Giugno 1977 - DISCO MUSIC : HOW MUCH IS REALLY SOUL MUSIC ?
Felici del fatto che nel nostro Paese la musica soul si stia diffondendo tra un publico sempre maggiore, continuiamo il nostro discorso su cosa sia comunemente ritenuto "soul music".
Sembra infatti che al giorno d'oggi quasi tutto ciò che risulta ballabile sia catalogabile come "soul", grazie ad una invasione di ( pur se vendutissimi ) mediocri brani disco opera di produttori e artisti neri. Certamente non biasimiamo i neri ( che hanno sofferto per anni ) se colgono queste l'opportunità capaci anche ad arricchirli, ma è proprio necessario che essi imbastardiscano il proprio talento nel modo in cui lo ha fatto Van McCoy ?
Eravamo convinti che a quest'ora - nel 1977 - la disco music sarebbe stata ormai in declino, ma purtroppo questo sembra lontano dall'accadere. Anzi, il fatto che ancora oggi vere e proprie schifezze come "Get Your Boom Boom ( Around The Room Room ) " - già il solo titolo colpisce per la sua bruttezza - dei "La Pamplemousse" vengano recensite nelle riviste dedicate al soul, sta a significare che la situazione è davvero grave.
Ma per quale motivo alcuni produttori e arrangiatori pensano che un brano di tre minuti, che già andrebbe bene così com'è, debba essere portato fin quasi a durare dieci minuti inserendo delle ripetitive parti strumentali perchè possa essere un perfetto brano disco ? Così facendo appaiono stupidi così come quelli che, ballando questi brani, accettano una tale situazione.
Il soul è sempre stato oggetto di discussione, tuttavia non ci vuole una grande intelligenza e nemmeno una grande passione per riuscire a capire che certi dischi sono semplicemente dei pezzi di plastica ( ad esempio in molti appassionati di soul non comprano più i dischi degli "Stylistics" ). Quello che è certo è che il soul è quello fatto di voci appassionate e di brani senza fronzoli. Nel soul non ci dev'essere spazio per tutti quegli strumenti a corda che vanno avanti per otto minuti e che hanno fatto sì che gli appassionati di rock - che hanno erroneamente snobbato il soul per molti anni - ora dicano "te l'avevo detto !" Ogni volta che il soul ha accettato di piegarsi a questa moda, il consenso del grande pubblico - sebbene a volte ben indirizzato come nel caso dei recenti successi di vendita di Deniece Williams a Joe Tex - è da ritenersi certamente un consenso fondato su una falsa premessa.
Astuti speculatori come Simon Suossann - l'artefice degli attuali successi della Shalamar - hanno semplicemente compreso che gli elementi che hanno fatto la fortuna della disco music erano già presenti nei brani della metà degli anni Sessanta prodotti dalla Motown, la quale non si è mai allontanata dal soul, non hai mai protratto i propri brani oltre i tre minuti - il limite psicologico oltre il quale una canzone tende a diventare noiosa - ed è riuscita sempre e riempire le piste. Questo è il motivo per il quale parti di otto o dieci classici della Motown unite insieme riescono a creare un perfetto brano disco ( anche se alla Shalamar hanno pessimi cantanti ); una cosa della quale anche la stessa Motown sembrava non essersi resa conto una decina d'anni fa.
Pertanto diciamo : buona fortuna alle produzioni disco - sono sempre le benvenute - ma riportiamo più soul nei brani veloci. E se sentite qualcuno che chiama "soul" quella vera e propria merda che propongono personaggi come D.C. LaRue, cercate di riportarlo sulla retta via e convincetelo ad ascoltare qualche volta del "VERO" soul.
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Aprile 1978 - RIGGING THE CHARTS
Ultimamente c'è stato un gran parlare riguardo ai brogli nella compilazione delle classifiche pop, ed in particolare riguardo all'esposto fatto da parte del British Market Research Bureau nei confronti della classifiche della "BBC" e di "Music Week"
Naturalmente, per cinici come noi, questa non è una novità. E' infatti difficile capire come quella che è certamente una hit locale ( come l'inno di una squadra di calcio) possa entrare in classifica, mentre invece un successo nazionale - quale può essere quello di un artista soul - non riesca ad essere tra i primi cinquanta. Certo, la diversità tra le varie classifiche è inevitabile, ma quando le discrepanze diventano la regola invece che l'eccezione, allora la stessa esistenza delle classifiche entra in discussione. Ma la posizione in classifica può fare il successo di un artista e purtroppo quelli che organizzano tours e anche alla "BBC" sono tanto ingenui da pensare che quelle classifiche siano la Bibbia.
Fatta questa premessa, diamo un'occhiata alle classifiche pubblicate dalle riviste inglesi che si occupano di soul, cioè "Blues & Soul" e "Black Echoes" ( abbiamo lasciato fuori il mensile "Black music" perché nessuno può considerare veramente attendibile una classifica mensile ).
Nella sezione "Singoli inglesi" dell'ultima settimana di Marzo, solo 15 dischi presenti nella "top 30" di "Blues & Soul" appaiono nella corrispondente "top 30" di "Black Echoes" e nessuno di questi quindici è nella stessa posizione in entrambe le riviste.
Ci sono poi delle differenze notevoli.
"Blues & Soul" mette al numero 5 il successo northern "Time Will Pass You By" di Toby Legend e al numero 22 c'è "Turnin' My Heartbeat Up", un altro dei più amati brani northern soul. Ma nessuno di questi due dischi è presente nella classifica di "Black Echoes" !
Pur considerando la risaputa predisposizione favorevole di "Blues & Soul" verso i brani northern, tuttavia la faccenda si fa interessante; nel senso che è ben possibile che un brano posizionato al numero 22 di una classifica manchi nell'altra, ma non è certo possibile che non vi si trovi uno che è al quinto posto !
Un'altra paradossale situazione riguarda "Singing in The Rain" di Sheila B. Devotion, che su "Black Echoes" è posizionata al numero 9, mentre in "Blues & Soul" questo brano non è presente nella intera "Top100". Qualcuno potrebbe dire " Questo succede perchè "Blues & Soul" non lo considera un pezzo soul ", ma noi ribattiamo che però "B&S" ha recensito il disco appena uscito e che nella propria "Top100" soul include Andrea true Connection, El Coco, Le Pamplemousse, Space and Cerrone,i quali a fatica possono essere definiti come artisti soul ( in tal senso di solito "Black Echoes" è molto più selettivo rispetto a "Blues&Soul" riguardo al concetto di "soul" )
Qual'è la spiegazione allora ? Eppure "Black Echoes" assicura che le classifiche sono compilate sulla base dei dati forniti dai negozi specializzati e anche "Blues & Soul" , le cui classifiche sono basate sui dati di vendita - senza contare quanto risultante dai loro punti vendita della Contempo - ora dice di prendere in considerazione un gran numero di fonti nella realizzazione delle classifiche.
Quindi, se anche può essere che attualmente una classifica soul non interessi a nessuno se non a gente come noi, considerando però che la musica soul si sta avvicinando sempre più spesso alla musica pop, anche i promotori di eventi e la "BBC" finiranno prima o poi per guardare con più interesse a queste classifiche così come fanno ora con la "Top50" compilata dal British Market Research Bureau.
Il fatto non è da sottovalutare : se c'è una discrepanza così notevole tra le varie classifiche da far sospettare che esse siano truccate, il momento di sollevare tale problema è ADESSO, prima che i vostri artisti soul preferiti perdano l'occasione di entrare in classifica o di fare un tour in Inghilterra per opera di qualche broglio.