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SHRINE RECORDS
Questo è il seguito dell'articolo sulla leggenda della Shrine. Altre notizie interessanti sono presenti nel booklet di 12 pagine che accompagna il CD della Kent ' Shrine, the rarest soul label ', contenente i tratti salienti della storia della casa discografica curati da Andrew (Andy) Rix , completati dall'introduzione dello stesso Eddie Singleton ed impreziositi da alcune foto inedite. Per completezza di informazione va detto che, recentemente, anche la 'Goldmine' ha pubblicato una raccolta simile - ma ad un prezzo più basso - dal titolo ' The Northern Soul of Shrine '
L'attrazione odierna degli Inglese per le rarità soul americane non è poi così inspiegabile come può sembrare a prima vista.
La Gran Bretagna ha, infatti, una lunga tradizione nel valorizzare artisti che oltreoceano sono stati trascurati. Già negli anni '60 i Bluesmen americani caduti in miseria in patria, erano invece trattati come celebrità a Londra. Nel decennio seguente cantanti soul che non erano mai entrati in classifica in America scoprirono, con stupore, di avere migliaia di fans in città inglesi delle quali non avevano neanche mai sentito prima il nome.
Il fatto è che, agli occhi degli Inglesi, quelle canzoni apparivano molto appassionate e profondamente esotiche. "Dovete capirci - dice John Manship, uno dei più forniti rivenditori inglesi di rarità soul - "non c'erano 'ghetti' nel nostro paese durante gli anni '60, nessuna rivolta razziale e nessun posto dove ascoltare musica così piena di sentimento.
Immagina uno di quei cantanti bianchi con i capelli tutti ben impomatati all'indietro che avevano successo da noi mentre canta la storia della propria ragazza che è fuggita via con il suo migliore amico e poi immagina cosa provammo quando ascoltammo le canzoni di Otis Redding sullo stesso argomento : si capisce subito che è tutta un'altra cosa ! Ecco, noi non avevamo mai sentito canzoni come quelle "
Gruppi come i 'Beatles' e gli 'Who' facero cover di molti brani della Motown durante la propria carriera e negli anni Sessanta il soul esplose definitivamente nel Regno Unito. Nella prima metà degli anni Settanta, mentre il successo di questo genere iniziò lentamente a decadere in America, città come Wigan e Blackpool divennero il cuore pulsante del movimento 'Northern Soul'.
Questo nome venne coniato da un giornalista che era venuto a conoscenza di uno strano fenomeno : c'erano ragazzi che riempivano discoteche a nord di Londra ballando per ore al suono di dischi soul dimenticati da tempo. Una specie di 'rave', diremmo oggi, dal momento che chi ci andava era usualmente imbottito di stimolanti come la 'Dexedrina'.
Per quei ragazzi ascoltare pezzi come 'Back In My Arms Again' delle Supremes non andava bene : era tutta roba già sentita prima.
Nel 1980 la scena soul raggiunse l'apice ed il mercato che ne è scaturito è tutt'ora vivo. Digitate la parola 'Northern Soul' nella barra di ricerca di 'e-bay' e troverete circa 1500 singoli in vendita, quasi interamente materiale di etichette da tempo scomparse e cantati da artisti che solo i fanatici di soul conoscono.
Uno di questi fanatici è Andy Rix - uno stimato infermiere di giorno e un famoso DJ di notte - che rimase affascinato dallo stile musicale della Shrine e che, alla fine degli anni '80, iniziò una serie di trasvolate alla volta di Washington al fine di contattare artisti e responsabili di questa etichetta. Voleva certamente trovare alcuni vinili, ma soprattutto voleva far conoscere la storia dell'etichetta perché fosse valorizzata come meritava.
Dopo anni di telefonate e viaggi a Washington, Rix è riuscito a localizzare molti personaggi-chiave della Shrine. ' Devo dire che tutti apparivano piuttosto stupefatti nel sentirmi. Anche se venire a sapere che qualcuno ti cerca, dopo tanti anni, e che ci sono persone che riconoscono le tue capacità artistiche e che ammirano quello che hai fatto, è certamente una soddisfazione "
Sydney Hall, al telefono dal Connecticut conferma : " Quando mia moglie mi ha detto che questo signore ( Andy Rix ) mi aveva cercato, ho pensato che fosse uno scherzo. Ma quando ha chiamato di nuovo e al telefono ho sentito questo spiccato accento britannico, mi sono bastate poche parole per capire che non stava affatto scherzando"
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Ma c'è ancora molto da scoprire su diversi artisti. Ad esempio su cantante JD Bryant, del quale si pensa sia ritornato da allora nella sua città natale in South Carolina, o su Bill Tennis, che qualcuno dice faccia ora il DJ. Un'altra cosa che nessuno sa è il nome delle tre ragazze che formavano ' Les Chansonettes', così come detto c'è un vero e proprio mistero intorno ai 'Cautions', tanto che Andy Rix ha affermato che ' AB Jones e i suoi compagni mi sono sfuggiti per 12 anni '
Sentendo queste cose, la gente potrebbe pensare che AB Jones abbia condotto intenzionalmente una vita lontano dalle luci della ribalta, ma non è così.
Ci ho messo qualche settimana a trovare AB Jones, grazie all'aiuto di Theotrice Gamble, che conosceva un tipo il quale a sua volta aveva un amico che aveva incontrato AB Jones non molto tempo prima. Dopo un po' di chiacchiere fatte al telefono ci mettiamo d'accordo per vederci nel suo nuovo appartamento nella zona Sud-Est di Washington.
La casa appare piena di scatoloni ancora chiusi che occupano gran parte del pavimento; ci sono anche delle tastiere e un recorder per incidere dei demo nello 'studio di registrazione' che ha ricavato in una stanza. "Sto ancora scrivendo canzoni" - dice mentre sposta un po' di roba per far spazio ad una sedia - "Ora sto lavorando con dei rappers che sono davvero forti ".
AB Jones parla piano e si muove lentamente a causa della grave artrite che lo ha di recente costretto a cessare, dopo tanti anni, il lavoro di camionista. Da Washington si era trasferito a Laurel con la moglie ( ora non più in vita ), dove aveva messo su famiglia, ma appena i figli si sono sistemati è subito ritornato in città. Il successo riscosso oltreoceano della Shrine suona alle sue orecchie come una novità assoluta. "Si, mi ricordo di aver visto quegli annunci, con gente che offriva soldi per pezzi della Shrine e all'epoca la cosa mi incuriosì. Ma in ogni caso, io non possedevo neanche una copia dei nostri lavori. Le poche che avevo le avevo date ad un mio amico tanto tempo prima, così non persi neanche tempo a fare quel numero di telefono "
La storia dei 'Cautions' è ancora viva nella sua mente. Familiarizzò con gli altri membri - Joe Clybum, Albert Nicks, Billy Blanchard e Julius Hayes - all'età di 14 anni nel cortile della scuola, la Stuart Junior High School. "Eravamo poco più che un gruppo di sbandati" dice ridendo. Ma cantavano e ballavano come i 'Temptations' e, con l'aiuto di un promoter locale, il quintetto riuscì ad esibirsi abbastanza spesso negli ospedali, nelle scuole e nei locali della città.
Appena saputo della nascita della 'Shrine' decisero di recarsi immediatamente al numero 3 di Thomas Circle, e dopo aver passato il portone principale si diressero direttamente nell'ufficio di Eddie Singleton, il quale fece loro una audizione il giorno stesso restando impressionato da quello che aveva sentito. "Finimmo per diventare presto il suo gruppo prediletto", ricorda Jones.
Registrarono sei brani per la Shrine, quattro dei quali vennero pubblicati, ed il gruppo fu subito ingaggiato per fare da apertura durante i concerti delle più note stars, quale, ad esempio, Wilson Pickett. Ma il loro primo lavoro ' Watch Your Step ' non fece un grande successo, e così pure gli altri brani. Un anno dopo la 'Shrine' chiuse i battenti ed anche i 'Cautions' si sciolsero.
Venuto a conoscenza del circuito inglese del 'Northern Soul' e del rastrellamento di materiale cui ha dato origine, Jones appare stupefatto. Ho portato con me la compilations della Shrine edita dalla 'Ace', che contiene cinque brani dei 'Cautions' , e così decidiamo di inserire il disco nello stereo di camera sua. Fissando sbalordito il pavimento, ascolta per la prima volta, dopo più di trenta anni, quei brani che aveva registrato da teenager. "Non male" - dice, mentre suona 'Watch Your Step' anche se dal tono della voce non sembra pienamente soddisfatto - "Non avevamo a disposizione grandi cifre, e dovevamo fare tutto di fretta. Ad esempio in questa canzone mi ricordo che Joe cantò pur essendo influenzato "
Dopo aver sentito le altre canzoni, si rialza lentamente e sorride. Il fatto è che - dice - gli stanno tornando in mente tutti i bei momenti passati con gli altri della band; un qualcosa che ora può rivivere solo nella sua mente, visto che tutti i 'Cautions', meno uno, sono morti. "Sono contento. Sono davvero molto felice di questa visita" dice accompagnandomi alla porta
Ma perché la 'Shrine' fallì ?
Secondo quanto detto dai collezionisti britannici, negli anni Sessanta c'erano circa 7000 soul labels negli Stati Uniti e la gran parte di esse non riuscì ad avere dei guadagni. Il mercato se lo accaparrono per intero una manciata di etichette.
La 'Shrine' cercò di resistere, ma non ce la fece. I responsabili della casa discografica e gli artisti affermano che una parte di responsabilità va addebitata a Berry Gordy.
Negli anni Sessanta la Motown era la più potente casa discografica in ambito soul e la teoria è che Gordy - disturbato dal fatto di poter vedere il proprio successo messo in pericolo dalla ex moglie e dal suo nuovo marito - fece pressioni sui DJs e le case di distribuzione perchè ignorassero i lavori della 'Shrine'. La industria discografica era allora una lotta senza esclusione di colpi e la Motown aveva certamente tutte le armi adatte per combattere.
In particolare, nella metà degli anni Sessanta entrò nella storia con un fiume di successi ad opera di ' Supremes ', Marvin Gaye, 'Four Tops',' Temptations' del giovane Stevie Wonder. La casa discografica aveva soldi da spendere per produrre brani che ogni radio voleva suonare.
Singleton dice di non avere dubbi sul fatto che Gordy lavorò per danneggiare la 'Shrine'. Racconta che un DJ del posto - Paul 'Fat Daddy' Johnson - lo andò a trovare una notte per dirglielo " Lui mi rivelò quello che gli altri non mi avevano mai detto: che dei tipi erano andati a fargli delle proposte in merito, e che un sacco di DJ si erano piegati a quei compromessi " - dice Singleton - " Ognuno cercava di proteggere il proprio ambito di mercato; ma sembrava che la Motown fosse decisamente 'un po' troppo motivata' "
"Venimmo a sapere" - dice Raynona - "che le più grandi case di distribuzione, che non volevano perdere l'affiliazione alla Motown, non avrebbero aiutato la Shrine". Ma Barney Ales, al tempo il capo dell'ufficio vendite, e più tardi presidente della Motown, dice di non ricordarsi dell'esistenza della Shrine e non pensa, in ogni caso, che la causa dell'insuccesso della stessa sia da attribuire alla Motown. "E' praticamente impossibile" - dice - "fermare la forza di una qualsiasi canzone. E' sempre così : chi non ha successo tende sempre a dare la colpa a qualcun altro. "
C'è da dire che la Shrine era stata molto ben finanziata, agli inizi, da un gruppo di giovani investitori di Wall Street che, come ammette anche Singleton, spesero molto per ottenere poco. Dimitri Vilard, l'uomo che presentò questi investitori a Singleton racconta che essi per molti anni gli confessarono di essersi molto rammaricati di averlo fatto. " Nessuno è felice di perder soldi, ma quello di cui più si lamentavano era il fatto che avevano la sensazione che quei soldi non venissero spesi bene " .
Nel 1967 i managers intensificarono al massimo gli sforzi per riuscire a ripianare i debiti, ma a tal proposito suonò un campanello d'allarme per la salute fisica e mentale di Eddie e Raynona. I due, infatti, si erano ormai sposati e facevano la spola, ogni giorno, per andare a lavorare a New York presso altre case discografiche, in modo da avere sempre un po' di contanti a disposizione. Un giorno il medico disse a Singleton che tenendo questi ritmi rischiava seriamente la vita.
Così i coniugi Singleton lasciarono Washington profondamente abbattuti, abbandonando scatole di vinili negli scantinati della casa al numero 3 di Thomas Circe, scatole che poi furono ammassate in quello 'sfortunato' magazzino della 14ima Strada. " In quella impresa avevo investito tutto quello che avevo; tutto quello che ero riuscito a mettere da parte" Oggi non ci sono più abitazioni nella zona di Thomas Circle; al loro posto uffici, alberghi e una Chiesa.
Singleton sarebbe rimasto però ancora molti anni nel mondo della musica, prima come manager di Nina Simone, poi - dopo essersi trasferito in Sud Africa nel 1998 - aprendo una nuova casa discografica di nome ' Mother City Entertainment Group '. Tornando con la mente a quegli anni, ricorda perfettamente la scelta di abbandonare Washington senza portarsi dietro neanche uno di quei vinili per produrre i quali aveva lavorato così duramente "Non volevo portarmi dietro niente che mi potesse ricordare quel periodo. Era troppo doloroso per me ".
La vita della Shrine, come società, non durò a lungo, ma il nome di questa casa discografica in realtà non è mai stato completamente dimenticato, e non solo perché essa è stato quasi mitizzata dall'altra parte dell'Oceano da una ricerca che è arrivata fin quasi a setacciare anche i secchi dell'immondizia. Nella città dove è nata la Shrine è sopravvissuta, a mò di fantasma, in posti quali la casa di Theotrice Gamble.
Seduto al tavolo della cucina, gli ho chiesto se gli voleva che io dessi il suo numero di telefono ai collezionisti britannici, alcuni dei quali sarebbero stati letteralmente stupefatti nel venire a conoscenza del fatto che c'è in giro una terza copia di ' Do What I Want '.
Gli dico che sarebbe un modo facile facile di fare almeno 4000 Dollari. Ci pensa su un attimo e poi scuote la testa " No, non darglielo. There's no way I'm selling this "