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Spazio Libero
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SULLA
LIBERTÁ
Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: “Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?”. Egli rispose: “Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti”. Ed egli chiese: “Quali?”. Gesù rispose: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso”. Il giovane gli disse: “Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?”. Gli disse Gesù: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”. Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze. (Mt. 19,16-22) ·
La
libertà umana è come il volo di una farfalla: nessuna farfalla si libra solo in
aria, prima o poi si deve posare su di un oggetto. Si inganna colui che pensa
che per essere liberi non bisogna posarsi – legarsi a nulla, che occorre avere
sempre le mani sciolte. Costui si poserà sul peggiore degli appoggi, quello
fatto di illusione, di superficialità (riguardo a sé, agli altri e al mistero
della vita) e di disperazione. ·
La
libertà è legata al fare, ma non è slegata dal pensare. Dal dire al fare c’è di mezzo il mare, ma il pensare aiuta a decidere come
attraversare il mare e verso quale riva
andare. I nostri incontri vogliono aiutare a pensare, non devono essere un
chiacchierare e soprattutto cercano di essere un puntello per cambiare. ·
Abbiamo
detto che è un’illusione pensare che per essere liberi non bisogna scegliere.
Va ora aggiunto che non tutte le scelte sono indifferenti per chi le compie e
per il mondo che ci circonda. Ci sono scelte che fanno entrare nella vita e che
porteranno la nostra esistenza ad essere un albero carico di frutti, e scelte
che invece conducono alla morte, alla progressiva insensibilità, alla durezza
di cuore, ad essere come un albero secco, privo di frutti e ormai solo da
tagliare e da ardere. ·
Ci
sono scelte da cui dipende la perfezione.
Siamo fatti per la perfezione e per la pienezza, ma quanti pochi sono
coloro che le cercano! Non è già questo un segno del disseccarsi della ‘flora’
umana? Nietzsche, con sguardo profetico, già più di un secolo fa diceva: il deserto avanza. Ad ogni modo,
se perfezione indica compimento, totalità, assolutezza, non si può pretendere
di raggiungerla con scelte che non coinvolgano tutta la vita, che non impegnino
il futuro in modo radicale così che il fluire delle scelte successive sarà
entro gli argini tracciati da quella che chiamiamo ‘opzione di vita’. Una
limitazione alla libertà? Forse, ma è l’unico modo perché le acque che
riempiono il fiume della nostra vita arrivino al mare. In caso contrario, il
rischio è che il fiume diventi uno stagno e che presto o tardi dissecchi. ·
Ogni
scelta, per quanto ponderata, è un salto. Il futuro è a noi ignoto. Non c’è
scelta senza fede. Già, ma di chi fidarsi? Gesù dice: “Vieni e seguimi”. Gesù
chiede che con un atto libero il giovane si metta dietro di lui e vada sulle
strade che il Maestro percorrerà. Una richiesta inaccettabile per l’uomo
d’oggi, che vuole determinare lui stesso l’itinerario da seguire? Qualcuno però
ha detto che ognuno di noi ha un padrone; io preferisco dire che ognuno di noi
ha un pastore. L’alternativa non è quindi fra il procedere dietro un pastore e
il fare di testa propria; l’alternativa vera è scegliere fra un pastore che ti
conduca su pascoli verdeggianti e un pastore che invece ti conduce su pascoli
spelacchiati. ·
Esercitare
la libertà vuol dire pagare dei prezzi: scegliere qualcosa significa rinunciare
a qualcos’altro e questo costa. E questo prezzo diventa tanto più alto quanto
più la vita ti affascina e quanto più i sensi interni ed esterni vengono
affinati. È per questo che possiamo parlare di dramma della libertà. Ma è anche
da questo belvedere che si può aprire uno scorcio di speranza su una vita in
cui finalmente tutto ciò che sarà bello, buono e vero ci sarà dato: il
paradiso? Per il momento però bisogna seguire delle gerarchie. · Possiamo immaginare il pensiero come un muscolo che si sviluppa in determinati esercizi e palestre. Senz’altro una palestra del pensiero è il silenzio, un suo attrezzo è l’umiltà. · Anche la più dimessa stupidità è arrogante e pericolosa. Il pensiero trema davanti ad essa. · Chi pensa non chiacchiera, chi chiacchiera non pensa. Torna alla pagina iniziale di Spazio Libero |