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L'atmosfera
Visto che si parla di seduzione in cucina non bisogna trascurare
l'atmosfera....
A mio parere sono da evitare le apparecchiature troppo sofisticate,
merletti, argenti ecc che danno un aria formale alla cosa.
Una cena erotica sara' semplice, intima con le candele che non guastano
mai.
Ma la stanza non deve essere nemmeno troppo buia e con troppe candele,
altrimenti sembra una veglia funebre.
Domanda:
Cosa preparare per una cenetta romantica?
Ricette
Il Baba'
Il baba': un dolce che definire erotico e' riduttivo.
Morbido, bagnato, lussurioso... alcolico quanto basta per
prenderti la testa...
1 stampo da savarin
(stampo rotondo col buco centrale)
del diametro di circa 30 cm. imburrato ed infarinato
il bab�:
300 gr. farina
2 dadi lievito di birra
3 uova intere
3 tuorli
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale
1 e 1/2 tazzina da caff� di olio
lo sciroppo:
1/2 bottiglia di rhum rosso
1/2 litro di acqua
300 gr. di zucchero
la glassa:
5 cucchiai di gelatina di albicocca
3 cucchiai di zucchero
Lavorate bene tutti gli ingredienti del bab� fino
a quando otterrete
un impasto omogeneo che si stacca in un sol pezzo.
Rovesciate l'impasto nella forma cercando di non romperlo
e sigillandone bene le due estremit�.
Fatelo poi lievitare in un ambiente caldo e senza correnti per
circa un ora fino a quando l'impasto avr� raggiunto l'orlo dello stampo.
Infornate nel forno preriscaldato a 190 gradi per circa 20 minuti.
Appena tolto dal forno, bagnatelo con lo sciroppo al rhum che
avrete ottenuto sciogliendo a caldo lo zucchero nell'acqua e aggiungendo
per ultimo il rhum.
Fate raffreddare per tutta la notte in frigorifero nella sua forma
ricoperta con pellicola trasparente.
Il giorno dopo prendete il piatto di portata e rovesciateci
sopra il bab� che ribagnerete, aiutandovi con una
siringa con dell'altro sciroppo di rhum ben caldo.
Il bab� deve risultare molto bagnato.
Per ultimo scaldate la gelatina di albicocche con lo
zucchero fino a quando quest'ultimo si sar� ben sciolto.
Versatela sul bab� e con l'aiuto di un pennello spalmatela in modo
da ricoprirlo tutto.
Riempire il buco centrale con crema e guarnire con amarene,
fragole o frutti di bosco.
Le monachine
Le monachine nascono nel '700 in uno dei tanti conventi napoletani,
il monastero delle Trentatre di Pia Pisanelli.
Vittorio Gleijesis ci riporta la ricetta scritta da una suora:
" Prendi il fiore e mettilo sopra il tagliere nella quantita' di
mezzo rotolo.
Mettici sopra un pocorillo d'insogna e faticalo come un facchino.
Doppo stendi la tela che e' riuscita e fanne come se fosse una bella
pettola.
In mezzo alla pettola mettici un quarto d'insogna e ancora
spiegala a scialle, quattro volte l'estate e sei volte l'inverno.
Tagliane tanti pezzi, passaci il laganaturo e dentro mettici crema
e cioccolato o se ti piace ricotta di Castellammare.
Se ci metti un odore di vaniglia o pur d'acqua di fiore o
qualche pocorillo di cedro, fai cosa santa.
Fatta la sfogliata , lasciala mezza aperta e mezza nchiusa da
una parte e dove la' scorre la crema facci sette occhi piangenti
con sette amarene o pezzulli di percocata.
Manda tutto al forno, fa' cuocere lento lento e mangia caldo e
alleccate le dita...."
Le monachine sono le antenate delle sfogliatelle ricce, nate nel
segreto del convento di Santa Rosa ad Amalfi , il primo ad
appropriarsi della ricetta fu lo storico pasticciere napoletano
Pasquale Pintauro ( la sua bottega a via Toledo fa ancora le migliori
sfogliatelle di Napoli) che le rimpiccioli' dando loro la tradizionale
forma a conchiglia e aboli' il tocco di amarena.
Non vi do la ricetta delle sfogliatelle ricce perche' le pasticcerie
in grado di farle buone si contano sulle dita di una mano sola.....
meglio non provare in casa.
Le monachine sono molto piu' accessibili.
Lavorare 250 gr di farina con un po' d'acqua fino ad ottenere un
impasto di media consistenza.
Lavorare per 10 minuti.
Aggiungere 250 gr, di burro e dare alla pasta sei
girate facendola riposare per 15 minuti ogni volta
(oppure comprare la pasta sfoglia gia' pronta, facendo
inorridire i puristi).
Stendere la sfoglia e ricavare 12 tondi di 10 cm di diametro.
Su meta' dei tondi mettere un poco di crema e un po' di amarene
da pasticciere (si trovano solo in barattoli molto grandi, ma
si conservano a lungo in frigorifero chiese in barattoli di vetro).
Piegare i tondi chiudendo gli orli con rosso d'uovo battuto,
il dolce avra' preso forma ovoidale, spennellarlo con il rimanente
tuorlo e infornare a 180� per circa 30 minuti.
Lasciarle raffreddare, decorarle con crema e amarena e spolverizzare
di zucchero a velo.
Possono anche essere messe al forno senza chiudere i bordi, farcite
di crema e a guarnite di amarene "occhi piangenti"
Polpette di melanzane
Tagliare a tocchetti 900 gr. di melanzane e lessarle finche'
diverranno tenere.
Strizzarle per bene per eliminare l'acqua e tagliuzzarle non troppo
sottilmente.
Mescolarle con due uova, un panino ammollato nel latte e strizzato,
abbondante aglio, abbondantissimo basilico tritato, parmiggiano e pecorino.
E' molto importante la consistenza dell'impasto che deve risultare
un po' piu' asciutto delle polpette di carne, aggiungere un po'
di pan grattato nel caso.
Formare le polpette, tradizionalmente si usa fare un'ovale schiacciato,
io preferisco polpettine tonde grosse come una noce completa di mallo.
Passarle nel pangrattato e friggerle in olio abbondante e caldo.
C'e' una variante siciliana che prevede l'aggiunta di pomodoro,
io non ho mai provato pero'....
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