Sospesa a metà tra normalità e follia la magnifica mente di John Nash(uno stupendo Russell Crowe) ci regala emozioni difficili da dimenticare.Il film, ispirato alla biografia scritta su questo affascinate individuo da Sylvia Nasar (ora edita da Rizzoli), percorre la tortuosa vicenda umana di Nash dagli esordi, in una delle più prestigiose università d’America, fino agli onori del Nobel, attraversando una vera a propria odissea dello spirito in lotta con i più terribili fantasmi, quelli partoriti dal proprio inconscio. Fin dall’inizio vediamo Nash, un po’ in disparte, in un angolo a guardare fuori da una finestra, preso in una delle sue fantasticherie, alieno a quanto lo circonda in quel momento ,già proiettato in un mondo tutto suo in cui dominano logaritmi e formule algebriche. Restìo a ogni tipo di insegnamento tradizionale lo osserviamo inseguire il sogno dell’idea originale, tra lo scherno dei compagni e lo scetticismo dei professori. E l’idea prontamente arriva, in modo bizzarro, surreale, ma assolutamente normale per una mente abituata a trasformare tutto ciò che vede e sente in una formula matematica. Questo ovviamente non gli rende la vita facile in campo affettivo. Le poche ragazze che lo avvicinano fuggono in lacrime a causa della sua dialettica fin troppo diretta, fino a quando qualcuno (Jennifer Connely premio oscar nel 2002 come miglior attrice non protagonista per “A Beautiful mind”) non entra nella sua vita ,pronto a rimanerci a ogni costo. E’ a questo punto, quando tutti i sogni di Nash sembrano essersi realizzati, che il suo mondo va letteralmente in pezzi. Incapace di distinguere tra una realtà crudele, ma vera e allucinazioni rassicuranti, ma del tutto fittizie, Nash comincia a fare avanti e indietro dagli ospedali psichiatrici. Sembrerebbe essere giunto lo scacco finale : anche la matematica che lui adorava tanto lo ha tradito risucchiandolo in un baratro di follia. Ma nell’ombra vigila, attento e più forte che mai l’amore di una donna che sa vedere oltre la spessa aura di professionalità , rivestita di algebra, dietro la quale si nasconde un uomo solo, ma animato da una grande voglia di vivere, di dare e ricevere come può, come sa. Ed è assecondando questa parte di Nash che sua moglie trova il coraggio di rimanergli accanto e di continuare ad amarlo, anche quando l’uomo che ha sposato sembra non essere più lo stesso, preda di allucinazioni sempre più verosimili e disturbanti. Sarà lei infatti, più o meno indirettamente la fautrice del riscatto di Nash. Lei lo spingerà lentamente e con immensa fatica a riprendere la frequentazione dell’ambiente accademico. La cultura, le mode cambiano, ma John Nash è sempre lì , portandosi dietro i suoi “tre angeli custodi” che non lo abbandoneranno mai, gli spettri della sua follia che non vogliono lasciarlo, ma che lui , con una grandissima forza di volontà, ha deciso di ignorare. Per sopravvivere, per tornare alla vita. E alla fine, rivediamo Nash invecchiato, ma con ancora lo stesso entusiasmo che lo animava a venti anni, davanti a una finestra che dà sul mondo, intento a scrivere formule , a cercare soluzioni a problemi di fondamentale importanza per lui. Arriva anche, inaspettata, la candidatura per il Nobel e i colleghi non possono esimersi dal rendere omaggio a un uomo che si è battuto con tutte le sue forze contro un male terribile. Un male che genera isolamento in chi lo vive, complice spesso l’indifferenza diffusa e strisciante della gente. Ma questo non è il caso di Nash che , in un commovente discorso tenuto alla cerimonia di premiazione, ringrazia la donna che gli è stata sempre accanto con il suo amore, più reale di qualsiasi allucinazione. Un film che celebra la forza dello spirito umano e che c’insegna quanto sia labile, sottile, se non invisibile il confine tra normalità (presunta) e follia e che ci mostra quanto possano, al di là della scienza, l’amore e la comprensione. John Nash non è mai guarito dalla sua malattia, ma ha imparato a conviverci, a convivere con le sue debolezze, con quella parte oscura che è in ognuno di noi.

il protagonista R.Crowe alla premier del film.
recensione di A beautiful mind .Di REM
Hosted by www.Geocities.ws

1