Secondo tale ipotesi, la Lingua Siciliana sarebbe stata parlata dalla maggior parte della popolazione dell'isola ben prima della conquista della stessa da parte dei Romani. Sarebbe una specie di evoluzione della Lingua Sicula e, attraverso processi evolutivi successivi di scarsa consistenza, si sarebbe trasmessa con continuit� sino ai nostri giorni. Tale ipotesi � stata sostenuta con forza nell'800 da molti patrioti siciliani. Il Perez sostiene che "Il fondo indelebile del dialetto siciliano e le sue pi� essenziali caratteristiche sono dovuti a quei popoli di razza antichissima italiana passati in Sicilia avanti la fondazione di Roma".
Questa ipotesi va spesso di pari passo con quella che vuole le lingue cos� dette "romanze" generatesi non dal latino, bens� da parlate pi� antiche dalle quali lo stesso latino si gener�, diventando la lingua colta ma mai soppiantando nel popolo i vari idiomi a esso precedenti.
Siciliano: lingua derivata dal Latino poco dopo la conquista romana dell'isola
Questa ipotesi considera la Lingua Siciliana come lingua neo-latina ma prospetta, a differenza di quanto normalmente ritenuto per le altre lingue neo-latine, che il processo di passaggio dal Latino al Siciliano si sia completato non nel Medio Evo, bens� circa mille anni prima. Dopo la conquista romana della Sicilia, il Latino avrebbe preso l'avvento sulle altre lingue e, parlato nelle bocche dei Siciliani, sarebbe diventato Siciliano; un Siciliano non molto dissimile da quello di oggi.
Siciliano: lingua neo-latina al pari dell'Italiano
La Lingua Siciliana viene considerata una lingua romanza al pari dell'Italiano, del Francese, dello Spagnolo, del Portoghese, del Rumeno, del Catalano e di tutti quei dialetti o lingue (anche estinte) che sono derivate dal passaggio progressivo dal Latino a una lingua "volgare", completatosi nelle linee pi� importanti intorno al periodo medioevale.
Siciliano: lingua formatasi dopo la cacciata degli arabi per un processo di neo-romanizzazione
Secondo questa ipotesi, formulata dal noto studioso tedesco Rohlfs intorno agli anni '30 del secolo scorso, durante la dominazione musulmana l'arabo divenne la lingua del popolo siciliano, avendo soppiantato il latino, con l'eccezione della parte nord-orientale, dove si sarebbe continuato a parlare il greco.
Tale teoria, che sin dal primo momento non ricevette molto credito dagli studiosi, prendeva spunto dal fatto che il Siciliano (comprendente anche il dialetto della Calabria meridionale), a livello lessicale, appariva, agli occhi del Rohlfs, come il pi� moderno tra i dialetti meridionali "mancando del tutto di un fondo latino antico" (il Siciliano, rispetto agli altri idiomi meridionali, ha badagghi�ri invece che "al�re" - lat.
HALARE - ; testa invece di "capa" - lat. CAPUT - ; dum�ni invece che "crai" - lat. CRAS - ; etc.). Da qu� la deduzione che vi fosse stata una brusca interruzione della latinit� in Sicilia a causa della dominazione araba e che il Siciliano fosse sorto non da un processo evolutivo continuo della lingua latina iniziatosi ai tempi della conquista dell'isola, bens� da un nuovo processo di romanizzazione cominciato in epoca normanna.
In seguito il Rohlfs ridimension� notevolmente la portata delle sue affermazioni, attribuendole alla "ingenuit� che � particolare alla vivezza giovanile".
Cosa � verosimilmente accaduto
Ogni ipotesi cos� semplificata sopravvaluta un aspetto rispetto agli altri. L'opinione corrente �, comunque, pi� prossima alla terza ipotesi, arricchita da alcuni concetti moderni.
Innanzitutto bisogna aver chiaro il moderno concetto di lingua come qualcosa di non statico; la Lingua Siciliana, cos� come la maggior parte delle lingue attualmente parlate, � stata ed � una lingua in continua evoluzione alla quale hanno contribuito (e contribuiranno), in misura pi� o meno rilevante, una serie di idiomi parlati dalle popolazioni indigene e conquistatrici (in senso lato, quindi anche a livello di influsso culturale esterno, come quello esercitato attualmente nel mondo dalla Lingua Inglese).
In particolare si ritiene che l'influsso maggiore alla formazione del Siciliano sia arrivato dalla Lingua Latina nel senso che la stessa sia addirittura da ritenersi come base per il Siciliano stesso in quanto, con processo lento, si impose nell'isola ai precedenti idiomi che, per�, contribuirono alla formazione della variet� regionale di Latino Volgare che, con un altrettanto lento processo, avrebbe portato, nell'et� medioevale, a un idioma ormai distinto dal Latino, appunto, il Siciliano.
� Quale Latino arriv� in Sicilia
� Lingue di sostrato e loro influenza