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CASINO CLUB * Wigan*
Il "Casino club" è rimasto nel tempo come il simbolo indiscusso della scena northern; un locale già molto famoso negli anni Settanta, che, però, nel corso del tempo è diventato letteralmente mitico, tanto da far fiorire intorno alle sue vicende una vera e propria letteratura, che resterà nel tempo come memoria storica di un periodo irripetibile.
Anzitutto il luogo. Il "Casino club" sorge nel centro della cittadina di Wigan (una manciata di chilometri a nord-ovest di Manchester, lungo la autostrada M6), ed è una imponente costruzione che si staglia lungo Station Road.
Eretto nel 1916, per quasi cinquant'anni l'enorme palazzo ha il nome di "Empress" (in italiano "imperatrice") tanto che il ristorante al suo interno mantiene, anche dopo la trasformazione del nome in "Casino Club" (1960), la originaria denominazione di "Empress Restaurant". La sala principale, invece, vede susseguirsi nel tempo una varietà di impieghi : sala da ballo, da concerto, sala da biliardo, fino alla definitiva riconversione in sala da ballo.
Fino alla consacrazione arrivata con i mitici all-nighter, il "Casino Club" non è affatto avvolto da alcun alone di mito; al contrario il locale veramente trendy della cittadina è il cinema ABC ( che, tra l'altro, sorge a pochissima distanza ) dove negli anni Sessanta si svolgono, tra gli altri, i super affollati concerti dei Beatles, dei Rolling Stones, di Tom Jones, di Stivie Wonder e delle "Supremes".
Ritornando al "Casino", la facciata non è particolarmente attraente, anzi l'intero complesso pare - complici la semplicità delle forme ed una tettoia sopra le entrate, simile ad una pensilina - nè più e nè meno che una stazione. Ma, a dispetto delle forme esteriori, l'interno è veramente affascinante : un gigantesco dancefloor ovale, sovrastato da una piccola balconata lungo i tre quarti del perimetro, ed un altrettanto grande palco fanno sì che la capienza sia superiore alle 1500 unità [tanto per rendersi conto, il Capitol a Londra è abilitato per 450 persone). Come se non bastasse, quasi subito viene aperta ai ballerini anche un altra ala del palazzo, fino a pochi mesi prima dedicata per lo più a spettacoli di cabaret : il "Mr M's". Tenendo conto di questa aggiunta la capienza arriva fino a 2000 unità.
Una particolarità del locale resterà nel tempo la scritta luminosa sulla facciata. La grande insegna "Casino Club" lascia il posto - all'inizio degli anni settanta - ad uno strano "Casio CClub" : la lettera "n", danneggiata in seguito ad un temporale, non verrà mai riparata, tanto che la gioventù dei dintorni inizia a riferirsi al club come al "Casio" (Let's go to Casio !), e questo nome risulterà quello prevalentemente usato durante gli anni di vita del locale.
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Al momento della esplosione, le due figure principali del locale sono il cinquantenne Gerry Marshall - il proprietario - ed il giovanissimo Mike Walker, il manager.
Il secondo, in particolare, è un intraprendente giovanotto nato a Carlise che, trasferitosi giovanissimo a Wigan, qui si è costruito una certa notorietà nel mondo dello spettacolo locale, collaborando con una agenzia che organizza concerti e rappresentazioni teatrali. " All'inizio della mia carriera, la prima grande opportunità fu quella di venire a Wigan per lavorare all'ABC. Quando venni trasferito a Manchester presi la membership del "Twisted Wheel", famoso per i suoi all-nighter del Sabato. Ricordo che erano appuntamenti grandiosi, e spesso c'erano ospiti fenomenali : la serata con Otis Redding me la ricordo ancora oggi" Dopo varie esperienze nei dintorni, la svolta : ha poco più di diciotto anni quando, dopo una chiacchierata nel locale, Gerry Marshall gli offre la possibilità di mettere i dischi al "Beachcomber", la sala del "Casino Club" riservata agli under 18. In breve Mike Walker prende a lavorare per cinque sere al mese, arrivando in poco tempo ad essere dj nella sala principale. Ma soprattutto dimostra competenza musicale e voglia di fare, tanto che Gerry Marshall presto gli chiede di ricoprire il ruolo di manager del locale.
Il giovane Mike accetta e la sua prima mossa da manager è quella di scommettere su un dj locale, Richard (ma passato alla storia con il nomignolo "Russ") Winstanley, il terzo pilastro del "fenomeno Wigan Casino".
Mike Walker ammira molto Winstanley : da tempo i due scambiano e comprano dischi insieme, e le soul nights di quel robusto dj al "Rugby League Club" (ogni Venerdì) e al "Newtown British Legion" (ogni Giovedì) sono un appuntamento imperdibile per la gioventù del posto che ama la black music. Comunque i due ragazzi all'inizio della propria collaborazione non nutrono alcuna velleità particolare : anzi, appena possono, vanno insieme al "Torch" di Stoke-on-Trent e al "Mecca" di Blackpool, che rappresentano il non plus ultra nel campo della soul music ("Io - dice Winstanley - preferivo di gran lunga il "Mecca", mentre Mike era entusiasmato dal "Torch": In ogni caso facevano entrambi delle serate da sogno") e continuano quelle visite fino a quando il "Torch" non è costretto alla chiusura.
A quel punto, venuto meno uno dei locali di riferimento della scena northern, i due hanno l'idea di provare a portare a Wigan parte di quella gioventù che aveva affollato il locale di Stoke-on-Trent.
L'impresa è difficile, e Wigan non ha alcuna carta a proprio favore, eccetto il fatto di essere ben raggiungibile sia con l'autostrada, che con il treno che con il bus; tuttavia - ottenuta l'autorizzazione da Gerry Marshall - Walker e Winstanley decidono di provare con un appuntamento, un unica data, in seguito alla quale si valuterà il da farsi. Il trio si accorda per il 23 Settembre 1973 : fino all' 1 e mezzo di notte ci saranno i consueti balli di coppia, poi dalle 2 l'orchestra se ne andrà e inizierà quel primo all-nighter "sperimentale".
Russ, In particolare, decide di non lasciare niente al caso e insiste per mettere la locandina dell'evento, a tutta pagina, sulla conosciutissima rivista "Blues and Soul"; iniziativa che costa agli organizzatori la considerevole cifra di 55 sterline (si consideri che l'ingresso della serata, con consumazione,era 75pence). La locandina è molto semplice ed è, in gran parte, giocata sui nomi dei djs : vi è scritto, infatti, che a mettere i dischi saranno "Russ e Ian" ("Molti, per la verità, arrivarono credendo che si trattasse di Ian Levine,- continua Winstanley - mentre invece era il mio amico Ian Fishwich, che doveva darmi il cambio per un oretta").
Quella prima serata - ben oltre ogni più rosea aspettativa - registra un successo clamoroso. Addirittura poco dopo l'una di notte, i ragazzi alla porta del Casino fanno chiamare d'urgenza Gerry Marshall : una folla che occupa tutta la stretta Station Road sta premendo alle due entrate del locale. "Ricordo che i pochi buttafuori erano terrorizzati, mi mandarono a chiamare - ricorda Marshall - e prima ancora che io arrivassi chiamarono anche la polizia. Quando arrivai alla porta vidi una massa di giovani e un numero incredibile di poliziotti, tanto che dissi a Russ : "Ma che diavolo hai fatto ? Come mai tutta questa gente ?".
Si decide di anticipare leggermente l'entrata, cosicchè alle 1:25 la pista è già del tutto sgomberata, e si inizia a sistemare l'attrezzatura per l'allnighter. "Mentre i ragazzi stavano preparando per l'allnighter - ricorda Russ - ero talmente nervoso che non parlavo con nessuno. Poco prima che aprissero le porte Gerry Marshall mi chiese se fossi pronto; io non gli risposi nemmeno. Appena aprirono, vidi entrare un fiume di giovani, per lo più con le loro t-shirt "Keep the faith" : io iniziai subito con "Put your loving arms around me" ( The Sherrys - JJ. Records - Filadelfia, 1966 ) e sperai che non venisse fuori qualche problema; fortunatamente la serata andò via tranquillamente e dopo un pò mi sciolsi anch'io".
Gerry Marshall |
Russ
Winstanley
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La folla. Proprio la vasta, ma selettiva folla degli all-nighter è il fattore che può determinare le fortune di un dj e di un club. In questi anni nessuna radio, nessuna televisione (anzi disprezzate per il loro approccio banale e modaiolo al fenomeno del northern soul) può incidere sulle scelte dei soulies : l'esplosione o la bocciatura di un evento passa attraverso un passaparola underground che avviene durante i frequentissimi scambi o acquisti di dischi. Quando si sparge la voce di una serata "giusta" quei ragazzi sono pronti a tutto pur di sentire "the stompers" (termine coniato nell'ambito del "Casino") cioè i brani più oscuri e rari che i dj hanno saputo riesumare da qualche anonimo magazzino .
Un vero e proprio rito è il viaggio del sabato verso Wigan : la gran parte dei teenagers arriva addirittura in autostop "Non ci metteva alcun pensiero effettuare anche 5 ore di viaggio con l'autostop - ricordava tempo fà un assiduo del "Casino Club" -; al ritorno, poi, se non avessimo trovato niente c'era pur sempre il treno. Mi ricordo che, però, un fine settimana il viaggio fino a Wigan durò 13 ore; quella volta non riuscivamo a trovare nessuno. Giungemmo appena in tempo per l'all-nighter ma eravamo distrutti e affamati, tanto che la mattina seguente arrivammo a rubare una bottiglia di latte che il lattaio aveva lasciato davanti alla porta di una casa". Ugualmente utilizzati sono i pulmini da 8 o 20 posti, organizzati durante la settimana per le "trasferte" del Sabato sera. "Da Birmingham, da Hull, da Newcastle, da Wolverhampton, da Leeds ... gente da ogni parte dell'Inghilterra veniva a Wigan. Ed il bello - ricorda un altro ragazzo - era che non accadeva quasi mai niente di particolare. Forse perchè eravamo sempre gli stessi, forse perchè con gli scambi di dischi e cassette ci si conosceva tutti, ma risse o altri disguidi si verificavano molto di rado".
Due sono le particolarità dei soulboy del periodo, che rendono la scena northern assolutamente unica : lo stile casual e l'amore per il ballo. Mentre nei normali club sono richieste rigorosamente giacca e cravatta, al "Casino Club" vige la regola opposta : l'abbigliamento deve soprattutto permettere al ballerino di compiere in piena libertà le proprie evoluzioni, le quali - quanto più ardite e acrobatiche - sono l'unica caratteristica che lo mettono in luce di fronte al resto della folla.
In grandissima parte si utilizzano - per i ragazzi - le t-shirt dei soul clubs. In particolare nei primi anni Settanta spopolano quelle con la scritta "Keep the faith" o "The Torch lives on" o "The Twisted Wheel", rimpiazzate più avanti ( quando ormai la fama dei due locali, dopo la chiusura, è andata scemando ) da semplici canottiere o dalle sempre in voga button down della Ben Sherman. In ogni caso tutto è ammesso, purchè funzionale al ballo. "Al "Casino" ho visto addirittura gente con peg-trousers, sandali e camicia hawaiana. Sarebbe facile dire che si usavano t-shirt e pantaloni a vita alta, ma la realtà era che se ne vedevano di tutti i colori : anche maglie da giocatore. D'altra parte ognuno di noi aveva il proprio cambio e se uno arrivava con una Ben Sherman non era detto che nella borsa ne avesse un'altra uguale come cambio. Il "cambio di maglia" avveniva quasi per tutti intorno alle 4:30 del mattino. All'interno era un forno e a volte si faceva fatica a respirare.....ricordo che gli occhiali si appannavano così tanto che quelli che li portavano dovevano aspettare cinque minuti, dopo l'entrata, per riuscire a vederci".
All'interno, sin dai primissimi appuntamenti, si capisce che le poche sedie non bastano; ma neanche è possibile mettere in sala duemila sedie : nasce così la usanza di riposarsi seduti a bordo pista, spesso seduti sopra la propria borsa (handall), tenendo in mano un registratore che catturi i pezzi che si riascolteranno per tutta la settimana.
Quella di entrare con il registratore è una vera e propria necessità : lungi da cd o mp3 che oggi mettono a disposizione di tutti anche i pezzi più oscuri, in quegli anni certi brani si ascoltano solo dalla piastra di un particolare dj. In particolare - oltre ai djs del "Casino" - si segnala, come scopritore di vere e proprie oscurità, il dj del "Mecca", Ian Levine, che scova brani come "Temptation is calling my name" (Lee David, Columbia) o "If that's what You wanted" (Frankie Beverly - Gamble).
Proprio la passione per la musica è quello che rende unica la scena northern, ed il "Casino" in particolare. A differenza di altri luoghi, come il "Mecca" - che opera qualche restrizione riguardante l'abbigliamento e la qualità della clientela - a Wigan si andava per ballare e basta. "La nostra politica - ricorda Winstanley - era quella di non trattare i ragazzi che venivano come se fossero degli scolaretti, ai quali si doveva controllare se si erano lavati, tagliati le unghie, se erano ben pettinati. Quella gente faceva ore di viaggio per sentire quei pezzi e il nostro unico dovere era quello di farglieli sentire".
Riguardo al ballo, poi, la scena northern ha, già da qualche anno, introdotto in questo campo una innovazione straordinaria : la possibilità di ballare in modo individuale. "il nortehrn soul - ricorda una ragazza - era, prima tutto, ribellione e voglia di ballare. Se ballavi da solo in qualsiasi altra discoteca, tutti ti guardano come se fossi stato un pazzo; ma lì dentro ci si poteva scatenare davvero. Gli stessi ragazzi di allora ammettono : "Al Wigan non ci si andava per rimorchiare; o, almeno, non si partiva con questa intenzione. La musica era tutto, e la gente non smetteva mai di ballare; alcuni ragazzi e ragazze facevano addirittura a gara su chi resisteva di più in pista. arrivando fino a 5 ore di fila. Gli stessi handclappings erano precisi e richiedevano buona attenzione : non potevi sbagliarli Dopo 5 o 6 ore lì dentro eri distrutto e, in particolare, sudati in quel modo, non era il modo migliore di avvicinare le ragazze.
Tra la folla del Wigan c'è l'usanza che i migliori ballerini si posizionino vicino al palco, e particolarmente al lato destro del palco. In quel piccolo spazio - entro quel confine non delineato da alcun segno visibile, ma ben scolpito nelle teste dei ragazzi che ogni sabato si recano al "Casino" - si svolgono acrobazie e virtuosismi impensabili per qualsiasi altro club : calci volanti, spaccate e piroette si concentrano in quella zone, pur essendo praticate un pò in tutta la pista "Il sogno di qualsiasi ragazzo era entrare nel gruppo di quelli vicino al palco, e ognuno - dopo 3 o 4 anni di assidua frequenza - poteva tranquillamente accostarsi. Soprattutto i teenagers erano scatenati . pur di farsi notare facevano le acrobazie più spericolate." Le "mosse" più ardite sono tre : the "russian roll", "the arabian" (la posizione a gambe in sù immortalata in una mitica copertina della compilations della Kent : footstompers ) e "the crazy legs", tutti movimenti che, a causa dell'abbondante spargimento di talco, fanno rischiare ai ballerini pericolose cadute.
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I classici "baggies". pantaloni a vita alta (a sinistra) Un tipo di brogues (sopra) |
Altro aspetto legato alla passione sfrenata per il ballo è senza dubbio il consumo di droghe, da sempre legato alla scena northern, se è vero che alla fine degli anni Sessanta lo stesso "Twested Whaeel" di Manchester viene chiuso per il largo smercio di pastiglie che avviene prima e durante gli all-nighter e lo stesso "Torch" non resta esente da frequenti visite della polizia.
Forse proprio in base a quelle esperienze passate, la polizia di Wigan inizia una serie di controlli sempre più pesanti nei confronti dei clienti, arrivando a regolari perquisizioni, ogni Sabato sera, nel parcheggio del "Casino". "La droga girava, inutile negarlo - dice Adrian Croasdell - chi poteva prendeva le "blues" , ma si assumeva, comunque, di tutto : parecchi di noi si accontentavano anche delle pastiglie per dimagrire che tutte le nostre madri avevano in casa : tre o quattro di quelle ed era fatta. La maggior parte le usava per resistere più a lungo; dopo aver viaggiato a lungo per arrivare a Wigan sarebbe stato un delitto addormentarsi; con quelle tiravi avanti fino alla Domenica". Per molti la anfetamina è necessaria per non crollare e godersi tutto il week-end : "Il week-end non finiva al "Casino"; una volta usciti, alle otto di mattina, si faceva una breve colazione e poi si doveva subito ripartire : a Mezzogiorno iniziavano gli all-dayers del "Ritz" (a Manchester) o al "Central Soul Club" di Leeds. Già che ci trovavamo nei dintorni non potevamo perderceli, anche perchè erano appuntamenti altrettanto belli".
A dispetto della brutta fama che il "Casino Club" acquista a causa della cattiva pubblicità dei mass-media, i soulies continuano ad affollare il dancefloor tanto che nel 1978 le membership card arrivano a 100.000. "I giornali parlavano di quel posto come se fosse stato il covo di tutti i drogati e gli ubriaconi del Regno Unito - racconta uno dei centomila - in realtà radunava tanta di quella gente che era naturale che tra la folla ci fossero anche diversi spacciatori. Mia madre appena seppe che il Sabato ero solito andare al "Casino" me lo proibì, e così fecero anche tanto altre madri; così molti di noi stavano a casa per due o tre settimane, poi, pian piano ricominciavano ad andarci di nascosto".
Le televisioni tardano ad accorgersi del fenomeno, ma appena la fama del locale esce dai confini regionali - nel 1978 la rivista americana "<Billboard" indica il "Casino club" come miglior club del mondo, seguito dallo "Studio 54" di New York - non esitano a buttarsi a corpo morto sul fenomeno "northern soul", suscitando la reazione dei soulboy più radicali "Il "Casino" è cominciato a decadere da quando sono iniziati i servizi giornalistici. Noi eravamo addirittura contenti che i nostri brani preferiti non passassero su "Radio One". L'avvenimento che più fa infuriare i "puristi" del northern è la caricatura del northern soul fatta da "Top of the Pops", dove vengono invitati i "Wigan's Ovations", i "Chosen Few" e Tony Blackburn per suonare le proprie hits. A completare quello che pare un vero e proprio oltraggio al carattere underground della popolazione del "Casino", viene compiuto un gesto per molti imperdonabile : dal momento che a "Top of the Pops" è tradizione che il pubblico balli durante le performance degli artisti, vengono invitati negli studi della BBC alcuni giovanissimi soulboys, per ballare - con i loro pantaloni a vita alta, le loro t-shirt e le loro toppe - durante l'esecuzione dei pezzi. La presentatrice annuncia la esibizione con parole rimaste mitiche : "There's a new dance craze up north and it's sweeping the nation..." E' un vero e proprio sacrilegio. "Da quel giorno abbiamo visto per strada una massa di idioti, che mai erano stati a una soul night, agghindati con pantaloni a vita alta e le classiche spillette "northern", scimmiottando il nostro stile. Ormai con il lancio sulla televisione nazionale il "northern soul" era diventato trendy, e cioè banalizzato".
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La musica. Quello che fa passare alla storia il "Casino Club" è la musica : puro "northern soul", senza compromessi.
La politica musicale, chiara sin dai primi giorni, resterà la medesima fino alla chiusura : brani quanto più sconosciuti - incisi su etichette come "Okeh", "Parkway", "Ric Tic" e "Revilot" - quasi tutti up-tempo e quasi tutti dei primi anni Sessanta.
La scena del decennio precedente - quella dominata dal suono del "Twestwd Wheel" - aveva visto i club suonare indistantamente northern soul e funky ( frequenti i brani di James Brown e di Joe Tex); con l'apertura del "Casino Club" la coesistenza dei due generi viene meno in modo brusco. Vengono eliminati - oltre ai pezzi funky - anche i successoni della "Motown" e viene acquisita (sia da parte dei djs che da parte dei ballerini) una mentalità iper-specialistica, cioè incessantemente alla ricerca della "gemma".
Addirittura, come massimo emblema della ricercatezza musicale, la sala minore (la già ricordata ex "Mr M's") viene riservata agli "oldies", cioè ai pezzi che - dopo essere stati scoperti e suonati per qualche mese - assumono la qualità di classici , e sono costretti a lasciare il posto alle nuove entrate. Diventano, ad esempio, subito classici (o per meglio dire "oldies"), brani come "I get the sweetest feeling", "Move on up", "I'm coming home in the morning", "She'll come running back","Out on the floor", "With this ring" e molti altri.
I resident disc-jockeys che seguivano questa tendenza - che porta in breve i prezzi dei vinili a cifre impensabili - erano una manciata.
Al già citato Russ Winstanley si unisce quasi subito Kev Roberts, un ragazzo con una buona collezione di rarità che mette i dischi al "Brit Club" di Nottingham. Egli è un assiduo frequentatore del "Casino" e stringe presto una amicizia con Winstanley, cosicchè, dopo aver affiancato il dj principale in serate minori, entra nel gruppo dei resident nel 1974. La scelta è così motivata da Winstanley :"Se avessimo voluto il successo sicuro sarebbe bastato ingaggiare i dj del "Mecca" o del "Torch", ma noi volevamo creare qualcosa di nuovo, con una propria identità". Lo staff del Wigan comincia, perciò, a girare per le soul nights delle Midlands, deciso a trovare per il "Casino Club" i volti ed i suoni più nuovi ed interessanti.
Proprio Kev Roberts, suggerisce allo staff del "Casino" un dj all'epoca sconosciuto : mette i dischi al "Va-Va" di Bolton ed il suo nome è Richard Searling. "Lo vidi per la prima volta al "Va-Va" una notte di Agosto del 1973 - racconta Kev Roberts - e mi stupì : mise, uno dietro all'altro, tre brani bellissimi e sconosciuti : "Laws of love" (dei "Volcanoes"), "His love is amazing" (di Sharon Soul) e "Tainted love" (di Gloria Jones) . Pensai che quella roba dovevamo averla a tutt i costi anche a Wigan e così convinsi gli altri a chiamare con noi quel talento".
Il giovane Searling - passato alla storia come il più timido dj northern - è così il secondo tassello delle nuove leve; e ad egli, molto presto - cioè sempre intorno al 1974 - vengono affiancarsi altri giovani disc-jockeys semisconosciuti alla grande massa dei soulies : tra i tanti chiamati a mettere dischi vi sono Martin Ellis (detto "Mr. Personality"), Frank (vero nome Ian Dewhurst, famoso per non aver mai potuto sopportare Ian Levine), Steve Whittle, Chris King; spesso chiamati a suonare di fianco a veri e propri mostri sacri, in veste di ospiti. Al "Casino", infatti suonano quasi tutti i più famosi dj del Regno Unito : a cominciare da Ian Levine e Colin Courtis del "Mecca" - i primissimi ospiti, dopo sei mesi dall'apertura - a Dave Evison del "Torch".
La storia del "Casino club" potrebbe andare avanti all'infinito con playlists, elenco degli ospiti dal vivo, aneddoti, scaramucce, cifre, interviste, ricordi, ma sarebbe troppo lungo. Da ricordare solo una data e un volantino : Sabato 19 Settembre 1981 (The last nighter - End of an era). Il volantino della serata, firmato Russ Winstanley dice : "WIGAN CASINO SOUL CLUB IS CLOSING DOWN - We never really hoped to have to annunce this, but due to not being able to negotiate a long enough lease and the effects of the recession unfortunately it is inevitable. Many, many thanks for your marvellous and such loyal support it really is a tearfull end for a wonderful eight years era spreading the faith of northern soul. We'll never forget you; We hope you'll never forget us".