17 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 1
La lettura è da sempre una delle mie più grandi passioni. Non riesco mai a rinunciare all’ebbrezza di immergermi tra tutte quelle lettere che nascondono mondi sconosciuti in cui è possibile vivere vite diverse, affrontare importanti battaglie ideologiche e perdersi completamente in grandi passioni amorose.
Nonostante ciò però, sono sempre riuscita a distinguere la fantasia dalla realtà, tanto da pensare che certe cose potessero accadere solo nei libri. Non avrei mai pensato che nella mente umana potessero realmente scattare certi meccanismi, né che certe vicende avrebbero mai coinvolto me e la mia famiglia. Evidentemente mi sbagliavo!
Era la notte di San Lorenzo. Avevo deciso di accettare l’invito di alcuni amici a passare la serata sulla spiaggia, dove avremmo aspettato la cascata di stelle cadenti che gli esperti prevedono per questa ormai leggendaria notte. Convincermi a partecipare all’incontro non era stata un’impresa molto ardua. Sapevo che anche Fabio sarebbe stato lì e l’idea di poter passare un’intera notte a parlare con lui mi allettava particolarmente. Lo avevo conosciuto sei mesi prima ma sentivo di conoscerlo da sempre. I primi mesi, tra di noi, c’era stato qualche problema di comunicazione dato dal fatto che, fondamentalmente, siamo entrambi molto timidi, ma, passato questo periodo, avevamo stretto un’amicizia speciale che sembrava giorno per giorno trasformarsi in qualcos’altro.
La “ festa” stava procedendo per il meglio. Avevamo acceso un falò sulla spiaggia intorno al quale ci eravamo seduti a suonare e cantare. A causa del frastuono generato dal suono della chitarra e delle nostre voci non mi ero accorta del fatto che il mio cellulare aveva squillato più volte. All’improvviso però fui colta dall’ansia. Non sapevo da cosa dipendesse, così, un po’ inquieta iniziai a guardarmi in giro come se lì potessi trovare la causa di quel mio malessere. Non riuscendo a trovare nulla, istintivamente andai a prendere il cellulare che avevo dentro la borsa. Appena lo guardai vidi subito che qualcuno aveva provato a telefonarmi ma non ebbi nemmeno il tempo di controllare di chi fossero le chiamate perse che il telefono iniziò a suonare. Entrai improvvisamente in confusione, così risposi senza nemmeno controllare il mittente:
- Pronto, chi parla?-
- Giulia…sono Clara……Morena ha scoperto tutto!- Si sentì dall’altra parte
18 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 2
Tanu non riusciva a darsi pace. La morte della zia era stata per lui come un fulmine a ciel sereno. Nunziata non era certo una ragazzina, ma il nipote aveva sempre vissuto con la sensazione che almeno lei non lo avrebbe mai lasciato.
Abbattuto sul divano, fissava il soffitto, come se tra le macchioline di muffa si nascondesse un segreto non ancora rivelato. L’idea della morte lo tormentava. Era entrata nella sua vita quando era solo un ragazzo e sembrava che non volesse più abbandonarlo. Dopo la morte del padre anche la madre e le due sorelle lo avevano lasciato solo perdendo la vita in un incidente stradale. Da allora la zia era stata il suo unico punto fermo, ma adesso anche lei se ne era andata. Strani pensieri gli passavano per la mente. Come quando era un ragazzino, gli balenò in testa l’idea che fosse tutta colpa sua. Forse una punizione per il suo caratteraccio o per qualunque altra cosa avesse fatto. Poi sembrò rinsavire. La cosa gli sembrò assurda. Non voleva più credere a nulla. Quale Dio? Quali santi? Nessuna forza sopranaturale poteva esistere, altrimenti non avrebbe mai potuto ammettere che un uomo soffrisse tanto.
Ad un tratto si alzò ed istintivamente si avvicino ad un piccolo armadietto di legno decorato. Appena fu là davanti esitò un po'. Era lì, ma perché? Cercò di fare chiarezza nella sua mente, di schiarire i pensieri. Ma niente. Non riusciva a concentrarsi. Gli venne in mente però, che lì dentro conservava un grande tesoro. Una vecchia scatola di latta, quella dove sua madre conservava i biscotti. Da bambino i colori vivaci di quello scrigno lo attraevano particolarmente. Rimaneva delle ore a fissarla. Alla morte del padre la madre per consolarlo l’aveva svuotata e ripulita, poi l’aveva riempita con le foto del marito e gliel’aveva regalata.
Tanu aprì il mobile e la tirò fuori. Tornò a sedersi sul divano, alzò il coperchio e iniziò a guardare quelle immagini che lo riportarono ad un passato felice.
All’improvviso lo sbattere di una finestra, a causa del vento, lo fece saltare in aria e il porta foto che aveva in mano gli cadde per terra. Chinatosi per raccoglierlo si accorse che dalla cornice usciva un foglio. Era una lettera. La aprì e lesse con difficoltà. La carta era ingiallita e l’inchiostro un po’ scolorito. Era stata scritta da un certo Pietro ed era indirizzata a suo padre. Scorrendo le righe capì che quell’uomo era suo zio.
Suo padre aveva un fratello di cui nessuno conosceva l’esistenza.
Per quale motivo aveva tenuto tutti all’oscuro di ciò?
19 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 3
Ritrovato un certo equilibrio, Tanu riaprì la sua bottega. Dopo quella lunga pausa adesso doveva rimboccarsi le maniche. Aveva tanto lavoro arretrato e se non si fosse messo subito all’opera, presto sarebbe stato sommerso dalle lamentele dei clienti che, giustamente, volevano indietro le loro scarpe. Nonostante stesse un po’ meglio però, nella sua testa frullavano ancora tante idee che lui cercava di scacciare pensando a quanto fosse fortunato ad avere un amico come Angelo. La loro amicizia aveva resistito allo scorrere del tempo e per il povero ciabattino, abituato a condurre una vita solitaria, questo era una specie di miracolo Mentre era tutto concentrato in questi pensieri, lo squillare del telefono lo riportò alla realtà.
- Chi sarà mai?- Pensò Tanu avviandosi verso il telefono. Non era abituato a ricevere telefonate mentre era in negozio. In genere a chiamarlo era solo la zia. Lo chiamava a casa, tutte le sere e sempre alla stessa ora per accertarsi che fosse rientrato dal lavoro e che stesse bene. Ma adesso chi poteva chiamarlo lì e a quell’ora del mattino?
Prese la cornetta ma riuscì a pronunciare solo una sillaba perché il suo interlocutore lo interruppe iniziando a parlare a ruota libera: - Ciao Tanu, come stai stamattina? Senti ti chiamo per farti una proposta interessante che non potrai rifiutare per nessun motivo. Non so se ti ricordi, penso di no, ma sabato è il mio compleanno. Per l’occasione ho deciso di organizzare una rimpatriata a cui parteciperanno gran parte dei nostri compagni di scuola. Ti andrebbe di venire? So che non è il momento, infatti ho esitato un po’ prima di chiamarti, ma credo, in tutta franchezza, che ti farebbe proprio bene partecipare alla serata. Dopo, se ti va potresti anche fermarti a casa mia, per non tornare a casa troppo tardi. A mia moglie e ai miei figli farebbe tanto piacere conoscerti. Gli ho tanto parlato di te che..
Tanu aveva subito capito che dall’altra parte della cornetta c’era il suo caro amico Angelo. Lo conosceva bene. Era un uomo saggio che ascoltava sempre pazientemente le confidenze degli altri ma quando era nervoso cominciava a parlare senza fermarsi nemmeno a respirare. Ad un certo punto però il ciabattino decise che era arrivato il momento di interrompere l’amico. Con tutte quelle parole, pronunciate ad un ritmo così veloce non riusciva a tenere il filo del discorso.
- Ehi, frena. Come corri! Si fa fatica persino a seguirti. Comunque hai ragione tu, mi farà bene distrarmi un po'. Accetto l’invito! Ci vediamo sabato alle nove al solito bar.-
Detto ciò i due si salutarono e Tanu tornò al suo lavoro tutto sorridente.
20 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 4
Tanu parlava e il tempo scorreva inesorabile; Angelo cominciava a sbadigliare, ma l’amico continuava a fantasticare, come non aveva mai fatto prima, sulla sua vita futura. L’entusiasmo di Tanu gli sembrava un po’ eccessivo. In fondo si era trattato solo di un incontro fugace! Non si stava illudendo un po’ troppo?
Karin! Quante volte Tanu ripeteva questo nome! Ancora una volta volle raccontargli l’incontro con la ragazza. Se l’era vista improvvisamente sulla porta della bottega e lo aveva subito colpito. C’era in lei qualcosa di familiare e, pur non conoscendola, si era sentito ben disposto ad accoglierla. Forse l’abbigliamento dimesso, la tristezza dei suoi occhi, e anche la compassione che aveva provato istintivamente, lo avevano indotto ad iniziare una conversazione con lei. Quanto dolore c’era stato nella vita di quella ragazza! Karin aveva sofferto il freddo, la fame e la paura. Era nata in una famiglia poverissima, terza di dieci figli. Il padre non era un gran lavoratore e spesso tornava a casa ubriaco fradicio: allora c’era per tutti una serata di terrore. La madre non era mai riuscita a reagire e più passava il tempo e più si incupiva. Aveva lavorato anni ed anni per assicurare un po’ di pane ai suoi bambini, ma ora era malata e stanca per pensare a loro. Così, i figli più grandi si erano decisi ad andare in Italia, in cerca di lavoro.
Karin, e tre dei suoi fratelli, si erano imbarcati nella stiva di un battello vecchio e malconcio. Dopo una settimana di viaggio, erano arrivati in Sicilia e per avere più possibilità si erano separati. La giovane aveva cercato tanto ma fino a quel momento era riuscita a vivere solo di elemosina e Tanu era la prima persona che si interessava a lei. Quando lui gli aveva offerto un lavoro Karin si era subito illuminata ed aveva accettato. Si sarebbero rivisti l’indomani alle otto.
Angelo commentò che l’amico aveva fatto davvero una buona azione, ma gli raccomandò di essere cauto. Era sempre una sconosciuta!
I due amici si lasciarono che il campanile della chiesa scoccava la mezzanotte.
Il giorno dopo Tanu si svegliò presto e si preparò con più cura del solito. Entrò nella bottega, si mise il grembiule, prese un paio di scarpe da risuolare , ma gli occhi gli andavano di continuo alla porta.
Cominciarono a passare i minuti, poi le ore, ma Karin non andò. Si fecero le dodici, ora in cui, di solito, Tanu staccava il lavoro per il pranzo, ma questa volta non aveva fame: la delusione gli aveva bloccato lo stomaco e quasi non riusciva ad alzarsi dal suo sgabello.
21 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 5
All’improvviso bussarono alla porta. Era Teresa.
- Buongiorno Tanu! Come va? E’ più di un mese che non ti si vede in via Manzoni!
- Ha ragione, ma non ho avuto il coraggio di tornare nella casa della zia.-
- Allora è il momento di andarci insieme. C’è una finestra che sbatte e disturba i vicini.–
Con un gran peso sul cuore Tanu si accinse ad entrare in quella casa. Con Teresa chiuse tutte le persiane, poi i due si misero a guardare vecchie foto della zia finché venne fuori una busta indirizzata a Tanu.
Con mani tremanti, egli aprì e scoprì che la zia gli aveva lasciato la casa e un po’ di denaro.
Gli avvenimenti della giornata lo avevano scosso parecchio. Era stanco, ma quando si mise a letto cominciò a girarsi senza prendere sonno. Si addormentò solo all’alba.
Fu il suono del telefono a svegliarlo il giorno dopo. Era Angelo il quale chiese all’amico di prepararsi per uscire.
Tanu, intontito, lo interrogò su cosa succedesse, ma l’altro gli intimò di non fare domande.
Il ciabattino non fece nemmeno in tempo a vestirsi che Angelo era già lì e con il clacson della sua auto lo incitava a fare presto. Tanu uscì e saltò in macchina.
Durante il viaggio i due non si rivolsero la parola.
Di colpo Angelo si fermò, scese dall’auto e cominciò a camminare. Tanu si guardò intorno e senza dire nulla lo seguì. Giunsero in un bar semivuoto. Angelo si diresse verso l’unico tavolo occupato. Vi era un uomo che in silenzio aspettava. Appena vide i due però, si alzò e gli corse incontro. Vedendo Tanu indietreggiare, Angelo ruppe il silenzio:
- Pensavo che appena lo avresti visto, ti saresti ricordato di lui. Sbagliavo! Certo, sono quasi trent’anni che non vi incontrate. La tua reazione è normale.-
Mentre ascoltava queste parole Tanu continuava a fissare quell’uomo il cui volto gli sembrava sempre più familiare. All’improvviso fu colpito da un particolare: una cicatrice vicino all’occhio destro. Questa gli riportò alla mente un suo vecchio compagno di giochi.
- Matteo!- esclamò Tanu abbracciando l’amico ritrovato.
- Ero sicuro che ti sarebbe bastato poco per ricordarti di lui.- disse Angelo– Eravate così legati! Nessuno è mai riuscito a separarvi…-
- Solo il treno per la Germania.- aggiunse Matteo- Quel treno che da bambini ci faceva sognare ma che dal giorno della mia partenza ho odiato con tutto me stesso.-
I tre si sedettero e iniziarono a parlare dei tempi passati. Matteo era partito con la sua famiglia negli anni 50. Si erano trasferiti per trovare fortuna. Erano riusciti, lì, a costruirsi una buona posizione, ma Matteo non aveva mai dimenticato la sua terra. Così, da circa un anno era ritornato, e adesso che si era stabilito definitivamente in quel paese, aveva deciso di ritrovare i vecchi amici.
22 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 6
Dopo l’incontro con Matteo, Tanu era tornato a casa particolarmente euforico. La giornata passata con i suoi più cari amici era trascorsa nella più assoluta spensieratezza. Nella solitudine della sua casa però, mille pensieri erano tornati a fargli compagnia. Disteso sul divano, iniziò a riflettere sul fatto che la fortuna sembrava finalmente sorridergli. Dopo tante sofferenze era ora che un po’ di serenità arrivasse anche nella sua vita. Al coronamento della sua felicità però mancava ancora una cosa: l’amore che da sempre aveva sognato ma che non era mai riuscito a conquistare.
Da tempo aveva rinunciato all’idea di crearsi una famiglia. Le sofferenze lo avevano portato ad incupirsi e a chiudersi in se stesso ogni giorno di più. La sua vita sociale era diventata così quasi inesistente e le sue uniche interlocutrici erano le vecchie e fedeli clienti. Nessuna donna si interessava a lui né alla sua vita.
Ora però le cose sembravano diverse. Era arrivata lei, la bella Karin, che con il suo sorriso e i suoi occhi profondi gli aveva scaldato il cuore e lo aveva fatto tornare a sperare.
Il sorriso che a tale pensiero si era disegnato sul suo volto però, in pochi secondi si spense, quando si ricordo dell’appuntamento che aveva dato a Karin e al quale la giovane non si era presentata. Perché non si era fatta vedere? Tanu non riusciva a capacitarsi.
Karin gli era sembrata una ragazza molto sincera, bisognosa di qualcuno di cui fidarsi e a cui appoggiarsi e lui gli aveva fatto capire di essere disposto a darle una mano. Inoltre, lei aveva detto di avere bisogno di un lavoro e lui glielo aveva offerto. Che cosa avrebbe dovuto fare di più per non lasciarsela scappare?
Il ciabattino piombò per un momento nel suo solito pessimismo. Karin era troppo speciale e bella per lui. Che cosa poteva farsene di uno come lui? Meritava qualcosa di più di un semplice calzolaio che tra l’altro non godeva nemmeno della simpatia dei suoi compaesani.
Ad un tratto però, sentì nascere in se un impulso mai sentito prima. Capì così che doveva smetterla di piangersi addosso. Doveva reagire! Il giorno dopo avrebbe iniziato a cercarla! Aveva bisogno di risposte precise che solo Karin poteva dargli.
Con tale pensiero si addormentò.
23 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 7
Quella notte sembrava non finire mai. Tanu si girava e rigirava nel suo letto senza riuscire a prendere sonno. L’istinto gli suggeriva di andare subito a svegliare la giovane per porle finalmente tutte le domande che avrebbe voluto fargli, ma la ragione gli consigliava di attendere il nuovo giorno. Come avrebbe dovuto comportarsi l’indomani? Avrebbe dovuto essere arrabbiato con lei perché non si era presentata a lavoro sabato e per il modo in cui si era introdotta in casa sua, o avrebbe dovuto mostrarsi magnanimo nei suoi confronti? Se sul quel divano avesse trovato qualcun’altro non avrebbe avuto di questi dubbi. Sarebbe stato inflessibile e l’avrebbe cacciato subito. Ma lì non c’era una persona qualunque, c’era Karin, la stessa Karin che, con la sua dolcezza, gli aveva fatto perdere il lume della ragione.
Alla fine la stanchezza e il sonno furono più forti della sua ansia, così, alle prime luci dell’alba, si addormentò.
Fu Karin a svegliarlo quella mattina.
Tanu aprì gli occhi e resosi conto della situazione in cui si trovava, si alzò e dopo essersi vestito, andò in cucina dove Karin lo aspettava. Si sedette vicino a lei e iniziò “l’interrogatorio”:
- Come hai fatto a trovare la mia casa e soprattutto, come hai fatto ad entrare?-
Karin era spaventata. Esitò un attimo, poi iniziò a dare all’uomo le spiegazioni che voleva:
– Mi dispiace tanto! Non volevo fare nulla di male! Solo che ieri ho aspettato tutto il giorno davanti alla tua bottega ma tu non c’eri. Così ho chiesto in giro e mi hanno detto che abiti qui. Sono venuta e ho aspettato tanto, ma tu non arrivavi. Era tardi e il centro di accoglienza che mi ospita in questi giorni chiude presto. Avevo freddo e sonno, così sono entrata dalla finestra che era aperta.
- Cosa sei venuta a fare?- disse Tanu interrompendola.
- Volevo farti le mie scuse per sabato. Ho avuto un problema e non sono potuta venire. Non volevo perdere il lavoro e non volevo che tu pensassi che sono un’ingrata. Sei stato così gentile con me.-
Si era fatto tardi e Tanu si rese conto che avrebbe dovuto essere in negozio già da un pezzo. Si fece bastare quindi quelle poche spiegazioni e invitò la ragazza a seguirlo a lavoro.
24 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 8
Le cose per Tanu e Karin andavano per il meglio. Il ciabattino era un maestro molto paziente e riusciva a spiegare, alla ragazza anche le operazioni più delicate con estrema chiarezza e semplicità. Lei da parte sua si era rivelata, sin dall’inizio, un’allieva molto capace e scrupolosa. Il lavoro non la spaventava anche se non era abituata a svolgere lavori di precisione. Nel suo paese, in genere, faceva lavori che richiedevano tutt’altro tipo di sforzo. Era abituata a sudare nei campi, dunque, superate le prime difficoltà, il nuovo lavoro gli era sembrato un gioco affascinante.
Le cose non furono sempre semplici però. Le prime volte che le clienti avevano visto la ragazza nel negozio, avevano reagito in malo modo. Il paese era piccolo e le persone avevano un sacco di pregiudizi. In giro si sentì di tutto. E’ assurdo dove possa arrivare la fantasia della gente! Alcuni avevano pensato che fosse una ladra, altri che fosse una spia, altri che fosse una prostituta, altri ancora che fosse una minaccia per tutti perché avrebbe finito col togliere il lavoro e i mariti alle giovani del posto. Karin aveva sofferto molto a causa di queste maldicenze. E’ vero che era abituata al dolore, ma il dolore a cui era abituata era di natura fisica. Quando era al suo paese nessuno aveva mai detto quelle cattiverie su di lei! La cosa l’aveva scossa a tal punto da farle prendere la decisione di lasciare il lavoro. Quando aveva comunicato la sua decisione a Tanu però, lui l’aveva incoraggiata a restare. Se fosse partita non avrebbe fatto altro che darla vinta a quelle malelingue. Le aveva consigliato invece, di mostrarsi alla gente così com’era, gentile e dolce. Era sicuro che presto tutti avrebbero imparato a volerle bene. E così era stato. Grazie alla sua solarità Karin, pian piano, era entrata nel cuore della gente e soprattutto ancore di più nel cuore di Tanu. Il poverino, ogni giorno che passava si innamorava sempre di più della ragazza. Vederla quotidianamente lo riempiva di gioia ma era per lui anche causa di angoscia. Lei era lì, ogni giorno più bella, e lui aveva spesso voglia di stringerla a sé, ma non poteva. Karin non si era accorta dei sentimenti che il ciabattino nutriva nei suoi confronti e lui aveva paura che se gli avesse confessato tutto quello che provava l’avrebbe persa.
Tanu si confidò con Angelo e, l’amico, come l’ultima volta, lo invitò a reagire.
Tanu allora si decise: avrebbe confessato tutto a Karin.
25 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 9
Diversi erano i pensieri che affollavano la mente di Tanu: abbandonare il sogno di avere Karin come compagna della sua vita, oppure sperare che lei un giorno avrebbe potuto innamorarsi di lui e corrispondere il suo amore sincero, dimenticando Roberto?
Che il destino si fosse di nuovo accanito contro di lui? Tanu non riusciva proprio a darsi pace! Pensava che il resto della sua vita non avrebbe avuto più senso se fosse passato rimpiangendo una donna che non avrebbe mai saputo quello che lui provava per lei. L’idea che Karin potesse abbandonarlo per sempre, per via di un altro uomo, lo faceva impazzire, ma non vedeva alcuna via d’uscita.
Intanto per Karin la vita scorreva tranquilla, o almeno così sembrava a Tanu che, accecato dalla gelosia, non si accorgeva che Karin, quando tornava dagli incontri con Roberto, non aveva sempre un’area serena. Il suo sguardo era perso nel vuoto, non riusciva a trovare la sua solita concentrazione, parlava pochissimo e schivava lo sguardo del ciabattino innamorato
Se solo lei si fosse confidata con lui…
Intanto l’incertezza logorava il povero Tanu.
Una mattina però, dopo una delle ormai consuete notti insonni, convintosi che Karin fosse troppo importante per lui, decise di chiedere consiglio ad Angelo.
Gli diede appuntamento al solito bar e lì, gli confessò del diario e di quello che aveva scoperto leggendolo.
Angelo avrebbe voluto tanto aiutare l’amico ma non sapeva come, d’altra parte Tanu non avrebbe potuto affrontare apertamente il discorso con la giovane, perché avrebbe significato confessare la sua indiscrezione.
Cosa avrebbe dovuto fare allora?
All’improvviso, Angelo si ricordò che Matteo abitava nello stesso paese in cui lavoravano la sorella e i fratelli di Karin. Matteo avrebbe potuto prendere informazioni, con molta discrezione naturalmente, su Roberto.
L’idea piacque molto a Tanu: dopo aver conosciuto il suo rivale, o almeno, aver saputo qualcosa di più su di lui, avrebbe deciso il da farsi.
26 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 10
Tanu era molto più sereno da quando Matteo aveva accettato di occuparsi delle indagini su Roberto. Karin diventava ogni giorno più brava e le piaceva tanto vedere il ciabattino che con le sue abili mani modellava ogni tipo di materiale, cuciva il duro cuoio e metteva insieme il tutto creando dei piccoli capolavori. Le faceva venire in mente la madre lontana che, quando tornava dal lavoro nei campi, riparava gli abiti di qualche ricca signora e la intratteneva con vecchie leggende.
Un giorno, mentre Tanu stava dando delle indicazioni alla sua allieva, qualcuno aprì la porta della bottega. Il sole impedì al ciabattino di rendersi immediatamente conto di chi fosse entrato. Salutò gentilmente ma non ricevette nessuna risposta. Si avvicinò a quell’uomo e vide che era Matteo, il quale, appena l’amico fu abbastanza vicino, lo abbracciò e gli sussurrò all’orecchio che aveva urgenza di parlargli da solo. Tanu capì subito e il suo cuore cominciò a battere all’impazzata. Disse a Karin che doveva allontanarsi un e che lei avrebbe dovuto occuparsi del negozio durante la sua assenza.
Appena furono fuori Matteo ci tenne a spiegare il comportamento che aveva avuto poco prima:
- Scusami per poco fa! Pensavo di trovarti solo. Quando ho visto Karin mi sono confuso, non sapevo cosa fare. Ho delle cose importanti da dirti e non potevo dirle davanti a lei.-
- Riguardano Roberto vero?- disse Tanu.
- Si, ho scoperto delle cose su di lui che devi assolutamente sapere.-
- Sbrigati allora, non farmi stare sulle spine-
- Ha 35 anni e vive nel mio stesso paese. E’ un uomo affascinante e carismatico, forse per questo Karin si è innamorata di lui.-
- Ecco, lo sapevo, non ho nessuna speranza! Devo rassegnarmi all’idea di perdere Karin per sempre!-
- Aspetta!- lo interruppe Matteo- Fammi finire!Non è tutto oro quel che luccica! Roberto è un uomo ricco, ma i suoi soldi non sono puliti. Ha iniziato come spacciatore e appena è riuscito a racimolare un bel gruzzoletto ha iniziato a fare l’usuraio. E’ un tipo violento, che riesce sempre ad ottenere ciò che vuole. Lascialo perdere! E’ meglio che tu non abbia mai a che fare con lui. Parla con Karin, raccontale tutto e convincila a stare alla larga da quel tipo.-
- Non posso farlo! Scoprirebbe che ho letto il suo diario e non me lo perdonerebbe mai. Devo parlare con lui invece, convincerlo a lasciarla in pace.-
Matteo cercò di convincere Tanu a non fare sciocchezze e aggiunse che così avrebbe rischiato di peggiorare le cose, ma questi era troppo furioso per dargli retta, così piantò lì l’amico e corse a casa a prepararsi per l’incontro che presto avrebbe avuto con il suo acerrimo nemico.
27 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 11
Tanu era immobile. Quasi non riusciva a respirare e il cuore gli batteva fortissimo tanto che egli ebbe l’impressione che i suoi amici potessero sentirlo a distanza.
Il ciabattino aveva letto il biglietto a voce bassa, quindi Matteo e Angelo non sapevano ancora cosa stesse succedendo. Provarono a chiedere all’amico, ma questi non rispose. Si avvicinarono a lui, ma all’improvviso quello ebbe uno scatto, gettò il foglio per terra e scappò via. I due presero il pezzo di carta, lo lessero e subito capirono la reazione dell’amico. Gli corsero dietro ma non dovettero correre molto perchè senza forze, dopo un paio di metri, Tanu si era accasciato per terra e aveva iniziato a piangere. Si chinarono verso di lui e cercarono di consolarlo, ma ogni loro tentativo fu vano. Tanu non sentiva ragioni e continuava a piangere senza dire una parola. A un tratto però si alzò, si asciugò gli occhi e chiese loro di lasciarlo in pace. Sarebbe tornato a casa da solo appena si sarebbe calmato. Angelo si alzò immediatamente, conosceva bene l’amico e sapeva che se lui aveva deciso così nessuno avrebbe potuto fargli cambiare idea. Matteo invece temporeggiava, lasciarlo lì in quello stato non gli sembrava una buona idea. Angelo allora lo afferrò da un braccio e lo trascinò con se in macchina.
Appena fu solo Tanu cominciò a vagabondare. Non aveva una meta precisa e in più non conosceva bene il paese, ma sapeva che non poteva restare fermo lì.
Vagava senza accorgersi di quello che lo circondava, con lo sguardo fisso nel vuoto e gli occhi gonfi per il troppo pianto. Le parole di quel piccolo biglietto gli rimbombavano in testa e per quanto si impegnasse non riusciva a dimenticarle. Avrebbe voluto reagire, uscire da quello stato di disperazione in cui si trovava, ma non ne aveva la forza. Avrebbe tanto voluto avere qualcuno su cui scaricare la rabbia che sentiva crescere dentro di se, ma non aveva nessuno con cui prendersela. Karin e Roberto in fondo non avevano nessuna colpa, erano innamorati. L’unica persona con cui poteva prendersela, semmai, era se stesso. Si era ripromesso tante volte di non innamorarsi e invece, era caduto nella trappola dell’amore per l’ennesima volta. Come aveva potuto essere così stupido da innamorarsi di una donna di cui non sapeva assolutamente nulla?
28 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 12
Tanu era ormai tornato alla vita monotona di un tempo. Solo in quella piccola bottega dovette riabituarsi al silenzio che la bella Karin aveva cacciato con la sua voce dolce e la sua loquacità. Chiunque lo vedesse aveva l’impressione che il tempo fosse tornato indietro, fino al periodo che aveva preceduto l’arrivo della straniera. Il ciabattino, infatti, si era chiuso nuovamente in se stesso, non dava confidenza a nessuno e dava l’impressione di aver raggiunto una certa serenità. Purtroppo era solo un’impressione. Tanu pensava spesso a Karin. Si chiedeva cosa facesse, se stesse bene e lo avesse perdonato per la sua indiscrezione. Nonostante cercasse con tutto se stesso di essere razionale e di restare con i piedi per terra non riusciva a rinunciare alla speranza che, da un momento all’altro, Karin potesse spuntare da quell’uscio.
Un giorno, verso l’ora di pranzo, mentre metteva un po’ in ordine prima di andare a casa a mangiare, qualcuno entrò dalla porta. Tanu alzò la testa e vide una donna di colore. Per un attimo il suo cuore sussultò, e gli parve che si stesse ripetendo un pezzo della sua vita. Guardò con più attenzione e si rese conto che i suoi desideri non erano stati esauditi, perché quella ragazza non era la sua amata Karin.
La donna si avvicinò a lui e con voce tremante chiese al ciabattino se fosse Tanu. Lui rispose di sì e notando la somiglianza tra la ragazza e Karin le chiese se lei fosse Selima.
La giovane fece un sorriso e poi iniziò a parlare: - Si, sono Selima, la sorella di Karin. Scusa se sono qui e a quest’ora. So che tu e mia sorella avete litigato ma se sono qui è perché le cose sono cambiate, ma karin è così testarda da non volerlo ammettere.-
- Che cosa è successo?- chiese Tanu.
- Si è resa conto di non essere innamorata di Roberto. Lui è troppo possessivo, troppo geloso e lei non lo sopporta più. Ha capito che tu sei l’unico uomo che veramente ama, ma dopo tutto quello che è successo tra voi non vuole tornare da te. Se solo tu andassi da lei so che le cose migliorerebbero per entrambi. So che anche tu la ami e non è giusto che soffriate. Avete l’occasione di essere felici, non lasciatevela scappare.
Tanu non riusciva a credere alle sue orecchie. Il su sogno stava finalmente diventando realtà.
29 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 13
Roberto aspettava, ma Tanu non arrivava mai! Era in una situazione di panico totale e non riusciva a stare fermo. Aveva percorso, andando avanti e indietro, così tante volte quel piccolo tratto di strada davanti alla casa del ciabattino che la gente che passava e lo vedeva aveva quasi l’impressione che sull’asfalto si fosse formato un solco ben visibile. L’ansia lo stava consumando. Che aspettava quell’uomo a rincasare? Si era già fatto tardi, non gli pareva ora di tornare a casa? Roberto era veramente impaziente. Prima avrebbe conosciuto Tanu e prima avrebbe potuto dividere con qualcuno il peso della scomparsa di Karin. Decise che non poteva continuare a stare lì, doveva fare qualcosa, qualunque cosa. Pesò allora di cercare Tanu. Il paese era piccolo e se avesse chiesto in giro probabilmente qualcuno gli avrebbe saputo dire dov’era colui che stava cercando.
Intanto Tanu era al solito bar con Angelo e Matteo. Era il giorno del suo compleanno e i due amici lo avevano invitato a bere qualcosa e a passare qualche ora con loro. Nonostante lui non avesse molta voglia di festeggiare aveva accettato e ora, stava passando proprio una bella serata. Ridevano e scherzavano, quando, qualcuno entrò nel locale. Appena vide quel ragazzo Matteo si bloccò e dalla sua bocca uscì solo un nome: Roberto. Tanu allora si fece serio in volto e chiese all’amico cosa stesse succedendo, ma questo non ebbe nemmeno il tempo di rispondergli perché il giovane aveva già raggiunto il loro tavolo.
- Chi di voi è Tanu?- disse Roberto- Sono Roberto, il ragazzo di Karin.
A quella domanda Tanu rispose sferrando un destro sul viso del rivale che per l’urto cadde per terra.
Subito Angelo e Matteo si gettarono sull’amico che sembrava impazzito e lo afferrarono per evitare che combinasse ulteriori danni.
- Lasciatemi stare, non gli farò nulla - disse Tanu. Poi rivolgendosi a Roberto aggiunse-. E tu, alzati. Dobbiamo parlare, e questo non è certamente il luogo più adatto.-
Roberto non se lo fece ripetere due volte. Anche lui aveva delle cose da dirgli, delle cose che il povero ciabattino non avrebbe mai potuto immaginare.
30 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 14
- Bisogna salvare Karin!- esclamò Tanu.
- Forse è meglio chiamare la polizia.- disse Angelo.
- Sei pazzo!- intervenne Matteo – Potremmo peggiorare le cose.-
L’improvviso squillare del telefono lasciò tutti di sasso. Chi poteva essere a quell’ora?
-Pronto?- rispose il ciabattino.
- Non ha importanza!- si sentì dall’altra parte- Abbiamo la ragazza e se tu o quel disgraziato di Roberto non pagate…-
- Ditemi solo dove e quando e vi farò avere i soldi.-
- Bene! Ma dieci milioni non bastano più. Dovete portarci il doppio entro 24 ore. Ci faremo sentire noi per nuove informazioni.-
L’uomo non aggiunse altro e chiuse il telefono.
-Cosa ti hanno detto?- chiese Roberto.
-Abbiamo 24 ore per trovare venti milioni. Si faranno sentire loro per darci le istruzioni per lo scambio.-
-Ma dove li prendiamo tutti questi soldi? Io non ho una lira. Se avessi avuto anche solo la metà di quello che chiedono avrei saldato i miei debiti e Karin sarebbe stata al sicuro.-
-La zia mi ha lasciato una piccola eredità. Appena sarà giorno andrò alla posta a prendere quanto serve.-
Sorto il sole, Tanu uscì per andare a prendere i soldi. Doveva essere il primo! Intanto Matteo, Angelo e Roberto aspettavano a casa che i rapitori chiamassero. Tanu tornò a casa presto e si unì alla loro attesa.
Il telefono squillò e Tanu rispose prontamente: - Pronto?-
-Hai i soldi?-
- Si, cosa devo fare?-
- All’anglo tra il viale e la piazza c’è una cabina telefonica, alle nove di questa sera lascia il contante lì dentro e vattene. Ti faremo trovare la ragazza direttamente in bottega.-
Chiuso il telefono, Tanu raccontò tutto agli altri e dopo essersi consultato con loro, decise di andare nel luogo dell’appuntamento con l’auto di Roberto in modo che, se ci fossero stati problemi, avrebbero potuto muoversi più velocemente.
Roberto uscì a fare il pieno alla macchina, e intanto Tanu prese uno zaino e vi mise dentro delle corde e un coltello. Avrebbero potuto rivelarsi utili.
Roberto tornò che erano le sette, così, definite le ultime cose, salirono in auto e si recarono in anticipo nel luogo concordato.
La sera era abbastanza limpida e in giro non si vedeva anima viva. Alle nove in punto, Matteo scese dalla machina, posò la busta con il riscatto nella cabina e tornò dagli altri.
-Direi di aspettare dentro quella stradina- suggerì Roberto.
Mise in moto la macchina, e la parcheggiò all’entrata di un viottolo che dava sulla piazza.
I rapitori non si fecero attendere. Dopo pochi secondi un’automobile si accostò alla cabina. Si potevano riconoscere quattro persone: uno guidava, l’atro gli stava seduto acanto, mentre dietro c’era Karin e il terzo uomo che la teneva sott’occhio. Ad un tratto, un uomo uscì fuori, si guardò intorno e raccolse il pacco, poi, salì nell’auto che partì velocemente Roberto seguì vettura che si allontanava in direzione della bottega.
31 Maggio 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 15
Sembrava che tutto stesse andando per il meglio, quando la macchina dei rapitori accelerò bruscamente e prese una deviazione. Tanu e gli altri capirono subito cosa fosse successo e continuarono a seguire l’auto. Roberto era troppo nervoso e nonostante i richiami dei compagni non si era mantenuto alla distanza dovuta dall’auto dei rapitori che, guardando nello specchietto retrovisore, si erano accorti che una macchina, da un po’ di tempo, stava percorrendo la loro stessa strada. La cosa li aveva innervositi parecchio e quando osservando un po’ meglio avevano riconosciuto Roberto avevano pensato di essere stati imbrogliati e avevano deciso di fuggire con i soldi e la ragazza.
Tanu non riuscì a controllarsi a lungo e dopo qualche secondo cominciò a inveire contro Roberto:
- Lo sapevo! Sei un buono a nulla! Stavano per liberarla e invece tu ti sei fatto scoprire. Spera che non le tocchino nemmeno un capello o sei un uomo finito!-
- Se credi di essere più in gamba di me perché non guidi tu. Credi che sia facile per me mantenere la calma sapendo che Karin è in pericolo per causa mia. Anch’io sono innamorato di lei.-
- Smettetela voi due- disse Matteo – non è così che aiuterete Karin. Concentratevi piuttosto su quello che dovremo fare adesso. Non sarà un gioco da ragazzi affrontare questa situazione.-
Mentre Matteo parlava, i sequestratori si fermarono e uno di loro scese dalla macchina e iniziò a sparare. Angelo e gli altri si ripararono come poterono e appena fu possibile scesero dall’auto.
Tanu cominciò a correre in direzione della sua amata e l’uomo che sparava gli intimò di fermarsi altrimenti lo avrebbe ucciso, ma il povero ciabattino non lo ascoltò e continuò la sua corsa.
A quel punto il rapitore premette il grilletto, ma il colpo non partì. Si rese conto di aver finito le munizioni dell’unica pistola che avevano portato con loro per quell’operazione che avrebbe dovuto rivelarsi molto semplice.
Vista la situazione anche Angelo, Matteo e Roberto presero coraggio e decisero di affrontare i loro nemici. Mentre Tanu teneva stretto colui il quale, tra i tre sequestratori, aveva il compito di sorvegliare la ragazza, i suoi compagni si gettarono sugli altri due e riuscirono a metterli fuori combattimento. Intanto Karin, ormai libera, su indicazione di Tanu corse in macchina e prese le corde che il ciabattino aveva portato con se e poi aiutò i suoi salvatori a legare i malfattori.
Quando furono legati per bene, li caricarono sull’auto e si avviarono verso il comando di polizia. Durante il tragitto Karin stette abbracciata a Tanu e dopo avergli raccontato dei giorni orribili passati in prigionia gli confessò tutto il suo amore per lui.
1 Giugno 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 16
Ora Karin dormiva pacificamente accanto a lui. Sembrava un vero angelo. Anche mentre era nelle braccia di Morfeo, il suo sorriso riusciva ad illuminare la vita del ciabattino che, aveva l’impressione di stare vivendo in un bellissimo sogno. Che giornata meravigliosa avevano passato insieme! E dire che non avevano fatto nulla di speciale. Avevano parlato tutto il tempo, così come era già accaduto altre volte, ma, era quello che si erano detti a fare la differenza.
Avevano ripercorso le tappe del breve periodo passato insieme, cosa che li aveva fatti sorridere e commuovere nello stesso tempo. Ognuno di loro aveva dato la sua versione dei fatti, aggiungendo a questi però, le sue impressioni ed emozioni. In questo modo erano riusciti a trovare un senso a certi gesti reciproci che nemmeno loro erano riusciti a spiegarsi e a conoscersi un po’ meglio dal punto di vista sentimentale.
Tanu aveva rivelato a Karin il suo amore, ammettendo un po’ timidamente che aveva sentito un forte sentimento nei suoi confronti dal primo istante in cui l’aveva vista, anche se però aveva fatto fatica ad ammetterlo. Le aveva raccontato di tutte le stupidaggini che questo sentimento lo aveva spinto a compiere e del fatto che, quanto era vicino a lei, si sentiva come un adolescente alla conquista del mondo.
Anche Karin, dopo aver ascoltato attentamente i discorsi di Tanu, gli confessò il suo amore. Si era accorta anche lei di provare qualcosa per lui sin dall’inizio ma, la cotta che in quel periodo credeva di aver preso per Roberto, le aveva fatto credere che si trattasse solo di riconoscenza. Il litigio con lui per la storia del diario e la convivenza con Roberto però, gli avevano fatto aprire gli occhi. Non era per Tanu che provava riconoscenza ma per Roberto, il primo ragazzo che aveva incontrato da quando era sbarcata in Italia e che gli aveva dimostrato affetto e dato ospitalità. Se di qualcuno si era innamorata invece, questo era Tanu. Anche lei aveva fatto un po’ fatica ad ammettere i suoi sentimenti ma poi, anche grazie all’incoraggiamento di Selima, aveva preso coscienza dei suoi sentimenti e aveva deciso di tornare dal ciabattino per confessarglieli.
Ricordate queste cose, Tanu strinse la mano di Karin e si addormentò pensando che ormai, niente e nessuno gliel’avrebbe portata via.
2 Giugno 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 17
L’estate era ormai alle porte e la convivenza con Karin si rivelava, ogni giorno di più, un’esperienza magnifica. La sintonia tra loro era straordinaria. Si capivano al volo, senza parlare. In qualunque momento l’uno sapeva cosa pensasse l’altro. Non riuscivano a stare separati un attimo.
Angelo e Matteo si rallegravano nel vedere l’amico così contento ed erano fieri di aver contribuito alla felicità dei due innamorati. Non si stupirono affatto quando Tanu comunicò loro di voler chiedere a Karin di sposarlo. Anche Angelo che all’inizio aveva chiesto a Tanu di essere più cauto, adesso, dopo tutto quello che i due innamorati avevano passato, pensava che quella dell’amico fosse un’ottima idea.
Così una mattina, dopo aver svegliato Karin con un bacio, Tanu le domandò di vestirsi e di seguirlo. La ragazza chiese spiegazioni ma prima che finisse di parlare Tanu le poggiò un dito sulle labbra per impedirle di continuare e lei capì che doveva farsi bastare il poco che sapeva.
Appena Karin fu pronta, i due salirono in macchina. Tanu, silenzioso, mentre guidava, si girava a guardare la sua amata che canticchiava per far passare più velocemente il tempo. Si limitava a scambiare con la ragazza qualche sorriso e stava attento a non aprire bocca perché sapeva che altrimenti non avrebbe resistito alla tentazione di rivelarle il suo piano segreto per quella giornata.
Dopo quasi un ora di viaggio, Tanu si fermò. Erano arrivati. Scesa dall’auto Karin poté ammirare una piccola spiaggia deserta. Il ciabattino prese per mano la sua amata e la condusse in riva al mare, dove i due si sedettero. A questo punto Tanu le stinse le mani e guardandola negli occhi pronunciò timidamente le parole che ogni donna vorrebbe sentirsi dire:
- Karin, amore mio, mi vuoi sposare?-
Karin, dapprima, non disse nulla ma strinse forte l’uomo che le stava davanti e lo baciò. Poi, nonostante la su risposta fosse già chiara, con voce tremante disse:
- Si,si…si e ancora si. Non ho mai sperato che tu me lo chiedessi. Oggi mi hai reso la donna più felice del mondo!-
I due non aggiunsero più nessuna parola, perché nessuna parola avrebbe potuto rendere ancora più magico quel momento, ma rimasero lì abbracciati in silenzio a fissare il mare.
3 Giugno 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 18
E’ vero, Tanu aveva sorriso, quando la sua Karin lo aveva svegliato da quel terribile incubo, ma, il suo era stato un sorriso amaro, dettato soltanto dalle circostanze. In realtà il pensiero di quell’incubo non lo abbandonò per tutta la giornata. Non riusciva a concentrarsi sul lavoro e aveva lo sguardo assente. Era molto preoccupato. In genere non si faceva influenzare dai sogni, del resto sapeva che erano solo frutto della sua immaginazione, delle sue paure e dei sui desideri ma, questa volta era diverso. Il sogno era sembrato troppo reale e questo, unito al malessere di Karin del giorno prima, aveva indotto il povero ciabattino a credere che si trattasse di una sorta di sogno premonitore. Non riusciva a togliersi i cattivi pensieri dalla testa. Che il fato si stesse di nuovo apponendo alla sua felicità?
Alla fine della giornata, prima di andare a letto, il povero ciabattino, decise di parlare di quell’incubo a Karin che del resto era l’unica a potergli dare delle spiegazioni. Così, appena la ragazza fu vicina a lui, gli raccontò quell’incubo che lo aveva sconvolto tanto.
Karin ascoltò con attenzione il suo discorso e appena Tanu finì di parlare lo guardò sorridendo e dolcemente lo rassicurò dicendo:
- Sciocchino! Non preoccuparti! Io sto bene. Non sono mai stata meglio. E poi lo sai che ti dico sempre tutto. Se avessi avuto qualche problema di salute, te lo avrei detto subito. Non ci sono segreti tra noi, non è vero? Per quanto riguarda il malessere di ieri, non è stato nulla di grave. Un malessere passeggero. Può capitare a volte. Comunque, se serve a farti stare più tranquillo, domani andiamo insieme dal medico, vedrai che anche lui ti dirà che sono sanissima. -
Tanu sorrise timidamente. Era stato veramente ingenuo a pensare che le sue paure potessero avverarsi.
4 Giugno 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 19
Il rumore della porta interruppe il discorso di Karin proprio nel momento cruciale. Tanu che non vedeva l’ora di sapere cosa la ragazza avesse da dirgli senza guardare chi fosse esclamò:
- Mi dispiace, ma il negozio è chiuso.-
- Anche per due vecchi amici come noi?- disse Angelo che era appena entrato con Matteo.
- Entrate pure.- disse Karin- non date retta a Tanu, è un uomo buono, ma, sapete, a volte è proprio un brontolone.
- Scusate! Non volevo essere scorbutico. Solo che Karin mi stava dicendo una cosa importante e…-
- Ci dispiace non volevamo disturbare. Ce ne andiamo subito.-
- No, tranquilli. Parlerò con Tanu più tardi.- disse Karin. Poi rivolgendosi al ciabattino aggiunse- e tu stai tranquillo, goditi i tuoi amici e scaccia i cattivi pensieri. Sto bene non preoccuparti.-
Tanu si rassegnò all’attesa e per farsi perdonare dai suoi amici per averli trattati in quel modo li invitò a pranzo. I due inizialmente rifiutarono ma le insistenze di Tanu e Karin li convinsero ad accettare.
Il tempo passò velocemente. Dopo i primi minuti, Tanu era riuscito a mettere da parte le preoccupazioni e a fasi coinvolgere dall’allegria dei suoi amici e di Karin.
Quando Angelo e Matteo lasciarono la casa del ciabattino le campane della chiesa suonarono il vespro.
- Come passa il tempo quando si è in compagnia! Mi sono proprio divertita oggi. I tuoi amici sono simpaticissimi.- disse Karin ridendo.
- Vuoi dire che io sono noioso?- disse sorridendo Tanu che intanto si era avvicinato alla ragazza e le aveva messo le braccia intorno alla vita.
- Un po’.-
- Allora se la metti su questo piano perché non ti cerchi uno più simpatico di me?
- Perché ti amo!- Disse la ragazza con voce dolce. Poi aggiunse- Oggi quando ci hanno interrotti stavo per dirti una cosa importante. Come hai potuto notare in questi giorni sono stata u po’ male, così sono stata da medico che mi ha fatto fare le analisi…-
- Cosa c’era in queste analisi?- la interruppe Tanu preoccupato-
- Buone notizie. Stai per diventare papà.-
Tanu non credeva alle sue orecchie. Abbracciò e baciò Karin e si abbandonò ad un pianto di gioia.
5 Giugno 2006
Rosaemilia Seminara
Matricola n° 646/000879
Cartella N° 20
Quella notte, ricevuta la lieta notizia, Tanu era riuscito a dormire solo poche ore e per l’eccitazione si era svegliato molto presto. Aveva deciso però, di non alzarsi e di rimanere ad ammirare la bella Karin che dormiva. Appena la ragazza fu sveglia, il ciabattino la salutò con un bacio e le sussurrò:
- Preparati, dobbiamo uscire.-
- Dove mi vuoi portare?- chiese Karin.
- Devo mostrarti una cosa importante.-
Quando la ragazza fu pronta, uscirono e Tanu la condusse a casa della zia Nunziata. Quella casa era stata per troppo tempo chiusa, era venuto il momento di aprirla. Tanu aveva pensato che la casa dove abitavano era troppo piccola per ospitare una famiglia e quindi, era arrivato il momento di trasferirsi.
Finalmente arrivò il giorno del matrimonio. Era una magnifica giornata, tutto era perfetto e Karin era al settimo cielo. Al matrimonio era presente molta gente e non potevano naturalmente mancare i due grandi amici di Tanu, che avevano contribuito a realizzare la felicità di cui ormai lo sposo era preda, e i fratelli di Karin. La cerimonia fu molto semplice ma altrettanto splendida e dopo la festa, i due sposi, innamorati più che mai, si rifugiarono nel loro nuovo nido d’amore.
Le giornate in quell’oasi di pace e serenità passavano velocemente e Karin, che non andava più a lavorare per via della gravidanza, s’intratteneva leggendo dei libri di fiabe che avrebbe raccontato al piccolo quando sarebbe cresciuto un po’ e molto spesso si trovava, senza nemmeno rendersene conto, a parlare con quel bambino che di tanto in tanto faceva sentire la sua presenza scalciando nel suo grembo. Gli raccontava del mondo che la circondava, delle persone magnifiche che l’avevano aiutata a diventare quello che era ora e di Tanu che lei descriveva come un uomo perfetto che avrebbe rischiato la vita per loro. Qualche volta capitava che Tanu, rientrando dal lavoro, si nascondesse dietro la porta ad ascoltare i discorsi che la moglie faceva al figlioletto e non osava, per nessun motivo, disturbare la giovane che gli suscitava un‘immensa tenerezza. Molte volte non riusciva a trattenere le lacrime e scoppiava in un pianto di gioia. Non avrebbe mai pensato che un essere così piccolo gli avrebbe procurato una felicità così grande.
Trascorsero i giorni e i mesi e finalmente arrivò il giorno della nascita di quella creatura che, per nove mesi, aveva abitato il corpo della ragazza. Nacque un bellissimo maschietto che i due decisero di chiamare Davide come il padre di Tanu.