Con
una morbida panoramica la macchina da presa accarezza la nuda roccia di una
montagna immersa nel verde della pianura e, ancora prima di rendercene conto,
siamo di nuovo nella Terra di Mezzo con Frodo e compagni a combattere per la
salvezza di questo splendido mondo. La Compagnia dell'Anello ora è divisa e
impegnata a combattere il nemico su diversi fronti. Frodo e il fido compagno
Sam cercano di raggiungere le terre di Mordor, ma quanto più vi si avvicinano,
tanto più ne vengono allontanati, Pippin e Merry prigionieri prima dei sanguinari
orchetti, vagano poi per la foresta incantata e infine Aragorn, Legolas e Gimli
sono alle prese con la difesa di uno dei magnifici regni della Terra di Mezzo:
Roan, minacciato dal signore del Male
Questo
episodio vede la comparsa di un nuovo quanto ambiguo protagonista: Gollum, uno
dei passati possessori dell' Anello che non ha ancora rinunciato a riaverlo
nelle sue mani. In fondo era il suo tessoro. Viscido, astuto, bugiardo, repellente.
Gollum non suscita simpatia con i suoi movimenti sgraziati e la sua parlantina
monotona. Nessuna istintiva pietà scatta per quegli occhietti lattiginosi pronti
al tradimento e per un essere che ha scelto da solo la propria rovina..
Niente
di tutto questo, almeno fino al momento in cui non cominciamo a guardarlo con
occhi diversi. Non più quelli del pregiudizio e della condanna per la sua degenerazione,ma
della compassione per un essere che un tempo aveva avuto un'identità, un nome
: Smeagol. Solo quando intravediamo la vittima nascosta dietro la facciata di
arroganza, allora si cogliamo l'innocenza di una creatura che ha avuto l'unica
colpa di cedere ai propri istinti e al potere nefasto dell'Anello che logora
chi lo possiede. Sentendo gravare su di sé la stessa minaccia Frodo decide di
cogliere e alimentare l'umanità che ancora risiede in Gollum, dandogli fiducia,
tendendogli la mano. E qualcosa cambia.
Ma per qualcuno che si libera dalle catene c'è qualcun
altro che ne rimane ancora prigioniero. Infatti tutti sanno bene che è molto
più facile cedere alle lusinghe del male che resistergli. E il Male è pronto
a colpire là dove il cuore vacilla insinuandosi nelle pieghe dell'animo delle
persone e stendendo su di loro un velo di ignoranza che li fa sprofondare nella
cecità, nell'apatia. E' una lotta che si ripete uguale e ovunque per tutti:
bene, male, coraggio, codardia. Una lotta contro se stessi, perché il Male è
intangibile, una nube nera ridotta a un unico minaccioso occhio che tutto vede,
forse a significare che il nemico più grande di ciascuno è se stesso.
L'uomo
però non si rivela solo nemico di sé, ma anche di tutto ciò che lo circonda:
delle verdi vallate calpestate dalle pesanti corazze, degli alberi secolari
abbattuti al suono delle accette, della Natura violata e derubata delle sue
risorse. Come non venire turbati dal grido delle sequoie falciate all'inizio
della pellicola? Fin troppo esplicito è il richiamo alle immagini sul disboscamento
indiscriminato che tanto spesso ci passano distrattamente davanti agli occhi.
In fondo però, come affermano gli ignari Pastori di alberi dopo essersi riunitisi
a consulto sul loro eventuale intervento nella guerra degli uomini, "la cosa
non ci riguarda." Se non nel momento in cui ne veniamo dolorosamente toccati,
quando ormai è troppo tardi e il danno è fatto. Quindi è quasi con un misto
di ebbrezza e di esultanza che assistiamo alla rivincita della Natura, al dirompere
delle acque trattenute dalla diga. E' l'opera dell'uomo che si ritorce contro
di lui e davanti alla Forza della Natura egli non può nulla, se non assistere
impotente alla rovina creata dalle sue mani. Ma se è il desiderio di vendetta
a muovere gli uni, è la solidarietà a far riunire gli altri, popoli divisi dal
tempo ma che non hanno dimenticato la sacralità dell'alleanza. Non perdere la
speranza, sembrano volerci dire tutti, perché questa può giungere inaspettata
nel momento più buio, magari a dorso di un bel destriero bianco. E' questa una
delle scene più spettacolari del film. Quella dei due eserciti che si scontrano
sul crinale della montagna. La battaglia infuria, feroce, violenta, disperata
e il prezzo della libertà è alto. E quando tutto è concluso e all'orizzonte
si staglia ancora minacciosa una delle due torri, si ha la consapevolezza che
la lotta per la salvezza della terra di Mezzo è appena cominciata.
frodo
aragorn
gandalf
legolas
gimli
frodo
sam pippin merry
arwen
eowyn
smeagol