La 25° ora

Ultima pellicola di Spike Lee,acclamato regista di film come "Fa' la cosa giusta," "Malcom X"…La 25° ora si snoda tra i tortuosi sentieri che attraversano la città di New York e le persone che la popolano in una lenta e malinconica ballata che ha come protagonista Montgomey Brogan. (Edward Norton). Monty per gli amici, che di mestiere fa lo spacciatore e le cui prime immagini ce lo mostrano nell'inusuale atto di salvare un cane da combattimento abbandonato in fin di vita sul ciglio di una strada. Più in là scopriamo che la libertà di Monty avrà termine nel momento in cui varcherà le porte del carcere per scontare una pena di sette anni per spaccio. Gli restano dunque solo 24 ore per scoprire chi l'ha incastrato, salutare gli amici, il padre, la fidanzata, trovare qualcuno cui affidare il rissoso cane Doyle e cercare di capire cosa l'ha portato a dover trascorrere i suoi prossimi sette anni in un carcere, invece che continuare a fare la bella via di sempre, circondato dal lusso e dal rispetto di tipi poco raccomandabili. Monty è un bel ragazzo, sveglio, capace, con un suo codice di comportamento,ma allora quale brusca sterzata del destino l'ha condotto a doversi presentare il giorno dopo in una prigione? Anche i suoi due migliori amici, quelli con cui Monty decide di trascorrere la sua ultima serata di libertà, si interrogano sulla sua sorte e sul perché sia necessario che Monty sconti la sua pena. "In fondo è uno spacciatore che si è arricchito ai danni di tanta povera gente"dice l'uno quando il suo lavoro è speculare in borsa e per lui la percentuale di disoccupati è solo un numero con cui giocare. "Già, in fondo è uno spacciatore,ma è anche il nostro migliore amico" aggiunge l'altro, professore invaghito di una studentessa troppo spigliata. E alla fine scoprono che anche loro forse non molto diversi,anche loro commettono degli errori,ma questi non portano necessariamente a delle conseguenze come nel caso di Monty. Monty che ha cominciato a spacciare quasi per gioco e che adesso vive in un bell'appartamento con una fidanzata da sogno: Naturelle, che lui sospetta possa aver avuto parte nel suo arresto. Perché non ha smesso prima? E perché, sorge spontanea questa domanda, perché nessuno dei suoi amici, parenti, non è intervenuto prima che egli si rovinasse la vita? Intanto le ore scorrono veloci e gli scenari cambiano, dalle rive dell'Hudson ai locali fumosi popolati da saggi mafiosi russi, forse gli unici in grado di dare consigli adeguati per l'inferno che Monty dovrà affrontare " laggiù cercati un uomo solo, senza amici e picchialo". Un uomo solo già, proprio come Monty consapevole che quei sette anni costituiscono una condanna cui non sopravviverà e se lo farà non sarà più la stessa persona. E a nulla valgono le promesse di un amico e i giuramenti di fedeltà di una donna. Dunque perché non prendersela con la sua città? Con New York che sin dalle prime immagini accompagna mesta e dolente il peregrinare di quest'uomo alla ricerca di una risposta. E la rabbia a lungo compressa alla fine esplode, contro tutto e tutti, contro la variopinta e complessa fauna di New York,contro i suoi amici, colpevoli di questo e di quello, per poi arrivare a capire che forse è lui l'unico responsabile delle sue scelte. Solo lui, Montgomery Brogan e che l'unica colpa nei confronti di New York è quella di non amarla abbastanza. Ma tutto questo viene in seguito, allo scoccare della 25° ora, all'entrata nel regno delle possibilità, dove non esiste il carcere, ma dove soprattutto non esistono la solitudine e l'indifferenza ed è ancora possibile avere UNA vita, degli affetti,ma ad un prezzo molto alto. Un luogo dove un giorno si potrà raccontare tutto quello che è successo per arrivare fin lì e dire "C'è mancato così poco e questa vita non sarebbe mai esistita". Un sogno che non si avvera è una bugia,una dolcissima splendida bugia.

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