P. Pietro
1.08.99 Montefalco
III° incontro: Parabola Padre Misericordioso
Punto di arrivo non è riconoscere quale dei due
figli sei ma conoscere il Padre.
Il vero protagonista di questa parabola e della
tua vita è il Padre; se capisci questo allora da questa sera devi smettere di
lamentarti dei tuoi fallimenti perché se sei rimasto in vita è perché c’è
qualcuno che non ti inchioda ai tuoi sbagli che ti aiuta a continuare da dove sei,
Lui non conosce la parola ormai ma ti dice “alzati
e cammina”.
Il Padre resta fedele a se stesso scommettendo
continuamente su di te, non accetta i consigli del figlio maggiore, egli ti ama
gratis semplicemente perché sei suo figlio; il suo è un amore fedele che non ti
rinnega mai e farà in tutti i modi per fartelo sentire.
Dio ama e gioisce di essere come Padre ma non
accetta di essere visto come “tuo padre”, l’esperienza negativa di una famiglia
disastrata può mettere in cattiva luce la figura di Dio. Egli è molto di più di
quanto di meglio avresti potuto desiderare per tu padre e tua madre.
Dio perciò ama perdutamente ogni figlio perduto
e vuole che ognuno si salvi; tu ti devi ricordare che il tuo cammino è di
essere come il Padre, di essere investito di un amore infinito da poter
riversare sui fratelli. Diventare ricolmi di amore per donare amore.
Ora che sei nella casa del Padre devi imparare a
conoscere Dio; il cammino è quello di passare dal tenere in ordine la casa del
padre a conoscere il Padre:
Tenere in ordine la casa del Padre:
significa accontentarsi dell’ombra di Dio.
Questi sono coloro che sono sempre alla ricerca
di sensazioni nuove, che cambiano sempre gruppo; è il figlio maggiore
travestito da figlio minore caratteristica dei neoconvertiti. Non è vero che il
cristiano convertito è fatto di solo bene ma in lui ci sono sempre luci ed
ombre.
Non è che non si deve giudicare ma lo si deve
fare con misericordia cioè si deve aiutare a venire fuori dall’errore.
Accontentarsi delle spalle di Dio è comportarsi
un po’ come il giovane ricco, cioè l’adulto nella fede, che è senza gioia, è
triste e si lamenta.
Questo è il punto in cui molti giovani si
perdono, sono sempre a servizio del Padre ma si lamentano perché il Padre non
gli dona la gioia, ma non hanno il coraggio di alzare lo sguardo verso il volto
del Padre. Se cosi facessi prima inizierebbe a sorgerti nel cuore la pace poi
piano piano inizieresti a vedere nel volto di Dio il tuo volto: se vuoi
scoprire chi veramente sei devi scoprire chi è lui. Il segreto intimo di tutte
le cose deve essere ricercato nel volto del Padre. Dio ti ha creato per essere
immagine del suo volto nel mondo. Per esempio tu devi scoprire il matrimonio
come vocazione: il matrimonio è un progetto che Dio ha a tuo favore: il meglio
per te è proprio il progetto che Egli ha su di te, Dio vuole farsi conoscere da
te per mostrarti la tua realizzazione.
Conoscere il Padre: significa
aver capito che Dio desidera farsi conoscere per quello che è non per quello
che può darti anche se poi ti affoga nei suoi doni.
Prima o poi il tuo cammino di fede si farà duro
ma tu dovrai continuare, resistere perché Dio non può sostituirsi a te ma solo
collaborare con te.
Non devi essere dominato dalla voglia ma devi
essere fedele; quando divieni fedele entra in te una forza che non ha fine,
impari ad essere coerente, testimone,….
Dovrai imparare a servire i poveri gratis (i
poveri sono anche coloro che non sanno ricevere il bene che gli doni ma la
gratitudine ti verrà data dal Padre). Dio ha nascosto nel cuore del povero un
tesoro e la chiave per averlo è servirlo. Nessuno ti può rendere felice come il
Padre e allora chiedigli il progetto che Lui ha per te; sicuramente questo è un
progetto che ti porterà a generare vita: nel cuore dell’uomo (consacrazione) o
fisicamente (nel matrimonio). Chiedi a Lui quale è la strada che ha preparato
per te, dove tu vivrai in pienezza di amore.
- Vedo la mia vita come un progetto di Dio su di
me?
- Quali sono le caratteristiche di Dio che ho scoperto?
Torna alla home Page della Marcia