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    <title>Le mie notizie</title>
    <link>http://it.geocities.com/sscireca</link>
    <description>Una raccolta di notizie dal WEB</description>
    <language>it</language>
    <copyright>scs soft</copyright>
    <item>
      <title>Il mio primo podcast</title>
      <pubDate>Thu, 25 Aug 2005 18:54:13 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[Creato il mio primo podcast ... 
<p>per ascoltare clicca&nbsp; <a href="http://it.geocities.com/sscireca/rss/podder1.mp3">http://it.geocities.com/sscireca/rss/podder1.mp3</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
      <link>http://it.geocities.com/sscireca/rss/podder1.mp3</link>
    </item>
    <item>
      <title>Professore senza un’idea</title>
      <pubDate>Fri, 22 Jul 2005 14:47:43 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<img height=37 src="http://www.ilgiornale.it/img/logo.gif" width=278><br/>n. 177 del 17-07-05 pagina 1
<p><SPAN class=Titolone><strong>Professore senza un’idea</strong></SPAN><br/>di ANTONIO SOCCI</p>
<div class=Titolino>Antonio Socci<br/><br/></div>
<p>L’Italia è un bersaglio dichiarato del terrorismo islamico. Sapendo che le «bombette» di Londra, in fin dei conti, sono ancora poca cosa rispetto a ciò che quei criminali potranno fare con il nucleare sporco o le armi biologiche, diventa importante sapere cosa dice Prodi. I sondaggi infatti annunciano che potrebbe vincere le elezioni del 2006 e dunque è decisivo capire bene in che mani mettiamo noi, i nostri figli, le nostre città, il nostro Paese.<br/>Prodi, che ha governato fra il 1996 e il 1998, non si è mai cimentato con questo fenomeno criminale planetario. E allora vediamo che posizioni ha preso in questi giorni. Titolo del Corriere della Sera</B>: «Prodi: non servono leggi speciali. Irak, rimane il no». Si capisce bene ciò a cui Prodi - a nome del centrosinistra - dice no: no a leggi speciali antiterrorismo, no a un giro di vite sull'immigrazione clandestina, no al contrasto all'islamismo in Irak, no, no, no... Però non si capisce a cosa Prodi dica sì. Se oggi fosse lui al governo, cosa farebbe concretamente per proteggere la vita minacciata di 50 milioni di italiani? <br/>È questo che non ci viene detto. E non viene detto neanche agli elettori del centrosinistra che certamente - come il resto degli italiani - trovano abbastanza spiacevole essere nel mirino di centinaia di criminali stragisti. I quali difficilmente si limiteranno alle minacce o si contenteranno di provare a colpire Berlusconi. In tutto il mondo hanno dimostrato di puntare alla strage facile, quella contro la popolazione civile che affolla le città occidentali.<br/>Dunque anche gli elettori del centrosinistra, immagino, vorrebbero sapere come Prodi contrasterà il terrorismo e scongiurerà stragi in Italia. Soprattutto con quali misure preventive (perché prevenire è meglio che curare). Se provo a immedesimarmi con un elettore di centrosinistra condivido i «no» prodiani, ma poi mi chiedo: quando saremo noi al governo che faremo? Non potremo limitarci a dire no alle proposte dell'opposizione di centrodestra, ci toccherà governare e decidere. E dunque? <br/>Per coprire questo imbarazzante vuoto di idee ieri Prodi ha provato a farfugliare la solita critica alla guerra in Irak che avrebbe aggravato il problema terrorismo. Argomento che però non è buono neanche per i comizi dal momento che Al Qaida (lo sanno tutti) ha dichiarato e iniziato la sua guerra l'11 settembre 2001 (anzi, addirittura prima), quando non era stata fatta nessuna guerra preventiva in Afghanistan né in Irak. E tutti sanno che certamente non metterebbe fine alla Jihad nemmeno se gli Usa e le altre forze si ritirassero di là a gambe levate: anzi, un trionfo di tali dimensioni amplificherebbe enormemente il prestigio e la forza di Osama Bin Laden nei Paesi islamici, portandogli un fiume di forze nuove per sferrare l'attacco definitivo all'Occidente («conquistare Roma», come sanno gli addetti ai lavori, è uno dei capisaldi dell'Islam che si rifà addirittura alle parole di Maometto). Perciò non bisogna farsi illusioni: non ci lascerebbero in pace neanche se calassimo le brache lasciando in pasto a Osama e ai talebani quelle terre irachene e afghane (che tornerebbero a essere la base delle future azioni).<br/>Resta dunque da sapere quali sono le proposte di Prodi. Forse pensa di contrastare il terrore facendo qualche seduta spiritica, come ai tempi dei brigatisti rossi? L'episodio della seduta spiritica di Prodi, il 2 aprile del 1978, per cercare dov'era tenuto prigioniero Moro, è rimasto proverbiale. Un unicum nella storia d'Italia. Ma è davvero con questi raffinati sistemi di intelligence che lo statista di Scandiano ritiene di prevenire le nuove terrificanti stragi di Al Qaida? Chissà, forse qualcuno gli suggerirà di rafforzare il «pacchetto antiterrorismo» con la macumba, il vudù, l'umbanda e il candomblé. Saremmo in ottime mani. Anzi, saremmo ottomani.<br/>www.antoniosocci.it</B></p>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>E l’intellettuale arabo rinunciò a scrivere </title>
      <pubDate>Fri, 22 Jul 2005 14:40:29 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<table id=corpo-titolazione cellSpacing=0 cellPadding=0>
<tbody>
<tr>
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<div id=div-titolazione>
<div class=ln><SPAN class=sommario>La decisione di Sayyid al-Qimni, 58 anni, studioso impegnato nella riforma dell’Islam</div></SPAN>
<div class=firma_edi>
<div style="DISPLAY: inline; FONT-WEIGHT: normal"><I>di</I> </div>Magdi Allam</div></div></td>
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<div id=articletools>
<div class=testatina>&nbsp;</div><!--<div id="tools4"><div class="link"><a href="#">REGOLA CARATTERE</a></div></div>--></div></td></tr></tbody></table><!--- SEPARAZIONE TITOLAZIONE - ARTICOLO -->
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<tbody>
<tr>
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<div class=doc xml:lang="it">
<div class=articolo>
<div class=testo>
<div class=p><SPAN class=span id=k8E style="FONT-WEIGHT: bold"></SPAN>&nbsp;</div>
<div class=p><SPAN class=span style="FONT-WEIGHT: bold">«Grazie soltanto ad Allah</SPAN>, la preghiera e la pace all'ultimo dei profeti. Sappi o miserabile, o apostata di nome Sayyid al-Qimni, che cinque fratelli monoteisti, leoni della Jihad, sono stati arruolati per ucciderti. Hanno giurato a Dio di acquisire le sue grazie tagliandoti la testa. Sono determinati a farsi rimettere i loro peccati facendo scorrere il tuo sangue. Ciò in ottemperanza all'ordine del supremo profeta: chi cambia la propria religione uccidetelo ». Firmato: Gruppo della Jihad, Egitto.</div>
<div class=p><SPAN class=span id=klkE style="FONT-WEIGHT: bold">La condanna a morte è arrivata per posta elettronica</SPAN> al suo indirizzo e-mail personale elqemany@yahoo.com. Lui, al-Qimni, 58 anni, dottore in filosofia, è un intellettuale laico impegnato nella riforma moderata dell’islam. La vera notizia è che al-Qimni, autore di decine di saggi e firma prestigiosa del settimanale governativo Rose El Yossef, ha appena annunciato il proprio «pentimento e dissociazione da tutte le blasfemie scritte», nonché la decisione di «rinunciare alla scrittura definitivamente ». «Ammetto che la morte, spezzando la mia penna, sarà una lenta agonia perché la mia penna è la massima aspirazione della mia vita e dello spirito che respiro— ha rivelato al sito liberale www. elaph.com — ma con questa decisione mi resterà il tempo per accudire i miei figli». Nel loro comunicato i terroristi del Gruppo della Jihad gli avevano dato un ultimatum di una settimana per pentirsi. </div>
<div class=p><SPAN class=span id=k5ZH style="FONT-WEIGHT: bold">Succede oggi in Egitto</SPAN>, retto da un regime formalmente laico. La decisione di al- Qimni non è solo l’ammissione della sua impotenza a fronteggiare il terrorismo islamico. E’ anche una denuncia di uno Stato che non è in grado di difendere la vita di un libero pensatore. Così come accadde l’8 giugno del 1992 quando i terroristi della Gamaa al-Islamiya assassinarono al Cairo l’intellettuale Farag Foda. In quell’occasione il più insigne teologo islamico, Mohammad al-Ghazali, appartenente al movimento dei Fratelli Musulmani, legittimò in tribunale l’attentato terroristico: «L’uccisione di Farag Foda è stata di fatto l’esecuzione della punizione nei confronti di un apostata che lo Stato non aveva attuato». Lo stesso al-Ghazali nel 1959 aveva condannato di apostasia il premio Nobel per la Letteratura Naguib Mahfouz per il romanzo «Il rione dei ragazzi », condanna che ispirò il tentativo di assassinare Mahfouz nel 1994. </div>
<div class=p><SPAN class=span id=kB2E style="FONT-WEIGHT: bold">Ma succede anche in Francia</SPAN>. Dove l’intellettuale laico tunisino Lafif Lakhdar è stato condannato a morte da Rached al- Ghannouchi, leader del movimento fuorilegge «Al Nahda», la sigla che rappresenta i Fratelli Musulmani in Tunisia. Giurista e editorialista, Lakhdar è stato uno dei promotori di un Appello al segretario generale dell’Onu per l’istituzione di un Tribunale internazionale contro il terrorismo. </div>
<div class=p><SPAN class=span id=kxWC style="FONT-WEIGHT: bold">Da anni Lakhdar ripete che bisogna «prosciugare</SPAN> le fonti della cultura del martirio, ossia del suicidio e delle decapitazioni, depurando i programmi scolastici dai concetti della guerra santa e del martirio, insegnando la filosofia, i diritti dell’uomo, la storia comparata delle religioni, la psicologia». Ebbene sapete da dove al-Ghannouchi ha emesso la condanna a morte di Lakhdar? Da Londra, che gli ha concesso asilo politico al pari di decine di predicatori dell’odio che hanno istigato migliaia di militanti islamici di tutto il mondo alla guerra santa contro l’Occidente e contro gli stessi musulmani moderati. E il risultato, tragico, lo si è visto lo scorso 7 luglio con l’esordio di quattro kamikaze con cittadinanza britannica che si sono fatti esplodere a Londra. </div>
<div class=p><SPAN class=span id=kJ9E style="FONT-WEIGHT: bold">Una cultura della morte che è stata denunciata</SPAN> nell’ultimo commento scritto da al-Qimni sul numero di Rose El Yossef del 2 luglio scorso: «Quando gli israeliani uccidono anche un solo combattente palestinese, esplode la rabbia e la protesta. Ma nessuno si smuove di fronte al bagno di sangue di migliaia di innocenti in Iraq. I nostri giovani non hanno mai protestato contro la banda di al-Zarqawi e chi la sostiene, mentre decapitano degli innocenti. Continuiamo a ripetere che si tratta di un complotto americano e alcuni di noi definiscono tutto ciò come "resistenza". Ma dove è finito l’intelletto arabo? ». Si dovrebbe dire che è finito nella paura. Paura del terrorismo islamico che massacra indiscriminatamente. Ma anche paura dei governi musulmani e occidentali che lasciano mano libera ai predicatori dell’odio e non difendono i musulmani laici e moderati che si battono per la sacralità della vita di tutti.</div>
<div class=p></div></div></div></div>
<div class=data-pubb xmlns:e="http://www.jclark.com/xt/java/FormattaData">17 luglio 2005</div></td></tr></tbody></table>]]></description>
      <link>http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2005/07_Luglio/17/intellettuale.shtml</link>
    </item>
    <item>
      <title>Brunello sta visionando il mio RSS</title>
      <pubDate>Wed, 13 Jul 2005 16:33:40 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<strong>Brunello</strong> sta imparando come creare un
<p align="center"><U><strong><em>&nbsp;RSS</em></strong></U> </p>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Università di Bologna, omicida in isolamento</title>
      <pubDate>Wed, 13 Jul 2005 16:16:32 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<strong><U>Domenico Bottari ha sparato, con una pistola regolarmente detenuta per uso sportivo, al suo amore non corrisposto</U></strong>
<p><strong>BOLOGNA</strong> - Domenico Bottari, il presunto omicida reo confesso di Riccardo Venier martedì pomeriggio nella facoltà di matematica dell'Università di Bologna, dopo l'arresto è stato posto in cella di isolamento piantonato a vista. A quanto si apprende, Bottari mostrerebbe infatti segni di grave instabilità mentale. Il pubblico ministero, Licia Scagliarini, ha disposto il divieto di colloquio tra l'avvocato difensore e Bottari «per preservare la genuinità delle dichiarazioni rese spontaneamente» fino allla convalida dell'arresto. <br/>Dal sito internet di Domenico Bottari<br/><strong>RIFIUTATO</strong> - La vittima aveva preso anche un po' le distanze da Bottari dopo che aveva saputo che Bottari era dichiaratamente omosessuale. Per l'assassino, invece, si tratta di un'innamoramento passionale non corrisposto. Bottari, 32 anni, originario di Scaletta Zanclea (Messina), aveva un curriculum invidiabile: nessun precedente penale e una laurea con 110 e lode in matematica in Sicilia oltre a un master all'università bolognese. L'omicida si era invaghito di Venier che aveva conosciuto due-tre anni fa alla facoltà di matematica di Bologna, dove la vittima era al suo esordio universitario e l'assassino iscritto al master. A unirli anche la passione per la musica e per internet: entrambi avevano un proprio sito.<br/><strong>DINAMICA</strong> - Bottari ha sparato un'arma regolarmente detenuta per uso sportivo, una Steyer calibro 9x21, che aveva portato con sé nel suo viaggio a Bologna, assieme a due caricatori - anche questi consegnati subito alla polizia - contenenti 40 colpi in totale. Ha sparato otto colpi. Ha confessato che all'inizio la sua intenzione era di suicidarsi davanti a Venier, ma poi invece ha sparato al suo amore non corrisposto.</p>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Bologna, spari all'università</title>
      <pubDate>Tue, 12 Jul 2005 21:00:33 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<SPAN class=text>
<div id=foto><br/><!-- inizio FOTO1 --><strong><img src="http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/cronaca/bolognauni/bolognauni/este_12203234_35520.jpg" width=200><!-- fine FOTO1 --></strong> <br/><SPAN class=dida><!-- inizio DIDA --><B>Riccardo Venier con un gruppo di amici</B><!-- fine DIDA --></SPAN> </div><!-- inizio TESTO --><br/><B>BOLOGNA</B> - Aveva appena consegnato la prova scritta dell'esame quando è stato colpito da una raffica di colpi di pistola. Prima cinque, poi altri due. Così è morto Riccardo Venier, 22 anni, emiliano dell'appennino di Monghidoro, studente di matematica all'università di Bologna. Lo ha ucciso un uomo di 32 anni di nome Domenico Bottari, di Messina che è entrato nella facoltà, è salito al settimo piano e ha aperto il fuoco. Non si sa perché, forse dietro il gesto ci sono motivi sentimentali, dicono gli investigatori. Prima di fuggire e di costituirsi, Bottari avrebbe detto una sola frase affacciandosi nell'aula dove erano in corso gli esami:"Non volevo farlo, non volevo farlo". <br/><br/>La sparatoria è avvenuta nel corridoio fuori dall'aula del dipartimento di Matematica dove era in corso l' esame di Meccanica razionale 2. A raccontarlo è stata Francesca, ricercatrice universitaria, la prima ad avvisare la polizia di quanto stava accadendo. <br/><br/>"Il ragazzo - ha detto - ha sparato fuori dall'aula, poi è entrato, davanti agli studenti che ancora stavano facendo l'esame e davanti alla professoressa Caliceti. Ha detto 'non lo volevo fare, non lo volevo fare'. Tutti i ragazzi a quel punto, terrorizzati, si sono gettati a terra mentre la docente, secondo il racconto di Francesca, gli diceva 'ti prego vai via'". A quel punto il giovane sarebbe fuggito. <br/><br/>Francesca non era al settimo piano in quel momento, ma ha sentito distintamente prima una scarica di cinque colpi, poi altri due. "Dopo pochi secondi - ha continuato il suo racconto - ho visto una ragazza, bianca come un cencio, scendere dalle scale e dirmi "settimo, settimo", e mi hanno telefonato dicendomi che c'era stata una sparatoria. Allora sono scesa di corsa, ho detto alla portinaia di avvisare la polizia, poi sono uscita in strada e la prima pattuglia che è passata l' ho fermata". <br/><!--inserto-->
<div class=ad-box>
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</div><!--/inserto--><br/>Altri attimi di terrore sono testimoniati da Alessandro, uno studente di matematica che si trovava nel vicolo alla sinistra dell'edificio, dove si trova una delle uscite di sicurezza del dipartimento: "Ho visto un uomo che dava dei calci contro la vetrata finché non l' ho vista andare in frantumi. A quel punto lo abbiamo aiutato a scavalcare i resti della porta e abbiamo aiutato a uscire anche la professoressa Caliceti. Era scossa, sotto choc, parlava di una persona distesa a terra coperta di sangue". <br/><br/>Sono immediatamente intervenute pattuglie della polizia, con funzionari della sezione omicidi, e dei carabinieri, oltre a personale della polizia municipale, che ha bloccato la zona. Alcuni agenti e militari hanno indossato giubbotti antiproiettile. Ma Bottari era già lontano, alla stazione dove si è consegnato agli agenti della Polfer che lo hanno portato in questura negli uffici della squadra mobile. </SPAN>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Gli attentati opera di kamikaze britannici</title>
      <pubDate>Tue, 12 Jul 2005 20:52:50 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<table id=corpo-titolazione cellSpacing=0 cellPadding=0>
<tbody>
<tr>
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<div id=div-titolazione>
<div class=doc xml:lang="it">
<div class=articolo>
<div class=titolazione>
<div class=occhiello>
<div class=titolo><SPAN class=titolo></SPAN></div><SPAN class=sommario>Un filmato mostra i 4 che dallo Yorkshire arrivano a King's cross . Perquisizioni e un arresto a Leeds. «Sarà interrogato a Londra». </SPAN></div></div></div></div></div></td>
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<div class=testatina>&nbsp;</div><!--<div id="tools4"><div class="link"><a href="#">REGOLA CARATTERE</a></div></div>--></div></td></tr></tbody></table><!--- SEPARAZIONE TITOLAZIONE - ARTICOLO -->
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<tbody>
<tr>
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<div class=doc xml:lang="it">
<div class=articolo>
<div class=testo>
<div class=p><SPAN class=span id=U1101883289872m style="FONT-WEIGHT: bold">
<div class="foto fotoSX">
<table width=1 align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img height=140 src="http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/07/12/0IJETH9F--180x140.jpg" width=180 align="left" border=0 units="pixels"></td></tr>
<tr>
<td>
<div class=foto-dida>Controlli della polizia a Londra (Afp)</div></td></tr></tbody></table></div>LONDRA</SPAN> - Sono stati in quattro. Si sono fatti esplodere, facendo una carneficina che segna anche un devastante salto di qualità del terrorismo in Europa. <SPAN class=span id=U11018832898723S style="FONT-WEIGHT: bold"></SPAN><SPAN class=span id=U1101883289872Ua style="FONT-WEIGHT: normal">Clamorosa svolta nell'indagine sugli attentati che giovedì scorso hanno insanguinato Londra</SPAN><SPAN class=span id=U1101883289872uaH style="FONT-WEIGHT: normal">.</SPAN><SPAN class=span id=U11018832898720x style="FONT-WEIGHT: normal"></SPAN> Si tratta in pratica di una prima conclusione che avvalora una delle prime ipotesi: gli attacchi sono stati effettuati da kamikaze. Ma il particolare che inquieta di più è che secondo la polizia (che ufficialmente continua a non parlare di attentatori suicidi, pur facendolo chiaramente intuire) gli autori della strage del 7 luglio sono tutti cittadini britannici, ovvero con passaporto britannico ma non nati in Gran Bretagna. <br/></div></div></div></div></td></tr></tbody></table>]]></description>
      <link>http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/07_Luglio/12/leeds.shtml</link>
    </item>
    <item>
      <title>Punire anche i clienti delle prostitute</title>
      <pubDate>Tue, 12 Jul 2005 16:36:18 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[Il Vaticano chiede sanzioni più dure per chi alimenta anche indirettamente il «mercato del sesso» <br/><br/>CITTA' DEL VATICANO - Il Vaticano torna a condannare la prostituzione: «E' una forma di schiavitù moderna. E' un atto di violenza contro le donne e, come tale, costituisce un’offesa alla loro dignità e una grave violazione di diritti umani fondamentali». <br/>
<p>CONDANNE ANCHE PER I CLIENTI - Il documento conclusivo del convegno sulla prostituzione organizzato dal Pontificio Consiglio dei Migranti ed Itineranti, auspica norme per punire i clienti delle prostitute. Anche loro, infatti, finiscono per alimentare indirettamente il «mercato del sesso» e dunque il racket della prostituzione. <br/>Gli esperti cattolici (missionari, sacerdoti, vescovi, suore, psicologi) chiamati dal cardinale Fumio Hamao ad analizzare a 360 gradi il fenomeno, in un passo del testo scrivono: «Il cliente - si legge - deve ricevere qualcosa di più di una condanna sociale ed affrontare il pieno rigore della legge».</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
      <link>http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/07_Luglio/11/clienti.shtml</link>
    </item>
    <item>
      <title>Scoperte le staminali del tumore al seno</title>
      <pubDate>Tue, 12 Jul 2005 16:32:22 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<strong><U><em>&nbsp;«Così le elimineremo»&nbsp; I ricercatori: saranno possibili interventi mirati</em></U></strong><br/><br/>MILANO — Le chiamano mammo- sfere, sono piccoli aggregati di cellule staminali: lì dentro si sta leggendo il futuro della terapia contro il cancro alla mammella. Primi al mondo, i ricercatori dell’Istituto tumori di Milano sono riusciti a moltiplicare e studiare in provetta queste cellule e hanno presentato i risultati, appena pubblicati sulla rivista Cancer Research, a Milano in occasione degli ottant’anni della costituzione dell’Istituto, alla presenza del ministro della Salute Francesco Storace e del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. 
<p>Ricerca di base, ma che sarà fondamentale per trovare nuovi farmaci contro la neoplasia. Quello firmato da Dario Ponti, Grazia Daidone e Marco Pierotti è il terzo fondamentale lavoro sulle staminali della mammella: i primi due, pubblicati nel 2003 e condotti dal gruppo americano guidato da Mohamed Al Hajj di Ann Arbor, hanno dimostrato, rispettivamente, l’esistenza di staminali adulte «normali» nella mammella e di staminali «deviate » nel tumore mammario. Ora gli italiani sono riusciti a riprodurre queste ultime e a moltiplicarle in laboratorio così da ottenerne in quantità e analizzarle più facilmente. </p>
<p>«Le cellule del tumore sono molto eterogenee — spiega Pierotti —. Le staminali rappresentano l’1-5 per cento di tutte le cellule cancerose, ma sono quelle responsabili della sopravvivenza del tumore stesso; le altre sono sì tumorali,maprima o poi si estinguono. Il problema è che, quando somministriamo i farmaci, curiamo la massa, cioè colpiamo inutilmente quel 95 per cento di cellule che comunque non sopravviverebbero, ma spesso "manchiamo" le staminali, di solito più resistenti alle terapie». Le staminali, dunque, sono all’origine del tumore e si può già oggi dire che quante più sono le staminali presenti in una neoplasia, tanto più quest’ultima sarà aggressiva e inattaccabile dai farmaci. Del resto per far attecchire un tumore in un topo è necessario inoculare un milione di cellule neoplastiche prese nel loro insieme, ma di staminali ne bastano soltanto mille. Ecco perchè lo studio di queste cellule porterà a una vera rivoluzione nella gestione del paziente. Non solo si potranno sviluppare test per la diagnosi di tumore, possibilmente in grado anche di stabilirne la prognosi, ma studiare nuovi farmaci o anticorpi mirati contro le staminali tumorali a differenza di quelli in uso che, invece, «colpiscono nel mucchio». </p>
<p>«Si può pensare non soltanto di mettere a punto nuovi composti — dice Pierotti — ma anche di studiare qualche trucco che permetta di utilizzare al meglio quelli già disponibili. Un esempio: le staminali possiedono geni capaci di "buttare fuori" dal loro interno i farmaci: basterebbe bloccare questa pompa e costringere i composti attivi a rimanere dove devono agire». All’Istituto tumori, Dario Ponti ha già cominciato a occuparsi di un altro tipo di staminali neoplastiche che sono all’origine del tumore al polmone e che si possono definire pneumo-sfere. «L’obiettivo è lo stesso — commenta Ponti —. Studiare dapprima la biologia molecolare di queste cellule con l’obiettivo di individuare interventi più efficaci». </p>
<p>Ma non ci sono soltanto cellule staminali «cattive»; esistono anche staminali cosiddette «buone» che non producono tumori, ma sono in grado di curarli. E’ il caso dei linfomi o delle leucemie, malattie che oggi vengono curate con il trapianto di cellule staminali da donatore. In Europa, nel 2003, sono stati eseguiti 20 mila trapianti e globalmente il 50 per cento dei pazienti guarisce. </p>
<p>«Fino ad oggi—spiega Paolo Corradini dell’Istituto tumori — i candidati ideali erano considerati le persone al di sotto dei 50 anni, anche perchè le terapie immunosoppressive, che si somministrano prima del trapianto, hanno un certo grado di tossicità. Ora, grazie alle staminali e a farmaci meno tossici, è possibile trapiantare con successo anche soggetti con più di cinquant’anni ». La dimostrazione in uno studio a firma dei ricercatori dell’Istituto in pubblicazione sul Journal of Clinical Oncology. <br/>Adriana Bazzi&nbsp; dal Corriere: <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2005/07_Luglio/12/bazzi.shtml">http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2005/07_Luglio/12/bazzi.shtml</a></p>]]></description>
      <link />
    </item>
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      <title>Iran: ritorno all'Islam ortodosso </title>
      <pubDate>Mon, 11 Jul 2005 17:37:31 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<strong>Iran: ritorno all'Islam ortodosso</strong> 
<p><U>Giro di vite voluto da Ahmadinejad </U></p>

<p>La polizia di Teheran ha annunciato misure più severe nel controllo dell'abbigliamento islamico delle donne e nella repressione di tutti i comportamenti giudicati "portatori di corruzione" morale. L'avvertimento, lanciato dal generale Chamani, vice comandante della polizia della capitale, arriva due settimane dopo l'elezione a presidente della Repubblica dell'ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad. L’annuncio proviene direttamente dalle colonne del quotidiano 'Etemad'. Chamani, responsabile delle forze dell'ordine per gli "affari sociali", ha voluto sottolineare che è stato preparato un "piano per affrontare coloro che sono simboli della corruzione, nei luoghi pubblici di Teheran e sulle strade vicine" alla capitale, a cominciare da quella per Chalus, sul Mar Caspio, che in questi mesi estivi è frequentata da molti vacanzieri. Gli agenti prenderanno in particolar modo di mira "le automobili e gli autobus con a bordo donne che non rispettano l'hejab (l'abbigliamento islamico)" ha sottolineato l’alto ufficiale. Intolleranza zero anche verso coloro che verranno ritenuti colpevoli di "vizi sociali", come ad esempio "l'inquinamento acustico” causato dalla diffusione dalle autoradio di musiche e canzoni ritenute non consone all'Islam. Provvedimenti saranno inoltre presi contro "luoghi pubblici e associazioni che non prestino attenzione alle norme islamiche". </p>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Punire anche i clienti delle prostitute</title>
      <pubDate>Mon, 11 Jul 2005 15:59:09 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<table id=corpo-titolazione cellSpacing=0 cellPadding=0>
<tbody>
<tr>
<TD id=titolazione vAlign=top>
<div id=div-titolazione>
<div class=doc xml:lang="it">
<div class=articolo>
<div class=titolazione>
<div class=sommario><SPAN class=sommario><strong>Il Vaticano chiede sanzioni più dure per chi alimenta anche indirettamente il «mercato del sesso»</strong> </SPAN></div>
<div class=sommario><SPAN class=sommario></SPAN>&nbsp;</div></div></div></div></div></td>
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<div id=articletools>
<div class=testatina><a href="javascript:WxYc();apriInviaPagina();"></a>&nbsp;</div><!--<div id="tools4"><div class="link"><a href="#">REGOLA CARATTERE</a></div></div>--></div></td></tr></tbody></table><!--- SEPARAZIONE TITOLAZIONE - ARTICOLO -->
<table id=corpo-articolo cellSpacing=0 cellPadding=0>
<tbody>
<tr>
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<div class=doc xml:lang="it">
<div class=articolo>
<div class=testo>
<div class=p><SPAN class=span id=kxtF style="FONT-WEIGHT: bold">CITTA' DEL VATICANO - </SPAN><SPAN class=span id=kKoG style="FONT-WEIGHT: bold">Il Vaticano torna a condannare la prostituzione:</SPAN> «E' una forma di schiavitù moderna. E' un atto di violenza contro le donne e, come tale, costituisce un’offesa alla loro dignità e una grave violazione di diritti umani fondamentali». </div>
<div class=p>&nbsp;</div>
<div class=p><SPAN class=span id=kEhG style="FONT-WEIGHT: bold">CONDANNE ANCHE PER I CLIENTI - </SPAN>Il documento conclusivo del convegno sulla prostituzione organizzato dal Pontificio Consiglio dei Migranti ed Itineranti, auspica norme per punire i clienti delle prostitute. Anche loro, infatti, finiscono per alimentare indirettamente il «mercato del sesso» e dunque il racket della prostituzione. </div>
<div class=p><SPAN class=span id=U1101881104533LZC style="FONT-WEIGHT: bold"></SPAN>&nbsp;</div>
<div class=p><SPAN class=span style="FONT-WEIGHT: bold">Gli esperti cattolici</SPAN> (missionari, sacerdoti, vescovi, suore, psicologi) chiamati dal cardinale Fumio Hamao ad analizzare a 360 gradi il fenomeno, in un passo del testo scrivono: «Il cliente - si legge - deve ricevere qualcosa di più di una condanna sociale ed affrontare il pieno rigore della legge». </div>
<div class=p></div>
<div class=p></div>
<div class=firma></div></div></div></div></td></tr></tbody></table>]]></description>
      <link>http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/07_Luglio/11/clienti.shtml</link>
    </item>
    <item>
      <title>Un mussulmano da ammirare</title>
      <pubDate>Mon, 11 Jul 2005 13:01:20 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[L’Islam dei moderati va alla prima crociata È esplosa la reazione degli intellettuali musulmani laici alla strage di Londra, per invocare le autorità britanniche a porre fine alla politica dell’accoglienza nei confronti degli estremisti islamici, denunciando un atteggiamento che ha di fatto trasformato la Gran Bretagna in un covo del terrorismo. «Cacciateli»! L’esortazione, anzi la supplica, è di Abdel Rahman al-Rashed, direttore della televisione Al Arabiya. Rivolta alle autorità britanniche che «inspiegabilmente hanno concesso il diritto d’asilo a gente sospetta, coinvolta nei crimini dell’estremismo, condannata nei Paesi arabi d’origine, alcuni con la sentenza capitale ». Al-Rashed, intellettuale saudita, in un editoriale pubblicato dal quotidiano Asharq al-Awsat, lancia un pesantissimo atto d’accusa: «La tolleranza delle autorità britanniche nei confronti del fascismo fondamentalista ha incoraggiato molti, tra cui degli intellettuali e dei giornalisti arabi e musulmani, a partecipare alla campagna demagogica a favore degli estremisti, difendendo dei criminali come Bin Laden e al-Zarkawi, al punto che molti arabi e musulmani in Gran Bretagna non osavano più per paura manifestare la loro condanna degli estremisti». «L’estremismo è una malattia che si trasmette come un'infezione, è sufficiente iniettarne una dose affinché il morbo contagi la società, culminando nella distruzione così come è successo a Londra», prosegue al-Rashed, «tutti noi ci attendevamo questo crimine, la tolleranza, cari signori, non è possibile con chi è affetto dalla malattia dell’odio». Il j’accuse diventa ancor più specifico: «Si è diffusa l’illusione che gli estremisti di Londra non avrebbero colpito la Gran Bretagna, dal momento che la sfruttano come base operativa, che i loro nemici erano i governi arabi e musulmani. Il risultato è che la Gran Bretagna si è riempita dei più noti ricercati dell'estremismo che hanno realizzato il risultato più importante accrescendo le fila dei propri adepti ». Infine la conclusione: «È ora che le autorità britanniche affrontino realisticamente l’estremismo con fermezza, diversamente sprofonderemo in un vero inferno. In passato vi abbiamo detto fermateli! Oggi vi diciamo: cacciateli!». Al-Rashed si era già distinto per il suo coraggio firmando un editoriale in cui si leggeva: «Anche se non tutti i musulmani sono terroristi, la gran parte dei terroristi sono musulmani ». Non meno ardita l'invettiva di Shaker al-Nabulsi, accademico giordano, che sul sito www.elaph.com ha duramente redarguito le autorità britanniche: «Non c’è capitale al mondo che ospiti un così gran numero di capi terroristici come Londra. La legge britannica non ha fatto distinzione tra il terrorista criminale e sanguinario e l'esule politico. Il risultato è che Londra si è riempita di gruppi terroristici, di conti correnti bancari dei terroristi, di moschee terroriste che addestrano e indottrinano i terroristi da inviare in Iraq e in Arabia Saudita, di giornali terroristici che pubblicano e preannunciano i discorsi dei terroristi ». Al-Nabulsi è spietato nella sua denuncia: «I terroristi farneticanti vorrebbero dar vita a un califfato islamico in Gran Bretagna. Come ha detto Omar Bakri, vogliono far sventolare la bandiera islamica su Buckingham Palace. Ma al suo posto hanno innalzato la bandiera rossa del sangue degli innocenti sui vagoni della metropolitana. Gli stessi innocenti che ogni giorno muoiono in Iraq, Arabia Saudita, Kuwait, Egitto, Marocco. Così i terroristi vorrebbero riesumare il califfato. Ma da 14 secoli da questo califfato gli arabi hanno ottenuto solo corruzione, repressione, malcostume, sottrazione delle libertà, ingiustizie, uccisioni arbitrarie». Infine un vibrante appello collegiale: «Il terrorismo non è diretto contro una singola etnia o religione. Ecco perché il mondo intero deve reagire come un unico proiettile, un'unica spada, un'unica campagna contro il terrorismo, gli ideologi del terrore, l'informazione del terrore, gli intellettuali del terrore che riecheggiano gli slogan sanguinari, che continuano a considerare illegale il governo iracheno eletto dal voto di otto milioni di iracheni, che affermano che il terrorismo in Iraq sarebbe resistenza». A tutti coloro che continuano, con comprensibile preoccupazione, a domandarsi dove siano i musulmani moderati che condannano apertamente e incondizionatamente il terrorismo, sappiano che ci sono. Al-Rashed è contattabile all'indirizzo alrashed@asharqalawsat.com e Al-Nabulsi all'indirizzo Shakerfa@worldnet.att.net . E con loro ci sono tanti altri. Da scoprire, valorizzare, affermare sul piano mediatico, sociale e politico. Si può e si deve fare. Prima è meglio è. <strong>Magdi Allam</strong> ]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Un virus per gli attentati di Londra</title>
      <pubDate>Mon, 11 Jul 2005 07:23:15 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[Le società di sicurezza sono al lavoro per identificare tutte le caratteristiche di un nuovo trojan che per ora non sembra avere una diffusione preoccupante ma che ha le caratteristiche per ingannare un certo numero di utenti. 
<p>Indirizzato a chi ha installato un sistema Windows, <strong>il cavallo di troia si presenta allegato ad una email che in apparenza sembra spedita dalla CNN e che ha per subject la frase "Terror Hits London"</strong>. Nel corpo dell'email un invito ad aprire l'allegato che conterrebbe fotografie relative agli attentati dei giorni scorsi. Se il trojan viene aperto, questo installa in Windows una backdoor capace di rendere il computer accessibile dall'esterno: trasformato nei fatti in uno zombie, il PC a quel punto può diventare parte di una rete di computer infetti, botnet, ed essere utilizzato per scagliare attacchi telematici di varia natura. La backdoor, naturalmente, può anche consentire all'autore del trojan di entrare nel PC per scaricare dati personali, cancellare informazioni e via dicendo. Secondo Messagelabs la diffusione del trojan al momento non è preoccupante. Non è peraltro la prima volta che un evento di questo tipo viene utilizzato dai virus writer per cercare di superare la diffidenza che molti utenti hanno ormai sviluppato per messaggi che contengono worm e simili. Dopo l'11 settembre e gli attentati di New York e Washington, nel giro di pochi giorni era uscito un worm che si spacciava come documento segreto sul World Trade Center preso di mira dai terroristi, un altro worm che incitava alla guerra contro l'Islam e un trojan mascherato da informazioni sugli attentati. </p>]]></description>
      <link>http://punto-informatico.it/p.asp?i=54006&amp;r=PI</link>
    </item>
    <item>
      <title>Ricompensa Microsoft</title>
      <pubDate>Mon, 11 Jul 2005 07:17:46 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<FONT face=Verdana size=2><strong>Microsoft pagherà 250.000 dollari a due persone che hanno aiutato a rintracciare l'autore del virus Sasser</strong>, che ha infettato computer in tutto il mondo. Lo ha annunciato il più grande produttore al mondo di software nei giorni scorsi.</FONT>
<p align=justify><FONT face=Verdana size=2>Una corte tedesca venerdì ha condannato l'autore del virus, Sven Jaschan, a 21 mesi di carcere - con la sospensione della pena - dopo che ha ammesso di aver creato il baco.</FONT></p>
<p align=justify><FONT face=verdana,arial,helvetica,sans-serif size=2>Jaschan, 19 anni, era stato arrestato una settimana dopo la prima apparizione di Sasser su Internet nel maggio 2004, infettando oltre un milione di computer funzionanti con il sistema operativo Windows.</FONT></p>
<p align=justify><FONT face=verdana,arial,helvetica,sans-serif size=2>I due individui, che non sono stati identificati, si divideranno la ricompensa, che Microsoft aveva stabilito con Interpol, Fbi e servizi segreti Usa.</FONT></p>
<p align=justify><FONT face=verdana,arial,helvetica,sans-serif size=2>Microsoft, che ha sede a Redmond, Washington, sta tentando di rendere il suo software più sicuro ed affidabile. A gennaio, Jeffrey Lee Parson, 19 anni, era stato condannato dalla corte distrettuale Usa a un anno e mezzo di carcere per aver realizzato una variante del virus Blaster che infettò 48.000 computer.</FONT></p>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Un filmato assulutamente da vedere</title>
      <pubDate>Sun, 10 Jul 2005 15:44:42 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[Vi consiglio di vedere questo filmato a dir poco esilarante 
<p><a href="http://www.le-building.com/movie.htm">http://www.le-building.com/movie.htm</a></p>
<p>&nbsp;</p><strong><em><U>A chi interessa posso inviare una copia del filmato MOV da far girare sul proprio PC!</U></em></strong>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Il Sudoku ON LINE di Repubblica</title>
      <pubDate>Sun, 10 Jul 2005 15:38:07 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[In questa pagina
<p><a href="http://sudoku.repubblica.it/sudoku.php">http://sudoku.repubblica.it/sudoku.php</a></p>
<p>potete giocare col Sudoku in una versione <strong>ON LINE</strong> che facilita l'inserimento dei numeri nella scacchiera.</p>
<p><strong><U><em>Da provare!</em></U></strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Un test assolutamente da provare</title>
      <pubDate>Sun, 10 Jul 2005 15:29:18 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[Un test assolutamente fuori dal comune e da provare! Credi molto nelle tue capacita’, e per questo non hai intenzione di sprecarle. Sei attirato dalla possibilita’ di metterti alla prova e vincere le difficolta’ che ti si pongono sul cammino. Del resto, hai sufficiente capacita’ di calcolo per riuscire in quello che fai: sei ambizioso, non avventato. La tua ambizione, pero’, rischia di procurarti molti nemici. 
]]></description>
      <link>http://quizilla.com/users/outis/quizzes/A%20quale%20personaggio%20storico%20assomigli%3F/</link>
    </item>
    <item>
      <title>«Colpiremo Roma, capitale degli infedeli» </title>
      <pubDate>Sun, 10 Jul 2005 15:24:38 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[C'è anche la capitale italiana nel mirino dei terroristi di Al Qaeda. Le parole del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ieri aveva parlato dei possibili rischi per l'Italia, trovano oggi conferma sul web, dove un gruppo che si accredita come legato alla rete criminale di Osama Bin Laden - la Jihad della penisola arabica - minaccia la città di Roma, finita nel mirino per il sostegno agli Stati Uniti e la partecipatzione dei soldati italiani alla missione in Iraq. <U><em><strong>«Avvisiamo Roma, capitale degli infedeli, che i leoni della Jihad in Europa sono pronti a lanciare duri attacchi» </strong></em></U>si legge nella dichiarazione diffusa via Internet. Le azioni sarebbero indirizzate <U><em><strong>«contro il governo collaboratore dei crociati, gli Americani, i nemici di Dio, del Profeta e dei musulmani».</strong></em></U> Il comunicato è firmato dall'«<strong>Organizzazione di 'al Qaedà - Jihad nella Penisola Arabica</strong>». Si tratta di una sigla poco conosciuta e il sito su cui è stato diffuso il messaggio non rientra tra quelli usati solitamente dai militanti islamici seguaci di Osama bin Laden. ]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Londra, l'Independent: i morti sono circa 80</title>
      <pubDate>Sun, 10 Jul 2005 15:20:33 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<strong><em>Sarebbe il bilancio degli attacchi. Il ministro Clarke: «Le vittime saranno più di 50».</em></strong> 
<p>L'ex capo di Scotland Yard: «Pista interna»&nbsp;&nbsp;- Le vittime degli attentati di Londra sono un'ottantina. Lo afferma l'edizione online del quotidiano britannico The Independent, che cita fonti della polizia. I dispersi sarebbero da 30 a 50. </p>
<p><strong><U>PISTA INTERNA </U></strong>- Sul fronte delle indagini, per l’ex capo di Scotland Yard Lord Stevens, <U>la pista da seguire per gli attentati di Londra è tutta interna</U>. «Sono quasi certo - ha detto Stevens al quotidiano News of the World - che <strong><U>gli attentati siano stati sferrati da terroristi nati e cresciuti in Gran Bretagna</U></strong>». La posizione di Stevens contrasta quindi con la pista degli attentatori mercenari o stranieri, accreditata da diversi organi di stampa britannici. Stevens dice di essere convinto che dietro le stragi ci siano dei cittadini britannici addestrati nei campi di Al Qaeda. Sostenere che a colpire siano stati degli stranieri, aggiunge, «è una dannosa illusione». </p>
<p><strong><U>STRANIERI O MERCENARI</U></strong> - <em><U>Secondo altri quotidiani inglesi a compiere gli attentati di Londra non sarebbero stati invece terroristi islamici radicati sul territorio britannico. La responsabilità sarebbe di una cellula straniera oppure di una banda di mercenari reclutati da Al Qaeda</U></em>. Secondo il Telegraph, il governo e le autorità di polizia tendono a ritenere che gli attentati siano stati realizzati da «un piccolo, molto piccolo numero di uomini» arrivati negli ultimi sei mesi in Gran Bretagna dall’Europa continentale o dall’Africa del Nord. «Siamo convinti che non si sia trattato di una cellula basata in Gran Bretagna» ha detto un’alta fonte governativa al Telegraph, specificando che ci sono forti possibilità che i terroristi venissero dall’Iraq e prima di trasferirsi in Gran Bretagna siano restati per un certo periodo di tempo in qualche paese europeo. Leggermente diversa l’ipotesi avanzata da altre fonti contattate dall’Independent. Secondo queste fonti gli inquirenti si starebbero concentrando sull’ipotesi che ad agire sia stata una banda criminale pagata per portare a termine gli attentati. Ad agire potrebbero essere stati quindi elementi «puliti», non noti alle polizie europee. La fonte suggerisce anche l’ipotesi che gli assassini provenissero non dall’Iraq ma dai Balcani. </p>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Esplosione in centro balneare turco, 15 feriti</title>
      <pubDate>Sun, 10 Jul 2005 15:18:52 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<strong><U>Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un ordigno, piazzato in un cestino dell'immondizia nei pressi di una banca</U></strong>&nbsp;
<p>&nbsp;CESME - Un'esplosione ha causato il ferimento di 15 persone nella cittadina balneare di Cesme, che si affaccia sull'Egeo, nella Turchia occidentale. Lo riferisce l'agenzia di stampa Anatolie. Lo scoppio è avvenuto in una piazza centrale della città, dentro un cestino dell'immondizia nei pressi della succursale di una banca. «È stato accertato che l'esplosione è stata causata da una bomba» ha riferito un ufficiale di polizia a Cesme, che ha dichiarato anche che nessuno dei feriti è in gravi condizioni. Gli artificieri sono sul luogo dell'esplosione, che è stato isolato dalla polizia. </p>]]></description>
      <link>http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/07_Luglio/10/turchia.shtml</link>
    </item>
    <item>
      <title>Browser Opera e BitTorrent</title>
      <pubDate>Sun, 10 Jul 2005 11:22:11 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[La popolarità della rete di scambio file basata sul protocollo BitTorrent è destinata a crescere dopo l’ultimo annuncio del browser Opera. <strong>Dalla versione 8.02 Opera</strong> ha deciso di integrare il download di file .torrent direttamente all’interno del browser, senza più bisogno di programmi aggiuntivi. Una rivoluzione che potrebbe attrarre l’interesse di nuovi utenti e le minacce della case discografiche, attente come non mai a limitare lo scambio file su internet.Attraverso BitTorrent è infatti possibile scaricare in breve tempo album musicali completi, giochi, programmi di vario genere e perfino film pirata non ancora usciti nelle sale. Per tutelarsi, Opera si dissocia dall’uso illecito che gli utenti potrebbero fare del suo software, anche perché con BitTorrrent si possono scaricare anche file legali.Opera è un browser multipiattaforma disponibile anche per Mac e Linux, insieme a Windows.
<p align="center"><a href="http://www.wintricks.it/news1/article.php?ID=3990">http://www.wintricks.it/news1/article.php?ID=3990</a></p>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Calderoli: votiamo per lo stato di guerra</title>
      <pubDate>Sun, 10 Jul 2005 08:54:06 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[«<U>Portiamo il Parlamento al voto sull'articolo 78 della Costituzione, quello che prevede lo stato di guerra, perché noi siamo un Paese sotto il tiro del terrorismo, che è guerra</U>». La proposta arriva dal ministro per le Riforme Roberto Calderoli, che risponde alle polemiche seguite alle dichiarazioni del ministro Pisanu sulla necessità di porre in atto leggi speciali contro il terrorismo. Calderoli spiega che «sono necessarie e opportune, di fatto indispensabili, le leggi speciali richieste dal ministro Pisanu per fronteggiare il terrorismo. Agli eventi straordinari come gli attentati che hanno insanguinato Madrid e Londra, che purtroppo fanno presagire un attentato anche a casa nostra devono conseguire risposte altrettanto straordinarie». «Molto probabilmente - prosegue Calderoli - il buonismo su cui il terrorismo ha costruito la propria libertà di azione impedisce l'approvazione delle leggi speciali in Parlamento. <strong><U>L'Islam integralista ci ha dichiarato guerra e quando c'è una guerra il Parlamento si riunisce in seduta comune, ai sensi dell'articolo 78 della Costituzione, e dichiara lo stato di guerra, conferendo al Governo tutti i poteri per fronteggiare l'emergenza</U></strong>». «Questo si deve fare - conclude Calderoli -. Chi negherà il proprio appoggio negherà l'evidenza, creando i presupposti perché il prossimo bersaglio sia l'Italia ». ]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Voglio incontrarla</title>
      <pubDate>Sun, 10 Jul 2005 08:49:20 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<strong>«VOGLIO INCONTRARLA»</strong> 
<p>La foto è diventata una delle icone della tragedia di Londra: un ragazzo in camicia che soccorre una donna con il volto coperto dalla maschera chirurgica, perché ustionato dall'esplosione a Edgware Road. Ora Paul Dadge, un ex vigile del fuoco di 28 anni e attualmente project manager in una compagnia di telecomunicazioni, vorrebbe incontrare di nuovo Davinia, la ragazza sopravvissuta che è originaria della Spagna e fidanzata con un inglese. «Spero di rivederla per sapere come sta», ha raccontato Dadge, «non sono un eroe, mi è solo capitato di trovarmi lì in quel momento e ho fatto ciò che potevo per aiutare» (Ap)</p>
<p><img src="http://it.geocities.com/sscireca/rss/LONDRA.jpg"></p>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Gilardino: «Non ho firmato per il Milan»</title>
      <pubDate>Sun, 10 Jul 2005 08:47:16 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[Battuta d'arresto nella trattativa, ma sembra che orami sia tutto deciso.]]></description>
      <link>http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2005/07_Luglio/09/gila2.shtml</link>
    </item>
    <item>
      <title>LA MADONNA E’ VENUTA FRA NOI A MEDJUGORJE</title>
      <pubDate>Sat, 9 Jul 2005 13:48:36 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<strong><U>Dal sito di Antonio Socci</U></strong>
<p><strong>ESATTAMENTE 24 ANNI FA, IL 24 GIUGNO 1981, LA MADONNA E’ VENUTA FRA NOI A MEDJUGORJE</strong> </p>
<p>24.06.2005 </p>
<p>In occasione dell’anniversario della prima apparizione vi regalo il primo capitolo del mio libro, “Mistero Medjugorje”, che racconta proprio quel giorno. “Ma proprio, a volte, nel momento in cui tutto sembra perduto giunge l’avvertimento che può salvarci…” Marcel Proust </p>]]></description>
      <link>http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm?circuit=Main&amp;name=CaricaOggetto&amp;modalita=view&amp;id=166</link>
    </item>
    <item>
      <title>Libertà per i Cristiani perseguitati in Cina</title>
      <pubDate>Sat, 9 Jul 2005 13:46:08 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<strong><U>Dal sito di Antonio Socci</U></strong>
<p><strong>APPELLO: LIBERTA’ PER I CRISTIANI PERSEGUITATI IN CINA </strong></p>
<p>05.07.2005&nbsp; </p>
<p>Prendendo spunto dall’ennesimo arresto di un vescovo, in Cina (notizia del 5 luglio di Asianews), aderiamo all’appello lanciato dalla stessa agenzia Asianews per la liberazione di vescovi e sacerdoti cinesi arrestati dal regime comunista. Facciamolo conoscere. Il cristianesimo è il futuro della Cina, il comunismo è il suo (orribile, criminale e nefasto) passato. La rinascita cristiana della Cina, sebbene ostacolata in ogni modo dal potere, è imponente. Aiutiamola. Sarà un grande segno per tutto il mondo. La Cina è vicinissima. </p>]]></description>
      <link>http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm?circuit=Main&amp;name=CaricaOggetto&amp;modalita=view&amp;id=171</link>
    </item>
    <item>
      <title>“Af-gha-ni-stan” </title>
      <pubDate>Sat, 9 Jul 2005 13:29:52 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[<p class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: Goudy; mso-bidi-font-family: Goudy"><strong><U>La parolina che la stampa liberal ha espunto dalla rivendicazione islamista</U></strong></SPAN><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: NewCenturySchlbk-Roman; mso-bidi-font-family: NewCenturySchlbk-Roman"> </SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></p>
<p class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class=MsoNormal style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">L’intellettuale liberal Paul Berman è stato facile profeta. Sul Foglio di ieri aveva previsto che la sinistra avrebbe letto soltanto metà del comunicato di rivendicazione della strage di Londra. E così è successo. I commentatori dei giornali hanno infatti scritto che al Qaida ha giustificato la strage londinese con la guerra in Iraq. E hanno aggiunto che ora la minaccia è rivolta a Italia e Danimarca a meno che non ritirino le truppe dall’Iraq. Ovvia la conclusione: la guerra a Saddam è stata un errore, ha creato più terrorismo, non c’era l’Onu a legittimarla al contrario dell’azione armata contro i talebani, bla-bla-bla. Solo che gli islamisti non hanno parlato solo di Iraq. Hanno aggiunto una parolina che non sarebbe dovuta sfuggire ai commentatori. La parolina era: “Af-gha-ni-stan”. Ovvero Londra sarebbe stata punita per la guerra in Iraq <I>e in Afghanistan</I>. E per evitare ritorsioni, l’Italia e la Danimarca dovranno ritirarsi dall’Iraq <I>e dall’Afghanistan</I>. Per i fondamentalisti si tratta di un’unica guerra. E non dovrebbe essere una novità, visto che nel 1998, tre anni prima dell’11 settembre e sei dalla guerra in Iraq, bin Laden lanciò il Jihad contro l’America motivandolo esplicitamente con la “continua aggressione contro il popolo iracheno” da parte dei “crociati e dei sionisti”. Bush e Blair hanno riconosciuto il nemico e da anni spiegano che in Iraq e in Afghanistan e in Siria e in Iran e in Arabia Saudita e in Palestina e in Libano si combatte la stessa sporca guerra. Gli unici a non averlo capito, tanto da ignorare le parole scritte dagli stessi islamisti, sono i leader della sinistra italiana che a giorni in Parlamento ripeteranno la pantomima del sì alla missione in Afghanistan e del no a quella in Iraq. <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></p>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Vignetta</title>
      <pubDate>Sat, 9 Jul 2005 08:56:31 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[L'ombra portatrice di morte di Osama Bin Laden appare dietro gli attentati di Londra
<p><img src="http://it.geocities.com/sscireca/rss/giannelli.gif"></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
      <link />
    </item>
    <item>
      <title>Sanatoria per patente a punti</title>
      <pubDate>Sat, 9 Jul 2005 08:52:19 +0200</pubDate>
      <description><![CDATA[Ad <strong>Agosto </strong>la sanatoria per i punti illegamente tolti dalla patente.
<p>Dopo l'annullamento della sentenza che imponeva <U>la sanzione immediata in caso di rilevazione di superamento dei limiti di velocità</U> con il Multivelox sono ora allo studio del Ministero dei trasporti anche <U>sanzioni per chi non indicherà il nome del conducente che commette l'infrazione</U></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
      <link>http://money.msn.it/mylife/auto_uno/</link>
    </item>
    <item>
      <title>In Francia un'ADSL a 20 MB al secondo!</title>
      <pubDate>Fri, 8 Jul 2005 19:52:24 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<strong>Tele2</strong> ha appena annunciato una tariffa da 14,58 euro al mese per chi si abbonerà ai propri servizi <strong><U>ADSL2+</U></strong> (ADSL2 plus) con banda di picco da 20 megabit al secondo. ]]></description>
      <link>http://www.tele2.fr/</link>
      <author>salvatore.scire@fastwebnet.it</author>
    </item>
    <item>
      <title>Il Torino in difficoltà</title>
      <pubDate>Fri, 8 Jul 2005 20:21:27 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[Prime indiscrezioni dalla riunione della commissione di vigilanza sulle società di calcio (Covisoc) che esamina i requisiti per l'iscrizione ai campionati: bocciatura per il Torino in serie A!!]]></description>
      <link>http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2005/07_Luglio/08/covisoc.shtml</link>
    </item>
    <item>
      <title>La mia prima news</title>
      <pubDate>Fri, 8 Jul 2005 15:11:17 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[Inizio con questa news a pubblicare le mie news personali.Spero che vi piacciano !]]></description>
      <link />
      <author>salvatore.scire@fastwebnet.it</author>
    </item>
  </channel>
</rss>
