Nelly Scalia
Matricola 646/000861
Cartella 1 17/05/2006
“Ah ah ah”
La dolce e spensierata risata di Sabrina aveva rotto il silenzio che regnava nella sua camera… Già da un pezzo era passata mezzanotte, ma lei non aveva sonno: in fondo era comprensibile, aveva passato una bella giornata con i suoi vecchi amici: quella che si dice una “rimpatriata” … avevano rievocato i bei momenti passati insieme e con la mente era tornata indietro nel tempo, ma quello che la rendeva più felice era che per quel giorno non aveva pensato a lui… Per un giorno si era tenuta lontana da quella solita città e da tutte quelle persone che glielo facevano venire in mente. Ed ora, in preda alla nostalgia, aveva preso il suo vecchio diario e aveva iniziato a leggere…
“ah ah ah come potevo essere così stupida?? E’ inconcepibile che io abbia scritto delle sciocchezze di questo genere!!”
Sabrina cominciò a leggere con una vocina da bambina, come se stesse facendo l’imitazione di se stessa:
<< Com’ era carino oggi! Indossava una casacca blu ed un giaccone bianco, non gli avevo mai visto questi abiti addosso, sta proprio bene!>>
“Mi sento così stupida adesso! E’ passato più di un anno. E’ possibile che io sia cambiata così tanto??” Poi riprese a leggere, non aveva affatto voglia di impelagarsi in pensieri così “complicati” e si immerse nei ricordi dell’ estate passata.
A quel tempo il suo chiodo fisso era Paolo… lesse di quella volta quando avevano fatto una gita al mare, avevano passato tutta la notte ad aspettare che qualche stella cadente desse la conferma del loro amore nascente, ma non ne avevano vista neanche una… un segno del destino? Forse…
Un’ altra volta, invece, aveva conservato un biglietto da 5€ su cui lui aveva scritto… lo aveva tenuto come porta fortuna e lo aveva messo da parte, ma il giorno in cui lui se ne accorse l’aveva guardata con quel suo sguardo freddo e le aveva fatto un sorriso come per prenderla in giro..
“Ah ah ah, come non ridere di fronte ad un episodio di questo genere?”
Sabrina rideva con le lacrime agli occhi, in quel momento era molto diversa dagli altri giorni, sembrava molto più bambina, il pigliamone a quadri azzurri e la posizione in cui stava, sdraiata sulla pancia ed i piedi che oscillavano su e giù, mettevano in risalto quell’ aria infantile. Stava ancora ridendo quando pensò divertita “Se i miei amici dovessero leggere queste cose perderebbero la fiducia in me, certo pensandoci bene sono cose vecchie, ero appena una bambina… non avevo incontrato Roberto…”
Quel nome… quel nome fu per Sabrina come un fulmine a ciel sereno…
Perché lo aveva nominato?? Nella sua mente si scatenò una bufera… ed ecco ritornare i pensieri tristi…
Cartella 2 18/05/2006
Cosa poteva fare ora che la zia non c’era più…
Avrebbe dovuto essere felice forse, per l’eredità lasciatagli (che gli avrebbe risolto tutti i suoi problemi finanziari), o sarebbe dovuto essere tristissimo perché se ne era andato l’unico essere che amava dal profondo del cuore?? Quella era l’unica persona che rappresentava la sua famiglia, aveva perso tutto, la vita gli sembrava, come dire… vuota… Dopo il funerale, le sue giornate scorrevano molto lente… non aveva niente da fare, all’ inizio era andato in quella casa cosi silenziosa, e aveva sistemato un po’, aveva messo il cellofan da tutte le parti perché non aveva affatto voglia di trasferirsi lì, almeno per il momento, e nello allo stesso tempo non voleva che si rovinassero i mobili… quando aveva sistemato tutto si era ritrovato a fare lunghe “passeggiate”… prendeva la macchina e correva per delle ore intere, arrivava vicino al mare e stava in spiaggia fino a quando ne aveva voglia, fino a quando ne sentiva il bisogno: il mare gli era sempre piaciuto, lo adorava, gli procurava un senso di calma e di benessere di cui aveva veramente bisogno…
Tuttavia sapeva di non poter continuare così, sapeva che avrebbe dovuto riprendere a lavorare e così, trascorso quel mese di “ozio-voluto-forzato”, riprese a lavorare, sembrava che tutto fosse tornato come prima, sembrava tutto così normale fuorché per la sera, gli mancava davvero tanto il contatto con la zia, il calore umano che lei sapeva infondergli… la notte poi gli venivano in mente strani pensieri prima di addormentarsi. Forse influenzato da questi una notte fece un sogno stranissimo… era con la zia in un luogo “edenico”, lei a differenza di lui era felice e gli parlava, ma Tanu non riusciva a sentire le sue parole… quando le si stava avvicinando per tentare di sentire qualcosa ecco aprirsi un baratro e tutti e due sprofondano in un buio senza fine… a questo punto Tanu si era svegliato spaventato e sudato… che cosa aveva voluto dire quel sogno??
Cartella 3 19/05/2006
L’amicizia lo aveva cambiato in meglio: cercava di essere meno introverso con gli altri e di instaurare un dialogo con la gente. Ma sentiva dentro di lui qualcosa che gli mancava, come fosse un pezzo del puzzle della sua personalità: ma cosa? Era solo una stupida sensazione o c’era sotto qualcosa di veramente importante? S’interrogava ma non trovava una risposta soddisfacente. I giorni passavano e questo tarlo lo rodeva sempre più. Non trascorse però tanto tempo per trovare la risposta. Un giorno quando Tanu stava per chiudere la propria bottega, una bella ragazza di colore gli si avvicinò e gli chiese di ripararle delle vecchie scarpe ed il manico di una borsa da viaggio, gli chiese anche e per caso poteva fare il lavoro subito e Tanu si mise a lavorare immediatamente… era assorto nei suoi pensieri quando il suo sguardo si posò più attentamente sulla ragazza e per quanto non fosse vestita benissimo era stupenda, aveva dei capelli neri ricci e molto lunghi e uno sguardo che lasciava senza fiato…Tanu si fece coraggio e le chiese il nome…Lei rimase un po’ perplessa a sentire che quell’ uomo si stava “interessando” a lei, così gli fece uno dei suoi sorrisi più gentili e le disse non solo il suo nome –Karin- ma anche che era arrivata da poco in Italia e che era in cerca di lavoro. Iniziarono a parlare delle loro vite e incredibilmente scoprirono di avere molte cose in comune, il tempo passava veloce, Tanu aveva finito di lavorare, ma la conversazione continuava vivissima fino a quando le campane fecero sentire ai conversanti che era l’una… Karin prese le sue cose un po’ di corsa, pagò il dovuto e uscì dalla porta di corsa…Il calzolaio non aveva avuto il tempo di capire bene quello che era successo, lei era lì un secondo fa…e adesso non c’era più… voleva dirle un’ultima cosa.. era importante… uscì dal negozio e la vide già un po’ lontana… “KARIIIIIIIIIIIIN” le gridò.
Lei si girò un attimo e gli sorrise, Tanu le si avvicinò un po’ e le disse col fiatone “hai detto che cercavi lavoro, se vuoi puoi venire nella mia bottega, ti insegnerò tutto io non ti preoccupare”. Lei lo guardo sorpresa e accettò di buon grado.
Si sarebbero visti l’indomani mattina, Tanu non vedeva l’ora di stare con lei… e sospirava, cosa gli stava succedendo?? Era strano sentirsi così…
Quando la sera si incontrò con Angelo gli raccontò tutto nei minimi particolari e l’amico straniato da questo “nuovoTanu” gli chiese se per caso non si era preso una cotta per la “bella-straniera”…
Era veramente così!?!?!?!?
Cartella 4 20/05/06
Quella domanda lo faceva stare sveglio, si trovava a letto e non riusciva pensare a nient’altro che quel sorriso incantevole, si sforzava di non pensare a niente (almeno per dormire un po’), ma era più forte di lui, ripeteva continuamente il suo nome “Karin, Karin” vi trovava qual cosa di magico, pronunciarlo faceva acquistare al mondo una luce particolare, come se riuscisse a far migliorare tutto, e la vita di Tanu appariva davvero migliorata… “ma che pensieri assurdi che ho” si ripeteva a bassa voce, “in fondo non ho mai pensato al matrimon… ma COSA STO DICENDO, NON LA CONOSCO NEANCHE” si sentiva veramente irritato con se stesso, le aveva parlato per una sola e brevissima ora… erano le tre del mattino e finalmente riuscì a prendere sonno, ma fu un sogno senza sogni e molto profondo. L’indomani mattina si alzò di buon ora e telefonò ad Angelo…
“Pronto…Tanu!?! Ma sono le sette cosa diavolo vuoi???”
“Scusa Angelo, ma sono molto agitato, non so come mi devo comportare con lei, cosa le dirò a lavoro oggi??”
“Ascoltami io ti consiglio di non dirle assolutamente niente, pensi che anche lei abbia i tuoi sentimenti? E poi è straniera… hai mai pensato al fatto che sarà totalmente spaurita?? E a quello che direbbe la gente??”
“Hai ragione quasi su tutto, forse lei non prova quello che provo io, ma sappi che non mi importa nulla di quello che pensa la gente”
“Ma che sentimenti?? Sono parole grosse e tu non sei più un liceale devi essere molto cauto con queste cose”
“Ok ora devo riattaccare, sai… non vedo l’ora che arrivi”
Tanu aprì presto la bottega, stranamente aveva moltissimo lavoro da fare, i clienti arrivavano continuamente, ma lei dov’ era lei???
Cartella 5 21/05/2006
Per quale motivo non era venuta?? Forse aveva avuto ragione angelo a dirgli di stare attento, o forse era stato uno stupido lui a fantasticare così tanto?? Alla fine non aveva pranzato, si era sdraiato sul suo polveroso divano e non aveva fatto altro che pensare a lei… Quanto era bella, ma ora per lui rimaneva solo un ricordo, poteva già trovarsi in qualunque posto del “mondo” o comunque poteva già essere lontanissima da lui… “Sono soltanto un povero sciocco” non aveva nient’altro a cui pensare e si addormentò… quando riaprì gli occhi erano le cinque…in genere la bottega riapriva alle 16.00 ed era in ritardassimo… e se fosse servito il suo lavoro a dei clienti?? Si stava sistemando di corsa quando un pensiero malsano gli balenò in testa… “io non servo a nessuno, la mia vita è inutile.. che obbiettivo ho nella vita?? Non ho figli non ho famiglia, il mio lavoro è brutto, non ho voglia di fare niente” la conclusione di questi pensieri fu il non andare a lavorare!
Aveva anche un po’ fame e decise di andare nella taverna di don Ciccio in piazza, a quell’ ora non era affatto molto affollata e Tanu, che aveva ripreso il solito aspetto si lupo solitario, si sedette in un angolo del locale e ordinò un bel piatto di spaghetti… in un tavolo poco più in la vi erano i soliti “vecchietti” del paese che giocavano a carte… quando Tanu ebbe finito il suo pseudo pranzo si mise a giocare con loro.. non aveva niente di meglio da fare se non giocare a carte e bere un buon bicchiere di vino… era l’ unico modo che aveva per dimenticare tutti quei problemi e brutti pensieri che assillavano la sua vita… erano già passate due ore quando vide Karin passare di corsa dalla piazza… era stata un allucinazione o era veramente lei?? Si alzò di corsa, lasciando cadere le carte sul tavolo e non preoccupandosi della sedia di legno che urtò violentemente il pavimento decise di rincorrerla…..
Cartella 6 22/05/2006
Cosa fare ora?? Che confusione, quante cose erano mutate in pochi giorni…tutta la sua vita era cambiata: non c’erano più le chiacchierate con la zia Nunziata, ma aveva ritrovato l’ amico Angelo, in più non avrebbe avuto quei problemi economici che lo assillavano a fine mese… e soprattutto… aveva incontrato dopo tanti anni una donna capace di fargli battere il cuore… Quanti anni erano passati dall’ ultima volta che si era sentito così… Ricordava ancora il suo profumo, il profumo di Maria. Quello era il nome della ragazza che stava per diventare sua moglie venti anni prima. Si conoscevano da una vita, erano vicini di casa, e da sempre le loro famiglie volevano farli sposare e loro due non solo erano d’ accordo, ma erano anche innamoratissimi… niente e nessuno avrebbe potuto scalfire il loro amore, erano giovani e avevano tanti progetti da voler realizzare insieme… fino a quando la fortuna, volendo ingarbugliare le loro semplici esistenze, giocò loro un brutto tiro… stavano iniziando a preparare il loro matrimonio, quando la madre di Maria si ammalò e in poco tempo cessò di vivere. A parte il dolore terribile che comportò quella perdita, il padre di Maria, Turi, dopo poco tempo decise di dare una svolta radicale alla propria vita ed emigrò in America… Maria che era l’unica cosa che di prezioso rimaneva a quel pover uomo decise di andare via con lui… L’ amore non aveva resistito a quella distanza e così e due ragazzi dopo il loro struggente addio non si erano più sentiti… Tanu aveva sofferto tantissimo, molti anni erano dovuti passare per poter dimenticare Maria e fino a quel momento non aveva mai più ripensato all’ Amore… chissà se anche Karin si sentiva un po’ coinvolta, ma il fatto che non si era presentata a lavoro forse voleva dire qualcosa… in fondo lei poteva essere impegnata, poteva avere già dei figli, non conosceva davvero nulla i lei, ma allora perché sentirsi così????
Cartella 7 23/05/2006
Tanu si mise a letto, ma non riuscì dormire tutta la notte, si girava e rigirava senza prendere sonno, aspettava con ansia il sorgere del sole per poter parlare con quella ragazza… Non appena il primo raggio di sole filtrò dalla sua porta semi chiusa si alzò immediatamente, si vestì molto velocemente e si sistemò un po’ più del solito, aveva intenzione di fare una bella impressione su Karin, così aveva pensato di prepararle una colazione calda e “accogliente”. Ma non appena entrò in cucina vide che Karin lo aveva preceduto e sorridendogli gli disse un po’ imbarazzata: -buon giorno Tanu, come va??- E Tanu rispoose: -Bene!! E tu? Come va?? Tutto bene? L’ altro giorno mi hai fatto preoccupare lo sai??- Karin divenne immediatamente rossa e gli rispose che andava tutto per il meglio, a parte il lavoro che non aveva trovato, inoltre gli disse che non era potuta andare a lui per diversi motivi, a parte il fatto che non voleva approfittarsi di lui, in più aveva incontrato sua sorella Selima ed i suoi due fratelli Mirko e Jhonny e con loro aveva trascorso tutta l’ intera giornata non rendendosi conto del tempo che passava… -Hei- le disse Tanu –non c’è bisogno che mi dai tutte queste spiegazioni non sono mica tuo padre… e poi comunque la mia offerta è ancora valida, vieni a lavorare con me…- Lei non riuscì a fare altro che sorridere, era davvero contenta di poter lavorare e poi Tanu sembrava così una brava persona… misero in ordine in cucina e andarono in negozio… Lì Karin fu colpita dal forte odore di colla e di cuoio che i sentiva entrando in quel piccolo stanzino e gli disse che non era molto brava – a dire la verità non ho mai fatto questo lavoro- aggiunse sotto voce, e Tanu le disse che sarebbe stato un buon maestro con lei, le diede anche un grembiule per non farla sporcare… Tanu era quasi in estasi, non gli sembrava vero che Karin era lì con lui e avrebbe lavorato al suo fianco… gli sembrava un sogno, troppo bello per essere vero.
Cartella 8 24/05/06
E così quel giorno passò velocissimo… per prima cosa le insegnò i primi rudimenti del mestiere, le disse tutti i nomi degli strumenti e il loro specifico uso, le fece vedere come poteva lavorare al meglio il cuoio e per dimostrarle la sua bravura le fece in pochissimo tempo una piccola borsetta, successivamente le spiegò non solo come riparare le scarpe, ma anche come crearle e così le fece un paio di scarpette. Karin era molto sveglia e imparava tutto al volo, alla fine di quella giornata aveva riparato il suo primo paio di scarpe. Dopo tanto tempo nella sua vita sembrava che tutto andasse per il verso giusto, certo però non era tanto sicura di quello che le stava succedendo… come poter piombare nella vita di un uomo semi sconosciuto così all’improvviso e scombinargli tutto così, va bene il lavoro, ma non poteva veramente stare in casa con lui… avrebbe dovuto pagare l’affitto, o andare via… Tanu la vide pensierosa e le disse –c’è qualcosa che non va??- Karin rispose arrossendo –Non credo di poter rimanere a casa tua, domani mi metterò a cercare un posto dove stare, mi sembra davvero eccessiva l’irruzione che ho fatto nella tua vita- Tanu ci rimase malissimo per lui non era affatto un disturbo… era quasi il sogno della sua vita…-Karin ascoltami, per me non è un disturbo, ma quale irruzione?!?- Ma lei era irremovibile e scuotendo la testa disse:- Se per te va bene io vorrei cercare casa domani mattina, posso avere mezza giornata libera?- Tanu era sempre più triste, quando una “geniale idea” lo folgorò…-Ma… io… HO un’altra casa a disposizione, se tu vuoi avere le tue libertà… capisco che dormire sotto lo stesso tetto con un uomo quasi sconosciuto non è conveniente per una ragazza…- Lei gli rispose: –Non voglio dare disturbo tutto qui… La andiamo a vedere domani questa casa??- Lui le disse che sarebbero andati in quello stesso momento, la casa di zia Nunziata era vicina e anche se era buio le luci funzionavano ancora… Chissà se le sarebbe piaciuta…
Cartella 9 25/05/2006
Che tristezza infinita nel cuore di Tanu, tutta la felicità provata in quei giorni si era trasformata in dolore profondo e straziante… Angelo alla fine aveva avuto ragione, non avrebbe dovuto neanche pensare di essere innamorato di quella ragazza di cui non sapeva niente… era ovvio che Karin avesse una vita propria, con i suoi affetti, con i suoi amori, non tutti erano solitari come lui e poi lei era così bella che doveva avere necessariamente un ragazzo, però non era arrivata da molto tempo, dove lo aveva conosciuto? Perché non aveva incontrato prima lui? Perchè perché… continuava a farsi mille domande a cui non sapeva darsi una risposta… Intanto Karin non era tornata per pranzare, era stata con ROBERTO… Lui era un giovane stupendo, con degli occhi azzurri molto profondi e ammalianti, aveva fermato Karin per strada e l’ aveva conosciuta a poco a poco, giorno dopo giorno, conquistandosi la sua fiducia, così piano piano si era innamorato di lei… ovviamente Karin lo aveva ricambiato fin dal primo momento, in lui aveva trovato un punto di riferimento, non avevano mai litigato fino a quel momento e il motivo era stato davvero futile… Lui però si era comportato in maniera inaspettata, aveva alzato la voce e le aveva detto che non la voleva più incontrare… Poi però, quando si erano incontrati per sbaglio per strada, avevano fatto subito pace, avevano scordato tutto ed ora si stavano godendo il sole in riva al mare, lui aveva portato il cestino con le cose da mangiare e ridevano e scherzavano perdendo la cognizione del tempo... quando Karin guardò l’ orologio erano già le tre –Amore- disse a ROBERTO –devo tornare in paese, devo andare a lavorare… chissà se Tanu si sarà preoccupato- a sentire queste parole il ragazzo andò nuovamente su tutte le furie, in preda ad un attacco di gelosia… chi era questo Tanu? E perché se no preoccupava così tanto? Non lo convinse la spiegazione che era il datore di lavoro e se ne andò nuovamente incavolatissimo… Karin scoppiò in lacrime, era sola sulla spiaggia, molto lontana dal paese… Come avrebbe fatto a tornare? Si asciugò le lacrime e alzandosi si incamminò verso casa.
Cartella 10 26/05/2006
Karin era sdraiata su quello che per ora era diventato il suo letto, illuminata da un debole chiarore mattutino che penetrava dalla finestra semi chiusa, si muoveva in continuazione, sperando di trovare la posizione giusta per prendere sonno, ma non ci riusciva, aveva una tale confusione in testa: un continuo ronzio, come se il caos di una ipotetica città le si fosse intrufolato in testa, sentiva una serie di voci e tra queste vi erano quelle di Tanu e di Roberto… che si mescolavano con le altre, che si sovrapponevano, che si mescolavano, che parlavano fra di loro come se si fossero conosciuti da tutta la vita…poi sentì una frase distintamente … era “quella” frase che la tormentava… SEI SOLO MIA, SOLO MIA E DI NESSUN ALTRO… decise di alzarsi, avrebbe fatto qualunque cosa per non ripensare più a quella frase… più che parole d’amore le erano sembrate una minaccia, il tono che Roberto aveva usato per pronunciarla non le era piaciuto per niente ed ora continuava a tormentarsi per capire il vero significato… Quando il sole fu alto nel cielo, Tanu si trovava in macchina con Angelo e Matteo, era molto pensieroso “e se conoscere Roberto fosse solo una stupidaggine?E se dovessi compromettere il mio rapporto con Karin?”
-Perché sei così agitato? Non avrai mica paura?- disse improvvisamente Angelo –Non c’è proprio nulla di cui preoccuparsi- prontamente Tanu rispose che stava per combinare qualcosa di veramente irreparabile, se lo sentiva.. –Ma non dire sciocchezze- aggiunse Matteo –mica stai per uccidere qualcuno???- -Ma io non so che dovrò dire… e se lo vedessi solo da lontano piuttosto che conoscerlo?- Tanu non sapeva più come difendersi… Intanto la macchina correva e si stava avvicinando alla famigerata destinazione… Quando furono li si trovarono davanti ad un casa modesta, ben diversa dalla lussuosa villa che Tanu si era immaginato. Bussarono alla porta con decisione tutti e tre (un modo simpatico per spezzare un po’ la tensione di Tanu) ma la porta, che non era stata chiusa bene lasciò entrate i tre uomini all’ interno della casa… era tutto un po’ impolverato e malandato… non vi era nessuno e un biglietto tutto stropicciato faceva bela mostra di se su di un tavolo Starò via per qualche tempo… devo ritrovare Karin la donna della mia vita…sono sicuro che ha bisogno di me in questo momento.
Cartella 11 27/05/06
Cosa significa devo cercare Karin, avrà bisogno di me?!?!- si mise a gridare Tanu… -Karin sta benissimo, non ha certo bisogno di lui, ma chi si crede di essere…- Gli amici non sapevano come calmarlo… Tanu aveva il viso paonazzo per la rabbia, aveva iniziato a camminare su e giù per la stanza e sembrava che volesse prendere qualcosa in mano e scagliarla sulla prima “testa” che gli si fosse presentata davanti… Spaventati del chiasso che avrebbe potuto insospettire i vicini, Matteo ed Angelo convinsero Tanu a mettersi in macchina… Iniziarono animatamente a discutere sul significato che quelle parole avrebbero potuto avere, come al solito la spiegazione più sensata venne da Angelo: -Io credo che questo Roberto sia solo geloso, magari non vuole che la sua donna viva con te- a quelle parole Tanu divenne improvvisamente calmo, silenziosamente guardava fuori dal finestrino e pensava Già è la sua donna… non la mia… ma perché deve andare tutto sempre per il verso sbagliato?? Matteo e Angelo si scambiarono uno sguardo perplesso, all’ improvviso Matteo frenò e scese dalla macchina sbattendo lo sportello. Tanu scese a sua volta e lo guardò stava per aprire bocca quando Matteo iniziò una delle sue “ramanzine” –Adesso basta, io non ti reggo più… stai diventando insopportabile, un momento fa avresti ucciso qualcuno dalla rabbia e immediatamente dopo diventi mite come un agnellino… non è questo il modo di comportarsi di un uomo… se vuoi Karin devi combattere per averla, se non vuoi farlo non ti lamentare se la perderai per sempre… non puoi sempre scappare, impara una buona volta ad affrontare le situazioni- e detto questo senza dare il tempo di rispondere a Tanu risalì in macchina sbattendo nuovamente lo sportello… Tanu era rimasto senza parole… quello che aveva detto l’ amico era come al solito giusto, salì in macchina col proposito che quando sarebbe giunto a casa avrebbe rivelato la verità a Karin…
Cartella 12 28/05/06
Tutto insomma era tornato alla normalità, giornate tranquille, per tutti anche in paese gli abitanti erano in un certo senso contenti di avere un ciabattino che lavorava sempre e con la costanza che serviva per dare un servizio alla comunità… Un giorno mentre Tanu lavorava tranquillo una donna anziana entrò nella sua bottega e invece di dargli le scarpe da sistemare si mise a parlare con quel tono tipicamente da “femmina cuttighiara” ed iniziò a fargli moltissime domande su quello che era accaduto negli ultimi mesi (ovviamente in uno strettissimo dialetto siciliano incomprensibile ai più) –mio caro Tanu… come va? Come va ora che ha tutti i soldi della povera Nunziatina…li ha già sperperati tutti, mi dica mi dica…scommetto che li ha sperperati per pagare alla bella straniera che è in casa con lei… non si agiti, tutti in paese sono rimasti indignati quando l’ hanno vista in negozio, come se qui non ci fossero ragazzi a cui poter insegnare il mestiere… ora è da un po’ che non la vedo… ha finito i soldi per poterla mantenere???-
Tanu era veramente arrivato al limite della sopportazione, perse tutte le staffe ed iniziò a gridare -ORA BASTA NON LE CONSENTO PIU’ DI PARLARE IN QUESTO MODO, CHE COSA VUOLE?? LE SEMBRA IL CASO DI VENIRE TRA LE MIE MURA E FARE INSINUAZIONI SIMILI?? NON HO BISOGNO DEL SUO PARERE… FUORI… -
La donna lo guardò ancora con più disprezzo e non si mosse…
-LE HO DETTO FUORI…ADESSO!!!- Le ripeté con lo stesso tono risoluto…
La signora uscì sbattendo la porta, lei non avrebbe voluto essere cattiva ma voleva fargli dire la “verità” o almeno quella che per lei doveva essere la verità delle cose.
Nel frattempo Tanu si era appoggiato sul suo tavolo di lavoro, aveva la testa bassa e quasi incastrata tra le braccia… aveva gli occhi gonfi di lacrime, era bastato poco per farlo infuriare, non voleva che si parlasse male di lei… ma non era questo quello che lo faceva stare più male, era la sua stupidità… La stupidità che gli aveva fatto credere che la quiete e la calma che stava provando da qualche tempo a questa parte fosse vera…
Cartella 13 29/05/06
La mattina seguente, mentre Roberto era in macchina per raggiungere Tanu, l’ignaro ciabattino si trovava davanti ad una buona tazza di caffé con Angelo e Matteo, erano seduti al tavolino del bar “Ciccio” e stavano parlando amichevolmente. Certo al di là delle apparenze tranquille Tanu aveva sempre in mente Karin, il suo sorriso, le sue labbra chissà che sapore ha un suo bacio…
-Tanu mi hai sentito?- la voce di Matteo si era intrufolata tra i suoi pensieri. –Cosa??- rispose come trasognato –ho detto: va bene se ci facciamo portare il conto??- Tanu guardò l’ orologio e, vedendo che si era fatto tardi, disse che era in ritardo per l’apertura della bottega. I due amici al suono di queste parole si guardarono stupefatti e poi si misero a ridere… Pagato il conto si incamminarono tutti e tre verso la bottega. Non appena girarono l’angolo le loro conversazioni si bloccarono, c’era un uomo seduto sui gradini della bottega, non aveva affatto un bel aspetto, sembrava disperato, fumava una sigaretta rabbiosamente e batteva freneticamente il piede per terra… Non appena vide i tre uomini avvicinarsi verso la bottega si alzò ed andò loro incontro. Tanu, anche se in un primo momento non aveva capito chi fosse quel ragazzo, non appena vide l’ espressione di stupore sul volto di Matteo intuì che quello doveva essere il suo “nemico”. Il cuore iniziò a battergli più forte, cosa poteva volere “quello” da lui?? Buttata la sigaretta per terra Roberto gli disse:-Tanu? Mi chiamo Roberto, forse tu non mi conos…- Tanu non gli diede il tempo di finire la frase:-So benissimo chi, sei quello che mi domando è che cosa vuoi da me..- Il ragazzi assunse un’ aria quasi di sfida e gli spiegò che Karin era stata rapita, voleva spiegargli tante cose ma Tanu aveva già perso le staffe, gli andò incontrò e gli diede un pugno con tutta la rabbia che sentiva dentro… Matteo ed Angelo fecero di tutto per fermare quella rissa ed una volta divisi i due, tentarono di farli ragionare, se Karin era davvero in pericolo non era quello il modo per salvarla… Tanu aprì la bottega ed iniziarono a parlare civilmente sul da farsi…
Cartella 14 30/05/06
Roberto si stava dimostrando un poco di buono, aveva spiegato il motivo del rapimento… che colpa ne aveva lui se aveva quel vizietto del gioco?? E poi fino a quel momento aveva avuto sempre una gran fortuna, poi una sera quest’ ultima gli aveva voltato le spalle e come accade sempre in questi casi si era ritrovato a fare delle puntate sempre più alte pur di tentare di recuperare il denaro che stava perdendo… Ma alla fine della serata tutti gli sforzi si erano rivelati vani e si era ritrovato con un’incredibile somma da dover tornare ai suoi “amici”… -Io non avrei mai potuto pensare che se la sarebbero presa con Karin, avevo progettato di scappare il più lontano possibile da quelli… ma ecco che poi è successo l’irreparabile…- aveva detto con una voce quasi rotta dal pianto. Tanu era davvero infuriato, aveva voglia di picchiarlo ed ogni parola di quell’ essere alimentava il suo furore, ma l’ amore che provava per Karin lo faceva stare calmo, la priorità era salvarla…
La questione però era molto complicata, infatti un intervento della polizia era assolutamente da escludere perchè Karin non aveva il permesso di soggiorno e poi per la storia della bisca clandestina sarebbe stato coinvolto anche Roberto e comunque come si sarebbero comportati i rapitori nel veder arrivare la polizia all’appuntamento?? Bisognava trovare i soldi… era l’unica soluzione… un po’ a malincuore Tanu pensò alla casa della povera zia Nunziata… l’unico modo possibile per racimolare qualcosa era proprio quello di vendere quella casa e consegnare il denaro ai rapitori… si misero immediatamente in moto per poter fare le cose di fretta… il prezzo di vendita fu bassissimo, dovevano trovare un acquirente il prima possibile, in modo da far poter liberare Karin molto presto…
Cartella 15 31/05/06
Roberto, che si trovava alla guida, accelerò tantissimo, dovevano costringerli a fermarsi… avevano pagato, che altro volevano quei brutti ceffi??? Iniziarono un inseguimento molto veloce, rallentarono solo per prendere il biglietto in auto strada… le due corsie permettevano alle due macchine di rimanere appaiate… all’ improvviso però i rapitori iniziarono a sparare… tutto era diventato troppo pericoloso. Roberto avendo quasi perso la testa fece di tutto per tamponare la macchina che ora si trovava davanti a loro, ma al primo tentativo Tanu disse quasi gridando:- ma ti rendi conto che potresti uccidere anche Karin??- Roberto non ci aveva pensato, la sua unica idea in quel momento erano i suoi soldi, la ragazza era passata in secondo piano…e non sembrava voler ascoltare nessuno, quella folle corsa fu interrotta da un altro sparo che centrò il braccio di Tanu che stava seduto d’avanti… l’unica cosa da fare fu dunque abbandonare i rapitori e prendere la prima uscita per poter raggiungere l’ospedale più vicino… Tanu perdeva molto sangue, ma nello stesso tempo si ribellava al fatto di perderli di vista… ma non c’era altro rimedio, la cosa giusta da fare in quel momento era quella di poter salvare il salvabile che ovviamente coincideva con la vita di Tanu, quel proiettile era rimasto nel suo braccio non potevano perdere altro tempo… e poi comunque se i rapitori non avevano lasciato andare Karin sicuramente volevano altri soldi… che farsene della ragazza? Tanu a quella domanda aveva terribili risposte in mente, ma il dolore era sempre più forte, tanto da farlo svenire… Al suo risvegli si ritrovò in ospedale, erano passati due giorni. Infatti dopo aver perso conoscenza gli amici lo avevano portato in quell’ospedale, i medici gli avevano immediatamente tolto la pallottola e fatto tutte le cure di cui aveva bisogno, ma Tanu non si era risvegliato… gli amici, tranne Roberto, erano rimasti con lui aspettando il suo risveglio…
Cartella 16 01/06/06
Tutto sembrava un sogno, ripensando a tutto quello che avevano dovuto affrontare la realtà sembrava fin troppo bella, rimasti tutto il giorno a parlare i due si scambiarono un’enormità di tenerezze… Karin ad un certo punto gli disse: -Sai che non sono mai stata così bene come sto con te? Roberto non era così gentile, romantico come sei tu… con te mi sento… amata- a questo punto abbracciò Tanu e lo tenne stretto a se… lui riuscì a sentire il cuore di Karin che batteva fortissimo… -la mia piccola Karin- le disse -con me sarai al sicuro da qualunque cosa, io ti amo, ho bisogno di te, io, com’è imbarazzane dirlo… io vorrei sposarti… tu vuoi sposarmi??- Lei rimase un attimo senza fiato, lo guardò e gli sorrise come mai aveva fatto fino a quel giorno e ovviamente gli disse di si. Si misero a parlare degli ipotetici preparativi, lei era cristiana, avrebbero potuto fare la cerimonia in chiesa chissà come sarà bella con l’ abito bianco pensava con aria trasognata Tanu… all’improvviso Karin si alzò dal divano in cui si trovava lo prese per mano e lo incitò a sistemarsi, a prepararsi per uscire… visto che i suoi genitori non erano in Italia la minima cosa che poteva fare era quella di fargli conoscere ufficialmente i suoi fratelli, era giunto il momento di una cena in pieno stile etnico. Karin diede un bacio sulla guancia al suo Tanu ed uscì chiedendogli di aspettarla per un po’, si stava dirigendo dai suoi fratelli per dare la lieta notizia, era meglio farlo di presenza e poi gli avrebbe chiesto di fare la “cena di fidanzamento” , si sarebbe fatta dare dalla sorella il vestito “ufficiale” e ne avrebbe cucito uno nel pomeriggio per il suo “futuro marito”, era davvero contentissima; ma quando arrivò a casa loro trovò la casa deserta, tutto era stato messo in disordine, sembrava che i ladri fossero stati lì… ma dove era finita la sua famiglia… -è mai possibile che non posso avere un momento tranquillo??- Karin chiuse la porta e corse a casa preoccupatissima.
Cartella 17 02/06/06
Per i due innamorati il tempo trascorreva in maniera splendida, tutto sembrava andare per il verso giusto, i due passavano le loro giornate lavorando in bottega e gli affari andavano a gonfie vele, anche in paese tutti ormai amavano Karin e nessuno aveva mai detto qualcosa contro di lei, anzi era diventata per tutti la “fata” che aveva trasformato “Tanu u muortu” in una persona speciale, disponibile, gentile ed aperta con tutti. Un giorno però mentre i due stavano scherzando a tavola Karin ebbe un malore improvviso, così forte da non riuscire a respirare, si alzò immediatamente e corse verso il bagno dove rimase chiusa per un po’ di tempo. Quando tornò a tavola teneva una mano sul petto, tuttavia trovò la forza di sorridere a Tanu e disse: -non è niente amore, sto bene te lo assicuro- ma Tanu non sembrava crederle ed il pensiero che la sua donna potesse avere qualche cosa di grave lo tormentò per tutto il giorno, di sera volle ricoprirla di attenzioni, aveva troppa paura di perderla. Questo suo timore gli giocò un brutto scherzo, infatti non appena si addormentò ebbe un incubo orribile che lo sconvolse totalmente. Tutto sembrava assolutamente reale, la casa era perfettamente uguale, i contorni dei volti erano nitidi e le azioni erano assolutamente quella della sua quotidianità. Karin però stava male, molto male, tanto da essere costretta a rimanere a letto intere giornate, aveva dolori improvvisi, non poteva quasi più mangiare, ed il dottore quando la visitava diceva sempre a Tanu che non c’era niente da fare, che la scienza non aveva i mezzi per fermare quel male che stava consumando Karin a poco a poco… Tanu si vedeva nel sogno piangere e disperarsi logorato dall’impotenza,fino a quando la vide fargli un ultimo sorriso e spirare…
-NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO- gridò con quanto fiiato aveva in gola, ma a questo punto una mano esile lo scosse dal suo sonno, -Tanu cosa c’è, è solo un brutto sogno svegliati- L’uomo stava piangendo e non appena la vide accanto a se la abbracciò con tutta la forza che aveva sorridendo…
Cartella 18 03/06/06
-Amore cos’è successo?- chiese Karin spaventata –non è niente tesoro- rispose con tutto l’ affetto che poteva lo spaventato ciabattino… Ma la ragazza che ormai aveva imparato a conoscerlo lo guardò con degli occhi che gli mostravano la sua incredulità… -non mi inganni, conosco ormai quasi tutto di te non mi puoi imbrogliare più- disse lei con un tono allegro… era proprio vero che lo conosceva bene, si erano trovati immediatamente bene e questo era il risultato. Tanu che l’aveva vista sorridere aveva preferito non rovinare tutto raccontandole quel triste sogno e trovò un modo per distrarla… -Che ne dici se questa sera ti porto in posto nuovo? Facciamo una cena romantica e passiamo una serata un po’ diversa? Magari andiamo in città… - Karin non aveva mai pensato ad una cosa del genere, con Roberto non l’aveva mai fatta, tanto meno con quell’ altro ragazzo quando era in Marocco… erano stati troppo poveri per permetterselo, ma qui la vita era ben diversa e sarebbe stata una bella esperienza. Decisero che si sarebbero rivisti verso le sette a casa, lei aveva una montagna di cose da fare durante la sua giornata (compresa quella di comprarsi un abito nuovo per l’occasione) e lui avrebbe sbrigato i lavori più urgenti in bottega, in modo da permettersi la possibilità di chiudere un ora e mezzo prima del solito… La giornata per i due non passò molto in fretta, da quando Karin era stata salvata poche erano state le volte in cui erano stati separati per così tanto tempo… Però la “ricompensa” a fine giornata fu grandiosa… Quando Karin aprì la porta a Tanu lo fece rimanere senza fiato… aveva un vestito lungo nero, le stava molto bene e nella sua semplicità risultava essere anche molto sexy… A sua volta Tanu fu molto veloce a sistemarsi e si mise un vestito molto elegante… sembravano delle persone diverse dal solito… Quando si trovarono al ristorante al posto dell’antipasto da loro scelto il cameriere portò in un piattino un piccolo pacchetto… Karin guardò Tanu sconvolta… era un anello di fidanzamento e lui le chiese di sposarla…
Cartella 19 04/06/06
Nel dire queste parole il volto di Tanu però si era oscurato lo stesso… cosa stava per dirgli la sua amata? il sogno centrava sicuramente con le parole che stava per sentire... Le disse la prima cosa che gli passò per la mente:- C’è qualcosa che non va, vero? Supereremo tutto insieme non ti preoccupare.- Ma Karin lo guardava con degli occhi teneri che non facevano presagire nulla di grave… -Non sono affatto malata, ti sembro una persona che sta male?- e detto questo gli sorrise. Tanu non sapeva cosa dire: -No, sei… s-spendida come al solito… ma allora perché sei stata dal medico?-
-Voi uomini siete tutti uguali, non capite mai niente al volo- e gli sorrise con uno sguardo malizioso –hai una faccia troppo strana, possibile che non capisci??- questa volta gli si avvicinò e gli schioccò un bacio sulle labbra…poi si mise a ridere della buffa situazione che si era creata: Tanu aveva un atteggiamento quasi straniato e lei non riusciva a rimanere seria. L’uomo però sentendosi preso in giro la guardò con un viso accigliato e le disse che non era carino da parte sua prendersi gioco di lui che si preoccupava così tanto. Karin allora per porre rimedio al “danno” che aveva causato gli disse immediatamente:
-Hai ragione amore, scusami… e che… è comunque una cosa imbarazzante da dirsi… ed io non so proprio come fare…- fece un respiro profondo e poi riprese- allora, sono andata dal dottore perché qualche giorno fa non mi sono sentita affatto bene e… lì dopo aver fatto una serie di controlli ho scoperto una cosa bellissima..- Karin era già diventata tutta rossa, non sapeva più cosa dire, era troppo imbarazzata… e visto che Tanu ancora non capiva, gli fece un gesto molto eloquente, con le sue piccole manine fece la forma di un pancione… Tanu la guardò sbalordita, gli si fece incontro e la abbracciò, la prese in braccio e la fece girare –E’ la cosa più bella che poteva capitarci, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo- e la ricoprì di baci… Adesso Tanu si riteneva l’uomo più felice del mondo!!
Cartella 20 05/06/06
I due passarono dei momenti bellissimi, iniziarono a fare tutti i preparativi per il loro matrimonio, spedirono diversi inviti e fecero venire anche l’intera famiglia di Karin facendoli alloggiare nella casa della povera zia Nunziata. Erano molto simpatici, anche se all’ inizio ci furono non pochi problemi di comunicazione fra di loro, ma Karin era un ottima interprete e così si conobbero molto bene ed in poco tempo. Il tempo passava molto in fretta, si sposarono quando mancavano alla nascita soltanto due mesi… Il pancione era evidente, ma l’abito bianco dava a Karin un aspetto tenerissimo… La cerimonia fu commovente per tutti, Matteo e Angelo si presentarono con le rispettive fidanzate che non riuscirono a smettere di piangere neanche per un momento, il culmine si toccò durante la predica, quando il parroco, don Michelino, ricordò la storia complicatissima che i due avevano dovuto affrontare, -la forza dell’amore riesce a superare tutte le avversità- aveva detto per concludere il discorso e tutti si erano alzati in piedi per applaudire; tutte le loro vicende, ricordate una dopo, l’altra sembravano veramente un Odissea e tutti erano felici di poter vedere il loro sogno realizzato… E poi… E poi tutto il resto è molto facile da immaginare, vissero per sempre felici e contenti… solo al momento della nascita ci fu qualche spavento per i due innamorati… la splendida bambina infatti aveva impiegato ben sette ore per nascere, si erano prospettate diverse complicazioni, ma poi ancora una volta tutto era andato per il verso giusto e di quelle ore d’angoscia rimase solo un lontano e vago ricordo nelle loro menti. Erano una famiglia felice e presto alla piccola Leila si aggiunse il dolcissimo Marco… la loro storia, quella di Tanu e di Karin, la fecero diventare una favola per i loro figli, abbellendola di diversi particolari, cosicché ancora oggi si racconta in paese la “leggenda” del ciabattino innamorato e della principessa Karin.