volavano a 1800 km/h. Quattro volte tanto!
 
Caccia all'UFO
La sera del 23 novembre 1953 gli addetti radar della Difesa Aerea del Michigan notavano sugli schermi il 'blip' di un oggetto volante sconosciuto. Veniva immediatamente allertata la base di Kimross, che spediva un reattore F 89 a controllare. Ai comandi, il veterano Felix Moncla e, al radar, l'operatore tenente Wilson. Il 'blip' stava cambiando rotta, dirigendosi verso il Lago Superiore. L'aereo militare, guidato dai radar, continuava l'inseguimento in quella direzione. Gli operatori a terra stavano seguendo eccitati le fasi della caccia: sul radar si vedeva l'aereo militare che, velocissimo, riduceva sempre di piu' la distanza dall'UFO. Ad un certo punto, accadde l'inspiegabile. L'aereo di Moncla scomparve. Sullo schermo radar era rimasto solo il 'blip' dell'UFO! Momento di panico. Il disco aveva distrutto l'aereo? L'UFO rimase immobile per qualche istante e poi scomparve a sua volta dallo schermo. In quel momento a terra scoppio' un pandemonio. Uno degli addetti radar urlo' che "era come se il blip dell'oggetto avesse ingoiato quello dell'aereo!"
Non sappiamo se sia andata veramente cosi'. Il giornalista Peter Nobile ha commentato: "Di concreto ci fu la scomparsa, senza alcuna traccia, dell' F 89, un caso degno del Triangolo delle Bermuda. Mezzi aerei e navi perlustrarono il Lago Superiore senza trovare alcuna traccia dell'aereo scomparso". Una storia difficile da spiegare alle famiglie dei due piloti...
 
L'UFO di Edwards
California, 1954. Un caccia a reazione di tipo Martin B-57 stava volando sopra la base militare di Edwards, assieme ad un Convair, a bordo del quale si trovavano alcuni fotografi professionisti. Questi ultimi dovevano scattare delle foto al B- 57 a scopo pubblicitario. Cosa che puntualmente fecero. Il mistero nacque al momento dello sviluppo delle foto. Quando, cioe', gli addetti stampa notarono, in una immagine, una forma affusolata ed appiattita che stava inseguendo l'aereo e che, a regola, non avrebbe dovuto esserci. Ingrandita al massimo, la 'macchia' mostrava un ordigno con una base di color verde ed alcune luci rosse. La foto suscito' un vero pandemonio. Gli esperti dissero che l'oggetto non era niente di conosciuto e immediatamente vennero effettuati altri voli sopra la zona, alla ricerca del fuso volante.
Poi, arrivo' il responso ufficiale, da tutta una serie di esperti. La macchia era una nuvoletta provocata dall'impatto di un meteorite con gli strati alti dell'atmosfera.
 
Il caso Socorro
Era considerato da Hynek come uno dei casi piu' validi ed interessanti studiati dal Blue Book.
"La piu' strana e la piu' attendibile segnalazione di UFO e' venuta oggi da Socorro nel Nuovo Messico e ha dato la stura a una serie di supposizioni sulla stampa. Presso Socorro in uno dei punti piu' desertici del lunare Stato, dove sono stati compiuti i primi esperimenti atomici americani, e' stato visto da parecchie persone un oggetto lucente a forma affusolata, capace di stare sospeso a mezz'aria. La segnalazione e' venuta da parte dell'agente di polizia Lonnie Zamora, e da parte di altri cittadini che l'Aviazione americana, dopo un'indagine condotta sul posto, ha definito 'onesti e sinceri'.
L'agente Zamora dice che l'oggetto era bianco alluminio, portava un segno rosso simile ad una A con tre righe trasversali, e che due figure umane in tuta bianca stavano fuori. Sono rientrate nell' 'oggetto' che e' volato via con un boato a grande velocita' allorche' l'autoradio del poliziotto si e' avvicinata. Altre sei persone hanno fatto rapporto scritto sulla segnalazione ognuna all'insaputa dell'altra e fra queste un giovane, il quale dice di aver osservato l'oggetto sospeso a trenta metri d'altezza nei pressi di Moriarty. L'Aviazione ha inviato da Washington il dottor Allen Hynek e da Wright Patterson il sergente tecnico David Moody. Il dottor Hynek sta ora indagando e dalle deposizioni ottenute decidera' se andare a Espagnola, dove il capitano di polizia Martin Vigil ha trovato un punto surriscaldato di terreno roccioso venti ore dopo una segnalazione. Le autorita' piantonano ora la localita', dove si notano quattro impronte a forma di cuneo..." (Il Giorno, venerdi' 1 maggio 1964).
 
I migliori otto casi UFO
A seguito di tutte queste segnalazioni, ripetute nel corso degli anni ed autenticate dalla serieta' dei testimoni, parecchi scienziati decisero di raggrupparsi in associazioni di studio private, visto che il Governo non cavava un ragno del buco, per studiare con metodo scientifico i casi piu' interessanti.
Uno dei piu' grandi esperti UFO nel mondo, l'ingegnere dell' Air Research William Spaulding, ha selezionato gli otto casi UFO meglio documentati, su richiesta di un almanacco americano noto come "Book of List", edito dalla Bantam Books. Spaulding, membro della Ground Saucer Watch, ha ripetutamente denunciato il cover up governativo e, forte di un'esperienza piu' che ventennale, ha selezionato otto fra i casi piu' interessanti e convincenti, alcuni dei quali da lui ottenuti a furia di battaglie legali contro il Governo.
Si tratta di otto casi in parte riportati in queste sezioni, e cioè:
le foto di Paul Trent a McMinville, maggio 1950;
l'avvistamento dei piloti Nash e Fortenberry, 14 luglio 1952;
il flap su Washington D.C., nel luglio del '52;
il filmato di Mahyer, luglio 1952;
il caso radar-visuale sul Golfo del Messico, 6 dicembre 1952;
il caso del B-47, 25 settembre 1957;
il flap del novembre 1957;
l'UFO su Teheran, settembre 1976.
 
Vediamo i casi mancanti.
L'affare di McMinville coinvolse un fattore dell'Oregon che riusci' a scattare due foto ad un disco comparso in lontananza. "Le due foto" commenta Spaulding "contengono numerose informazioni. Una di esse venne analizzata dai maggiori esperti dello Stato e definita come "una delle migliori fotografie di UFO analizzate". Dopo un dettagliato trattamento computerizzato, simile alle analisi svolte dagli ufficiali spaziali della NASA sulle immagini dei satelliti, la fotografia venne giudicata autentica. Il signor Trent scatto' in buona fede una delle poche fotografie che sfido' la scienza...". E che fini' negli archivi del Blue Book.
A livello documentaristico altrettanto interessante fu il film Mahyer, classico esempio di cover up governativo.
Nel luglio del 1952 il marine Ralph Mahyer si trovava a Miami, in Forida, allorche' scorse in cielo un oggetto non identificato di forma ovale. Mahyer, che aveva con se' una cinepresa 16 mm riusci' a riprendere per 50 fotogrammi, prima che l'oggetto sparisse dal suo angolo di visuale.
Visibilmente eccitato, il nostro, ligio al dovere, avvisò immediatamente i superiori. Venne cosi' contattato da un supervisore militare che, a nome dell'Esercito, pretese ed ottenne il filmato, promettendo di restituirglielo quanto prima. Fortunatamente Mahyer, non fidandosi troppo, trattenne con se' sette fotogrammi, in attesa di saperne di più. Fu una scelta saggia perche', passato un anno, nessuno dell'Esercito si era ancora fatto vivo.
Nel 1957 il nostro si decise a parlarne con i giornali. Ed, immediatamente, venne contattato dalla CIA, che pretendeva tutto il filmato. Tutto il filmato? Ma allora chi, anni prima, glielo aveva sequestrato? Dinnanzi alla richiesta di ottenere i fotogrammi mancanti, gli agenti della CIA ottennero un secco rifiuto. Deluso dal governo, Mahyer decise di rivolgersi agli ufologi della Ground Saucher Watch, che analizzarono i sette fotogrammi rimasti ed autenticaroo il caso, fra i pochissimi a resistere a qualsiasi indagine razionalistica.
Immediatamente dopo, la Ground Saucer Watch intento' un'azione legale contro la CIA, per il recupero dei fotogrammi mancati. E per avere cosi' finalmente indietro tutta la pellicola. Ci credereste? Questa non venne mai restituita.
E vediamo gli altri casi. Due riguardano dei flap, cioe' delle ondate di avvistamenti UFO, con decine, o centinaia di testimoni. In un caso una squadra di UFO sorvolo', in due consecutivi weekend nel luglio del '52,la Casa Bianca. Che, come e' noto, e' 'no flight zone', zona interdetta al volo. E questo mise in allarme i militari. Tre diverse unita' radar captarono dodici ordigni che filvano ad alcune centinaia di miglia orarie, effettuando impossibili manovre sopra il cupolone di Washington. Nel novembre del '57 un nuovo flap interesso' gli States, dopo che un gigantesco UFO fu visto dalla polizia di Levelland, Texas.
Nel caso del B-47, un intercettore americano in volo di addestramento sul golfo del Messico, il 25 settembre 1957, ebbe un traumatico faccia a faccia con un gigantesco UFO, intercettato anche dai radar a terra. Il disco volante, munito di un grande nucleo rosso, sembrava voler giocare con il B-47, ronzandogli attorno in circolo ed emettendo fasci di microonde. In questo caso il Governo provvide ad intervenire pesantemente, facendo sparire tutte le registrazioni radar.
Un altro caso radar-visuale (per un usare un termine di Hynek, cioe' un avvistamento a occhio nudo e con supporto radar) fini', come inspiegato, negli archivi del Blue Book dopo che il 6 dicembre 1952 un B-29 incontro' una squadriglia di UFO sempre sul golfo del Messico. Uno di questi ordigni, di taglia modesta, fu visto (sul radar) entrare in un disco piu' grande, che da 5000 miglia orarie passava istantaneamente a 9000, allontanandosi. Confermando una tesi cara agli ufologi, che esistano cioe' delle 'astronavi-madre' che trasportano i ricognitori piu' piccoli. Con questo caso il Blue Book avrebbe avuto finalmente una conferma strumentale delle incredibili velocita' dei dischi volanti.
Ma uno dei casi piu' affascinanti, l'ultimo dela lista, si verifico' nel '76 a Teheran e fu cosi' clamoroso da coinvolgere i servizi segreti di differenti Paesi, dalla CIA ai mokhabharat iraniani.
 
La storia segreta degli UFO
Cio' che avete sinora letto fa parte della storia 'ufficiale' sugli UFO, quella che, per intenderci, compare in qualsiasi buon libro di ufologia. Qui sono state riassunte le tappe piu' salienti sia per offrire al lettore una panoramica completa e generale del momento storico di questo fenomeno, sia per correggere taluni fatti e talune date che in molti libri vengono presentate con errori.
In realta' la storia degli UFO, quella meno ufficiale, quella meno palese, andrebbe retrodatata di alcuni anni. All'epoca in cui il mondo scopri' per la prima volta l'esistenza di misteriosi 'razzi fantasma' nei cieli d'Europa.
In questo modo la nascita dell'ufologia - confermata da inchieste militari e dal relativo cover up - viene spostata nelVecchio Continente, e non gia' nel Nuovo.
 
Razzi fantasma sopra l'Europa
Un flap in piena regola aveva interessato l'Europa nella prima meta' del secolo: tra il 1940 ed il 1946 la Svezia aveva organizzato una massiccia rete di sorveglianza aerea per dare la caccia ai misteriosi "razzi fantasma" che violavano il proprio spazio aereo. I nostri fecero le cose in grande. Centinaia di posti d'osservazione, gestiti da militari, scrutavano il cielo. alla ricerca di quegli insoliti ordigni a forma di fuso, che sfrecciavano a velocita' pazzesche sopra le citta.
Perche' i militari, direte voi? Perche' la Svezia era convinta che i "razzi fantasma" fossero qualche nuova diavoleria germanica, subito ribattezzata dalla stampa di Stoccolma "V-3". Le "V-3" avevano sorvolato le citta' svedesi nell'inverno '44- '45 ma stranamente non erano cadute al suolo esplodendo, come accadeva di solito. Semplicemente, questi razzi si limitavano a sorvolare la citta'. Negli archivi della Difesa vennero catalogate circa 16.000 segnalazioni, segno che tutti assistettero al fenomeno, 5890 delle quali "non identificate". Nel gennaio del '45 Stoccolma protesto' formalmente con Berlino. Gli svedesi erano infatti sicuri che le V3 arrivassero dalla vicina base di Peenemuende. Ma non era cosi' Perche' l'ondata di avvistamenti interesso'anche altri Paesi. Come l'Italia. Il "Corriere della Sera" del 19 settembre del '46 avrebbe scritto: "Un altro fenomeno simile a quello registrato l'altra sera alle 22 nel cielo di Modena si e' verificato a Imola alle 19.34. Un bolide infuocato ha descritto una breve parabola lasciando una scia luminosa di fuoco. Poiche' a quella'ora c'era ancora una discreta luminosita', si ritiene che non si tratti di una delle solite meteore frequenti nelle notti estive. Ancora non e' possibile stabilire la natura dello strano bolide". Due giorni prima un altro giornale aveva scritto:"Un siluro volante nel cielo di Belgrado. Nessuna esplosione e' stata avvertita dagli spettatori ne' durante l'apparizione ne' dopo la scomparsa della presunta bomba volante. Misteriosi proiettili volanti sono stati osservati piu' volte nel corso di molti mesi nel cielo della Svezia". Lo stesso giornale avrebbe scritto, il 21 settembre: "Misteriose meteore anche nei cieli africani, sopra i distretti occidentali dell'Africa settentrionale. Vengono descritte come globi gialli con lunghi filamenti di fiamme e una luce giallastra in coda". 8 giorni piu' tardi un meteorologo, il professor Filippo Eredia, avrebbe dichiarato che i bolidi non potevano essere altro che meteore provenienti dalla cometa di Tuttle. Una spiegazione non troppo credibile,perche' i frammenti avevano colpito l'Italia a piu' riprese, in giornate differenti: il 17 settembre Bologna ("proiettili razzo") e Vercelli ("bombe volanti"), il 19 Torino ("bolidi luminosi"), il 20 Roma e Livorno ("segnali luminosi,proiettili"), il 21 ed il 22 Firenze, il 4 ottobre Varazze ("un disco infuocato"), il 5 ottobre Bari, il 12 Trieste e Cagliari. Le descrizioni erano tutte differenti. E sebbene l'ipotesi dei meteoriti potrebbe al limite bastarci, il fatto che la stampa utilizzasse continuamente termini quali "bombe" e "razzi" contribui' non poco a creare la psicosi dell'arma segreta. In un documento top secret del 4 settembre 1946 una spia che si firmava 'Mr.Lyon' inviava al Dipartimeto di Stato americano una relazione, indirizzata al responsabile dell'ufficio, Jack Morgan. "Sebbene 800 segnalazioni" diceva il documento "siano gia' state ricevute ed altre ne stiano arrivando, gli svedesi non hanno ancora delle prove definitive. Rapporti dettagliati sono stati inviati a Washington dai nostri militari e dai distaccamenti navali. Il mio informatore personale e' convinto che la Russia stia sperimentando un'arma segreta. Ha promesso di avvisarmi per tempo se verra' scoperto qualcosa di concreto...".
Questi oggetti misteriosi avevano da tempo allarmato gli americani, che li avevano ribattezzati "foo-fighters" o caccia di fuoco. I foo eran stati fotografati sopra Los Angeles il 24 febbraio del 1942 (ed un rapporto del generale Marshall era stato inviato direttamete al presidente) e, poco dopo, altri tre casi documentati fotograficamente sarebbero stati raccolti. Nel maggio del '44 un foo era stati ripreso in volo da un pilota tedesco sopra la citta' di Kaernten; l'anno seguente due oggetti, uno circolare l'altro triangolare, si erano intromessi in una squadriglia di caccia giapponesi Ida 98 in volo sui monti Suzuka, scatenando un prevedibile panico. Un globo luminoso, infine, aveva seguito una squadriglia di bombardieri nipponici Lily 99. Ma molte altre segnalazioni erano state raccolte sulla carta, in varie localita' del mondo. Autori come Henry Durrant e Marcello Coppetti ne trattano diffusamente nei loro libri. Secondo lo scettico Renato Vesco i foo altro non erano che armi segrete tedesche, al plasma, conosciute come feuerball, "palle di fuoco". Si trattava di piccoli ordigni teleguidati che, avvicinandosi ai caccia, producevano disturbi elettromagnetici, che potevano far perdere il controllo dell'aereo all'avversario.
E' possibile. Ma non si capisce perche' i nazisti avrebbero dovuto lanciare le feuerball anche contro gli alleati italiani e giapponesi.
 
La corsa allo spazio
Non solo, sappiamo che i foo-fighters vennero segnalati da tutti i blocchi in guerra ed entrambi li avevano scambiati per qualche "nuova diavoleria del nemico". Come succedera' con i dischi volanti, durante la guerra fredda USA-URSS.
Credendo che i "razzi fantasma" fossero nuove armi segrete, costruite dagli scienziati nazisti catturati dall'armata rossa, l'America intensifico' la produzione bellica, a guerra finita. Con nuovi esperimenti atomici nell'isola di Bikini e con lanci di razzi V-2 dal poligono di White Sands, Nuovo Messico. In un caso, gli ingegneri americani, con l'aiuto dei pochi tedeschi arresisi loro (come Von Braun) riuscirono a far volare una V-2 a 135 km d'altezza, "superando tutte le quote sinora raggiunte". Il giorno dopo un giornale italiano avrebbe pubblicato in prima pagina la foto di una postazione di avveniristici cannoni, commentando: "Sono i nuovi tipi stratosferici, controllati dal radar e provvisti di cervello elettronico. Difenderanno l'esercito americano contro i razzi atomici". Quando leggemmo questa notizia fummo adssaliti da un dubbio. Perche' costruire delle armi che avrebbero potuto abbattere dei velivoli solo ad altissima quota, che nessuna potenza nemica aveva? E quanto ai razzi atomici, sappiamo che la Russia riuscira' a costruirli solo alcuni anni dopo. Possibile che gli americani fossero stati tanto previdenti da costruire, tre anni prima, i cannoni per abbattere le atomiche russe?
Possibile che il Congresso avesse autorizzato delle spese cosi' ingenti per un "nemico invisibile"? Ma forse l'America non doveva difendersi dagli aerei atomici. Forse doveva difendersi dai dischi volanti. Beninteso, non da quelli di pretesa natura aliena, ma da certi prototipi discoidali studiati dagli ingegneri del Terzo Reich e battezzati V-7, caduti in mano all'armata rossa. Sulle cui prestazioni si era favoleggiato parecchio.
E non e' escluso che gli USA avessero scambiato i foo-fighters per V-7 russe gia' funzionanti ed avessero accelerato i lavori. Paradossalmente, un mese dopo questi fatti, anche i russi avrebbero varato un piano difensivo analogo, creando delle reti di difesa che ricordano molto le tecniche dello scudo spaziale reaganiano. "Da fonti tedesche (!) si assicura che i russi stiano attualmente lavorando ad un nuovo e potentissimo proiettile a razzo, il V-4 tedesco, e ad un aeroplano tedesco a reazione che dovrebbe volare ad oltre 700 km l'ora. I piani di queste costruzioni sarebbero stati ritrovati nelle officine sotterranee di Heinkel e Arado presso Rostok e nella Junker a Dessau". Era iniziata la corsa frenetica agli armamenti.
Gli americani, con la fantasia, stavano volando alto. Illudendosi sulle capacita' dei tecnici tedeschi passati dalla loro parte, come Werner Von Braun. Da qui l'entusiastica dichiarazione della Casa Bianca, il 30 luglio del '46: "L'uomo viaggera' a bordo dei razzi. I tecnici aeronautici dell'Esercito confidano di poter costruire entro i prossimi 5 anni un razzo a bordo del quale potra' viaggiare l'uomo, che potra' innalzarsi nell'atmosfera fino a quota 800 km. Alcuni degli apparecchi saranno pronti gia' nell'autunno del '46". Gli esperimenti avvenivano nel Nuovo Messico. Si lanciavano delle V-2 con a bordo delle scimmie. Vannevar Bush (che ritroverete a proposito del Majestic 12) sperava di mandare quanto prima l'uomo nello spazio. Sarebbero passati vent'anni.
 
La replica sovietica
Nel '45 gli americani avevano dato un tangibile, evidente segno della loro potenza nucleare (in questa chiave va riletta l'affannosa ricerca ai segreti degli UFO) bombardando il Giappone. Nel '47 il ministro degli esteri sovietico Molotov avrebbe dichiarato che l'Unione Sovietica non aveva in programma alcun esperimento nucleare. E due anni dopo l'URSS testava la prima atomica sovietica! Cosi', il primo apparire e degli UFO e dei foofighters venne preso persino dall'ONU per un esperimento di "telearmi sovietiche lanciate da qualche base segreta siberiaa". La replica di Molotov, delegato all'ONU, non si fece attendere. "I dischi volanti sono di provenienza inglese, perchS le uniche responsabili di certe visioni sono le troppo abbondanti libagioni di whisky che eccitano la vostra fantasia!".
La smentita russa avrebbe alimentato nuove dicerie, dalle V-2 americane sfuggite al controllo ai "globi di aria elettrizzata" prodotti dalle esplosioni nucleari. Un incredibile insieme di sciocchezze 'scientifiche' che costrinsero nientemeno che David Lilienthal, presidente dell'Atomic Energy Commission, a rompere il silenzio e a dichiarare ai giornali:"Non posso impedire a chicchessia di esprimere pareri e di dire simili sciocchezze!". Mosca, pero', non sarebbe rimasta con le mani in mano. A meta' marzo del 1950 una gigantesca ondata di avvistamenti era stata segnalata in tutto il mondo, dall'Italia all'America, dal Portogallo al Messico. La notizia veniva riportata sui giornali del giorno 22. Ed ecco che, tre giorni dopo, l'URSS spediva segretamente nell'Europa occidentale una delle sue pedine migliori, il maresciallo Von Paulus. Lo stesso militare nazista che si era arreso ai russi durante la battaglia di Stalingrado. Rimasto per sei anni prigioniero nel gulag di Tuttlingen, Paulus era stato improvvisamente liberato (era gia' stato assolto al processo di Norimberga) e, molto stranamente, era stato reintegrato nel suo grado; addirittura i russi gli avevano conferito un titolo nobiliare, "Von" e, cosa veramente incredibile per un 'normale' prigioniero di guerra, lo avevano promosso sottosegretario ALLA DIFESA della Repubblica Democratica Tedesca. Quando mori', il primo febbario del '53, ebbe funerali di stato. Di lui lo storico Giorgio Torelli ha scritto:"Il feldmaresciallo ebbe funerali a spese dello stato:quell'altro stato, ove Hitler era il diavolo..."
Tuute queste indicazioni ci hanno portato a ritenere che non solo Von Paulus fosse diventato una spia dei russi, ma che a questi ultimi, per meritarsi tante onorificenze, avesse passato importantissimi segreti militari (magari sulle V-7). Fatto sta che, nel '50, il nostro viene fatto infiltrare segretamente nella Germania francese, "per organizzare moti rivoluzionari", secondo i giornali dell'epoca. O forse per spiare e riferire sull'ondata UFO di quei giorni, la stessa che aveva allertato il ministro Molotov. E che aveva messo in allarme l'Atomic Energy Commission di David Lilienthal che, a seguito di un'altra ondata pochi mesi dopo, venne citata in un memo del maggiore U.G.Carlan della sezione di sorveglianza. Datato 4 agosto 1950 e diretto al colonnello Mildred, il memo diceva:"Dal 3 luglio oggetti rotondi sono stati segnalati sopra l'impianto AEC di Hanford...I jet dell'Air Force hanno tentato l'intercettazione con risultati negativi. L'AEC ha confermato che le indagini continuano".
 
Il cover up anni '60
Nei libri di ufologia una vicenda di 'insabbiamento' molto nota (tanto S stata palese e spregiudicata) e' catalogata sotto il nome di 'Rapporto Condon'.
Prima di parlarne e' necessaria una breve digressione, per capire di quali fatti fu figlia tale commissione.
Il prologo lo aveva dato la rivista 'True', che aveva pubblicato un intervento del generale E. Lebailly, che invitava l'USAF ad abbandonare il proprio immobiismo per affrontare seriamente la questione degi UFO. Lebailly, in particolare, contestava la posizione di Robertson e chiedeva maggiore chiarezza. La gente doveva sapere! In una sua lettera rivota al dipartimento scientifico dell'Aeronautica Lebailly, che era responsabile dell' ufficio informazioni della stessa, dichiarava che, fra il 1948 ed il 1965, l'Aeronautica aveva analizzato 9265 rapporti UFO, 663 dei quali inspiegabili. Nei rapporti UFO non esisteva alcuna prova di una ipotetica minaccia per la sicurezza nazionale (frecciatina contro Robertson!) e inoltre solo una minima parte degli avvistamenti raccolti dagli ufologi erano stati forniti all'Aeronautica (frecciatina all'USAF).
Il nostro suggeriva allora la creazione di un' equipe veramente competente da affiancare all'Aeronautica.
Questa aspettativa parve realizzarsi nel novembre del '66, quando una speciale commissione d'inchiesta, in seno all'Universita' del Colorado, inizio' a raccogliere e vagliare le prove sugli UFO. Il team era diretto dal fisico Edward Condon, un notissimo scienziato che aveva lavorato alla bomba atomica, e da alcuni collaboratori. Ma sebbene tale gruppo si ammantasse di serieta' e di obbiettivita' grazie al calibro di taluni sperti, fu presto evidente che anche quest'ultima inchiesta si sarebbe conclusa con un nulla di fatto. Prima ancora che venissero resi noti i risultati delle investigazioni, infatti, inizio' a circolare la voce che l'Squipe avrebbe negato d'ufficio il fenomeno. Condon, difatti, passo' alla storia per una sua ultrascettica quanto infondata affermazione:"Si puo' ritener certo che nessuna intelligenza aliena abbia la minima possibilita' di visitare la Terra nei prossimi diecimila anni..."! E questo chi puo' dirlo? Con premesse del genere gli ufologi si allontanarono immediatamente dall'equipe e smisero di fornire documentazione raccolta privatamente, spesso fra testimoni che dei militari avevano un sacrosanto timore.
E cio' fu forse un bene. Nel '69 i risultati della commissione Condon furono pubblicati in dodici volumi, come rapporti finali del progetto Blue Book, piu' un allegato, un quattordicesimo volume (e il tredicesimo?).Nei testi la maggior parte degli avvistamenti venivano ridimensionati e spiegati con illazioni del tutto fantasiose.
In realta', leggendo fra le righe del rapporto, si capiva che Condon non voleva dimostrare l'esistenza o meno degli UFO, quanto appurarne un'eventuale pericolosita'. Un atteggiamento coerente per un guerrafondaio atomico.
E la malafede dell'equipe fu certa allorche' gli ufologi scoprirono un promemoria segreto redatto da Robert Low, amministratore del gruppo (gestiva i soldi sborsati dalle alte sfere), che invitava i ricercatori a fornire al pubblico l'immagine di uno studio apparentemente del tutto obbiettivo, ma che in realta', di fronte al mondo scientifico, si sarebbe dimostrato come una "ricerca di un gruppo di scettici che facevano del loro meglio per essere obbiettivi, dimostrando pero' di non aver alcuna speranza di trovare prove dell'esistenza reale degli UFO". In altre parole, il gruppo Condon avrebbe avuto due volti: uno possibilista per il pubblico ed uno scettico per la comunita' scientifica.
Del gruppo faceva parte anche l'astronomo Joseph Allen Hynek, gia' consulente scettico del Sign, ed ormai un veterano che, mal tollerando le imposizioni di Low, si ritiro' disgustato dal progetto. Per fondare un proprio gruppo ufologico a Evanston, ove, in proprio e senza alcun condizionamento politico, avrebbe potuto studiare il fenomeno.
 
Allen Hynek
Hynek fu il primo ufologo-scienziato riconosciuto in tutto il mondo. La sua serieta' e' da anni simbolo di competenza nella trattazione del fenomeno UFO. Di Hynek sono terminologie quali "incontro ravvicinato", "caso radar-visuale", "luce notturna", "disco diurno", "effetti fisici" e via dicendo. Hynek, recentemente scomparso, e' considerato in tutto il mondo il 'papa'' dell'ufologia scientifica seria. Costui e' stato di fatto il primo scienziato serio che ha studiato attentamente e a lungo il fenomeno, senza pregiudizi, passando da un iniziale scetticismo alla convinzione della realta' del fenomeno.
Astronomo, professore della Northwestern University, gia' direttore aggiunto dello Smithsonian Astrophysical Observatory di Cambridge, direttore del centro di ricerca sstronomica Lindheimer, Hynek e' stato l'ufologo piu' famoso del mondo. E questa fama gli va riconosciuta come un tributo in virtu' degli oltre vent'anni passati come consulente scientifico USAF a studiare i dischi volanti. Autore di tre interessantissimi libri (The UFO experience, 1972; Rapporto sugli UFO,1977; UFO realta' di un fenomeno, scritto nel '75 in collaborazione con Jacques VallSe), Hynek era profondamente convinto che l'ufologia dovesse assurgere, prima o poi, ad interesse scientifico internazionale."Quando l'annosa questione degli UFO", dichiarera', "trovera' finalmente una risposta, sono convinto che si mostrera' essere non solo un piccolo passo in avanti nel cammino della scienza umana, ma un vero e proprio poderoso quanto inatteso 'balzo quantico' in avanti".
Per questo motivo il 'convertito' Hynek non potra' tollerare le ingerenze dei debunkers (gli 'insabbiatori') quali Low."Ricordo", dichiarera', "la mia delusione quando, in occasione di una mia visita all'Universita' del Colorado, dopo solo due settimane dall'inizio delle ricerche, Low indico' su una lavagna quale forma avrebbe dovuto assumere il rapporto conclusivo, quali avrebbero dovuto essere i titoli dei vari capitoli, quanto spazio dovesse occupare ognuno di essi. Dal suo atteggiameto si poteva quasi dedurre che aveva gia' deciso il cotenuto ed il tono del rapporto".
Un comportameto del genere, che stupirebbe in un normale amministratore, diventa invece logico sapendo che Low operava per conto dei servizi segreti.
"Conosco il loro compito", avrebbe dichiarato Hynek qualche anno piu' tardi, a proposito dei debunkers dell'USAF."Era stato detto loro di non spaventare il pubblico, di non smuovere le acque. E l'ho sperimentato con i miei occhi. Quando si trovano di fronte ad un evento che non sono in grado di spiegare, e ce ne sono parecchi, fanno il puntodella situazione escludendo i media. Si', e' cosi'. Quando gli avvenimenti sono molto difficili da spiegare, essi fanno letteralmente i salti mortali per lasciare fuori i media. E' questo il loro compito, per giusto o sbagliato che sia:evitare che la gente possa restare sconvolta..."
Un compito magistralmente svolto dal comitato Condon. Le cui conclusioni, negative, venivano riportate nelle prime 40 pagine del volume (su 965), ove, molto accuratamente, non venivano menzionati i casi rimasti inspiegati. Esaminando attentamente l'intero rapporto era infatti palese che le conclusioni negative degli investigatori universitari erano il frutto dell'analisi di soli 90 avvistamenti, sugli oltre 2500 schedati. E quei 90 casi erano sovente delle favolette da giornale scandalistico, come la previsione, puntualmente mancata, dello sbarco di un UFO da parte di un sedicente sensitivo.
Tanto basto' comunque alla stampa e alla comunita' scientifica internazionale per considerare definitivamente chiuso l'argomento. E per evitare che informazioni vitali potessero essere rivelate al grosso pubblico tramite fughe di notizie, il Pentagono invento' la procedura JANAP 146, una norma che prevedeva multe salatissime e anni di galera per tutti quei militari che si fossero lasciati sfuggire informazioni classificate segrete sugli UFO. E le informazioni erano TUTTE classificate.
La CIA, poi, avrebbe provveduto ad attuare un programma di discredito pesante e continuato, il debunking, servendosi spesso dei grandi giornali e di esimi scienziati che lavoravano per il governo. Che sparavano a zero sugli UFO. La tattica utilizzata non era tanto quella di negare il fenomeno in se', quanto lasciar credere che chi vedeva gli UFO era un imbecille o un visionario. Un sistema infallibile per cucire le bocche.
Il debunking veniva poi proseguito lasciando spesso circolare informazioni palesemente fasulle da fonti che parevano accreditate (tecnica molto in voga negli anni '80 e '90), ma anche invadendo i canali d'informazione con le fantasiose asserzioi di pazzoidi quali Peep e Bo, che sostenevano di comunicare mentalmente con i marziani Regga e Zo, o con i deliri di Antonio De Rosa, che radunava masse di curiosi sui cocuzzoli delle montagne, per attedere assieme lo sbarco degli UFO, tanto preannunciato quanto sbagliato.
Ancora, ogni qual volta una notizia veramente valida sugli UFO stava per essere divulgata, o cominciava a circolare, la CIA provvedeva ad intimorire i testimoni e i giornalisti, minacciandoli pesantemente e costringendoli al silenzio. Esempio classico di questa tecnica mafiosa fu l'omicidio di Frank Edwards. Edwards era un notissimo cronista americano, autore di inchieste esplosive sugli UFO. Il nostro era solito invitare alle proprie trasmissioni radiofoniche persone della massima credibilita', come piloti ed alti ufficiali delle Forze Armate, e li convinceva a raccontare in pubblico il proprio avvistamento.
Suscitando un clamore che avrebbe infastidito enormemente gli alti vertici della CIA, che partirono al contrattacco. Risultato, Edwards dovette abbandonare per motivi poco chiari la radio,e, dopo aver raccolto buona parte del materiale accumulato negli anniin libri e scritti di ottima qualita', vennetrovato cadavere, ufficialmente vittima di un incidente stradale.
Era il 1967, un anno particolarmente funesto per gli ufologi. Nellostesso periodo scomparivano ache due notissimi contattisti inglesi, Richard Church e Arthur Bryant, quest'ultimo famoso per un clamoroso avvistameto sopra Scoriton.
 
Le morti misteriose
"Una tecnica della CIA, in certi anni, consisteva proprio nell'omicidio politico; si pensi a Martin Luther King", commento' un giorno del luglio 1994 il parlamentare Mario Capanna sulla televisione nazionale (RaiUno).
Il problema delle 'morti misteriose' ha sempre infiammato la fantasia degli ufologi, che le hanno spiegate come omicidi preparati ad arte dai servizi segreti. Sebbene non esista alcuna prova concreta al riguardo, a parte qualche timida ammissione di ex agenti governativi di scarsa affidabiita', e' comunque vero che, a partire dal 1962, l'ufologia inizio' a piangere i suoi pionieri.
Nel novembre 1962 scompariva infatti Wilbert Smith, capo del progetto di ricerca canadese Magnet; Smith mori' improvvisamente, nonostante la giovane eta', non prima di aver rivelato l'esistenza di un 'vertice' americano supersegreto, sopra la CIA, di studio sugli UFO; Smith fu preceduto di poco dal capitano Edward Ruppelt, investigatore dissociato del Blue Book, stroncato da un cancro nel fiore degli anni. Analoga fine tocco' all'inglese Waveney Girvan, fondatore della 'Flying Saucer Review', la piu' seria e rinomata pubblicazione sugli UFO nel mondo. Agli inizi del '68 tocco' al brasiliano Olavo Fontes, che investigo' il caso di un presunto UFO schiantatosi in Brasile, ad Ubatuba; subito seguito dal generale francese Ailleret, perito in uno strano incidente aereo, quattro giorni dopo aver annunciato ai media di voler creare una commissione ufficiale ed obbiettiva sui dischi volanti. Nel giugno del 1971 scompariva il professor James McDonald, trovato suicida nel deserto dell'Arizona. Ufficialmente si era sparato alla tempia, stressato dal troppo lavoro (!).
Omicidi premeditati? Prove non ce ne sono, ma parrebbe proprio di si'. Guarda caso tutti questi personaggi risultavano particolarmente scomodi, in quanto occupavano posizioni chiave per la divulgazione corretta del fenomeno UFO. Erano i piu' informati, i piu' accreditati e, soprattutto, i piu' ascoltati...
 
La lettera di McDonald
Il 25 maggio 1993 avremmo ricevuto da Betsy McDonald, vedova del compianto professore, questa amara lettera.
Sono spiacente di informarLa che mio marito, il dott. James McDonald, è morto nel 1971.
Ann Druffel, una ricercatrice UFO di Los Angeles, sta attualmente lavorando ad un libro riguardante i suoi sforzi per spingereil governo americano, attraverso l'Accademia Nazionale delle Scienze, a creare un gruppo di osservazioni in linea con lo studio scientifico dei rapporti UFO. Il libro dimostrerà come il governo uso' il rapporto Condon per screditare sia ogni sforzo scientifico sia l'accettazione ufficiale delle segalazioni riportate.
Sinceramente, Betsy
Mc Donald
 
I pionieri
2 righe prima di passare ad un altro argomento. Questo testo non sarebbe completo se non spendessimo due parole sui pionieri dell'ufologia. Certo, lo spazio che noi qui riserviamo e' veramente esiguo, mentre costoro meriterebbero, a testa, almeno un migliaio di pagine. Ma cosi' facendo, oltrecche' ad appesantire enormemente tutto cio', rischieremmo di andare fuori tema. E' comunque doveroso accennare a tutti quei ricercatori (perlopiu' privati) molti dei quali proprio agli albori del fenomeno, hanno portato avanti degli studi interpretativi particolarmente interessanti. La grandezza di questi personaggi, per i quali non esiste spazio sufficiente, si misura con le opere, e non certo con le apparizioni in televisione (a differenza di certi pseudoufologi torinesi, tanto fieri di una loro rubrichina-tazebao intitolata 'Dicono di noi'). Con le opere, dicevamo, che sono grandi.E con la divulgazione, continua, incessante, precisa e puntigliosa. Una menzione particolare va, oltre al gia' citato Hynek, al fisico James MacDonald, morto in circostanze misteriose; al francese AimS Michel, un matematico francese ideatore di una 'ortotenia' che, pur se poi rivelatasi errata, cercava di trovare una logica nella periodicita' delle apparizioni UFO; al console Alberto Perego, ideatore di un'ipotesi di interferenza aliena nella politica terrestre; al giornalista Frank Edwards, feroce fustigatore del cover up governativo.E ricordiamo ancora lo spagnolo Antonio Ribera, attento cronista delle apparizioni UFO nei Paesi di lingua spagnola;l'argentino Dante Minazzoli, un trotskista spesso attaccato per le sue idee politico-ufologiche ("All'epoca scrivevo su 'Vox proletaria'; poi, da quando cominciai ad interessarmi di UFO, mi dissero che avrei dovuto scrivere su 'Vox planetaria'...");i coniugi Lorenzen; il fisico Stanton Friedman; Ruppelt, del Blue Book; William Spaulding;il dottor Olavo Fontes; Donald Keyhoe; Rene' Fouere'; il Jimmy Guieu prima maniera; Brad Steiger; Johan Writhenour; Marc Thirouin; Leonard Stringfield; Alexandr Kazantsev; John Keel; Jacques Vallee; Charles Bowen; Claude Poher; Gordon Creighton; Brinsley Le Poer Trench; Wilbert Smith; David Saunders; Roberto Pinotti; Yunichi- Yaoi e molti altri ancora, dei quali vi consigliamo vivamente la lettura dei libri. E vogliamo ricordare altresi' i contattisti, da Adamsky a Menger a Fry e a molti altri che, pur essendo guardati tuttora con molto sospetto dagli ufologi e dagli scienziati per il sensazionalismo di certe loro affermazioni, hanno avuto comunque il merito di scuotere le coscienze delle persone (riuscendo pertanto la' dove i ricercatori - meno folkloristici e piu' 'noiosi'- avevano fallito), spesso a rischio dela propria vita.
Perche' della vita?, vi starete chiedendo... Perche' e' pericoloso frugare nei segreti militari.
Che l'argomento UFO fosse top secret e' documentato da molte prove; da un memo di un agente di San Antonio al direttore dell' FBI, in data 31 gennaio 1949:"...il soggetto delle 'aeronavi non identificate' o dischi volanti e' considerato dagli ufficiali dell'Intelligence dell'Esercito e dell'Aviazione come top secret ". Con un livello di segretezza addirittura superiore a quello della bomba atomica.
In una lettera del 28 marzo 1975 il senatore Barry Goldwater si confidava con il dottor Arnon dell'Universita' della California. "L'argomento UFO", scriveva il senatore, "e' uno di quelli che mi ha interessato da tempo. Circa 10 o 12 anni fa tentai di scoprire che cosa si trovava nell'edificio della base USAF di Wright Patterson in cui vengono accentrate le informazioni raccolte dall'Aeronautica, e alla mia richiesta fu opposto un comprensibile rifiuto. Il tutto ha ancora una qualifica di segretezza SUPERIORE AL TOP SECRET. Ho comuque saputo che c'e' un piano per rendere pubblico almeno in parte tale materiale nel prossimo futuro. Sono anch'io ansioso di vederlo e spero che non dovremo attendere troppo..."
Il piano non e' stato ancora messo in atto, e sonpassati quasi vent'anni. Ma il lettore non si spaventi. Stiamo infatti per tuffarci nella storia segreta degli UFO, quella meno conosciuta, una sorta di 'soglia ai confini della realtà', per parafrasare un vecchio adagio.
Volete sapere cosa c'era probabilmente nella base di Wright Patterson?
Un disco volante recuperato dall'USAF a Roswell, Nuovo Messico.
 
 
 
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