Con
l’anno nuovo ritornano 12 interi mesi a disposizione, come un’altra possibilità
che ogni volta ci viene concessa nella speranza di poter fare meglio, un’altra
volta ancora, ancora di tutto, e ritornano le speranze, i sogni legati a nuove
aspettative, a nuove occasioni che vorremmo fare e avere.La domanda classica
in questi casi è “Cosa ti aspetti dall’anno nuovo?”, come se tutti i desideri
irrealizzabili dell’anno vecchio potessero magicamente trasformarsi in qualcosa
di più concreto e tutto perché abbiamo voltato pagina, anzi abbiamo addirittura
finito il capitolo, la pagina è vuota, la storia , la nostra, continua, ma sta
a noi decidere se far iniziare un’altra diversa avventura, e che sia avvincente,
mi raccomando. E così magicamente, da quella fatidica notte del 31 dicembre,
nuove mete si prospettano al nostro orizzonte.Magari quelle più grosse e importanti
sono lì da sempre, sono ben nitide di fronte a noi eppure sono intoccabili,
sacre sull’ altare della nostra vita, una vita che però sentiamo ancora troppo
distante. Altre, più piccole, si possono raggiungere con i sacrifici di tutti
i giorni e a volte giochiamo con la soddisfazione di averle già in pugno. Alcune
invece sono state come bolle di sapone: erano lucenti e con i colori dell’arcobaleno,
ma sono scoppiate ancora prima di averle toccate e le gocce rimaste sono tornate
da dove erano venute, dalla nostra fantasia. C’e chi fa delle proprie mete il
proprio destino.Si prefigge di essere nato per quello e dedica l’intera vita
a realizzarlo.senza dubbio un’esistenza ammirevole,non vana,dedicata, ma anche
schiava di un fato scelto da se stessi, chiusi davanti a qualsiasi tipo di opportunità
e ad eventuali sogni nascosti nel più segreto angolo del cuore. C’è invece chi,
vivendo alla giornata, cerca di porsi obiettivi a breve termine, molto breve,
a seconda di quello che il caso o destino che sia, gli offra su di un piatto
d’argento.Che dire di una vita così?Vissuta al massimo, cogliendo l’attimo,
quello presente, certo, ma, purtroppo solo quello, senza un progetto, un fine,
un disegno che magari dia un senso un po’ più lungo di una o due giornate nella
vita.Non so se ci sia un modo migliore tra questi e neanche uno in assoluto,
ma so che vivendo nel presente non possiamo fare altro cogliere i suoi frutti,
le sue opportunità.Ma so anche che ogni scelta che abbiamo ora di fronte diventa
una promessa verso un futuro che comunque ci appartiene e che non possiamo non
considerare.Per questo credo che porsi delle mete nella vita sia fondamentale
per darle quel pizzico di sicurezza in più, come una piccola sosta nell’interminabile
maratona contro il tempo.Meglio se sono a medio-breve scadenza e fattibili,cioè
realmente realizzabili, per evitare di imbattersi in comete molto spesso luccicanti,
ma ahimè, destinate a cadere nel nulla e lasciare solo un bel sogno. Per quanto
riguarda quelle più importanti,quelle lontane, anzi talmente lontane da vederle
impossibili, non dimenticatele.Forse non ci faranno vedere bene la realtà, ma
sono quelle che fanno sognare di più, ci gonfiano il cuore d’emozione appena
chiudiamo gli occhi, ci incantano con il loro suono proprio per la loro irraggiungibilità.Se
poi non vorrete soffrire,quando ormai la speranza di raggiungerle si farà lieve
allora dovrete essere molto bravi adesso a trasformarle in valori.Dovranno diventare
un vostro dogma personale, un ideale, una morale da seguire così che non potranno
più impedirvi di seguire tutte le alternative della vita e non soffrirete quando
la casualità, la sfortuna, la fatalità non vi permetteranno di raggiungerle.Abbiate
sempre e comunque i vostri sogni e le vostre mete in pugno, perché essi sono
la vostra più viva essenza. Auguri di buon anno. S.na Prym