LA
FOGLIA STRESSATA
Cade a terra la foglia
e prostrata ricorda i bei
tempi quando invano
il vento soffiava per
staccarla dall’albero.
Ora non più verde e preda dei soffi
improvvisi
Vaga senza sosta
Perdendo la bella livrea
Fino a sentirsi un nulla poggiata
Su uno spazio non suo.
Dopo quella caduta, sì
dolce,
la foglia in nuovi orizzonti
aveva sperato
e quando immota sul suolo
giaceva
il cuore a gran voce il vento
chiamava
che cambiasse la sorte, ahimè,
triste,
di quel piano inerte come una
tomba.
Adesso ricorda gli istanti
quando il vento ancora in aria la
portava:
Che gioia quel suo
destreggiarsi a porgere
I lati adatti per volare più in alto!
Era una stagione di sogni…
Ormai tutti svaniti.
E ora completamente svuotata
Ha tutti i sensi dilatati all’esterno
In attesa di muoversi ancora,
Di cambiare il destino,
Magari di tornare
sull’albero.
E così allucinata non
s’accorse
Di quei solchi profondi che
la segnavano tutta
per renderla pronta a quel
colpo fatale
che sull’immenso terreno la
sparse.
La sua forma cambiò.
Ora era un puntino marrone
e mentre scorata si lasciava
intristire
sentì levarsi attorno a sé uno
strano brusio.
Vide infiniti altri puntini
E cercando di interpretare i
suoni stranieri
Cominciò anch’esso a sentire
le nuove parole:
cambiamento, nuove forme, pioggia,
profondità, nutrimento, fiore, di
sconosciuti alberi il nome.
Gli sembravano parole per
altri
Ma poi aprendosi il cuore
Si accorse che esse
calzavano a pennello
Con il suo agile corpo a
puntino.
Si riprese quindi il presente
E lo caricò di nuovo futuro.
Ora aspettava che il sole e le
stelle
Girassero al solito modo
Per portare a compimento
Gli infiniti disegni,
Che come ricami,
Volevano a poco a poco
Al mondo mostrare.
Che ne era
ora di quel lungo patire
Di quel tendersi che
lasciava spossati?
Tutto sembrava svanito
Mentre il puntino accettando
l’attesa
Scopriva ciò che da cieco
non riusciva a vedere:
e cioè che in quel luogo non
luogo
dove nascono i sogni sognati
ve ne sono altri di forme
nascoste
che attendono lo scomparire dei
primi
per nascere nuovi e belli
come neonati bambini.