Le note di una delle tante canzoni dei
Beatles presenti nella colonna
sonora del film aprono questa commovente storia che ha come protagonista Sam
(Sean Penn che con questa interpretazione ha sfiorato l’Oscar). Sam ha una casa,
un lavoro, un’adorabile figlia da accudire da solo e tanti amici. Sam ha anche
l’intelligenza di un bambino di sette anni. E questo non va giù ai solerti assistenti
sociali che , complice l’ingenuità di Sam e una festa di compleanno finita male,
colgono al volo l’occasione per sottrargli la custodia della figlia. Sam però
è disposto a lottare per riconquistare l’unica cosa importante della sua vita
e per questo ingaggia un brillante avvocato in carriera (Michele Pfeiffer).
Due mondi che s’incontrano o meglio, si scontrano: raffinata, colta, elegante
lei, infantile, puro e irrimediabilmente ingenuo lui. Sembrerebbero esserci
i presupposti giusti per una causa e un’intesa persi in partenza. Sennonché
dietro la facciata di grintoso avvocato-squalo si nasconde in realtà una donna
insicura, ferita dalla vita e che deve fare i conti con un matrimonio che va
a rotoli e con l’incapacità di rapportarsi serenamente col figlio. E mentre
la possibilità di riavere la figlia si allontana sempre di più per Sam, il suo
avvocato riscopre grazie a lui, la sua umanità, le sue debolezze. E allora le
barriere che li separavano come una muraglia cadono travolte dal comune bisogno
di solidarietà, di fiducia, di comprensione e perdono. E questo avviene in una
delle scene più significative del film, dove Sam dialoga con il suo avvocato
attraverso un muro di cartone costruito per proteggersi dal mondo esterno, che
l’ha umiliato e ferito. Questa scena dimostra che non è solo l’handicap a rendere
soli e a impedire alle persone di comunicare, sono le barriere che noi stessi
creiamo, a volte con le nostre stesse mani. Ma Sam e il suo avvocato hanno reciprocamente
trovato la persona in grado di buttar giù quel muro con la forza del proprio
affetto, spontaneo e sincero. Ed è questa capacità d’amare che conta per Lucy
che ha già deciso a chi appartiene il suo cuore. Perché l’amore non è qualcosa
che si misura con un test, ma è qualcosa che lega le persone e che la spinge
a preferire, a dei genitori “normali”, un padre imperfetto, ma unico.

