"Bisogna porre dei limiti al potere..."
"Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente" : partendo da questa considerazione Montesquieu (1689-1755) traccia, nel libro XI de Lo spirito delle leggi (1748), la teoria della separazione dei poteri, analizzando in particolare il modello costituzionale inglese (cap. VI). Tale teoria, gi� espressa da Locke nei suoi Trattati sul governo, divenne, grazie all'opera di Montesquieu, una delle pietre angolari di tutte le costituzioni degli stati sorti dopo il 1789.
Non vi � parola che abbia ricevuto, maggior numero di significati diversi, e che abbia colpito la mente in tante maniere come quella di libert�. Gli uni l'hanno intesa come la felicit� di deporre colui a cui avevano conferito un potere tirannico; gli altri, come la facolt� di eleggere quelli a cui dovevano obbedire; altri ancora, come il diritto di essere armati e di poter esercitare la violenza; altri infine come il privdegio di non essere governati che da un uomo della propria nazione, o dalle proprie leggi. Un certo popolo ha preso per molto ternpo la libert� per l'uso di portare una lunga barba. Alcuni hanno dato questo nome a una forma di governo e ne hanno escluso le altre. Coloro che avevano gradito il governo repubblicano, l'hanno messa nella repubblica; quelli che avevano goduto del governo monarchico, nella monarchia [...]. Infine, siccome nella democrazia sembra che il popolo faccia pi� o meno quello che vuole, la libert� � stata collocata in questo genere di governo, e si � confuso il potere del popolo con la libert� del popolo. E' vero che nelle democrazie sembra che il popolo faccia ci� che vuole; ma la libert� politica non consiste affatto nel fare ci� che si vuole. In uno Stato, vale a dire in una societ� dove ci sono delle leggi, la libert� pu� consistere soltanto nel poter fare ci� che si deve volere, e nel non essere costretti a fare ci� che non si deve volere. Bisogna fissarsi bene nella mente che cosa � l'indipendenza, e che cosa � la libert�. La libert� � il diritto di fare tutto quello che le leggi permettono; e se un cittadino potesse fare quello che esse proibiscono, non vi sarebbe pi� libert�, perch� tutti gli altri avrebbero del pari questo potere. La democrazia e l'aristocrazia non sono Stati liberi per loro natura. La libert� politica non si trova che nei governi moderati. Tuttavia non sempre � negli Stati moderati; vi � soltanto quando non si abusa del potere; ma � una esperienza eterna che qualunque uomo che ha un certo potere � portato ad abusarne; va avanti finch� trova dei limiti. Chi lo direbbe! Perfino la virt� ha bisogno di limiti. Perch� non si possa abusare del potere bisogna che, per la disposizione delle cose, il potere arresti il potere. Una costituzione pu� esser tale che nessuno sia costretto a fare le cose alle quali la legge non lo obbliga, e a non fare quello che la legge permette [...]. In ogni Stato vi sono tre generi di poteri: il potere legislativo, il potere esecutivo delle cose che dipendono dal diritto delle genti, e il potere esecutivo di quelle che dipendono dal diritto civile. In forza del trimo, il principe, o il magistrato, fa le leggi per un certo tempo o per sempre, e corregge o abroga quelle che sono gi� state fatte. In forza del secondo, fa la pace o la guerra, invia o riceve ambasciate, stabilisce la sicurezza, previene le invasioni. In forza dei terzo, punisce i delitti o giudica le controversie dei privati. Chiameremo quest'ultimo il potere giudiziario, e l'altro semplicemente il potere esecutivo dello Stato. La libert� politica per un cittadino consiste in quella tranquillit� di spirito che proviene dall'opinione che ciascuno ha della propria sicurezza; e perch� si abbia questa libert�, bisogna che il governo sia tale che un cittadino non possa temere un altro cittadino. Quando nella stessa persona o nello stesso corpo di magistratura il potere legislativo � unito al potere esecutivo, non vi � lib�rt�, poich� si pu� temere che lo stesso monarca, o lo stesso senato, facciano leggi tiranniche per eseguirle tirannicamente. Non vi � nemmeno libert� se il potere giudiziario non � separato dal potere legislativo e dall'esecutivo. Se fosse unito al potere legislativo, il potere sulla vita e la libert� dei cittadini sarebbe arbitrario: infatti il giudice sarebbe legislatore. Se fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza di un oppressore. Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo di maggiorenti, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le decisioni pubbliche, e quello di giudicare i delitti o le controversie dei privati [...]. Il potere giudiziario non dev'essere affidato a un senato permanente, ma dev'essere esercitato da persone tratte dal grosso del popolo, in dati tempi dell'anno, nella maniera prescritta dalla legge, per formare un tribunale che duri soltanto quanto lo richiede la necessit�. In tal modo il potere giudiziario, cos� terribile fra gli uomini, non essendo legato n� a un certo stato n� a una certa professione, diventa, per cos� dire, invisibile e nullo. Non si hanno continuamente dei giudici davanti agli occhi, e si teme la magistratura e non i magistrati. Bisogna inoltre che, nelle accuse gravi, il colpevole, d'accordo con le leggi, si scelga i giudici; o per lo meno che possa rifiutarne un numero tale che quelli che rimangono siano reputati essere di sua scelta. Gli altri due poteri potrebbero esser conferiti piuttosto a magistrati o ad organismi permanenti, poich� non vengono esercitati nei riguardi di alcun privato: non essendo, l'uno, che la volont� generale dello Stato, e l'altro che l'esecuzione di questa volont�. Ma se i tribunali non devono essere fissi, i giudizi devono esserlo a un punto tale da costituire sempre un preciso testo di legge. Se fossero una opinione particolare del giudice, si vivrebbe nella societ� senza conoscere esattamente gli impegni che vi si contraggono [...]. Poich�, in uno Stato libero, qualunque individuo che si presume abbia lo spirito libero deve governarsi da se medesimo, bisognerebbe che il corpo del popolo avesse il potere legislativo. Ma siccome ci� � impossibile nei grandi Stati, e soggetto a molti inconvenienti nei piccoli, bisogna che il popolo faccia per mezzo dei suoi rappresentanti tutto quello che non pu� fare da s� . Si conoscono molto meglio i bisogni della propria citt� che quelli delle altre citt�, e si giudica meglio la capacit� dei propri vicini che quella degli altri compatrioti. Non bisogna dunque, che i membri del corpo legislativo siano tratti in generale dal corpo della nazione, ma conviene che in ogni luogo principale gli abitanti si scelgano un rappresentante. Il grande vantaggio dei rappresentanti � che sono capaci di discutere gli affari. Il popolo non vi � per nulla adatto, il che costituisce uno dei grandi inconvenienti della democrazia. Non � necessario che i rappresentanti, che hanno ricevuto da chi li ha scelti una istruzione generale, ne ricevano una particolare su ciascun affare, come si pratica nelle diete della Germania. E' vero che, in tal modo, la parola dei deputati sarebbe pi� diretta espressione della voce nazionale; ma farebbe incappare in lungaggini infinite, renderebbe ogni deputato padrone di tutti gli altri, e, nei casi pi� urgenti, tutta la forza della nazione potrebbe essere arrestata da un capriccio [...]. Tutti i cittadini, nei vari distretti, devono avere il diritto di dare il loro voto per scegliere il rappresentante, eccetto quelli che sono in uno stato di inferiorit� tale da esser reputati privi di volont� propria. La maggior parte delle antiche repubbliche aveva un grave difetto: il popolo, cio�, deteneva il diritto di prendervi delle risoluzioni attive, che comportano una certa esecuzione, cosa di cui � completamente incapace. Esso non deve entrare nel governo che per scegliere i propri rappresentanti, il che � pienamente alla sua portata. Infatti, se poche sono le persone che conoscono l'esatto grado di capacit� degli uormni, ciascuno tuttavia � in grado di sapere, in generale, se colui che sceglie � pi� illuminato della maggior parte degli altri [...]. Il potere legislativo verr� affidato e al corpo dei nobili e al corpo che sar� scelto per rappresentare il popolo, ciascuno dei quali avr� le proprie assemblee e le proprie deliberazioni a parte, e vedute e interessi distinti. Dei tre poteri di cui abbiamo parlato, quello giudiziario � in qualche senso nullo. Non ne restano che due; e siccome hanno bisogno di un potere regolatore per ternperarli, la parte del corpo legislativo composta di nobili � adattissima a produrre questo effetto [...]. Il potere esecutivo dev'essere nelle mani d'un monarca perch� questa parte del governo, che ha bisogno quasi sempre d'una azione istantanea, � amministrata meglio da uno che da parecchi; mentre ci� che dipende dal potere legislativo � spesso ordinato meglio da parecchi anzich� da uno solo. Infatti, se non vi fosse monarca, e il potere esecutivo fosse affidato a un certo numero di persone tratte dal corpo legislativo, non vi sarebbe pi� libert�, perch� i due poteri sarebbero uniti, le stesse persone avendo talvolta parte, e sempre potendola avere, nell'uno e nell'altro. Se il corpo legislativo rimanesse per un tempo considerevole senza riunirsi, non vi sarebbe pi� libert�. Infatti vi si verificherebbe l'una cosa o l'altra: o non vi sarebbero pi� risoluzioni legislative, e lo Stato cadrebbe nell'anarchia; o queste risoluzioni verrebbero prese dal potere esecutivo, il quale diventerebbe assoluto [...]. Se il corpo legislativo fosse riunito in perrnanenza, potrebbe capitare che non si facesse che sostituire nuovi deputati a quelli che muoiono; e in questo caso, una volta che il corpo legislativo fosse corrotto, il male sarebbe senza rimedio. Quando diversi corpi legislativi si susseguono gli uni agli altri, il popolo, che ha cattiva opinione del corpo legislativo attuale, trasferisce, con ragione, le proprie speranze su quello che succeder�. Ma se si trattasse sempre dello stesso corpo, il popolo, una volta vistolo corrotto, non spererebbe pi� niente dalle sue leggi, s'infurierebbe o cadrebbe nell'apatia [...]. Il potere esecutivo, come dicemmo, deve prender parte alla legislazione con la sua facolt� d'impedire, senza d� che in breve sarebbe spogliato delle sue prerogative. Ma se il potere legislativo prende parte all'esecuzione, il potere esecutivo sar� ugualmente perduto. Se il monarca prendesse parte alla legislazione con la facolt� di statuire, non vi sarebbe pi� libert�. Ma siccome � necessario che abbia parte nella legislazione per difendersi, bisogna che vi partecipi con la sua facolt� d'impedire. La causa del cambiamento del governo a Rorna fu che il senato, il quale aveva una parte del potere esecutivo, e i magistrati, i quali avevano l'altra, non avevano, come il popolo, la facolt� d'impedire. Ecco dunque la costituzione fondamentale del governo di cui stiamo parlando. Il corpo legislativo essendo composto di due parti, l'una terr� legata l'altra con la mutua facolt� d'impedire. Tutte e due saranno vincolate dal potere esecutivo, che lo sar� a sua volta da quello legislativo. Questi tre poteri dovrebbero rimanere in stato di riposo, o di inazione. Ma siccome, per il necessario movimento delle cose, sono costretti ad andare avanti, saranno costretti ad andare avanti di concerto [...]. Siccome tutte le cose umane hanno una fine, lo Stato di cui parliamo perder� la sua libert�, perir�. Roma, Sparta e Cartagine sono pur perite. Perir� quando il potere legislativo sar� pi� corrotto di quello esecutivo. Non sta a me di esaminare se gli Inglesi godono attualmente di questa libert�, o no. Mi basta dire che essa � stabilita dalle loro leggi, e non chiedo di pi�. Non pretendo con ci� di avvilire gli altri governi, n� dichiarare che questa libert� politica estrema debba mortificare quelli che ne hanno soltanto una moderata. Come potrei dirlo io, che credo che non sia sempre desiderabile nemmeno l'eccesso della ragione; e che gli uomini si adattino quasi sempre meglio alle istituzioni di mezzo che a quelle estreme?