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Workin' the MODERN ROOM

" What passion this site has !  It's hard to stay away from "Un Raggio di Soul "  (Blues & Soul )  

Questa nuova puntata del "Corso di educazione al Modern" tratta un argomento particolare : la nascita delle primissime "modern rooms" inglesi.  Come, dove, quando e perchè sorse l'esigenza della pista dedicata al Soul più moderno.  

Alla fine degli anni Sessanta l'intera società americana si trovò letteralmente travolta dalla ondata "Hippy - psichedelica", un fenomeno di così grandi proporzioni che lasciò le proprie tracce non solo nella moda e nella letteratura, ma addirittura nel vocabolario, dal momento che molte nuove espressioni ( sopratutto del gergo giovanile )  furono introdotte attingendo a quel movimento culturale.  La musica ( ed il soul nel nostro caso) , non venne "risparmiata" e qualche artista  -  anche se in verità il fenomeno fu molto limitato -  introdusse anche all'interno dei propri brani soul, qualche sonorità vagamente psichedelica.  

Lo stesso fenomeno di contaminazione si verificò  - pochi anni dopo -  anche rispetto alla neonata cultura funk che, più profondamente della psichedelia,  riuscì ad accattivarsi le simpatie dei compositori di soul music

Ben presto anche l'Inghilterra si trovò coinvolta in queste "rivoluzioni culturali",  essendo il paese europeo che per primo  - a causa della propria naturale affinità culturale/ linguistica/ commerciale con gli States -  ebbe la possibilità di assorbire tali nuove influenze.  

Le nuove culture del periodo  fecero breccia  in modo particolare nella gioventù del Sud, e a Londra in particolare, ove nacque e si sviluppò una fiorente scena "funk", in molti casi anche rubando spazio e appassionati a quella "rare soul", la quale - al contrario - resistette al Nord.   Tanto è vero che, proprio per premiare l'ostinazione degli appassionati a mantenere incontaminato il gusto musicale originale,  venne coniato il termine "Northern Soul".

In ogni caso, queste due ondate successive lasciarono sicure tracce  all'interno della  scena  Soul  , dal momento che - prima al Sud e poi al  Nord -  lentamente si fecero sempre maggior spazio le sonorità c.d. "crossover" e "modern".  

Si ricorda in particolare lo scalpore che si sollevò le prime volte che ( siamo all'incirca nel 1972 ) vennero suonati brani come quello di Ad Libs, "Nothing's worse than being alone"; il cambiamento fu dirompente anche per le "menti più aperte" della zona di Londra : "eravamo in molti soul lovers ad ascoltare roba modern o orientata al funk, ma mai e poi mai ci saremmo aspettati di sentire quei suoni agli allnighters ! Qualche volta andavamo nei "funk clubs", e credevamo che per gustare le ultime novità avremmo dovuto continuare a frequentare quei posti; quando invece sentimmo quegli stessi pezzi agli allnighters restammo stupefatti !"  

I "suoni moderni", insomma, in modo più o meno prorompente si fecero spazio, tanto che proprio a questo periodo (circa 1973 / 74) risale la clamorosa scelta del "Mecca" di Blackpool di suonare gli ultimissimi 45's and 12"er's appena usciti dalle sale di incisione di New York.  Ormai era chiaro : il "modern" - in modo più o meno (sopratutto i più vecchi soulies erano legatissimi ai "100 mph stompers") entusiastico  - era stato ormai "accettato" e non c'era più alcuna preclusione verso questo New Wave Soul ,  anche se non era ancora possibile parlare di "modern rooms".  Al contrario, la regola divenne quella  di suonare questi primi brani crossover e modern nella sala principale, insieme ai brani Sixties, e creando, invece, delle "oldies rooms"  : le salette, cioè, dove  finirono per radunarsi gli "original" soul-lovers, quelli che non volevano sentire altro che  60's up-tempo.  Ciò avvenne, ad esempio, al "Top of the World" di Stafford.

 

            

 

   

Flyer del "Goldmine" ( Canvey Island) datato 1981.  Il riquadro indica  "Sound of the 70s"

 

Con il sempre maggiore incremento degli estimatori del soul più recente ( non dimentichiamo che in quel periodo vi fu anche l'esplosione della "disco-music" ) divenne, però, quasi naturale accontentare questi appassionati, approntando le primissime "modern rooms", che apparvero all'incirca nel 1976 con il nome di "Jazz / Funk rooms".   Soprattutto nelle Midlands e al Sud (dove come detto all'inizio la cultura Funk era ben radicata) proliferarono queste sale e una delle prime fu quella al " Nottingham Palais".

Altra mitica "modern rooms" ( forse la prima in assoluto ) fu quella inaugurata nel 1976 a Yate ( vicino a Bristol )  in occasione degli "Inter City Soul Club allnighters". La saletta era chiamata " Whole of Soul" ed il resident-dj era John Harvey.

Sempre parlando di "South", altri locali divenuti "storici" per le proprie selezioni 70s, furono  il "Frenchies" di Camberley, "The Lacy Lady" ad Ilford,  il "Top Rank Suite" di Reading  e  sopratutto il "Goldmine" di Canvey Island (Essex) dove ogni venerdì ( poi , negli anni Ottanta, ogni sabato, dal momento che il venerdì era DJ al "The Royalty" di Londra ) metteva i dischi Chris Hill. 

Quest'ultimo  - specie quando si legò alla scena londiinese abbandonando le serate che in precedenza aveva tenuto nelle città della cinta metropolitana e nelle regioni limitrofe -  divenne una vera e propria "superstar", un DJ famosissimo per le proprie selezioni che riuscì ad attirare al "The Goldmine" e al "The Royalty"  soul dancers da ogni parte dal Paese. Addirittura molti appassionati lo ricordano come colui che veramente fece diventare il "modern" un protagonista degli allnighters.

Una buona fama venne raggiunta anche dal "The Royal Swan" un locale di Huddersfield, che non proponeva specificamente una "modern room", ma che fu uno dei primi posti dove  - nell'unica sala principale -  il modern venne proposto in dosi massicce.  Già nel 1974, infatti, la scaletta vedeva una buona presenza di 70s soul insieme al consolidato Northern; in particolare passavano : George Benson - "Supership";  Esther Phillips - "What A Difference a day Makes";  Blue Magic - "Look Me Up";  Tavares - "It Only Takes A Minute";  Barnaby Bye - "Can't Live This Way

E comunque, come ricordano in molti, " chiunque era alla ricerca del modern non doveva far altro che andare al "Mecca". Sui volantini non si parlava di "modern room", ma nella "Highland room", Ian levine e Colin Curtis ti avrebbero fatto sentire tutto il modern che volevi !  E la qualità era altissima."  

 

In breve, così, sparirono quasi del tutto le "oldies rooms" e i classici ritornarono nella sala principale, lasciando spazio, nelle salette secondarie alla "new music".   

Questo successe perchè nel frattempo alcuni brani da "apprezzati" erano diventati "richiestissimi". In particolare si parla di  Spooky & Sue,  Stanley Woodruff,   James Fountain, Lynn Vernado, nonchè i pezzi 70s di Kenny Smith.    Altri brani che decretarono il successo della modern room furono :  Blue Magic - "Magic Of The Blue" (1974),  KC & Sunshine Band - "Queen Of Clubs" (1974) Fatback Band - " Wicky Wacky" (1972) , Idris Muhammad - " Could Heaven Ever Be Like This ?" (1977)  , Whispers - "A Mother For My Children&" (1973) Jackie Moore - " Both Ends Against The Middle" (1973) "brani che magari oggi non sono molto suonati, ma che chi ha una quarantina d'anni ricorda di sicuro con tanta nostalgia .. "  A questi vanno aggiunti altri "monumenti" modern come :  Charles Johnson "Never had a love so good",  Lew Kirton "Heaven in the afternoon"e Four Below Zero "My baby's got (ESP)"

Molti soulies, a causa di questo cambiamento di politica ( che in motli casi fu davvero brusco e traumatico ) abbandonarono la scena, prevedendo di lì a poco, la definitiva fine del "Northern Soul", anche a causa del massiccio ricambio avvenuto all'interno del dancefloor, dove le facce nuove non passarono certo inosservate (" ... lasciai la scena perchè molti dei miei amici lo avevano già fatto : alcuni si erano sposati, altri avevano bambini piccoli... ma non secondario fu il fatto che in breve la stessa scena si era letteralmente trasformata ! Arrivarono agli allnighters diversi fans della musica punk e molti "Funkers" vestiti in modo del tutto diverso da noi :  gente che aveva  indosso... fluffy jumpers, tartan zoot trousers with zippers everywhere and plastic dayglo sandals ! ! "  racconta un soulboy dell'epoca)

Le sale "moderne" iniziarono a proliferare in numero sempre  maggiore e quasi in ogni regione ne venne aperta una.  A Bedford ( al 'The Pilgrims Inn' ) ne venne inaugurata una dove, si ricorda, veniva suonato quasi solo modern e  - cosa quasi sconvolgente per l' epoca -  " se volevi sentire quaalche oldies dovevi chiederlo al DJ, insistendo anche parecchio ! ".   E sono molti quelli che ancora oggi ricordano quel locale come un posto dove venivano sperimentate le sonorità modern più spregiudicate; brani che negli  allnighters tradizionali non sarebbero stati mai suonati.   

Negli ultimissimi periodi le "modern rooms" ( nelle quali hanno trovato spazio anche alcune sonorità "soulful house-garage" )  sono approdate anche nell'Europa continentale, e soprattutto in Germania.   In Italia ancora nessun segno di una apposita modern room, anche se quando ciò accadrà (se accadrà) tuttavia non si potrà neanche allora dire di aver raggiunto i maestri inglesi.  Come ha detto scherzosamente David Flynn a Rimini  " Anche quando voi italiani aprirete la prima "modern room" ... sarete sempre indietro !  Ormai, in Inghilterra, in  molti clubs è già stata aperta una terza sala, dedicata alle sonorità R'n'B , e molti promoters stanno assecondando questa tendenza : penso che presto tutti avranno la terza sala, la "r'n'b room" ! ".

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