Di fronte a tanto orrore la mia mente si interroga:chi ha il diritto di uccidere,ma soprattutto chi ha il diritto di vivere? La guerra in Iraq sta mietendo le prime vittime, le prime di tante future, ma anche di troppe passate.Anche i nostri occhi sono vittime dell’orrore di quello che sta succedendo. Non vorrei essere ipocrita ma anche noi ne stiamo soffrendo.Eppure noi, che conosciamo la guerra dai libri e dalle immagini in televisione dovremmo sapere cosa vuol dire…peccato che la storia parla solo di strategie, di attacchi, ma non di morti. Forse perché sono meno importanti, cioè sono irrilevanti da un punto di vista del genere umano. Per ogni persona che muore un’altra nasce e la generazione continua. Ma chi ha diritto a vivere? Questa domanda è come un chiodo fisso. Sì, perché in questo caso, in questi giorni siamo noi a sopravvivere rispetto a tanti soldati e civili. Siamo noi forse meglio di loro? Abbiamo forse noi un destino segnato da grandi imprese per cui valga la pena preservare le nostre vite? Io mi auguro di sì, di fare il possibile per far sì che la mia esistenza non sia stata vana. Forse è solo una questione che vincono solo i più ricchi…sicuramente di una cosa siamo ricchi: la fortuna! Fortuna di vivere in un paese non tormentato da guerre, di avere una vita agiata, e di essere liberi in tutto. Ma quello che più mi chiedo è se tutto questo orrore può nascere dalla mente di un solo uomo. La storia ci insegna di sì, non importa il paese di origine, ognuno può raccontare il proprio carnefice, ma il cuore, il nostro cuore non può neanche immaginare che ci siano persone disposte a tanto. Forse ci fa comodo pensare che la responsabilità sia solo di una persona, quando invece siamo tutti coinvolti: chi con le proprie votazioni, con le proprie idee politiche e anche chi con il proprio silenzio resta a guardare. La pace va costruita insieme, tutti compresi. Le dimostrazioni di questi giorni ne sono state un grande esempio, ma purtroppo non sembra essere servito a molto. Ripeto: tutti devono essere d’accordo! Non importa avere ragione, non importa la vendetta: alle persone che stanno morendo non importa, perché loro sono innocenti. A noi, a tutti dovrebbe importare solo di loro. S.na Prym Madre Teresa ha scritto questo in una notte di temporale, mentre si trovava in una colonia di lebbrosi ai margini di un villaggio indiano in riva al Gange:
La vita è un opportunità, coglila. La vita è bellezza,ammirala. La vita è beatitudine,assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà. La vita è una sfida, affrontala. La vita è un dovere, compilo. La vita è un gioco, giocalo. La vita è preziosa, abbine cura. La vita è una ricchezza, conservala. La vita è amore, godine. La vita è un mistero, scoprilo. La vita è promessa, adempila. La vita è tristezza, superala. La vita è un inno,cantalo. La vita è una lotta,accettala. La vita è una tragedia, afferrala corpo a corpo. La vita è un’avventura, rischiala. La vita è felicità, meritala. La vita è vita, difendila.