CONTACT

Contact

Il contatto:

vicino oppure ancora

lontanissimo?

Anni fa ho visto al cinema un film, Contact, secondo me molto ben realizzato e dove la tematica principale è molto ben trattata: la pellicola mi è servita per dare spunto ad una riflessione, ad un'analisi sull'immenso problema del "Contatto". Non ho ovviamente alcun'intenzione in questa sede di trattare l'incontro della nostra civiltà con un'altra (o con più) da un punto di vista scientifico quindi, ma solo di fare alcune considerazioni.
L'uomo è un essere intelligente che ha tra le sue peculiarità quella di tendere verso l'infinito, vuole raggiungere le stelle, vede nel buio della notte la chiave della propria salvezza, ricerca in altri esseri la protezione dall'immensità della natura e del cosmo. Il Contatto è stato sempre invocato, attraverso altari, templi giganteschi, piramidi dall'ancora oscuro significato cosmologico, e poi da statue in materiali preziosi costruite spesso a danno della collettività poiché il Contatto era ancora più importante delle vite umane, poi si è giunti ai crocifissi, ad altre statue, ad innumerevoli altre icone: ancora è stata la Filosofia ad interessarsi al cielo, al cosmo, dove tutto è sempre perfetto, grandi uomini hanno immaginato mondi ideali dove solo la mente può giungere, poiché il nostro sembiante è da sempre stato troppo impuro. A mano a mano la scienza è arrivata oggi, con una branca non del tutto riconosciuta qual è l'Ufologia, ad applicare il metodo scientifico a tutta una serie di avvistamenti di un qualche segno di intelligenza non umana che hanno sempre fatto sperare in un Contatto mai avvenuto: quindi gli UFO, i crash, le contrastate autopsie e andando indietro nel tempo le iscrizioni antiche inneggianti ad esseri venuti su navi volanti, gli avvistamenti descritti da naturalisti latini, il Codice ritrovato tra le pagine della Bibbia che spiega il nostro futuro, tutto è studiato alle luci delle moderne conquiste scientifiche e tecnologiche. La totalità di ciò che è stato precedentemente elencato è accomunata da un denominatore comune: annunciano l'imminenza di un contatto e la costante presenza di altre civiltà sin dall'inizio della storia umana. In tutto ciò manca però qualcosa, l'incontro tra le civiltà tanto auspicato.
Il Contatto vero e proprio non è mai avvenuto, certo ci sono strutture ancora non sufficientemente documentate come l'Area 51, ma in questo caso il Contatto sarebbe avvenuto solo nelle più alte (e lontane) sfere del potere, non determinando quindi alcun cambiamento nella civiltà umana: siamo ancora lontani da un'umanità proiettata nello spazio. Alcuni sostengono che siamo oramai vicini al momento cruciale, ma io non credo a questa tesi, anche se ben comprovata, perché semplicemente non ne vedo le premesse. Ritornando alla pellicola motivo ispiratore di questo articolo, il Contatto avveniva tramite un mezzo di trasporto costruito su istruzioni di un'altra civiltà. Allargando il discorso partendo da questa situazione particolare, un confronto dovrebbe necessariamente avere luogo partendo da basi comuni, mi spiego meglio: nessuno si sognerebbe mai di affermare che dieci è uguale a due, per farlo bisognerebbe aggiungere otto al due o sottrarlo dal dieci, altrimenti si cadrebbe nell'assurdo; allo stesso modo il confronto tra due civiltà non può essere fatto con abissali disparità, altrimenti il confronto diventerebbe unilaterale e si ridurrebbe ad una semplice forma di colonialismo, come l'uomo dell'Occidente ha fatto sui popoli d'Africa. Il colonialismo è una forma di civiltà che presuppone alle spalle una mentalità bellica, penso che questo sia chiaro a tutti; altrettanto chiara in ambiente ufologico è la non belligeranza della maggior parte delle razze aliene finora incontrate dall'uomo, quindi gli alieni hanno molto probabilmente abbandonato la guerra, così legata alle leggi di sopravvivenza della selezione naturale e quindi al mondo animale, già da migliaia o forse milioni di anni, quindi gli alieni non avrebbero se non un remoto ricordo delle tecniche belliche. Immaginatevi allora che tragedia colossale sarebbe per un popolo così evoluto dare la chiave del cosmo ad una razza come la nostra, ancora vicinissima da un punto di vista cronologico al regno animale ed espertissima di guerre, che ne sarebbe di quell'ipotetico ordine dell'universo dato dalle creature intelligenti (del quale ci arrivano solo brevi ma pregnanti impressioni e dal quale siamo esclusi) se l'uomo riuscisse ad avere anche un briciolo di quella tecnologia e riportasse in auge le guerre dove è un vero maestro? Ovviamente sarebbe fatto crollare in nome della più tremenda ossessione del genere umano: la belligeranza.
Ma allora, per quale motivo gli alieni rischiano tanto e vengono quaggiù? L'unico loro scopo, per adesso, non può essere il contatto, poiché siamo una civiltà troppo giovane, ma solo il controllo, l'unico loro scopo è l'attesa, non so se vissuta con ansia o meno, della nostra maturazione, che sta avvenendo, basti pensare che un paese enorme come l'India è riuscito a liberarsi da un impero con la non - violenza, ma che ancora sta muovendo i suoi primi, importantissimi, passi. Sono infine convinto che il travaglio della nostra epoca l'abbiano passato tutte le civiltà che oggi sono diventate cosmiche: a noi tocca quindi creare le premesse per la nostra futura evoluzione.

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