In un era in cui i fisici discutono di tunnel spaziotemporali,
wormholes, iperspazio e universi paralleli, la possibilita' (teorica) che
un'astronave possa lasciare il proprio pianeta sfidando le leggi di Einstein
(soprattutto la contrazione del tempo, che fa si' che all'interno della stessa
questo scorra lentamente e, all'esterno, molto velocemente - il che rende
impossibile all'eventuale astronauta di ritrovare la propria famiglia viva
-) non e' piu' molto fantascientifica.
Un'ipotesi di notevole rilievo e' stata avanzata dal chimico Corrado Malanga
dell'Universita' di Pisa sulle pagine della prestigiosa rivista Notiziario
UFO (n.112). "Dall'osservazione di quasi tutte le foto scattate sugli UFO
- ha scritto Malanga - non dichiarate false dagli esperti, si evince un particolare.
La ricostruzione fatta con il calcolatore rispetta fedelmente la teoria delle
luci e delle ombre; che pero' non vengono rispettate, a quanto pare, nelle
immagini fotografiche in nostro possesso. In parole povere, esistono sensibili
differenze tra la ricostruzione al computer e l'immagine fotografica: infatti
mentre ci sono in questi oggetti parti molto luminose, dovute verosimilmente
a emissioni di energia nello spettro visibile, esistono alcune zone scure
non solo nella parte che dovrebbe essere in ombra ma anche nella parte illuminata
dal sole o dalle luci circostanti.
Gli UFO ripresi o avvistati a Crosia, Amay, Mount Rainier mostrano un 'buco
nero' nel centro. Altri UFO presentano fasce scure attorno al centro dell'oggetto
o veri e propri buchi neri al centro dell'asse di simmetria.
La presenza di queste zone puo' essere messa in relazione ad alcuni effetti
di natura elettromagnetica che questi stessi oggetti producono sulle radiazioni
che li colpiscono. Infatti sono noti casi in cui questi oggetti emettono fasci
di luce (definiti dagli addetti ai lavori 'luce solida') che non si propagano
in linea retta ma "curvano" nello spazio. Tale effetto e' proprio non solo
di fasci luminosi che escono da tali oggetti (luci di torce elettriche, fasci
di luce di lampade di automobili eccetera). Non risulta tanto differente il
risultato con un fascio di raggi X o radar inviati contro l'UFO; questi non
tornano quasi mai indietro a segnalare la presenza dell'oggetto ma vengono
o inghiottiti o evidentemente deviati dall'oggetto stesso.
Effetti dello stesso tipo sono riscontrabili sulle onde radio e sulla corrente
elettrica (cioe' su un campo elettromagnetico) in vicinanza di questi UFO
(le radio si spengono, la luce si abbassa, le automobili si fermano). Ancora
un tale effetto e' riscontrabile sugli orologi dei testimoni che si sono avvicinati
troppo a tali oggetti. Vicino a loro il tempo scorre piu' lentamente!
E' ben noto il caso dell'aereo di linea americano avvicinato in volo da un
UFO e scomparso per cinque minuti dal controllo radar di terra. All'atterraggio
tutti i passeggeri avevano l'orologio indietro di cinque minuti rispetto all'ora
ufficiale di volo. Sono noti molti racconti di persone 'rapite' da questi
oggetti che tornavano poi sulla 'Terra' e raccontavano di aver trascorso solo
poche ore in volo mentre sulla Terra erano passati dei giorni (come nel rapimento
del soldato cileno Valdez).
Un altro effetto molto particolare che questi oggetti producono in volo e'
rappresentato dall'accelerazione, che assume valori infiniti per archi di
spazio brevi. Secondo le ultime fonti di informazioni ufficiali (Aeronautica
belga e russa) pubblicate su tutti i principali giornali, quando questi oggetti
accelerano, passano da una velocita' ad un'altra di scatto, senza passare
attraverso valori intermedi: in parole povere in modo 'quantizzato', come
direbbero i fisici atomici.
Proprio quest'ultimo particolare ci aiuta a formulare una chiave di lettura
che spiegherebbe tutti questi strani effetti elettromagnetici. Partiamo dall'assunzione
che un UFO si muova come un elettrone. Quando viene eccitato puo' passare
in un secondo orbitale atomico. Come?
La risposta che le funzioni matematiche danno e' univoca. L'elettrone e' scomparso
da qui per passare la'! Infatti non e' possibile trovare l'elettrone in una
zona di spazio intermedia; per la meccanica quantistica infatti tutto e' quantizzato
cioe' espresso da quanti di energia indivisibili. Questi pacchetti di energia
consentirebbero all'elettrone di trovarsi qui o la' ma non nel mezzo di un
certo spazio cosi' come consentirebbero all'elettrone di avere una certa velocita'
o un'altra, ma nessuno dei valori intermedi.
L'accelerazione degli elettroni quindi sarebbe pressocche' infinita...come
quella degli UFO. Il moto degli UFO sarebbe dunque quantizzato ed esprimibile
con leggi fisiche simili alle equazioni di Schroedinger.
Il buco nero, gli elettroni e gli UFO hanno un punto in comune. Tutti e tre
ruotano attorno ad un asse. La teoria degli spazi curvi ci dice come un buco
nero attrae tutte le radiazioni, proprio come un UFO che puo', in linea di
principio, aprire un varco, un buco, nello spaziotempo permettendo l'acceso
a un'altra lontana zona di spazio.
Per passare da una parte all'altra dello spazio basterebbe entrare in un buco
nero, opportunamente orientato, e passare dall'altra parte in un solo attimo,
utilizzando questo artifizio come scorciatoia. Il risultato finale sarebbe
che volando a una velocita' di gran lunga inferiore a quella della luce avrei
percorso spazi decisamente giganteschi. Invece di aumentare la velocita' che
non puo' andare oltre il limite fisico della luce, avrei contratto lo spazio.
L'UFO deve percio' ruotare sul suo asse, come l'elettrone, e deve creare un
campo gravitazionale o qualcosa di simile in grado di fare un buco fisico
nello spaziotempo..."