stai visitando " un raggio di soul " ... ottima scelta !
capital "S" soul * di Michele Boeri *
Torna in cattedra il professore di modern, ovvero Michele Boeri, colui che ha lanciato la rubrica e che - con i suoi preziosi suggerimenti - la mantiene viva più che mai. Curiosità : l'espressione " Questo è soul con la "S" maiuscola " - da cui è stato tratto lo spunto per questo articolo - è di Simone "Cecca" ed è stata pronunciata durante l'ascolto di un brano contemporaneo.
Here we are back again ! Ecco una nuova fatica letteraria del vostro affezionatissimo editorialista da pub, Mick, contenente una selezione di brani soulful con la S maiuscola a prescindere dagli anni di pubblicazione, dal colore della pelle dei cantati e dei produttori (a proposito lo sapevate che molti produttori di soul music erano italo-americani?) e da tutte quelle caratteristiche che con la musica non hanno nulla a che fare!
Vorrei
cominciare con un brano pubblicato nel 2001 e che è stato per me una sorpresa
assoluta. Si tratta di Carl
Sims – I’m sending You Back to Him - Waldoxy. E’ reperibile
solo su CD e se non fosse stato per Simone "Cecca", non lo avrei mai
conosciuto. Nonostante Carl fosse un popolare produttore a Chicago negli anni
settanta, la sua discografia non è sconfinata - tutt’altro - e allora vale
proprio la pena fare un piccolo sforzo di ricerca
e acquistare via internet questo brano supersoulful che si trova
nell’ultima fatica discografica del nostro dal titolo impossibile, “M &
M Man”. L’attacco della band impone un ritmo serrato che conduce rapidamente
alla voce di Carl, e qui viene il bello…La voce cristallina di Carl graffia
come quella del miglior Bobby Womack e porta alla fine ad apprezzare l’
arrangiamento essenziale del brano con la giusta dose di fiati, cori femminili e
tastiere. Prezioso!
Peabo Bryson – Why Don’t You Make Up Your Mind – Capitol. Tratto dal LP “Turn The Hands Of Time” si apre con un assolo di sax ed è una vera perla di Uplifting Soul anni ottanta ... ma che senso ha datarlo quando chiudendo gli occhi, l’unica cosa che colpisce è la voce supercool di Peabo supportata da un fraseggio di archi da lacrime agli occhi? Il periodo alla Capitol rappresenta uno dei punti più alti della carriera di Peabo che ha lavorato anche alla Bang, all’ Elektra e alla Cbs.
Why Don’t You Make Up Your Mind è un classico delle Modern Rooms del Nord Ovest dell’Inghilterra, e come poteva essere altrimenti? E’ un riempipista di razza, un brano vincente su cui scommetterei ad occhi chiusi! Nel caso non riusciste a trovare l’originale, è stato recentemente incluso in una raccolta di Mr Richard Searling dal titolo "Soul Boulevard".
Johnson, Hawkins, Tatum & Durr – Your Love Keep Drawing Me Closer – Capsoul. Cos’altro si può chiedere ad una canzone? La linea di basso è il cuore pulsante del brano che apre con una breve intro per dare l’attacco alla voce solista. Personalmente adoro i i ritornelli cantati a più voci, (per quest mi piacciono i Dells!) e qui Johnson, Hawkins, Tautum & Durr si impegnano al massimo per farmi godere, in senso figurato, s’intende. Incisa nel 1971 per l’etichetta Capsoul dell’Ohio Your love è la sintesi perfetta fra qualità e prezzo, appena l’ho sentita ho pensato : "AAHHHRRGGHHH ... Dev’essere mia !! " In una parola : Crossover Magic!
Nel mio ultimo articolo avevamo parlato di Margie Joseph e del singolo I’ll Always Love you, tratto dall’album Phase II su etichetta Volt. Non ci crederete ma ho fatto una scoperta sensazionale! (Non allarmatevi! Sono abituato a scoprire l’acqua calda!! Magari per voi non è niente di nuovo!) Ho girato l’ellepi sul mio piatto e ho messo la puntina all’inizio dell’ultima traccia. Il risultato? Uno fra i più bei dancers di 70’s soul: Takin’ All The Love I Can. Sicuramente questo brano non viene suonato spesso alle serate per la sua intro che sembra annunciare una ballata di deep soul, ma vi assicuro che dopo soli venti secondi il basso comincia a scandire una linea incalzante che il corpo non può fare a meno di sentire. Nonostante le variazioni melodiche della canzone, la sezione ritmica ha un chiodo fisso e niente la distrae, come un treno lanciato in piena corsa non conosce stazioni! Margie ha così buon gioco per poter ricamare strofa e ritornello ad una tonalità da standing ovation. La volta scorsa avevamo consigliato il singolo, ma forse è meglio comprare l’album, visto che questi 4 minuti e 09 secondi potrebbero cambiare la vostra visione della vita!
Eccoci giunti ad un’artista che oggi viene finalmente apprezzato per il suo grande valore di performer e di compositore. Sto parlando di Willie Hutch, songwriter californiano cresciuto a Detroit, autore di tantissime produzioni di artisti famosi, fra cui i 5th Dimension, Smokey Robinson, i Jackson 5, i Main Ingredient. La sua discografia è veramente imponente, il singolo di Willie che staziona fisso sul mio stereo da ormai un mesetto s’intitola The Magic Of Love tratto dall’ album Season For Love su RCA. E’ un midtempo caratterizzato da una sognante orchestrazione che permette a Mr Hutch di raccontarci le magie dell’amore che si diffondono attorno alla sua donna ovunque lei vada. A mio parere questo disco ha un potere ipnotico !
Mi affaccio alla finestra mentre risuona dal mio stereo e Cassano D’Adda si trasforma in San Francisco ! That’s Incredible ! Difficilmente riuscirete ad evitare la tentazione di un secondo, terzo, quarto, quinto ascolto…Dreamy!
I lunghi periodi di malattia sono terrificanti, utili solamente per riprendere vecchi dischi in mano! Mentre scorrevo i miei album alla ricerca di qualcosa, mi è capitato fra le mani Ain’t No Stopping Us Now di McFadden & Whitehead su PIR. Quando l’ho comprato, forse ero ubriaco…ho pensato ma poi ho letto il retro-copertina: E’ stato inciso ai Sigma Sound Studios ed è stato suonato dalla band al completo, Bobby Eli, Don Renaldo, Jerry Cohen, il gruppo che ha costruito nota dopo nota il Philly Sound, oggi tanto apprezzato. Quest’album contiene una vera gemma soulful dal titolo I’ve Been Pushed Aside. Batteria Two-Step e basso slappato scandiscono il tempo sul quale i violini, i fiati le chitarre duettano con i nostri re della disco, che danno prova di conoscere perfettamente la routine dei soul duo e di saperne dare un’interpretazione di grande personalità.
Abbiamo parlato di McFadden & Whitehead e allora perché non continuare con un altro duo? Stavolta torniamo a tempi recenti, per la precisione il 2001, e troviamo George & Gwen Scales con il loro debut Album per la Expansion dal titolo So Good. La title track è stata inclusa anche nella serie Soul Togetherness della stessa etichetta. George & Gwen sono fautori di un soul-jazzato di grande intensità, suonato molto bene con la giusta miscela di campionamenti e strumentazioni, non nego che in alcuni brani la voce di Gwen mi ricordi Anita Baker, se mi passate il paragone.
Nel panorama Nu soul c’era grande attesa per il nuovo album di Incognito, " Who Needs Love" , “il miglior disco soul-jazz del terzo millennio” se mi è permesso citare il grandissimo Terry Jones. Purtroppo io non l’ho ancora comprato e tantomeno sentito ma viste le premesse sembra essere un disco da prendere a scatola chiusa!
Stay soulful, stay tuned!
Michele Boeri