L'ultimo samurai
Si dice che il Giappone sia nato da una spada. Così narrano le antiche leggende tramandate nel corso dei secoli. E sono le spade al servizio dell'Imperatore che hanno fatto grande il Giappone, almeno fino al sopraggiungere dell'Epoca Meiji. L'epoca della modernizzazione e delle rivolte degli antichi samurai ostili a questa ondata di violento progresso che sta rapidamente spazzando via il loro mondo. Un mondo di tradizioni, di regole e ferrea etica fino al supremo sacrificio di se stessi. Un universo difficile da comprendere per gli occhi di un estraneo, soprattutto per quelli di un guerriero proveniente da un altro continente: il capitano Algren (Tom Cruise). Veterano della guerra civile il capitano Algren si guadagna da vivere dimostrando il potenziale bellico del fucile winchester in spettacoli da fiera. Schiavo della bottiglia, gli viene offerta una lauta ricompensa per fare quello che gli riesce più congeniale: la guerra. Ed eccolo sbarcare tra i dolci prati verdi del Giappone per insegnare alle truppe imperiali l'arte del fucile e annientare così le i ribelli guidati da Katsumoto. Studiare il nemico, questo l'imperativo categorico da entrambe le parti e mentre il capitano Algren compila il suo diario personale, Katsumoto medita e compone poesie.Questi due uomini poi finiranno con l'incontrarsi, studiandosi da vicino senza capirsi e senza piacersi, all'inizio. Il capitano Algren però, nel villaggio di Katsumoto, comincia a scoprire un mondo diverso in cui sin dalla più tenera età si viene addestrati a una vita di rigore e meditazione. Una vita in cui gesti semplici, come preparare il thè, hanno un valore. Per questo vanno pazientemente insegnati e rispettati. Cullato dal rapido alternarsi delle stagioni e dai frequenti colloqui con Katsumoto, anche le ferite del capitano Algren lentamente si rimarginano, ma è già tempo di tornare in guerra con l'interrrogativo di dove schierarsi. Non è più tempo per la fuga e per i dubbi. E quando anche il rispetto e la fiducia vengono meno ognuno decide di agire secondo il proprio codice, quello con cui ha vissuto fino a quel momento. In occasione dello scontro finale tra l'esercito imperiale e i samurai di Katsumoto, tra cui si schiera anche il capitano Algren, il triste eco della battaglia delle Termopili riecheggia le dimensioni di uno scontro epico e definitivo. Come in America gli Indiani andavano piegandosi al fucile prima reclamizzato da Algren, così anche qui hanno la meglio i modernissimi e letali ritrovati dell'uomo da usare contro l'uomo. Non è solo la vita di un uomo a spegnersi sul campo di battaglia, ma quanto di bello, unico e prezioso vi è in un'epoca che finisce, per non ritornare mai più.