La
trama : Saigon. Il capitano Willard viene incaricato di trovare ed eliminare
il colonnello Kurtz che-uscito con i suoi soldati dai ranghi dell’ esercito-sta
combattendo una guerra personale ai confini tra Vietnam e Cambogia. Scortato
da alcuni uomini Willard risale il fiume che dovrebbe condurlo da Kurtz. Il
viaggio però si rivelerà più sconvolgente di quanto lui si sarebbe mai aspettato.
Film culto che chiuse un’ epoca, quella degli anni Settanta e del Vietnam, una
lavorazione oceanica che si protrasse per tre anni ,Apocalypse now vinse la
Palma d’ oro a Cannes ex equo con “Il tamburo di latta”. Era il lontano 1979.
Da allora sono passati più di vent’ anni,ma questo film, quest’ opera monumentale,non
ha ancora cessato di esercitare il suo fascino ambiguo sugli spettatori che
,all’ alba del nuovo millennio, hanno il coraggio di confrontarsi con un’ opera
dalla profonde implicazioni morali. Il film narra il viaggio del capitano Willard
(Martin Sheen)alla ricerca del colonnello Kurtz (Marlon Brando),disperso nella
giungla e lì adorato come un dio dal suo esercito. Il vero obiettivo della missione,.che
non è mai esistita e mai esisterà per le autorità,è l’ eliminazione di questo
misterioso individuo che spetterà a Willard eseguire. Queste le premesse di
una pellicola che è in realtà un viaggio negli abissi dell’ animo umano,nel
cuore di tenebra della società occidentale. Una discesa negli Inferi,attraverso
veri e propri gironi danteschi, che culmina nell’ incontro con Kurtz. La metà
oscura di Willard Folle colonnello scivolato lentamente nell’ alienazione come
sostengono i suoi superiori o geniale individuo detentore di una scomoda quanto
sconvolgente verità ? Questo si domanda Willard viaggiando alla volta di quella
che scoprirà essere l’ unica vera Apocalisse scesa in terra e svelata dalle
parole di un individuo che si è spinto al di là delle possibilità umane per
contemplare l’ orrore in tutta al sua sorprendente fascinazione. Apocalisse
come rivelazione dunque. Rivelazione dell’ orrore,dell’ immoralità insita in
ogni guerra,qualsiasi guerra,anche se cominciata sotto il vessillo di nobili
principi e che questa,spogliata da ogni inganno politico o religioso, non è
che una mera manifestazione dell’ istinto primario dell’ uomo. Un istinto di
morte e distruzione pronto a destarsi con spaventosa ferocia non appena saltano
i parametri della civiltà. Forte di questa dolorosa consapevolezza circa la
vera natura dell’ uomo, Kurtz crea un mondo privo di leggi in cui gli individui
diano sfogo ai loro impulsi e dove ogni senso morale e ogni capacità di giudizio
vengano sospesi. E’ questo l’ indicibile che non deve essere rivelato all’ uomo
comune e che solo lui ha il coraggio e l’ audacia di ammettere e accettare facendosi
amico l’ orrore. Egli è pienamente consapevole che ciò che fa è pura barbarie
e proprio per questa sua inammissibile e sovrumana consapevolezza deve essere
eliminato. La sua infatti è una verità che fa paura per il suo alto potenziale
destabilizzante nei confronti della società e dei suoi valori riconosciuti.
Una società che addestra i suoi ragazzi a sganciare Napalm sulla gente (magari
solo per poter fare dello sci d’ acqua ) e che poi impedisce a quegli stessi
ragazzi di scrivere c**** sugli aerei ,perché questo invece è immorale . Questa
è la grande menzogna che Kurtz denuncia e demistifica ostentandone la mostruosa
ipocrisia. Con questo film Coppola ci mette di fronte a uno specchio che rimanda
l’ immagine terrificante di un’ umanità sospesa sull’ orlo di un baratro. Che
questa sia veramente la fine, come ci viene suggerito alla fine del film dalla
canzone dei Doors ? Luce e tenebra, queste le componenti dell’ animo umano.
Cosa prevarrà ?