P. Pietro 31.07.99 S. Terenziano
II° incontro: Parabola Padre Misericordioso

Il figlio minore sa che è vivo per un gesto di misericordia di benevolenza del Padre, ha toccato il fondo ed ha consapevolezza della misericordia del Padre.
Quando tutto sembra finire un gesto di amore gratuito del Padre ti fa andare avanti. Il figlio minore non potrà che vivere di gratitudine nei confronti del Padre, si è giocato tutto e alla fine è stato salvato (come i pubblicani e i peccatori). Ricerca anche tu nella tua vita i momenti in cui Dio ti ha mostrato gratuità.

Il fratello maggiore fa una critica giusta, ineccepibile. Quando cominci a fare sul serio con Dio il figlio maggiore viene fuori in ognuno di noi, egli ha sempre una parola santa e giusta che però non fa bene a nessuno.

Il figlio maggiore sta a lavorare nei campi di Dio è un “supercristianone” ma è arrabbiato e soprattutto è indurito nel suo risentimento che viene fuori soprattutto quando tu ti incontri con il figli minore.

Il figlio maggiore non ha niente da imparare, è duro a convertirsi perché lui sa come devono andare le cose e in lui non c’è spazio per la speranza e la misericordia, egli pretende che il Padre sia un padrone e se gli parli della misericordia del Padre si arrabbia perché vede Dio solo come un giudice giusto.
Egli osserva, scruta, sta in attesa dello sbaglio del figlio minore, ha l’ultima parola su tutto fino al punto di dare i consigli al Padre su come deve comportarsi.
Si sente non amato, in lui non c’è la gioia, è impegnato, impegnatissimo e non ha tempo per le feste, crede che Dio sia contro la festa; lui è solo il servo fedele che sgobba dalla mattina alla sera per mandare avanti la casa del Padre. Non capisce che il Padre lo fa entrare gratis. 
Il figlio maggiore è il lamento perpetuo; non ama l’incerto ma vuole sempre la ricetta esatta del da fare e la tenerezza del Padre la vede come una debolezza. Se tu pretendi la coerenza assoluta sei un cadavere in anticipo, i santi invece vivono l’immensa misericordia del Padre. Non se ne accorge ma è un perdente anche lui, è stato sempre nella casa del Padre ma non lo conosce.
L’amore genera gratuità nel tuo cuore; il peccato grosso del figlio maggiore è credere che il Padre faccia preferenza per il figlio minore. Dio si abbassa, si umilia anche nei confronti del fratello maggiore alzandosi dalla festa e andandogli incontro, dicendogli che il figlio minore non è semplicemente suo figlio ma è suo fratello e “tu non puoi amare Dio che non vedi se non ami il fratello che vedi”.
Dio non abbraccia e bacia il maggiore per non umiliarlo, Dio non lo tira dentro casa perché il fratello maggiore è nelle condizioni di potere e dovere fare il passo per entrare da solo.
Dio ti viene incontro sempre e comunque ma se tu sei cristiano adulto nella fede la soglia della vita devi varcarla da solo.
Se tu vuoi fare esperienza di Gesù che ti ama devi imparare che Dio ti ama per quello che sei, Dio ti ama sempre  non è nemico della tua libertà, tieniti lontano dalla mentalità del dovere perché Dio non ti abbandona comunque; pregare, fare il bene significa mettersi nella condizione di sentire e di ricevere l’amore del Padre.
Smetti di preoccuparti della tua giustizia, passa dalla preoccupazione della tua giustizia alla scoperta della misericordia di Dio.

- Quali elementi ritrovi in te dei due figli? Come ti ostacolano nel rapporto con Dio?

 

  

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