GAMBETTOLA SOUL CITY : THE KEB DARGE SET !

MADAME JO JO CLUB, LONDRA 19 NOVEMBRE 2004

Trovamdomi a Londra per qualche giorno in compagnia di mia moglie in veste di "turista non-per-caso" (grande invenzione la Ryanair  !) , ho avuto l'occasione di 'beccare' per la seconda volta Keb Darge dietro ai piatti ( la prima era stata al "Jazz Bistrot" di Camdem nel '93; fantastico nighter ! ).

Almeno un Venerdì al mese, ormai da lungo tempo, il 'leggendario' suona al "Madame Jo Jo", un piccolo club situato nel quartiere di Soho, a volte in compagnia Mr.Butch. Sulla carta la music policy ha come punto di riferimento principale il deep funk ,ma una buona parte della programmazione abbraccia le sonorità soul, modern, jazz-funk, northern e disco ( penso sia superfluo specificare di che disco si tratti, no!?..).

Keb Darge è un personaggio  che da diversi anni rappresenta un punto di riferimento per quanto riguarda i suoni 'soul spectrum' ( per usare il titolo della sua prima compilation ) e -  come spesso accade per i dj che in qualche modo tracciano nuovi percorsi e cercano di rinnovarsi, facendo ricerca e proponendo suoni non scontati - molti dei suoi 'spins' entrano sistematicamente nelle "want list" dei dj e dei collezionisti della scena.  

Pur iniziando come dj northern, si dice fosse anche un ottimo dancer , ad un certo momento decise di dedicarsi ai suoni funk più oscuri e a certo modern soul, soprattuto del periodo '75-'85, vendendo la maggior parte dei propri dischi northern soul.  In questi ultimi anni ha anche prodotto dei dischi attraverso la sua etichetta, la 'Deepfunk Records', di cui segnalo 'What Am I Gonna Do' degli Akwaaba People (un singolo di stampo soulful jazz-funk con un brasil feel che riporta alla mente tracce come il capolavoro dei Breakwaters 'say you love me girl' o certi pezzi degli Whispers ....)

Il "Madame Jo Jo", discese le caratteristiche rampe di scale verso il sottosuolo londinese, si presenta non proprio "dancers frendly", per dimensioni e fondo del dancefloor, anche se la dislocazione in basso sotto la consolle di quest'ultimo e la relativa ringhiera circostante è apprezzabile per un club di questo genere. 

Per quanto riguarda l'ambiente ho avuto l'impressione che la maggior parte dei presenti fossero degli abituali e che tutti si conoscessero; le dinamiche che si 'innescavano' avvaloravano questa ipotesi. Ad un certo punto infatti in un angolo distante dalla pista dei ragazzi hanno cominciato ad 'esibirsi' in acrobazie hip-hop like e funky-break, turnando al centro della piccola arena che si era subito formata intorno a loro. Ciò che mi ha colpito è stata la loro giovane età e lo stile non proprio riconducibile a dettami sottoculturali specifici (…). Solo una ragazza nera portava un certo look , pantaloni larghi e scarpe adatte...., e forse non per caso ha ballato diversi pezzi a bordo consolle in alternanza con un'altro ballerino spuntato all'improvviso, supportata da alcuni presenti e da Keb stesso. 

Parlando delle scalette , il warm up è stato tenuto da un giovane dj che ha proposto un mix di rare groove e Brown's family funk,condito con qualche potente traccia soul in stile southern e soul-jazz. Keb Darge, che si è fatto 'desiderare' fin oltre la mezzanotte (la serata partiva alle 22), ha cominciato il suo set proponendo pezzi deep-funk cristallini e alcuni strumentali 'spezza gambe'. 

Notevole una versione con voce femminile del classico dei Beginning Of The End 'funky nassau', e un paio di tracce con 'chitarrina' tendenti al crossover. Nel proseguo ha preso le direzioni che più auspicavo, passando dai suoni modern e jazz-funk , Coke Escovedo ' I wouldnt change a thing ' , Al Foster band ' the night of the wolf ' , Conrad Benjamin, Le Frank O ...., a mega soul tune come 'Hit & Run Lover' di Tomaie Y., spezzando il flusso 'rare' con super classici come 'the bottle' e 'I love music' (verso le 2 io e mia moglie siamo saliti sulla carrozza di Cenerentola al suo secondo giro, pensando ai km che avremmo dovuto percorrere l'indomani! )

 La serata appena descritta ed altri fenomeni e 'tendenze' che ho potuto notare nei pochi giorni trascorsi a Londra, come le proposte d'accessori, abbigliamento e quant'altro di certo genere 'vintage' esposti in molti negozi orientativamente di tipo 'mainstream', il grande spazio 'riallocato' dal vinile e affini (massiccia presenza di 45 di nuova edizione, record box, giradischi portatili, puntine ecc..) presso HMV (il grande music store in Oxford S.), non che il fiorire di nuovi negozi di dischi nell'area di Soho, e ,non di poco conto, il nighter presso il Grand inaugurato poche settimane fa, dove il Venerdì troviamo dietro ai piatti alcuni dei personaggi storici della scena jazz-funk e soul progressivo inglese come Chris Hill e Robbie Vincent , mi portano a fare una considerazione di carattere generale: rispetto a 3, 4 o forse 5 anni fà, cosa ha riportato il mercato ,come dire, "ufficiale" verso il vinile e certi stili vintage ? C'entra qualcosa la rigogliosa e sempre più variegata scena soul di questi ultimi anni? (intesa sia come eventi che come produzioni musicali ...). 

Alla prossima !

Cristian.

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