La passione di Cristo

"The Passion", ultimo film di Mel Gibson, infiammando gli animi, dividendo le platee è finalmente sbarcano anche sui nostri schermi ed è subito un trionfo al box office. Un evento a lungo atteso, un'opera di 130 minuti con sottotitoli in latino e aramaico: un'autentica sfida che ci riporta sulle polverose strade della Palestina al tempo della dominazione romana. Qui le atmosfere cupe, i toni scuri color pastello presi in prestito dall'arte di Caravaggio, contribuiscono a creare uno scenario drammatico, di ineluttabilità intorno a un evento di cui tutti conosciamo l'esito. "La passione" ripercorre gli ultimi momenti della vita di Cristo: all'inizio infatti ci troviamo in un luogo scuro, di notte, dove la pallida luce della luna disegna ombre strane e dove un uomo prega. Tra gli alberi però si aggira sinuosa come un serpente una figura incappucciata, dal volto pallido: La Tentazione, la personificazione del Male che assisterà a tutto il calvario di Cristo strisciando invisibile tra la folla. Ed ecco che dopo questa breve pausa di preghiera gli eventi cominciano a precipitare in una catena di causa effetto cui tutti sono partecipi: i Romani con il loro desiderio di mantenere l'ordine, I Farisei con la brama di mantenere i privilegi, Erode e la sua esotica corte, la folla inferocita e i carnefici. E sono ben poche le figure che sfuggono alla catena di violenza per mostrare brevi, ma intensi bagliori di compassione che contrastano con tutto il lungo calvario di quest'uomo, dipinto in tutta la sua crudezza nelle tanto discusse scene di flagellazione e crocifissione. Mai Cristo ci era stato presentato in questo stato, coperto di sangue, sporco, fatto oggetto di insulti e i primi piani sul volto sofferente e irriconoscibile di Jim Cazievel ci mostrano il tormento di questo lungo calvario. Scene che possono creare sbigottimento certo, repulsione forse, ma che sottolineano la portata della sofferenza di un sacrificio che si compie per redimere l'umanità da tutti i suoi peccati. A spezzare e ad alleggerire un po' questi momenti ci sono alcuni flashback: inserti di vita quotidiana che ritraggono Gesù alle prese con un tavolo di legno da scolpire o ancora più indietro nei frammenti della memoria di Maria con l'immagine di un bimbo che cade. Una dimensione dunque più privata della vita di Cristo che contribuisce a renderlo ancora più vicino e umano. Intorno a Cristo poi ruotano le figure degli apostoli, umanissimi nelle loro debolezze, Maria dal volto dolente e segnato, Pilato che grida "Ecce homo" esterrefatto dalla ferocia della folla, la moglie di Pilato, unica tra i romani a provare pietà per Cristo, la Maddalena. Personaggi più marginali, ma che aggiungono piccoli tasselli alla storia. La lenta marcia verso l'atto finale della crocifissione procede senza tentennamenti da parte di chi conosce già il suo destino. La violenza, gli insulti, le ostilità infine trovano perfetto compendio e risalto dalle parole di perdono invocate nel momento supremo. E la pioggia finale, le lacrime cadute dal cielo sanciscono la fine del calvario e l'avvento di una nuova speranza, nell'ultima, commovente inquadratura finale .

rem

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