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Modern Soul Spectrum * DI CRISTIAN *
Questa è una piccola tesi fatta da Crisitan e scritta, in gran parte, durante i suoi quotidiani viaggi in treno. Chi maledice i ritardi delle FF.SS. non ha mai considerato che forse non tutto il male viene per nuocere e che in quelle attese possono nascere capolavori !
Dice Cristian, come premessa, "Nel momento in cui mi venne chiesto di scrivere qualcosa sul modern pensai di descrivere, in qualche modo, l'evoluzione e lo sviluppo delle sonorità a cui questa definizione si riferisce, ma dopo aver scritto le prime cose sulla base delle note di copertina di un disco, mi resi conto che il mero taglio storiografico mi avrebbe condotto sicuramente ad un elaborato parziale. Pertanto realizzai che sarebbe stato più opportuno raccontare semplicemente il mio background, e ciò che avevo avuto modo di apprezzare nel corso degli anni (mi scuso per le eventuali inesattezze o mancanze)."
Per me è sempre stato 'necessario' conoscere e capire l'evoluzione della black-music, prediligendo gli stili soulful, a prescindere da qualsiasi scena o sottocultura. Se non ricordo male, la prima volta che mi imbattei nella definizione "modern-soul" fu per caso: stavo scorrendo la stecca delle raccolte Kent in un negozio di dischi, quando mi capitò per le mani la "Modern Soul Story 2" - Soul Supply rec.
All'epoca il 70s soul / funk, il jazz-funk, il philly-sound ecc.. erano 'massive' sul mio stereo. I dischi di Curtis Mayfield, Donny Hathaway, Bobby Womack, Marvin Gaye , Roy Ayers, Gil Scott Heron, Harold Melvin, Tyrone Davis, Undisputed Truth, Maceo Parker, Al Green ecc.., le raccolte di rare-groove, giravano spesso sul mio piatto. Avendo già delle compilazioni su "Soul Supply" in ambito northern-soul , e incuriosito non poco da tale definizione, decisi di acquistare il disco….
In un'ipotetica modern room - o in un soul event di tipo 'across the board' - ritengo valga la pena dar spazioo a tutti gli stili che lo 'spettro' del soul ha attraversato a partire dagli anni settanta ( non solo quelli 70s , dal momento che spesso la definizione "modern soul" viene associata solamente a questo periodo …) fino ad arrivare, naturalmente, a quelli contemporanei. Senza preclusioni.
Dal mio punto di vista, la discriminante fondamentale è che un pezzo sia soulful.
70s 80s sound
Le produzioni soulful negli anni '70 e '80 hanno abbracciato una notevole varietà di stili e generi - come forse in nessun altro periodo - e ciò va certamente ricondotto a diversi fattori, sia di carattere tecnico-musicale che sociale (come sappiamo le tensioni sociali hanno sempre avuto un ruolo determinante nell'evoluzione della black music....): l'apporto delle nuove strumentazioni e delle nuove tecniche di registrazione ( pensiamo a Philadelphia, dove operarono i produttori / songwriter / musicisti ed ingegneri del suono Kenneth Gamble e Leon Huff...); la varietà e ricercatezza degli arrangiamenti, un diverso approccio emotivo nell'interpretazione dei brani, tanto che molti pezzi superavano i canonici tre minuti di durata.
Inoltre, anche se può sembrare banale, va considerato il fatto che il soul dei 60s, con tutte le sue specificità - riconducibili fondamentalmente aa due scuole, l'hard-soul e l'uptown-soul - aveva come elemento principale il rhythm & blues. Pertanto molti artisti, produttori, arrangiatori, andarono alla ricerca di nuove modalità espressive, e di nuove strutture ritmiche ed armoniche, 'incrociando' spesso e volentieri le strade del jazz e del funk, in maniera più articolata rispetto al passato.
Personaggi come Curtis Mayfield, Carl Davis, Don Davis, Quincy Jones, Kenneth Gamble, Leon Huff, Stevie Wonder, Marvin Gaye, Leroy Hutson, Donald Byrd, Ray Goodman & Brown, Leon Ware, George Benson, hanno dato un notevole contributo in tal senso. Possiamo così spaziare dal soul più "deep" e "classic" fino alle sonorità "boogie", "urban" e "quiet-storm" , passando per i generi crossover soul / funk, soul disco, jazz-funk, two step, mellow soul, nonchè quelli che incorporano elementi latin / bossa / brasil.
Per esempio, a me colpiscono i brani particolari in chiave crossover con voci femminili, a volte belli per quanto atipici, che spesso scaturiscono isolati all'interno del panorama produttivo dell'autore, o semplicemente unici. Oppure certi mid tempo in chiave "mellow" con voci maschili calde e profonde, magari con un "groove" accattivante. E che dire di alcuni crossover mid / up tempo con percussioni, vellutati riff di chitarra, cori o voci falsettate, che a volte incorporano elementi deep-funk. (segnalazioni specifiche di pezzi e dischi le farò in un'altra 'puntata'…. ) ?
Un' aspetto che ritengo non secondario - e che possiamo rilevare già alla fine degli anni '60 - è quello della maggiore libertà di espressione, di cui, dai 70s in avanti, hanno potuto godere gli artisti. Lo possiamo constatare sia dalla durata dei brani - come accennato sopra - che dalla maggiore diffusione degli lp rispetto agli anni sessanta. Molte 'gemme' prodotte in questo lasso di tempo le possiamo reperire sia su 45 che su 33 (spesso il 45 veniva stampato in tiratura piú limitata rispetto all'lp. Questione 'sentita' nell'ambito della scena soul…). Tanti capolavori invece si trovamo solo su lp (talvolta gli album che li racchiudono sono nel complesso irrilevanti, o addirittura mediocri, e non di rado si tratta di produzioni isolate di piccole etichette). Oppure a volte ci troviamo di fronte a veri e propri concept-album. Anche l'affermazione del 12" ha condizionato non poco i produttori e il mercato (a guisa degli lp diverse 'chicche' vennero stampate solo in questo formato).
90s sound
Nel corso degli anni '90 molti artisti ed etichette hanno rappresentato, sotto diverse forme e sfaccettature, il soul moderno. Sviluppando a volte sonorità molto diverse tra loro.
Una delle scene più rappresentative, che seppe regalare ai soul lovers ottime produzioni soulful, fu quella denominata acid-jazz.
Verso la fine degli anni 80' primi 90', sulla scia della scena rare-groove (….), alcuni produttori / dj / clubbers inglesi ( Gilles Peterson, Eddie Piller, Dean Rudland, Chris Bangs e altri ) diedero vita a quella variegata esplosione di sonorità black (soul, jazz, funk, house, dub ecc...) denominata appunto acid-jazz… Molti sono stati gli artisti e le formazioni che scaturirono da quel contesto, e molte sono state le soulful tracks prodotte. Probabilmente la più importante è ' Pressure ' dei Drizabone . La rivista Blues & Soul ha 'battezzato' l'album che contiene tale brano ( nel medesimo lp è contenuta anche ' Real Love ' ) uno dei migliori dischi soul degli anni 90'.
Una formazione piuttosto prolifica è stata quella dei B.N.H., che, soprattutto con l'apporto della cantante N'Dea Davenport, ci ha regalato brani come ' Stay This Way' , 'Never Stop', 'Got to give', 'Keep it coming' , 'Are you the universe'.
Importante ricordare anche gli Incognito, che dall'iniziale appeal jazz-funk si sono avvicinati nel tempo a sonorità più soulful ( una delle loro ultime tracce apprezzate nelle modern-room è 'Worlds Collide'). Gli Young Discepoles , nel loro unico lp è presente 'Get yourself together' .Sublime la voce di Carleen Anderson in questo brano. I Soulsonics , anche per loro un solo album all'attivo, 'Jazz in the present tense'. Omar, per i brani 'There's Nothing Like This' e 'Saturday'.
E poi tanti altri, che hanno prodotto magari un singolo , e di cui possiamo trovare traccia solo su raccolte o 12" ( succulenta la serie " Totally Wired " su Acid Jazz Rec. e la serie " Rebirth of Cool " su 4th & Broadway ). Un' artista a cui devo molte emozioni ,soprattutto per il suo primo eccelso lp 'Comin from the heart of the ghetto', è Cunnie Williams. Un cantante con una gran voce profonda e calda, che ricorda quella di Ron Matlock. Il suo ultimo lp ' Nigh Time in Paris' passato in sordina (a mio avviso meritatamente) contiene due pezzi soulful accattivanti, ' Everything I do ' e ' Come back to me' (quest'ultimo è stato suonato da Ginger Taylor in occasione della sua prima trasferta in Italia…)
Parlando di artisti virtuosi dello strumento non si può non citare Ronnie Jordan. Un chitarrista jazz di notevole talento, che ha saputo imprimere a certe sue produzioni tonalità soulful ( ' Under your spell ', tratto da 'Quiet revolution' del '93 , la sentii nella modern-room di Cleethorpes tre anni fa..) Altri artisti ,non direttamente assimilabili al movimento acid-jazz, che nel contempo hanno alimentato il focolare del soul moderno sono: Adeva, Vivienne McKone, Ruby Turner, Tashan , Gerry Devaux.
Parlando di etichette vanno citate " Cooltempo ", " Dome ", " Yo-Mama ", " Am\Pm ", nonchè la "Expansion" di Ralph Tee e Richard Searling...
In America, più che in Inghilterra, molte delle produzioni black soulful sono state concepite in ambito house / elettronica, sotto il denominatore comune di " club / dance " ( Jocelyn Brown, Sybil, Dina Carroll, Donna Allen, Mass Order, Kim English ....). Mentre gli artisti che pur avvalendosi delle strumentazioni elettroniche si rifacevano alla old-school , vengono evidenziati sotto il genere " urban / contemporary r&b ".
Nel 1996 ' Urban hang suite ' di Maxell mi riportò alle sonorità raffinate e ricche d'atmosfera di Marvin Gaye e Keni Burke. Un lavoro notevole, di gran classe. A mio avviso un album da avere (gli lp successivi hanno sempre evidenziato il suo talento , ma le sonorità, a tratti, hanno percorso territori non propriamente black).
Un' artista che ha regalato ai cultori del soul moderno una vera e propria gemma è Sean Oliver. La sua ' You & me ' - contenuta nel cd 'Solitaire' del '98 - è un esempio assoluto di come anche ai giorni nostri si possa dar vita a vere e proprie tracce soul, equiparabili per qualità ed intensità alle migliori produzioni 70s ed 80s. Tra i gruppi che per lo stile vocale si rifanno alla tradizione gospel troviamo i " Sounds of Blackness ". Il pezzo 'Optimistic' è notevole, adatto alle modern play-list.
Parlando dei suoni " house soulful " assimilabili allo stile jazz, Shazz col suo omonimo cd del '98 è probabilmente uno dei produttori più rappresentativi. In esso è contenuta la magnifica ed essenziale ' Innerside '. Di questo brano esistono diverse versioni e vari remix ( belli quelli di Joe Clauselle e Ron Trent ), ma la più soulful è quella dei Blaze.
A proposito di jazz, segnalo un cd di George Benson del '96: ' That's Right ' . Ivi è contenuta la mellow track ' Marvin said '. E solo nella stampa giapponese è contemplata la stupenda e super soulful ' When love comes calling '.
Today's sound
Nelle evoluzioni più recenti del soulful sound, sia in America che in Inghilterra, da qualche anno a questa parte c'e molta vitalità e freschezza. Nel campo delle sonorità soulful-house / garage, possiamo trovare artisti come: Arnold Jarvis, Kenny Bobien, Jody Watley, India, Maysa Leak , Michelle Weeks, Shaun Escoffery, Bod Sinclair,Viola.
Oppure produttori-dj come Blaze, Louie Vega, Kenny 'Dope' Gonzales, Shazz, Bobby Humphries, Knee Deep, Dj Pope, U.B.P., Frankie Knuckles.
Mentre per le produzioni che incorporano maggiormente elementi del 70s / 80s soul e del urban sound si possono citare: Shabazz, D'Influence, Beverlei Brown, Angie Stone, Jaheim, Cloud Nine, Fertile Ground , Donnie , Cynthia Biggs, Cornell Stone, Donna Gardier, Ledisi ; nonchè artisti già consacrati come: Luther Vandross, Chaka Kann, Patti Austin, Jean Carn, Philip Bailey.
Produzioni soulful si possono trovare anche nel territorio r&b / hip hop, ad esempio da parte di: Mary J. Blige, Erika badu, D'Angelo, R.Kelly, Rahaasan Patterson, Michael Franti (di quest'ultimo 'Stay Human' uscito nel 2001, è ,a mio avviso, uno degli lp black più belli e ,per certi versi, innovativi, degli ultimi anni). Parlando di etichette mi vengono in mente: Easy Street, Giant Step, Distant, Soulfuric, Chilly Funk, Roy, Dome, Expansion, Oyster, Fer, Soul Brother Rec., Soo Soo, Yellorange, Urbanstar.
Ormai da tempo le nuove sonorità sono entrate nelle play-list modern. E fanzines come Manifesto hanno cominciato a dedicar loro appositi spazi, spesso utilizzamdo il termine " Nu-Soul " per identificare questi nuovi modi di esprimere ed interpretare il soul. Come sempre succede quando ci troviamo di fronte a suoni nuovi, c'è una parte di appassionati che, comprensibilmente, si rifiuta di considerarli legittimi , spesso adducendo motivazioni scaturite dal confronto con le sonorità già consolidate, senza contestualizzare. Ritengo che ciò possa essere considerato fisiologico di ogni scena. L'aneddoto riportato sotto,citato da D. Nowell nel suo libro, è significativo in tal senso.
Dj Dave Thorley is among those sticking with his contemporary outlook on soul music. Championing modern soul as much as the 60s rareties, Dave likes to push the boundaries of what is acceptable at Northern Soul events. When he playd a 1992 track by legendary Detroit house music performer/producer Frankie Knuckles at a recent Ritz all-nighter, the debate started up again about what is or isn't Northern Soul. The song in question, the album track ' It's Hard sometimes ' was well received by most of the Ritz crowd but created controversy among the diehard oldies fans.
Dave takes it all in his stride: ' I have kept my sense of humour and I always try to upset somebody when I'm Djing ! It has great arrangement, swirling strings, and black vocals. It's a 90's northern soul record ".
Anche se le nuove sonorità possono non 'prendere', sempre di soul si tratta. Inteso come evoluzione dello stesso, e non nell'ottica del confronto con le produzioni del passato, perché si finirebbe inevitabilmente nel campo del gusto e del background personali, perdendo di vista l'aspetto oggettivo. Certo, nel panorama generale i pezzi di qualità non rappresentano la maggior parte delle produzioni, e spesso non e' facile reperirli o scoprirli. Come succedeva in passato le indie label sono innumerevoli sia in USA che in UK ,e non di rado producono pezzi solo in edizioni promo o test-pressing. Oppure capita che per certi singoli o lp vengano stampati i promo in versione 12" in tiratura molto ridotta per addetti ai lavori (dj , emittenti, collezionisti…), e poi eventualmente il cd, che non sempre però racchiude tutti i singoli o le versioni promo uscite prima, che a volte sono, come sappiamo, qualitativamente più apprezzabili. E questo non e' forse un ' aspetto del rare soul?
Altresì, a proposito del cd, si potrebbe aprire un dibattito non direttamente legato alla musica. Nel senso che tale supporto ho notato essere - a volte - 'ostico' nell'ambito della scena soul, pur rappresentando, per molte delle produzioni, l'unico supporto originale disponibile……. [ci vorrebbe un sito apposta sull'argomento ! ]
Alla prossima !
Cristian