Piano dell'Offerta Formativa |
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Scuola Media Statale "E. De Amicis" Cariati Marina (CS)
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La scuola italiana sta vivendo un’intensa stagione di rinnovamento, che richiede un forte impegno in termini di indirizzo, coordinamento e supporto da parte della società tutta. I processi di riforma in atto, infatti, nel delineare uno scenario completamente nuovo delle competenze e responsabilità delle istituzioni scolastiche, sollecitano l’Amministrazione, in tutte le sue varie articolazioni a ridisegnare la propria azione in funzione del massimo sostegno alle sperimentazioni, ergo alle innovazioni. Non senza difficoltà si va costruendo un diverso rapporto tra famiglia, scuola e società, più partecipativo, più attento ai fattori che interagiscono tra il pubblico e il privato. Il docente è responsabilmente coinvolto in questa osmosi e in questa interazione: è lui l’esperto di taluni processi educativi e delle relative comunicazioni didattiche, ma è anche il mediatore, e non di rado l’animatore, di un dinamismo che prende le dimensioni e le colorazioni di un ambiente e di un territorio a misura dei suoi allievi e in reciprocità di comportamenti disponibili nei confronti delle famiglie, arricchendo la formazione dell’allievo stesso in funzione della costituzione di una cittadinanza matura e di una esplicazione professionale capace di inserirlo nel mondo del lavoro, garandendogli sicurezza e dignità. Non tanto i libri staranno al centro, per quanto siano preziosi e insostituibili strumenti d’istruzione e di promozione umana, bensì l’acquisizione di una mentalità sperimentale. Poiché tutto si realizza in una continuità di vissuto, i cambiamenti sono continui e le variabili innumerevoli : ciò significa andare avanti con flessibilità, ma insieme con valide verifiche, anche di se medesimi e, non soltanto della programmazione, degli apprendimenti, dei progressi degli studenti. Ciò significa anche che tra le esigenze reali, per tutti, ma in particolare per il docente, c’è quella dell’autenticità dell’interpretazione dei nuovi saperi, del rinnovamento nel cambiamento, della formazione continua. Nel nuovo scenario voluto dall’autonomia, la formazione in servizio del personale diventa, pertanto, il nucleo vitale dell’intero processo di cambiamento. Ogni scuola è obbligata a organizzarsi come centro di documentazione e di valutazione critica delle esperienze accumulate, come laboratorio di sviluppo professionale in grado di leggere ed interpretare in maniera intelligente i bisogni formativi della realtà nella quale vive ed opera,come laboratorio pedagogico-didattico in grado di correlare riflessione teorica e strategie educative, di saper definire problemi e di individuare risposte pertinenti. Nella prospettiva di aderire agli indirizzi normativi vigenti, oltre che alle direttive ministeriali la Scuola Media E. De Amicis di Cariati ha elaborato il proprio piano dell’offerta formativa, con l’obiettivo assai ambizioso di armonizzare il più possibile gli interventi di natura didattica, organizzativa e gestionale partendo dalle esperienze positive già realizzate in passato, in direzione dei nuovi compiti che la scuola è chiamata ad assumere. Un nuovo strumento di formazione, quindi, capace di superare “la logica di una progettazione definita solo attraverso ambiti separati e attuare invece processualmente un disegno complessivo” formativo, funzionale alle sfide che attendono i nostri giovani. Il piano di adesione al programma nazionale di sperimentazione elaborato nel rispetto degli indicatori richiamati rispettivamente dal D.M.n.179/99 e dal DPR 8.3.99, N.275, art.3; CCNL 26.5.99, art.6, comma 3 l.b; art. 19, comma 5 e art.21 L. 15.3.97 N. 59 e dalle direttive n.180/99,n.194/99 e 211/99 è stato sviluppato nel rispetto della flessibilità, dell’integrazione e della responsabilità. Denominatore comune di tutti i progetti è la flessibilità, che sostanzia il processo formativo, consentendo, nel contempo, di verificare in itinere il “lavoro”, per apportare eventuali correttivi che dovessero rendersi necessari.
I programmi ministeriali nella scuola italiana rappresentano il documento ufficiale dello Stato in cui sono indicati i contenuti e le abilità fondamentali che ogni scuola deve conseguire su tutto il territori nazionale. Costituiscono, in definitiva, presupposto e garanzia per il raggiungimento dell’uniformità dell’istruzione in ogni realtà scolastica. Nei programmi scolastici dell’autorità centrale, pertanto, confluiscono tutte le richieste di istruzione e formazione valide per l’intera comunità nazionale, ma proprio questo suo carattere generale e astratto genera forti difficoltà di applicazione nelle tanto variegate realtà scolastiche italiane. Si rende necessario quindi, là dove emergono particolari esigenze locali di cultura, d’ambiente o connesse alla differenziazione delle personalità degli alunni, ad adeguare la rigidità e la generalità, proprie di un testo costruito sul comune consenso, alla flessibilità e alla concretezza delle situazioni reali in cui la singola scuola si trova ad operare. Da qui nasce la necessità di una programmazione curriculare e flessibile: una sorta di decentramento dell’istruzione che tiene conto delle risorse locali nel convincimento che, partendo da situazioni sociali e ambientali talvolta assai diverse, si può ugualmente tagliare il traguardo, pur modificandone la strada e i tempi di percorrenza. Si può affermare così che la programmazione media tra i valori postulati dal programma dell’autorità centrale e le reali risorse umane e finanziarie disponibili nelle peculiari situazioni di apprendimento con lo scopo di non disperdere i primi e recuperare le seconde per la maturazione e la crescita dei giovani. La programmazione, pertanto, cioè l’organizzazione dell’attività didattica in vista delle mete fissate dal programma, assume rilevanza particolare quando la responsabilità didattica non è più del singolo educatore, ma coinvolge necessariamente il lavoro in équipe di una pluralità di docenti. Lavorare in team pone indubbiamente dei problemi oggettivi all’organizzazione didattica ( orario, disponibilità, coordinamento, convivenza) e crea anche problemi a livello individuale perché la capacità di lavorare in gruppo, di parteciparsi e di aprirsi agli altri sono comportamenti che si acquisiscono con l’esperienza e talvolta sono ostacolati da particolari atteggiamenti psicologici individuali. Comunque sia, collegialità, compresenza, pluralità dei docenti richiamano l’attenzione sulla necessità di riportare le varie esperienze ad un insieme unitario che superando la settorializzazione e la specificità nell’approccio alle conoscenze, sappia ricostruire nell’esperienza e nella centralità del ragazzo l’unità del reale. La programmazione è intesa, quindi, come linea guida, organizzatrice delle attività scolastiche, che ne permette il continuo controllo e verifica. Esemplificando il più possibile,anche per evitare interpretazioni rigide e schematizzazioni fisse,il collegio dei docenti ha individuato,per una corretta e appropriata programmazione curriculare,i seguenti momenti operativi : definizione degli obiettivi; selezione dei contenuti ; organizzazione delle esperienze educative e delle soluzioni didattiche ; verifica e valutazione ; Definizione degli obiettivi . Questo primo momento
determina il modello educativo cui il docente vuole rivolgere i suoi interventi didattici. Giova
ricordare che si può parlare di
obiettivi a diversi livelli per ampiezza e per importanza :generali e di carattere
educativo ; specifici e legati al raggiungimento di abilità o
capacità, all’acquisizione di un insieme di contenuti culturali, e quindi relativi
al compimento del corso di studio. Sono infine
di peculiare pertinenza dell’insegnante gli obiettivi
operativi, quelli che riguardano i risultati di precisi apprendimenti e che
descritti in termini operativi e concreti, ne permettono la verifica dei risultati offerti
agli alunni. La scelta degli obiettivi rafforza la coerenza e i legami fra le diverse
attività didattiche organizzate dai docenti, costringe a uscire dalla genericità degli
scopi e, nel contempo, è garanzia di maggiore e sicura efficacia per l’azione didattica, evitando, altresì,
ai giovani studenti le tanto deprecabili e L’obiettivo ha anche il vantaggio e la funzione di individuare ciò che è significativo e prioritario per gli alunni. Ancora, è funzione degli obiettivi essere guida alla valutazione, offrendo i criteri per la verifica stessa. Infine, la ricerca di chiarezza e di analiticità negli obiettivi facilita all’insegnante il compito di comunicare il senso e le finalità del proprio insegnamento ai colleghi, ai genitori, agli stessi alunni. Per quanto riguarda le fonti da cui dedurre gli obiettivi bisogna rivolgersi ai principi sanciti dalla costituzione, alle moderne teorie pedagogiche e filosofiche, ai programmi scolastici che offrono il quadro di riferimento per la definizione delle finalità educative di ordine generale. Concorrono, inoltre, alla determinazione degli obiettivi le discipline con la loro specificità di contenuti e metodi nonché la psicologia dell’apprendimento per la definizione dei livelli e dei ritmi di apprendimento. Il passaggio agli obiettivi didattici operativi avviene, principalmente, attraverso una lettura della situazione in cui si opera, tenendo conto dei dati di ordine individuale e sociale, scolastico e extrascolastico-ambientale. Le informazioni riguarderanno gli alunni, il corpo docente, i mezzi e gli strumenti che la scuola può mettere a disposizione, l’ambiente extrascolastico e le disponibilità di spazi che esso offre, l’atteggiamento manifestato verso la scuola dalla comunità. Nell’ambito della definizione degli obiettivi, l’attenta osservazione della realtà in cui si opera ha la funzione di focalizzare, nelle situazioni svantaggiate, carenze e lacune che la scuola, per quanto di sua competenza, ha il compito di colmare, ma anche quella di valorizzare, e quindi di non svilire e disperdere, tutte quelle potenzialità che l’ambiente ha in sé e può sviluppare, e che spesso, invece, non sono evidenziate o conosciute e di cui, quindi, la scuola non fruisce in maniera adeguata. Oltre alla riappropriazione del positivo ambientale, l’alunno deve connotarsi del bagaglio di conoscenze, abilità, comportamenti che gli consentono di uscire dal guscio di realtà ristrette, isolate, impoverite, e marginali e di proiettarsi con fiducia e sicurezza a dimensione di piena e globale partecipazione nel contesto nazionale, europeo e mondiale. Il vecchio e saggio detto di Seneca “patria nobis mundus” si invera nella moderna, ormai nota affermazione di Mac Luan “mondo come villaggio globale”, solo che, e questo deve farci riflettere e deve impegnare le nostre forze di operatori della scuola, l’entrata in questo villaggio per tutti noi, ma soprattutto per i nostri giovani è fortemente preclusa, proprio per gli ostacoli di perifericità, di incultura, di arretratezza, di ristrettezza economica, di inabilità operativa e di debolezza culturale che si vivono nel nostro ambiente. Il retaggio di figli di un Dio minore, sembra venire riversato ineludibilmente sui nostri giovani. Il villaggio globale, appartiene a pochi privilegiati, garantiti, fortunati. Ai nostri giovani non è riconosciuto diritto di cittadinanza. La scuola può fare molto perché ad essi si evitino il dubbio del futuro e la rassegnazione degli esclusi.
Premesso che la scuola è l’unica sede in cui si presentano in forma ordinata e relativamente completa le “istituzioni ” dei nuovi saperi, diversamente da quanto accade per le informazioni occasionali e spesso scoordinate che vengono fornite da altre strutture ed in altre circostanze, nel contesto delle problematiche attuali che investono la società, il cittadino e di conseguenza l’alunno nell’ambito territoriale,nazionale e mondiale sul piano dello sviluppo economico e civile, di fronte alla velocizzazione degli strumenti produttivi e di comunicazione di massa che spingono a mantenere il passo con i tempi e ad emarginare sempre di più le realtà deboli ed incapaci a sostenere tali ritmi, per iniziare un reale processo di controtendenza a quello che è il naturale sbocco fallimentare della nostra Regione e del Sud in genere, occorre investire sui nostri giovani, energie del terzo millennio, assicurando ad essi una formazione culturale e professionale, capace di recuperare il ritardo di efficienza e di competenza in cui versano e propulsiva di spinte di crescita adeguate ad agganciare il nostro Mezzogiorno a livello delle realtà più progredite ed a consentire al giovane quei risultati che possono farlo sentire gratificato, vivo e realizzato. Il raggiungimento di tali obiettivi passa necessariamente attraverso il ripensamento e il riaggiustamento di tutto il complesso degli insegnamenti e dei contenuti che la scuola ha impartito finora agli alunni, ormai in parte obsoleti e non più rispondenti e funzionali ai profondi mutamenti che hanno rinnovato e modernizzato il mondo. La Commissione dei Saggi presieduta dal prof. Marigliano a tal proposito afferma prioritariamente che, dato il gravame del sovraccarico enciclopedico, spesso nozionistico, di cui sono intrisi i programmi della scuola italiana, si rende necessario operare un forte alleggerimento e una sostanziale potatura dei contenuti disciplinari, salvaguardandone i fondamentali irrinunciabili e riproponendoli con una tecnica didattica rinnovata e più efficace nel raggiungimento dei risultati. Tutto ciò comporta un forte investimento negli insegnanti in modo da far rinascere gusto per l’insegnamento e piacere che viene dal far conoscere, far discutere , far costruire saperi. La scuola deve
diventare un luogo di vita e di apprendimenti per docenti e studenti altamente
qualificato. Va progettato pertanto, un grande lavoro collaborativo imperniato
sull’interazione fra scuola , università e centri di ricerca. Gli obiettivi di
questo sforzo consisteranno nella riqualificazione culturale dei docenti e nella
riapertura delle vie di passaggio e di aggancio tra
scuola e università. Promovendo , altresì, un costante raccordo tra il sistema
universitario e quello scolastico sulla linea indicato dalla Circolare della Commissione
per i rapporti MURST- MPI. I CONTENUTI IRRINUNCIABILI In premessa, è necessario riconoscere che la costruzione di un curricolo scolastico, per quanto riguarda contenuti e modalità d’insegnamento, presuppone sempre il problema della sua giustificazione. Occorre che ciò che si insegna valga la pena di essere insegnato, tenendo presente due diversi livelli: da un lato, è sempre necessario operare una scelta nella pluralità dei saperi, collegandola all’interpretazione delle esigenze del momento storico, dall’altro si deve stabilire un indirizzo formativo nell’alveo dei principi comuni di convivenza, del pluralismo e della libertà delle idee, nel rispetto di quelli che sono i cardini irrinunciabili posti alla base del dettato costituzionale. Per quanto premesso possono essere delineate delle linee guida su cui incentrare i compiti fondamentali della scuola. La scuola deve garantire a chi la frequenta : · Lo sviluppo di tutte le sue potenzialità e la capacità di orientarsi nel mondo in cui vive al fine di raggiungere un equilibrio attivo e dinamico con esso; · L’assimilazione e lo sviluppo della capacità di comprendere, costruire, criticare argomentazioni e discorsi, per dare significato alle proprie esperienze e d anche per difendersi da messaggi talvolta truccati in termini di verità di valori. Porsi quest’obiettivo significa impegnare la scuola ad una duplice finalità : · Delineare un mappa delle strutture culturali di base, necessaria per il successivo sviluppo della necessità di capire, fare, prendere decisioni, progettare e scegliere in modo efficace il proprio futuro; · Innescare processi di integrazione culturale, sociale e lavorativa, assumendo un impianto formativo che ponga il discente in relazione con la contemporaneità e con il contesto culturale e sociale in cui vive, in un modo non esclusivamente recettivo ma anche critico e propositivo. I CONTENUTI DISCIPLINARI Alla luce di quanto sopra esposto, la Commissione Maragliano per quanto attiene all’area linguistica suggerisce di dedicare una particolare attenzione alla comprensione e alla produzione del discorso parlato e scritto, in tutti gli ambiti linguistici possibili, recuperando piena e corretta efficacia espressiva, comunicativa ed argomentativa. Una assoluta priorità quindi deve essere accordata al controllo della parola nella specificità lessicale e nella chiarezza semantica. La tradizione orale e quella retorica della cultura italiana, raccomanda la Commissione, non sono buone basi per una moderna educazione linguistica che richiede una comunicazione più sostanziale, diretta, non affastellata di termini aulici e di espressioni ricercate e forbite evitando altresì l’acritica accettazione delle attuali tendenze comunicative dei mass-media. È’ necessario, invece, insistere sul valore insito nelle attività di ricezione-produzione della lingua per garantire all’alunno padronanza linguistica orale e scritta e sviluppo di abilità d’uso nel contesto delle circostanze in cui si sviluppa il discorso. La lettura va intesa e sollecitata come emozione immediata e come bisogno piacere di gustare l’architettura espressiva del prodotto letterario, come esperienza di conoscenza e come bisogno-ricerca di approfondimento di problematiche e di chiarificazione della realtà. Non va, infine, frustrata la capacità creativa personale. Quanto alle discipline scientifiche, è essenziale puntare sul lavoro didattico di scoperta e di esperienza diretta a livello di scuola di base, dove c’è spazio e tempo per attività libere di laboratorio e dove i ragazzi possano mettere le mani e gli occhi su oggetti, materiali ed eventi. La conoscenza dei fenomeni, dei processi e degli elementi, nonché delle loro proprietà indirizzerà verso lo sviluppo e l’interiorizzazione dei valori del rispetto dell’ambiente, dell’uso razionale delle risorse e verso la consapevolezza delle emergenze che minano la vita di ogni giorno e la stessa esistenza planetaria. Da qui il coinvolgimento dell’allievo nello sforzo intellettivo di prospettare congetture di risoluzioni progettuali anche sul piano delle ipotesi negli interrogativi che lo sviluppo scientifico trascina con sé. La narrazione storica divulgativa, inoltre, dello sviluppo delle scienze offrirà al ragazzo l’occasione di constatare le difficoltà dello sviluppo scientifico nel corso dei secoli e di entusiasmarsi, nel contempo, di fronte alle strabilianti realizzazioni dell’uomo. Si rende essenziale, ancora, un ripensamento dei modi di impartire gli insegnamenti scientifici non più strettamente legati all’apprendimento dei testi, ma riproposti attraverso i sistemi multimediali di simulazione e attraverso l’esperimento diretto. Particolare attenzione va riservata all’insegnamento della matematica che a parere della suddetta Commissione registra nell’attuale scuola media, il maggior numero di fallimenti a cui si aggiungono un gran numero di esiti al limite dell’accettabilità. Nell’affermare la necessità della matematica per la comprensione e la soluzione di problemi attinenti al campo strettamente scientifico-matematico ed alle scienze sociali, si rende essenziale che i ragazzi non siano demotivati da eccessi di formalismo e non perdano il piacere del matematizzare anche utilizzando in positivo le dinamiche degli eventuali errori compiuti. Alla valorizzazione della componente operativa può fornire un contributo essenziale il ripensamento critico dell’insegnamento della tecnica e delle sue dimensioni culturali che sarà anche da porre allo sviluppo delle capacità di progettazione autonoma e di una comprensione più diretta delle potenzialità operative dell’uomo. Le nuove tecnologie dell’informazione si presentano oggi come ambienti ideali della formazione delle esperienze e della conoscenza. Esse valorizzano al meglio la componente creativa del ragazzo e potenziano le capacità umana, sia sul piano delle azioni sia sul piano dell’arricchimento degli spazi di vita. Le nuove tecnologie informatiche, pertanto, acquistano un valore paradigmatico del potenziale umano e della complessa realtà in cui deve operare. La scuola deve essere anche la sede per un incontro tra i giovani e la civiltà “ figurativa” , intesa come espressione di un fare dotato di una specifica identità . E’ inevitabile legare quest’identità al linguaggio visivo e in questo senso le arti figurative offrono opportunità enormi e non sostituibili allo sviluppo dell’inventiva, dell’operatività, della comunicazione, del giudizio. Un’auspicabile promozione scolastica dell’educazione artistica è quella legata alla valorizzazione e alla conservazione dei Beni Culturali ed Ambientali , sviluppando negli alunni responsabilità e consapevolezza della propria identità storico-culturale. Un essenziale contributo alla costruzione di un insegnamento basato sull’integrazione dei saperi organizzati per tempo essere fornito dalla geografia, intesa come luogo di transizione fra temporalità naturale e temporalità umana e come essenziale tramite di raccordo tra scienza della natura e mondo sociale. Lo studio della geografia non deve essere ridotto di una mera dimensione descrittiva del dato geografico, ma deve offrire l’opportunità di penetrare la comprensione del sistema terra in tutte le sue dimensioni politiche , storiche, economiche, sociali e culturali, offrendo così spunti di riflessione e di aperture ad un maggiore spirito di tolleranza e di collaborazione tra i popoli. Tante storie, una storia. Nel “fare storia” non si possono riproporre tante storie differenziate, ma si deve coraggiosamente puntare ad una storia integrata in cui più che esasperare le sequenze cronologiche degli avvenimenti bisogna puntare nella capacità di saper cogliere le grandi trasformazioni culturali che hanno interessato la storia del passato: dalla letteratura all’arte, alla musica, alla politica, all’economia e come queste incidono in modo determinante nella realtà odierna di tutti i popoli .Il contatto con gli argomenti della storia è opportuno che avvenga con l’integrazione di fonti documentali dirette utilizzando strumenti riproduttivi moderni. L’educazione Civica dovrà focalizzare con maggiore attenzione le tematiche che vengono attualmente evidenziate dalle scienze sociali. In questo contesto si colloca una sorta di navigazione mobile attraverso la varia e complessa strutturazione della società e le molteplici visioni su cui la società potrebbe o dovrebbe essere organizzata. La disciplina, proprio per la sua centralità nella formazione del futuro cittadino e nel mantenimento dei valori democratici, dovrebbe avere più peso nella valutazione scolastica. L’apprendimento delle lingue comunitarie nella scuola media deve in primo luogo rispondere alle esigenze di un uso comunicativo della lingua stessa in una ipotetica contestualità quotidiana. Pertanto l’apprendimento e l’uso della lingua deve essere essenziale,non letterario, finalizzato alla comprensione e produzione di“istruzioni per l’uso ” La capacità di ricreare nella classe un ambiente virtuale di “full immersion” nell’uso della lingua favorirà un apprendimento della stessa più rapido e più stimolante. La musica parla al mondo e parla del mondo, e si fa intendere anche da chi non dispone di una specifica alfabetizzazione musicale. Non si tratta, però, di fare della scuola un luogo solo di informazione sulla musica .Si tratta, invece, di farne una serie di esperienze acustiche e musicali. praticare e realizzare musica in tal senso, oltre ad affinare il gusto dell’allievo, invita alla riflessione, alla capacità critica e a compenetrare, attraverso l’ascolto, il “ non detto delle emozioni” e la sensibilità umana. Il Novecento,
Osservando il territorio Cariatese e il suo hinterland vediamo che la presenza di scuole superiori, Liceo Scientifico ed I.P.S.I.A per meccanici e biochimici, richiama un forte numero di giovani provenienti dai paesi limitrofi. La stessa cosa dicasi per la presenza di un Ospedale civico, due banche ed altri uffici. L’affluenza di tanti utenti potrebbe far pensare ad una società Cariatese benestante e produttiva, ma osservando meglio risultano evidenti le condizioni economiche del territorio che vive del terziario impiegatizio pubblico e privato, di un’agricoltura a limitata produzione familiare, di rimesse di emigrati, di una fascia esigua di addetti all’attività della pesca e con presenza di disoccupati e con preoccupanti sacche di povertà al limite della sussistenza, spesso costrette ad affidarsi alla solidarietà sociale per sopravvivere. Il settore artigianale, un tempo fiorente in varie attività, stenta a decollare e a consolidarsi, date le presenti condizioni di crisi economiche in cui versa il mercato delle aree del mezzogiorno d’Italia, deboli sul piano infrastrutturale, nel sostegno dei finanziamenti nazionali, regionali e bancari ed incapaci ad inserirsi, con prospettive di fiducia, nel contesto concorrenziale della globalizzazione del mercato. Anche il turismo che attira nel nostro circondario migliaia di persone, non è ancora in grado di assicurare e garantire una stabilità economica, dato che la presenza turistica si esaurisce nell’arco di 15/20 giorni limitati, quasi esclusivamente, al mese di agosto. Da questi disagi si originano i due mali endemici della disoccupazione, che raggiunge il 30% dei componenti la forza lavoro e l’emigrazione interna ed esterna al territorio italiano. La disoccupazione rappresenta per i giovani il pericolo più insidioso e causa di devianze, altri sono la mancanza di punti di riferimento, di ideali, ma anche di una guida che, a volte, viene meno per l’assenza dei genitori emigrati. I giovani emigrano anche loro e la nostra società appare sempre più società di vecchi che tira a campare e poco può fare per offrire speranze alle nuove generazioni che non vedono nella scuola e nella cultura una reale e concreta risorsa positiva di crescita, di riscatto e di garanzia per il futuro. Non sempre la scuola, purtroppo, è riuscita a rispondere in modo efficace e convincente ai bisogni dei giovani. Modelli culturali astratti, anacronistici e poco rispondenti alle reali esigenze del nostro ambiente e dei nostri ragazzi, la sua incapacità ad incarnarsi in questa tragica storia di emarginazione dei nostri giovani e dei nostri lavoratori e a sostenere aspirazioni e sicurezze di vita, hanno contribuito a ingenerare nell’utenza l’equivoco della “scuola inutile ” e della cultura non necessaria e poco funzionale nelle garanzie del vivere una realtà a rischio soprattutto per i giovani. Il conseguente rifiuto della scuola e della cultura ha indirizzato i giovani verso attrattive più allettanti e redditizie e di conseguenza il richiamo all’illegalità, all’appartenenza a bande di rispetto ed a criminalizzare la propria esistenza verso destini tragici e senza ritorno. Del resto le facili occasioni alla devianza non mancano. E’ noto come la nostra realtà sia interessata ai traffici illegali lungo la costa ionica, tradizionalmente ritenuta dalla mafia “ zona franca” e di “sbarco protetto”. Tutto ciò favorisce nel nostro Paese un notevole smercio di stupefacenti con conseguente aumento della microcriminalità, che si realizza in furti, scassi in appartamenti, aggressioni e taglieggiamenti. I giovani costituiscono, così, un ottimo mercato di manovalanza per la “ndrangheta” che manovra la parte più debole ed indifesa della società per il proprio vantaggio e, nel contempo, prepara ed organizza bande ed associazioni delinquenziali con cui controlla e compromette la convivenza civile. In questa prospettiva di crescente arretramento e degrado culturale, sociale, civile, ed economico, in cui anche la speranza “ultima dea” sta per essere sradicata e sfrattata dalle nostre contrade, la Scuola rimane stabile nella sua importantissima funzione e rappresenta l’unico strumento di salvaguardia dei valori di civiltà, di autentica educazione dell’uomo, e potente stimolo propulsivo delle migliori capacità e abilità che consentono “a tutti e a ciascuno ” di prepararsi ad espletare un lavoro, di organizzare la propria vita e di contribuire a creare quel benessere materiale e spirituale a cui ogni cittadino per dovere morale e costituzionale è chiamato. Da questa analisi ci rendiamo conto quanto sia difficile operare in questa, realtà quanto importante sia il ruolo che riveste la scuola sia socialmente che culturalmente. Essa, in un sentito e condiviso processo di autoanalisi, in cui per individuare la propria collocazione di funzione e di ruolo in ordine alle aspettative e alle richieste dei giovani e autorinnovandosi, inoltre, nei metodi, nei contenuti e nelle proposte in ottemperanza alle direttive della normativa vigente, divenendo interprete delle problematiche e delle esigenze moderne, nella consapevolezza della propria insostituibilità come agenzia formativa e portatrice di innovazioni di progresso e di benessere, saprà dare all’utenza quell’aiuto indispensabile, pressante e necessario, affinché sia garantito il diritto di ognuno ad essere persona, civile e rispettata in un contesto sociale ed umano vivificato dalla presenza di principi e di diritti che appartengono non a pochi privilegiati, a pochi fortunati, a pochi furbi e protetti, ma all’uomo nella sua globalità di presenza nel mondo. Pertanto quello che è stato negato al nostro ambiente, causando deprivazioni, emarginazioni, potrà essere riproposto dalla nuova concezione della scuola dell’Autonomia che, svincolandosi con flessibilità e sperimentazioni dalle pastoie e dall’inefficacia di un modo sterile, non autentico e spesso dannoso dell’offerta formativa, finalmente, riesca ad arricchire le intelligenze dei nostri alunni e ad indurre processi di miglioramento e di elevamento culturale, morale civile con benefica ricaduta di risveglio e di vita dove congiure, sabotaggi, tradimenti, mafia e prepotenza, chiusure individualistiche, incapacità organizzative, operative e produttive avevano creato sfiducia, rassegnazione, in uno il deserto dell’azione e l’aridità del vivere. FINALITA’ A CUI TENDE IL LAVORO DELLA SCUOLA Crescita culturale, morale, sociale e civile del cittadino di domani; Diritto alla continuità dell’apprendimento (recupero- potenziamento) e diritto alla diversità (sostegno).
L’ambiente familiare, nella maggior parte dei casi, non offre stimoli culturali sufficienti per uno sviluppo armonico della personalità e un accostamento vivo e partecipe al lavoro scolastico. In molte famiglie si registrano, spesso, atteggiamenti di completo disinteresse davanti alle problematiche attuali, e al di là dei bisogni materiali, i figli sono, talvolta, abbandonati a se stessi. Tali situazioni provocano nei ragazzi forme di instabilità emotiva, scarsa autostima, disorientamento, mancanza di regole e di motivazioni che sfociano, inevitabilmente, in atteggiamenti a volte aggressive o violenti o da “ leader” in negativo, tutto questo costituisce fertile terreno per l’attecchimento di situazioni a rischio. La mancanza di un ambiente familiare accogliente, rispondente ai bisogni dei ragazzi, la mancanza di regole nell’andamento della vita familiare, il senso di inadeguatezza, l’ansia di essere accettati, l’ansia di riuscire, provocano o sono conseguenza nei ragazzi di: scarsa concentrazione, incapacità di gestire il proprio tempo, abitudini di studio inadeguate. Pertanto il rapporto tra scuola e famiglia, le due fondamentali agenzie educative, dovrà essere considerato indispensabile per migliorare e potenziare l’educazione dei nostri alunni e per rigenerare così la nostra società. I ragazzi, che frequentano la scuola, vivono quotidianamente due realtà: quella scolastica e quella familiare che sono strettamente interdipendenti; pertanto, per ottenere una loro più completa ed efficace educazione, riteniamo necessario che scuola e famiglia debbano procedere su linee parallele e convergenti con collaborazione fattiva. Come scuola noi ci sforzeremo, tenendo presenti le nostre concrete risorse, di aumentare le offerte per rispondere alle nuove esigenze della famiglia che, a sua volta, dovrà far sentire più forte la sua presenza. Infatti finora c’è stata scarsa attenzione all’opera educativa svolta dai docenti, che solleciteranno i rappresentanti dei genitori dei consigli di classe, ma anche tutti gli altri, ad una partecipazione e ad una presenza più attiva. A tal fine le famiglie degli alunni delle prime classi, dopo la somministrazione delle prove di ingresso, saranno convocate per meglio conoscere le capacità, gli interessi, gli hobby ed eventualmente situazioni familiari particolari e/o difficili. Queste informazioni daranno modo ai componenti i Consigli di classe di avere una conoscenza più ampia del ragazzo e dell’ambiente familiare e sociale in cui vive. Ciò è finalizzato anche al conseguimento di una maggiore concretezza dello stesso consiglio, per una programmazione più realistica rivolta al soddisfacimento delle esigenze collettive ed individuali degli alunni. Le opportunità formative, comunque, non possono esaurirsi nell’ambito scolastico e limitatamente al coordinamento dei curricoli tra i diversi ordini di scuola, fuori dalle mura scolastiche ci sono innumerevoli occasioni per apprendere, per crescere in dimensioni diverse, più motivate, più coinvolgenti. La continuità educativa tra scuola-famiglia necessita di coerenza, di dialogo, di conoscenza reciproca, solo così gli apprendimenti saranno ricchi di significato, disponibili a tutti gli usi e, quindi, utili allo sviluppo dell’autonomia e della personalità del ragazzo. Saranno, pertanto, intensificati i rapporti scuola famiglia per mettere a confronto genitori e docenti per meglio capire i ragazzi e far crescere il loro il senso della sicurezza, dell’accettazione, dell’autostima, consapevolezze queste, che li orientano ad aspettarsi qualcosa di buono dal futuro. CONTINUITA’ EDUCATIVA E DIDATTICA La continuità educativa, di cui alla CM 16.11.99 n.339, nasce dalla necessità di garantire il diritto dell’alunno ad un percorso organico e completo. La nostra scuola, in tal senso, intende portare avanti l’esperienza dell’anno scorso, vale a dire il progetto di “Continuità Educativa”, per non disorientare l’alunno proveniente dalla scuola elementare, per consentirgli di sfruttare pienamente le opportunità formative dei diversi ambienti educativi che percorre e per evitare fenomeni di disagio, di dispersione e mortalità scolastica. Per rendere più concreta l’esperienza di continuità, ci sarà non solo il passaggio, rafforzato dal fascicolo personale, ma anche quanto già predisposto dalla commissione sulla continuità e cioè, oltre al progetto sul piano dell'accoglienza degli alunni, anche la conoscenza sul piano dei requisiti culturali fondamentali di cui i ragazzi devono dotarsi per un proseguimento di studio e di crescita complessiva più sicura e spedita. In ordine alla definizione di iniziative concrete, per avere un più omogeneo e condiviso quadro valutativo delle risorse culturali di base degli alunni, ricadenti nel corso ultimativo delle annualità-ponte, tra la nostra scuola media e i due circoli didattici, presenti nel nostro territorio, si è convenuto di verificare tale preparazione con schede comuni, costituenti prove d’uscita per le scuole elementari e prove di ingresso per la scuola media; (la suddetta operazione è stata effettuata dalle scuole elementari nel mese di giugno, mentre per quanto riguarda la nostra scuola sarà effettuata nei mesi di settembre-ottobre). Tale raccordo consentirà ai due segmenti scolastici di confrontare, attraverso i dati di consegna e i dati che saranno acquisiti da noi, di constatare la tenuta culturale di ogni singolo alunno suggerendo anche eventuali strategie di intervento didattico. Le schede proposte ed allegate alla presente programmazione, con domande ed esercizi appropriati, intendono rilevare i contenuti essenziali di base posseduti dagli alunni. Infine, se dovessero permanere problemi di inserimento, comportamento e di apprendimento, ogni Consiglio di Classe avrà cura di contattare i docenti delle elementari al fine di risolvere i suindicati problemi e, se necessario, ci sarà un incontro triangolare tra i docenti delle due scuole e le famiglie dei singoli alunni in difficoltà. Sul piano delle iniziative concordate con le scuole elementari e Superiori del territorio verrà avviato il progetto di Educazione Stradale. A tal fine i docenti delle scuole coinvolte
nell’intervento programmeranno un itinerario curricolare articolato e procederanno
secondo criteri di complementarità, soprattutto in ordine all’aspetto metodologico,
per far si che il Progetto Educativo dell’una e dell’altra non costituisca un
salto traumatico o difficoltoso per i ragazzi e che spesso è causa di fenomeni di
abbandono scolastico. Particolare attenzione si dedicherà al coordinamento dei
curricoli degli anni iniziali e terminali e ad un’adeguata conoscenza del percorso
formativo dell’alunno finalizzati alla elaborazione di piani d’intervento flessibili che possano rispondere in modo mirato
alla domanda formativa dell’alunno. Si rende, pertanto, necessaria : 1.
una approfondita conoscenza dei programmi reciproci ; 2. l’identificazione
di percorsi curricolari concordati; 3. momenti di
collaborazione incrociata degli insegnanti
delle scuole interessate; 4. incontri e
attività in comune tra gli alunni delle classi degli anni ponte. La continuità educativa, comunque, non
va vista solo ed esclusivamente nell’ambito delle istituzioni scolastiche ma
coinvolge le famiglie, gli Enti Locali e l’A.S.L.e ogni altra istituzione esistente sul territorio. Gli obiettivi da conseguire sono: 1. sviluppare
armoniosamente nell’allievo l’aspetto affettivo-relazionale , guidandolo alla
comprensione ed all’accettazione di contesti sociali sempre più ricchi ed ampi; 2. conseguire
una formazione umana e civica , attraverso gli strumenti dell’esperienza e
dell’informazione; 3. orientamento
, inteso non solo come presentazione delle istituzioni scolastiche presenti nel
territorio, ma come guida all’autorientamento, inteso come conoscenza critica di sé. Si tratterà di verificare che i
processi mentali attivati negli alunni, le strategie educative, i criteri di elaborazione
delle informazioni , i metodi di approccio alle nozioni, evolvano naturalmente , nella
consapevolezza che la scuola del grado superiore dovrà adeguarsi al piano di interventi
elaborato dalla scuola precedente. In coerenza con quanto detto, si
procederà con lo stesso criterio per il sistema di valutazione. L’Educazione Stradale, finalizzata
allo sviluppo del comportamento individuale e di gruppo nel tempo e nello spazio, inteso
come progressiva acquisizione di conoscenze e abilità indispensabili per la salvaguardia
e la tutela dell’individuo nel corso della vita, va inserita nello svolgimento delle
attività di continuità, in quanto
costituisce uno dei momenti di scolarità dell’alunno nei progressivi cicli di studi
e nel raccordo tra i diversi gradi di
istruzione. Nel corso del corrente anno sarà
attuato il progetto” L’Educazione stradale come educazione dell’uomo e del
cittadino” che avrà lo scopo di sensibilizzare e responsabilizzare gli alunni sui
principi e le norme che regolano e disciplinano l’utilizzazione della strada, per
metterli in condizioni di riconoscere le situazioni di pericolo e, quindi, portarli
all’acquisizione di comportamenti corretti e responsabili.
COGNITIVI
La finalità del presente Piano
è quella di uniformare gli interventi educativi, non solo fra le tre Sedi, ma anche fra
le varie classi al fine di rimuovere gli
effetti negativi dei condizionamenti sociali, superare le condizioni di svantaggio
culturale e favorire il massimo sviluppo di ciascuno e di tutti. In particolare la presenza di alunni
portatori di handicap, inseriti nelle classi normali, richiederà l’attuazione di
appropriati interventi educativi e didattici nel rispetto più attento della loro
differenziata situazione. La prima fase di un corretto iter
programmatico e valutativo è quello della verifica della situazione di partenza di ogni
singolo alunno, momento in cui si rilevano i bisogni formativi di ciascuno. Non si tratta
unicamente di effettuare una ricognizione su lacune e carenze, quanto di far emergere le
potenzialità, le abilità acquisite, le risorse, gli stili cognitivi su cui ancorare il
processo formativo. Le difficoltà dell’alunno non andranno certo sminuite , ma
inquadrate in un processo dinamico, suscettibile di sviluppo e modificazioni. Gli ambiti di indagine saranno: a) la dimensione cognitiva; b) la dimensione extracognitiva; c) la dimensione metacognitiva. · stili cognitivi ( strategie di
approccio alle informazioni) · patrimonio culturale ( i saperi ) · abilità di base trasversali (
capacità logiche, operative, comunicative) · aspetti socio-affettivi ( contesto
socio- culturale, modalità di relazionarsi all’ambiente) · sfera affettivo-relazionale ( vissuto e
reazioni, modo di rapportarsi agli altri). L’ambito metacognitivo si
riferirà a : · metodo di studio ( organizzazione del
proprio lavoro, autocontrollo delle procedure utilizzate); · sfera conativa ( impegno,
responsabilità, interesse, motivazione, attenzione). Più specificamente per gli alunni
delle classi I^ si valuteranno i seguenti aspetti: · ambiente familiare; · comportamento sociale; · partecipazione; · impegno; · interesse; · autocontrollo; · attenzione; · interazione comunicativa ( ascolto-
comunicazioni); · memorizzazione; · lettura; · comprensione dei messaggi parlati; · comprensione dei messaggi scritti; · produzione orale e lessico; · operatività; · produzione linguaggi non verbali; · manualità; · abilità motorie. · comportamento sociale; · impegno; · interesse; · partecipazione; · autocontrollo; · metodo di lavoro. Per gli aspetti degli apprendimenti
delle specifiche aree disciplinari si registreranno: Ø per l’area linguistico-espressiva: · lettura; · comprensione dei messaggi orali e
scritti; · produzione; · conoscenza delle strutture; Ø per l’area logico –
matematica: · calcolo; · applicazione di conoscenze; · risoluzione dei problemi; · conoscenza degli elementi di scienze; · osservazione di fatti e fenomeni. Ø Per l’area creativo –
espressiva – tecnico – operativa : · approccio alla disciplina; · conoscenze; · applicazione. Le prove d’ingresso saranno
effettuate nei primi 10-15 giorni di scuola attraverso: · raccolta e analisi dati della
scolarità precedente di ogni singolo alunno; · colloqui con i genitori su esperienze,
comportamento dei loro figli in famiglia e nella vita di relazione extra – familiare; · osservazione di ogni docente componente
il Consiglio di Classe; · prove specifiche per rilevazioni
individualizzate( questionari, test , ecc…). le prove di accertamento iniziale non
serviranno unicamente a misurare le prestazioni degli allievi, ma saranno utile strumento
da inserire nel lavoro didattico che la classe svolgerà nel corso dell’anno
scolastico. Per ottenere risultati più attendibili
si adotteranno i seguenti criteri: a) le prove
non saranno eseguite nei primissimi giorni di scuola, ma solo quando i ragazzi avranno
familiarizzato col nuovo ambiente; b) si verificherà
che le conoscenze non siano nuove per i ragazzi, per cui sarà utile svolgere qualche
esercitazione simile nelle modalità, prima di somministrare le prove stesse; c) presentare
l’attività ai ragazzi spiegando quello che realmente è, senza enfatizzare gli
esiti; d) utilizzare un
sistema di valutazione chiaro e comprensibile ai ragazzi così che possano vedere questo
momento non come << misurativo>>, ma < 1. Autocontrollo Classe I^ ü Comportarsi correttamente
all’entrata, all’uscita, alla ricreazione, al cambio dell’ora. ü Nella discussione e nel gioco prima di
intervenire, attendere il proprio turno. ü Saper controllare e superare
atteggiamenti egocentrici. ü Rispettare le regole della classe e della scuola , l’ambiente e le cose non
proprie. Classe II^ - III^ ü Potenziare le varie articolazioni sopra
descritte, favorendo la progressiva ed autonoma acquisizione dei comportamenti civili. 2. Socializzazione Classe I^ ü Saper accettare e rispettare la
diversità propria ed altrui. ü Accettare il gruppo di gioco o di
lavoro predisposto dall’insegnante. ü Partecipare alle attività evitando di
isolarsi. ü Aiutare i compagni in difficoltà e
lasciarsi aiutare. Classe II^ - III^ ü Condannare ogni forma e atteggiamento
di violenza. 3. Senso di
responsabilità Classe I^ ü Assiduità nella frequenza. ü Rispettare il proprio corpo curando
l’igiene personale e l’ordine. ü Trasmettere puntualmente le
comunicazioni Scuola – Famiglia. ü Rispettare le consegne. ü Essere provvisto degli strumenti di
lavoro.
ü Potenziare le varie articolazioni sopra
descritte, favorendo la graduale interiorizzazione dei valori di responsabilità e senso
del dovere, promuovendo l’assunzione sempre più autonoma di atteggiamenti maturi e
responsabili ü Acquisire fiducia nelle proprie
capacità. ü Essere capace di prendere semplici
iniziative e portarle a termine. ü Riconoscere le differenze fra le idee
proprie e quelle altrui. Classe II^ - III^ ü Potenziare le varie articolazioni sopra
descritte portando l’allievo a riconoscere le sue potenzialità per sfruttarle
appieno in modo sempre più personale. 5. Metodo di
lavoro Classe I^ ü Usare correttamente il diario. ü Saper distribuire i propri impegni nel
tempo. ü Usare adeguatamente i libri di testo e
gli altri strumenti di lavoro. ü Avviarsi ad operare in modo autonomo
sia nei lavori individuali che di gruppo. ü Riuscire, guidato, a cercare informazioni, materiali, documentazioni. Classe II^ ü Superare l’apprendimento
mnemonico. ü Appropriarsi dell’uso dei vari
strumenti operativi e dei linguaggi specifici. ü Operare in modo autonomo. ü Dimostrare gusto per
l’apprendimento e la ricerca. Classe III^ ü Potenziamento dei punti sopra esposti. ü Affrontare lo studio in modo
problematico e critico. ü Arricchire ed usare correttamente i
linguaggi specifici e padroneggiare l’uso degli strumenti. ü Sviluppare capacità di coordinamento
inter e pluridisciplinare. Classe I^ ü Avviarsi ad una reale percezione di
sé, delle proprie risorse e dei propri limiti. ü Sviluppare il processo di autostima (star bene con se stesso, con i compagni, la
famiglia, la scuola e gli altri). Classe II^ ü Potenziare l’autostima. ü Favorire la scoperta-valorizzazione dei
propri interessi, abilità, attitudini, limiti. ü Avviare lo studio della realtà
circostante. Classe III^ ü Conoscenza critica di sé, finalizzata
a potenziare l’autostima e ad operare scelte consapevoli. ü Sviluppare lo studio della realtà
socio-economica circostante, inquadrandola nella più ampia ottica nazionale ed europea. ü Saper progettare il proprio futuro
operando scelte consapevoli.
Organico di fatto in complesso stabile Tempo prolungato Sperimentazione: bilinguismo (francese–inglese) Laboratorio informatico, linguistico, scientifico Aula multimediale Palestra Biblioteca scolastica Attività sportiva pomeridiana Attività di recupero e di potenziamento pomeridiana Operatore tecnologico Progetti relativi a:
Educazione stradale; Arte vasaia; Orientamento scolastico Strumenti e sussidi audiovisivi Mensa Insegnanti di sostegno Visite guidate-uscite didattiche Commissioni : a) Commissione progetti; b) Commissione POF; c) Referente sicurezza; d) Addetti biblioteca; e) Gruppo “H”;f) Referente educazione sanitaria; g) Coordinatori dipartimenti; h) Docenti incaricati formazione orario scolastico; i) Coordinatori consigli di classe; l) Responsabili funzioni –obiettivo ; m) Addetto vigilanza Sede staccata; n) Staff dirigenza; o) Tutor informatico.
Richiesta consulenza per casi difficili (operatori ASL), Équipe socio-psico-pedagogico.
Se l’handicap rappresenta di per sé un grosso svantaggio, ciò diventa ancora più pesante quando il disabile vive in un ambiente familiare, relazionale e sociale deprivato. Il ragazzo che soffre la condizione di handicap in tale situazione non ha alcuna possibilità di migliorare e di sviluppare capacità che possano rendere meno sofferti la gestione di sé ed il rapporto con l’esterno. Il nostro Istituto, in proposito, intende realizzare un progetto finalizzato a sviluppare nell’alunno portatore di handicap una coscienza civica che gli permetta di fruire dell’ambiente circostante conoscendolo, valorizzandolo, operando in esso con maggiore gratificazione e di acquisire le strutture mentali essenziali per essere autonomo nei bisogni elementari, nell’uso degli oggetti, nell’orientamento temporo-spaziale, nella lettura dei simboli e nella comprensione delle strutture logiche. Il progetto non si atterrà solo alle abilità del leggere e dello scrivere, ma offrirà una pluralità di stimoli didattici indirizzati alla capacità di uso funzionale di strumenti propri dell’autonomia sociale per affrancarlo il più possibile dalle dipendenze del quotidiano.
Nella salvaguardia del disposto dell’art.74, 3° comma, decreto legislativo n°297/94 e di quanto previsto nell’art.3 dll’O.M. n.91 del 7.3.2000, i giorni effettivi di lezione saranno 200. Il calendario scolastico, adattato alle esigenze locali, prevede come giorno non destinato alle attività didattiche il 27 febbraio 2001 per partecipare alle manifestazioni organizzate per il “carnevale”. ORGANIZZAZIONE
DELLE ESPERIENZE EDUCATIVE E
|
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| CLASSE | N° TOTALE CLASSI | TEMPO NORMALE INGLESE | TEMPO PROLUNGATO INGLESE | TEMPO PROLUNGATO FRANC.-INGL. | TEMPO PROLUNGATO FRANCESE | BILINGUISMO INGLESE FRANCESE |
| PRIMA | 6 | I A-F | I D | I B | I G | I C-E |
| SECONDA | 7 | II A-F | II D | II B | -- | II C-E |
| TERZA | 7 | III A-F | III D | III B | III G | III C-E |
PROSPETTO RELATIVO ALL'UBICAZIONE DELLA POPOLAZIONE SCOLASTICA
SEDE |
ALUNNI PIANO SUP. | ALUNNI PIANO INF. | CLASSI PIANO SUP. | CLASSI PIANO INF. |
| CENTRALE | 170 | 149 | 8 | 7 |
| SUCCURSALE | 52 | --- | 3 | -- |
| SEZ. STACCATA | -- | 17 | -- | 2 |
TOTALE ALUNNI
388 (MASCHI 202=52,06% - FEMMINE 186=47,94%)
CONSISTENZA DEL PERSONALE DOCENTE E NON DOCENTE
(con rapporto di lavoro a tempo pieno)
DOCENTI
| DISCIPLINE | N. |
| LETTERE | 16 |
| INGLESE | 3 |
| FRANCESE | 3 |
| SCIENZE MATEMATICHE | 8 |
| EDUCAZIONE TECNICA | 5 |
| EDUCAZIONE ARTISTICA | 5 |
| EDUCAZIONE MUSICALE | 4 |
| EDUCAZIONE FISICA | 4 |
| RELIGIONE | 2 |
| SOSTEGNO | 2 |
| TOTALE | 52 |
PRESIDENZA
DIRIGENTE SCOLASTICO |
1 |
| STAFF DIRIGENZA | 2 |
| FUNZIONI OBIETTIVO | 3 |
| TOTALE | 6 |
PERSONALE ATA
|
TOTALE OPERATORI SCOLASTICI N. 71
ORARIO SETTIMANALE DELLE LEZIONI
TEMPO NORMALE
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TEMPO PROLUNGATO SEZ. B
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TEMPO PROLUNGATO SEZ. D
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BILINGUISMO
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Nelle giornate di Lunedi e Venerdi funziona la mensa scolastica.
Vi saranno ,inoltre, verifiche mensili e quadrimestrali sugli obiettivi che si sono programmati mediante prove oggettive, colloqui, questionari, composizioni scritte e prove tecno-pratiche. Per le terze classi le verifiche saranno impostate anche in funzioni del colloquio d’esame attraverso prove multidisciplinari. L a valutazione sarà globale e perciò terrà conto, oltre che degli esiti delle verifiche, anche della maturazione generale della persona e del suo comportamento. E’ chiaro, infine, che nella valutazione si terrà presente la situazione iniziale dell’alunno, il suo ritmo d’apprendimento, le sue capacità, l’ambiente socio-familiare in cui vive. Le risultanze della valutazione saranno verificabili dagli alunni e dai genitori in qualsiasi momento, anche attraverso un documento trasparente qual è la scheda di valutazione.
ORGANIZZAZIONE DELLE ESPERIENZE EDUCATIVE E DELLE SOLUZIONI DIDATTICHE.
Le scelte innovative della nostra scuola hanno inteso privilegiare i seguenti progetti:
A) progetti riferiti agli alunni: Arte vasaia, Sicurezza stradale , Corso musicale di chitarra classica”, Arte marinara, Giornalino On-line, Educazione Ambientale, Scuola genitori, Progetto di gemellaggio tra scuola media statale “ E. De Amicis” e classi europee.
B) progetti di formazione in servizio del personale scolastico sui seguenti temi di rilevante importanza nell’attuale contesto di riforma dell’istruzione :
Ø La motivazione nei processi e negli ambienti di apprendimento;
Ø Dalla programmazione al Curricolo flessibile;
Ø Contenuti e percorsi didattici dei nuovi curricoli .
C) progetti speciali: La nostra scuola manifesta altresì la piena disponibilità ad integrare il Proprio
POF con progetti
speciali nazionali che
verranno elaborati ed
offerti dall’Amministrazione
Centrale della Pubblica
Istruzione riguardanti lo
sviluppo dell’educazione
motoria , fisica e sportiva, il potenziamento della biblioteca
scolastica,
I progetti prescelti tengono conto della realtà nella quale vive ed opera la nostra scuola, recuperando, altresì, attraverso la loro proposizione le migliori tradizioni artigiane del territorio. Il mestiere del “vucalaro” (l’artigiano che lavora l’argilla, il vasaio ) è stato da sempre un mezzo di comunicazione anche culturale con realtà e civiltà diverse dalla nostra.
Il prodotto finito (anfore,vasi,orci,lumi ad olio che nella forma hanno conservato la cultura greca) ha varcato i confini regionali e talvolta anche quelli nazionali. Un nuovo modo di fare scuola, quindi, intesa come laboratorio che interagisce con la realtà socio-economica del territorio.
La forte presenza, inoltre, nella nostra scuola di alunni nati all’estero perché figli di emigrati sollecita la necessità di offrire a questi ragazzi la possibilità di una cultura europea e la conoscenza di almeno una seconda lingua comunitaria che, aggiunta a quelle già conosciute, potrebbe dar loro una maggiore possibilità di inserimento nel mondo del lavoro.
La scelta dell’insegnamento della lingua inglese e francese ,inserita nel POF va per l’appunto in questa direzione, la sua attuazione è vincolata ai finanziamenti che il Ministero vorrà predisporre.
A tal proposito il nostro istituto si è inserito nei canali sperimentali dell’insegnamento di una Seconda lingua europea “inglese” già nell’anno scolastico 1997/98,giusta disposizione art.277, legge 217/94, in risposta alla forte domanda da parte dei genitori, coinvolgendo nell’iniziativa un gruppo di alunni che hanno proseguito nella sperimentazione anche negli anni scolastici 98/99 e 99/2000 ,usufruendo del disposto della circolare ministeriale n.304
del 10/07/1998 che ha come oggetto l’introduzione dell’insegnamento non curricolare e facoltativo di una seconda lingua comunitaria nella scuola media L.18/12/1997 n.440.
Anche nel corrente anno scolastico, la nostra scuola ,in seguito alle pressanti richieste dell’utenza, intende assicurare il completamento del corso sperimentale triennale, aderendo al progetto “lingue 2000”.
Nell’intento di offrire la medesima opportunità anche ad altri alunni,che , in caso contrario, si vedrebbero penalizzati e discriminati in questa loro legittima esigenza, la nostra scuola chiede il proseguimento nel progetto “lingue 2000” di n° 2 Corsi, già attivati e , vista la forte domanda delle famiglie, l’istituzione di un nuovo corso. La richiesta del terzo corso scaturisce dall’esigenza di offrire una irrinunciabile opportunità all’acquisizione di una seconda lingua comunitaria che è nell’aspettativa di alunni e genitori. In conclusione si chiede l’attivazione di tre corsi per un ammontare complessivo di 320 ( 240 ore per l’Inglese e 80 per la lingua Francese) di insegnamento,pari a £. 16.000.000 per retribuzione del personale e lire 2.000.000 ? per acquisto software specifico.
Al futuro cittadino europeo, inoltre, non può essere negata una conoscenza puntuale e precisa dei comportamenti da tenere sull’intero percorso viario del vecchio continente, partendo dalla realtà del piccolo centro jonico che, in particolari periodi dell’anno mostra tutta la pericolosità derivante spesso da un utilizzo non appropriato del mezzo meccanico, dal non rispetto delle più elementari norme di sicurezza e della segnaletica stradale.
In direzione di questi grandi obiettivi la nostra scuola ,l’Amministrazione Comunale di Cariati, la fondazione Cesar (Centro Europeo di Ricerche dell’Economia Sociale e dell’Assicurazione) e tutte le altre istituzioni scolastiche presenti nel territorio hanno avvertita l’esigenza e la necessità di costituire un gruppo di lavoro e di ricerca per articolare proposte operative al fine di dare
risposte a un problema che negli ultimi anni è diventato sempre più drammatico
: l’educazione stradale.
Per offrire, ancora, ai ragazzi più partecipi occasioni e stimoli di maggiore impegno e per favorirne la crescita e l’eccellenza di intelligenza e di abilità si rende necessario che la didattica, sul versante della multimedialità, padroneggi ed utilizzi con maggiore frequenza gli strumenti multimediali della nuove tecnologie.
A tal proposito la scuola ha inteso offrire ai ragazzi l’opportunità di partecipare al Progetto “Giornalino On-Line“ per facilitare conoscenze ed uso degli strumenti multimediali e contatti più allargati d’informazione nel mondo di Internet.
Il computer, infatti, è uno scatolone vuoto che va riempito con fantasia e creatività e integrato con i mezzi più tradizionali della scuola, il libro, la matita, il foglio da disegno ed è, inoltre, lo strumento più efficace di didattica ludica e creativa che il ragazzo, interessato, certamente non rifiuterà. Sul piano ancora della valorizzazione dell’eccellenza viene riproposto il corso di chitarra classica, sempre richiesto da parte dell’utenza scolastica, per affinare la versatilità e le doti di alcuni ragazzi particolarmente portati per questo strumento musicale.
La valutazione della validità dei progetti è attuata ricorrendo a strumenti diversificati e verificando indicatori di qualità.
Strumenti:
- Autoanalisi dei diversi team-docenti impegnati nelle attività;
- Analisi da parte del Collegio dei docenti della congruenza fra obiettivi del progetto e risultati raggiunti, desunti dalle schede di rilevazione presentate dal responsabile del progetto;
- Questionari rivolti agli alunni ed alle famiglie per verificare l’accettazione dell’organizzazione didattica;
- Eventuali incontri con esperti allo scopo di controllare, verificare e regolare i processi in atto.
Indicatori di qualità:
-
tasso di frequenza in caso di
attività extracurriculare ed opzionale;
-
qualità e quantità della produzione specifica;
-
condivisione collegiale del progetto;
-
coinvolgimento interdisciplinare dei docenti impegnati, teso a
garantire l’unitarietà dell’insegnamento;
-
rapporto sinergico, costante e proficuo fra insegnanti e
famiglie;
-
disponibilità dei docenti ad intendere la valutazione non
esclusivamente come metro di giudizio della preparazione degli alunni, ma anche come
momento che offra la possibilità di valutare, rivedere, rafforzare e correggere il
proprio intervento didattico;
-
disponibilità dei docenti all’innovazione didattica,
all’aggiornamento professionale, alla flessibilità ed alla sperimentazione continua;
-
impostazione didattica di
metodiche individualizzate;
-
definizione collegiale di un
target produttivo culturale, fondamentale ed irrinunciabile nei suoi obiettivi
sostanziali.
Altro punto qualificante dell’autonomia scolastica è la formazione in servizio del personale. Il docente della scuola del progetto non può essere considerato come il semplice esecutore di norme e criteri didattici elaborati altrove.
Nessuna riforma è possibile senza il coinvolgimento “dell’animatore per antonomasia” cui spetta accertare le esigenze dell’apprendimento e dell’insegnamento per avere le opportune risposte.
E ciò
non è possibile
se l’insegnamento rimane
quello tradizionale assimilato
negli anni ,
Di conseguenza
è dovere dell’insegnante curare
il
Approva ,
inoltre, il progetto di
aggiornamento “La motivazione nei processi e
negli
Per
coordinare didattiche
, contenuti e metodologie
di verifiche , con l’intento di conseguire
più incisiva
la trasmissione teorico-applicativa dei
contenuti proposti
, avvalendosi delle nuove
L’istituto , così, si è potuto dotare di:
-
un
moderno ed attrezzato laboratorio informatico; strumenti e sussidi audiovisivi vari;
-
un laboratorio linguistico; un laboratorio scientifico;
una biblioteca insegnanti ed alunni; una mensa; una
palestra coperta; un’aula multimediale.
2.
Razionalizzazione e
rafforzamento del sostegno e del recupero degli studenti in difficoltà;
3.
Coordinamento con le scuole del I° e del II° Circolo per quanto riguarda la
continuità educativo-didattica degli alunni
e per l’inserimento degli alunni in situazione di handicap;
4.
Aggiornamento
dei docenti per consentire loro di acquisire rapidamente gli strumenti di una mentalità progettuale
indispensabile per dare nuovo vigore all’attività didattica;
5.
Orientamento
come valorizzazione delle attitudini degli alunni che permettano loro lo
sviluppo ed
il conseguimento di una formazione critica e di una
scelta adeguata;
6.
Rivitalizzazione del rapporto
scuola famiglia;
7.
Prevenzione e superamento e
superamento del disagio scolastico;
8.
Omogeneizzazione, laddove
possibile, nell’adozione dei libri di testo, pur nel rispetto della libertà didattica del singolo docente.
Il metodo interessa
il modo con cui vengono somministrate le informazioni agli alunni, dal
primo momento della comunicazione a tutto il
periodo di sviluppo dell’U.D. o sequenza, cioè fino alla fase che prevede
la verifica e la valutazione formativa.
Le
metodologie di
cui i docenti si avvarranno
saranno le seguenti:
-
Metodologia di tipo induttivo-deduttivo;
-
Metodologia della comunicazione
nella molteplicità delle sue forme (grafica,
iconica, verbale);
-
Metodologia esperienziale
che dia importanza al racconto diretto (verbale, scritto, grafico)
degli alunni e
al loro personale coinvolgimento in varie attività (viaggio d'’struzione,
visite guidate, lavori di gruppo);
-
Metodologia della ricerca
individuale e di gruppo (ricerche di tipo storico,geografico,scientifico,
tecnologico,ecc.) avente carattere interdisciplinare.
Si precisa
che nelle prime classi si cercherà un raccordo con la
metodologia usata nella scuola primaria attraverso contatti con gli insegnanti della
stessa.
La validità del metodo sarà
rapportata al conseguimento dell’acquisizione degli obiettivi. Tutti i mezzi
disponibili nella scuola e nel territorio saranno individuati ed utilizzati (palestre, laboratori, biblioteche, libri di
testo, diapositive, video, videocassette, documenti, visite guidate a breve e medio
raggio, CD ROM).
VALUTAZIONE DELL’EFFICACIA E DELL’EFFICIENZA DELL’ATTIVITA’ SCOLASTICA
Nell’art. 17 della nostra carta dei servizi si parla della valutazione del servizio e nell’art.18 del principio al quale si ispira: “l’autodiagnosi”, il cui esito sarà positivo se finalità ed obiettivi a livello cognitivo sono stati raggiunti, se ogni offerta fatta dall’azienda scuola si è concretizzata, se le esigenze degli alunni e delle famiglie sono state soddisfatte.
Per una corretta autodiagnosi faremo riferimento a quattro aree:
1. l’area delle prestazioni ( il modo di fare scuola, conoscenze generali e specifiche dell’insegnante);
2. l’area del clima all’interno della scuola (rapporti interpersonali tra i docenti e la dirigenza, precisa suddivisione dei ruoli, circolarità delle informazioni,ecc.);
3. l’area dell’organizzazione (corsi di aggiornamento professionale, attività di recupero, di integrazione e di potenziamento, attuazione dei progetti, uso degli strumenti in possesso della scuola, capacità di utilizzare tutte le risorse finanziarie a favore dell’azienda scolastica, ecc.);
4. l’area dei servizi (verifica degli esiti di competenza degli alunni, delle classi, della scuola, l’efficacia delle varie attività programmate, ecc.).
Sara’ proprio
la suindicata autovalutazione, da molti in verità contestata, a portare alla luce
eventuali punti carenti della nostra organizzazione e ci stimolerà a rendere sempre più concreto quanto si legge
nell’art.17: “la scuola si propone
l’obiettivo del miglioramento continuo e progressivo del servizio
scolastico…”.
A sostegno
dell’esigenza e del ripensamento critico dell’offerta formativa, sono stati
predisposti specifici questionari per alunni, genitori e docenti, al fine di rapportare le distinte valutazioni, addivenendo ad una
migliore e più efficace proposizione del lavoro scolastico.
Un collegio dei docenti da tenere nel mese di novembre procederà a monitorare ed a valutare il sistema scolastico, a formalizzare la sperimentazione della flessibilità dell’orario delle lezioni a partire dall’anno solare 2000, a calendarizzare l’esecuzione dei progetti delle attività aggiuntive.
La cultura del lavoro di gruppo”, una cultura assai poco diffusa in una scuola eminentemente verticistica, caratterizzata da un passato di adempimenti vissuti in modo prevalentemente burocratico, è, oggi, nella scuola dell’autonomia assolutamente centrale per la vita della sua organizzazione.
Un progetto di offerta formativa d’Istituto, per tradursi in un progetto ridisegnato a livello di team disciplinari e classi, ha bisogno del massimo di confronto e di intenti comuni. La cultura del risultato atteso , la declinazione in termini operazionali di obiettivi pedagogici disciplinari e trasversali sono tutte operazioni che richiedono agli operatori di confrontarsi e mettere in discussione il proprio stile di lavoro. Occorre saper scegliere insieme e di comune accordo non solo gli obiettivi pedagogici , ma anche i conseguenti contenuti e saperi minimi, le metodologie didattiche più appropriate, i mezzi più adatti.
Un tale progetto formativo è impensabile che possa essere realizzato senza un efficace “lavoro di squadra” coordinato ed organizzato in dipartimenti.
Il barricarsi della categoria dietro i “miti razionalizzati“ ( ad es. la libertà d’insegnamento vissuta come anarchia e atomismo dell’interpretazione e della collocazione organizzativa, e non come libertà ideologica contro convulsioni stataliste di orientamento del pensiero ) nasconde l’insicurezza dell’improfessionalità di cui, tra l’altro paradossalmente, gli insegnanti non portano nessuna colpa
( chi ha loro insegnato ad insegnare?, chi li ha abituati alle consapevolezze di collocazione organizzative ? , chi li ha formati e aggiornati ? ).
L’istituzioni dei dipartimenti come luoghi privilegiati della socializzazione, formazione, sperimentazione e ricerca diventa allora imperativo categorico per capire, migliorare, correggere.
Si tratta
di raggiungere tutti insieme i risultati, evitando deliri d’onnipotenza; a tal fine bisogna anche ammettere al proprio
“ Io collettivo” che si può mancare il traguardo, non cogliere il
risultato.
· Presiede il dipartimento disciplinare e sa, quindi, gestire i gruppi di lavoro.
· Aiuta i colleghi a distillare le valenze educative e formative connesse alla disciplina in oggetto.
· Rielabora criticamente lo statuto epistemologico della disciplina, adattandolo all’evoluzione della ricerca scientifica ed accademica ed anche cogliendone eventuali limiti euristici.
· Ha una concezione storico-dinamica ed evolutiva del pensiero disciplinare.
· Aiuta i colleghi ad elaborare gli obiettivi operazionali specifici della disciplina, in coerenza con i bisogni formativi degli allievi e con il P.O.F.
· Definisce operativamente con i colleghi i “ saperi minimi” che è indispensabile erogare sia in rapporto all’anno in corso sia in relazione alle esigenze del futuro ruolo che l’allievo andrà a ricoprire ( raccordo con l’orientamento ).
· Sollecita alla predisposizione di prove comuni per classi paralleli ai di una omogeneizzazione valutativa all’interno della scuola.
· Utilizza le risorse del gruppo stimolando la creatività, la sperimentazione e la ricerca.
· Stabilisce momenti di valutazione ( almeno due volte l’anno) del modo e dello stile di lavoro assunto dal gruppo.
· Facilita l’empatia tra i partecipanti e agevola l’instaurarsi di un’atmosfera di lavoro sereno e rilassato, evitando al contempo lassismo e rilassatezza eccessiva.
A livello pratico si tratta di disporre di un luogo fisico dove gli insegnati delle aree disciplinari omogenee ( letterarie- espressive e tecnico-scientifiche ) hanno modo di lavorare negli incontri periodici.
Tale svolta è non solo “ auspicata”, ormai da tutto il comparto scuola, ma “ dovuta” , in quanto il passaggio a regime dell’autonomia esclude il poter riferirsi semplicemente ai “ programmi ministeriali”.
I nuovi ” paletti di riferimento “ , al di là del core curricolo centrale – che comunque, secondo le intenzioni, dovrebbe essere “ leggero”( basta leggere l’impostazione data “ Documento sui saperi minimi “ e redatto dalla “ Commissione dei saggi “ ) saranno le scelte del P.O.F. operate in raccordo agli specifici bisogni locali di formazione.
I dipartimenti disciplinari, quindi, potranno, se opportunamente attrezzati e condotti, diventare dei veri e propri “ laboratori disciplinari “ spendibili per le attività didattiche con gli allievi, secondo il concetto di “ classe aperta “ e di progettazione modulare, richiamati di recente anche documenti “ ufficiali”.
La scuola è un
luogo di lavoro, è il luogo dove per eccellenza vengono formati i futuri cittadini ed i
futuri lavoratori.
Una scuola moderna,
consapevole, inserita nella complessità della realtà attuale deve sentire il bisogno di
aprirsi, di ascoltare altre possibili “voci” competenti sulla “educazione
alla sicurezza”, di partecipare ad un processo collettivo di formazione che coinvolge
nella realizzazione di obiettivi comuni, tutti i soggetti competenti.
L’elaborazione
del P.O.F. offre l’opportunità per tradurre nel concreto questo modo diverso,
globale e non tradizionale di educare gli alunni, ma non solo, ad occuparsi della propria
sicurezza, della propria salute e benessere e quindi della propria qualità della
vita…a partire dall’età in cui si impara meglio: quella della scuola!
Pur nel rispetto
dell’autonomia didattica di ogni singolo docente, si riportano alcuni esempi che
evidenziano come il tema della salute e della sicurezza, nelle programmazioni individuali
e nei consigli di classe può essere affrontato, usando metodi, strumenti didattici più
avanzati e divertenti e di grande impatto comunicativo. (I progetti sono riportati
nell’apposita scheda)
CARATTERISTICHE DEL TEMPO PROLUNGATO E DEI CORSI SPERIMENTALI
Precipua
peculiarità del tempo prolungato è l’accrescimento del tempo educativo con
l’intento di attuare:
-
interventi individualizzati
finalizzati al recupero, al sostegno e all’approfondimento;
-
-
utilizzo del tempo prolungato come
opportunità privilegiata di didattica sperimentale e laboratorio di creatività
individuale e di gruppo.
Le cattedre del tempo prolungato saranno così articolate:
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Il collegio dei
docenti è fermamente convinto che anche le lingue moderne e la riflessione sulle stesse
sono educative e formative come lo è il latino.
Si avverte,
inoltre, la necessità di programmare le lingue moderne su tutto l’arco della
scolarità, dall’elementare alla maturità, proprio perché se l’area di
insegnamento è una, le discipline, cioè le lingue appunto, sono molteplici e la
pluralità deve essere salvaguardata. Due lingue straniere moderne sono bagaglio
irrinunciabile per il giovane italiano che dovrà operare in una Europa senza frontiere e
che non voglia appiattirsi su una preparazione monoculturale.
Il corso
sperimentale di bilinguismo si caratterizza, infine, per i seguenti obiettivi che intende
raggiungere:
1.
comprensione di messaggi verbali e
non, relativi allo specifico delle discipline;
2.
ampliamento degli orizzonti
culturali tramite il confronto tra le diverse culture;
3.
sviluppo della capacità di
attenzione, deduzione, memorizzazione e pianificazione delle attività in vista della
comunicazione in lingua straniera livello
orale e scritto.
La loro
presenza, pertanto, nella scuola sta a significare la presenza di tutte le lingue
straniere con effetti di interscambio e pluralismo culturale, massimamente produttivi a
livello di formazione umana e scientifica.
Riguardo al
rientro pomeridiano dei due corsi che effettuano la sperimentazione bilinguistica, il
collegio dei docenti ha deliberato che:
-
si effettua nei corsi C ed E, comporta un solo rientro pomeridiano a settimana.
Per le classi IB, IIB e IIIB anche nel corrente anno scolastico verrà richiesta la
prosecuzione della sperimentazione della seconda lingua comunitaria per un numero di 240
ore, per un corso, pari alle tre classi del corso di cui sopra.
Il progetto
sperimentazione bilinguismo comporta due rientri pomeridiani, esso avviene:
-
il lunedì per un corso e il
venerdì per l’altro;
-
ad anni alterni interesserà:
un’ora l’Educazione Musicale,
un’ora l’Educazione Fisica
un’ora l’Educazione Artistica,
un’ora l’Educazione Tecnica.
Per l’anno scolastico 2000/2001 si utilizzerà il secondo
schema.
Tra le attività pomeridiane del T.P. si auspica l’acquisizione
di una pagina sui giornali locali per dare spazio agli alunni di:
1.
potere esprimere alla
collettività le loro esigenze, preoccupazioni e proposte, oltre che sindacare
l’operato degli adulti;
2.
dare l’opportunità alla
scuola, nel principio della trasparenza, di informare anche l’utenza delle attività
svolte e dei progetti realizzati volta per volta.
E’ già
attiva un’unità tecnico-operativo di consultazione, progettazione e sviluppo, che ha
anche la funzione di centro di servizi multimediali riservato principalmente ai docenti.
Tale unità è
costituita da un computer multimediale, collegamento ad Internet, un sistema di cattura di
immagini da test o da fonti televisive, un televisore e due video registratori.
Nella consapevolezza che l’orientamento scolastico rappresenta
una finalità costitutiva della scuola media e che non può esaurirsi nello spazio
temporale di una settimana (quella precedente alla iscrizione alle scuole superiori), La
scuola E. De Amicis di Cariati (CS) ritiene di riprendere la collaborazione col centro di
orientamento scolastico e professionale di Cosenza Per trovare collaborazione. Sussidi e
consulenza nella elaborazione della dimensione orientativa della propria attività
didattica. Il Collegio di Docenti, nell’intento di responsabilizzare l’utenza
scolastica, istituisce,inoltre:
I giovani d’oggi sono sottoposti a continue tentazioni e
provocazioni, si ritiene pertanto opportuno creare uno sportello dello studente, che non
deve essere inteso solo come cahier de doléances, anche se le lamentele dei ragazzi vanno
ascoltate, ma come partecipazione attiva dell’alunno alla vita della scuola. Con la
creazione di tale sportello l’alunno si sentirà
parte importante della comunità “scuola”e sarà chiamato a partecipare
attivamente ad elevare qualitativamente l’attività ed il prodotto scolastico.
Tutte le segnalazioni , debitamente firmate,verranno raccolte in un
apposito fascicolo e portate all’attenzione di chi di dovere (Docente, Dirigente,
Consiglio di Classe… ). Ad ogni alunno verrà data risposta sul quesito formulato.
Gli alunni potranno, inoltre, fare capo alla
Funzione Obiettivo competente per eventuali proposte e segnalazioni.
VIAGGIO D’ISTRUZIONE
A livello indicativo si propongono mete possibili: Perugia, Assisi,
Firenze ( da scegliere in base a criteri economici e di convenienza). In alternativa.
Visita ai laghi di Garda e di Como e luoghi Manzoniani o le bellezze della terra di
Versilia.
Gli obiettivi principali da raggiungere sono:
-
l’acquisizione del senso
artistico e tecnico a diretto contatto con le fonti;
-
la constatazione che le
espressioni artistiche e i luoghi studiati sono reali e vivi come lo sono le discipline
interessate;
-
la conoscenza di nuove forme di
attività e di organizzazione del lavoro con le relative conseguenze di ordine economico,
professionale e sociale;
-
il rafforzamento di rapporti
interpersonali e sociali.
In stretto rapporto con la programmazione dei consigli di classe
saranno effettuate delle visite guidate nel territorio e in Calabria per far conoscere
agli alunni gli aspetti storici, geografici, artistici, culturali e produttivi della
nostra regione.
A titolo indicativo si suggeriscono tre itinerari storico-artistici:
1.
Rossano Bizantina: la chiesa dell’Achiropita
, il Codex purpureus, la chiesa di San Marco, l’Abbazia del Patirion ( dove al
termine della visita si può effettuare il pranzo), scavi di Sibari, laghi di Sibari e
ritorno;
2. Cirò Marina: Museo, mercato saraceno di Punta
Alice, Montecatini;
3. Crotone: tesoro di Hera Lacinia, visita agli
scavi di Capocolonna, pranzo alle Castella, visita al castello aragonese.
Saranno prese in considerazione eventuali itinerari ecologici e di
particolare valenza didattica nei boschi della Sila ( S. Giovanni in Fiore con la cui
scuola media è stata raggiunta un’intesa di gemellaggio), nonché visita alla
centrale termoelettrica di Rossano e idroelettrica di Cotronei.
Dopo la positiva esperienza degli anni passati, si ritiene doveroso
partecipare ai giochi della gioventù anche nel corrente anno scolastico.
La realizzazione della cupola geodetica nell’area di pertinenza
della nostra scuola consente di usufruire di una struttura sportiva di notevole importanza
per lo svolgimento dell’attività ginnico-sportiva.
E’ stata programmata, inoltre, per la fine del mese di maggio,
una manifestazione di Istituto sulle attività di base con la partecipazione delle
famiglie.
PROGETTI DI FORMAZIONE IN SERVIZIO E ISTITUZIONE DELL’OPERATORE TECNOLOGICO
Il collegio dei docenti ha deliberato l’effettuazione di tre
progetti di aggiornamento riguardanti:
1. la
motivazione nei processi e negli ambienti di apprendimento;
2. I
nuovi curricoli della scuola di base;
3. Scuola
– famiglia.
I progetti di cui ai punti 2 e 3 verranno effettuati in rete con il
2° Circolo della Scuola elementare di Cariati.
Il Collegio dei Docenti, come negli anni precedenti, ha approvato
l’istituzione dei seguenti posti:
-
un operatore tecnologico, per come
previsto dalla legge 426/68 art.5;
-
posti di sostegno linguistico in
favore di alunni in difficoltà e sostegno psicomotorio in favore degli alunni disabili,
per come previsto dal D.L.132/94 di cui alle lettere f, e, g.
Il collegio, infine, ritiene in orario curricolare portare avanti un
progetto che interesserà la conoscenza della cultura classica e i primi elementi della
lingua latina e un progetto di educazione alla lettura.
Per consentire a tutti l’utilizzo dei laboratori si ritiene opportuno disciplinarne l’accesso mediante calendarizzazione dell’orario di fruizione che sarà predisposto dalla dirigenza, reso pubblico tramite affissione all’albo e partecipato ai coordinatori di classe. Al fine anche di evitare eventuali conflittualità e con l’obiettivo di facilitare un’attività didattico-disciplinare non improvvisata, ma efficace e proficua, i Consigli di classe predisporranno opportunamente l’intervento didattico sussidiato dagli strumenti informatici e di laboratorio in accordo con la programmazione di classe e con le finalità del P.O.F.
I dipartimenti elaboreranno un progetto di alfabetizzazione informatica con l’obiettivo di facilitare l’apprendimento e nello stesso tempo di stimolare l’alunno all’utilizzo del computer.
Le novità introdotte dalla legislazione sull’autonomia e le Circolari del Ministro si muovono in
definitiva nella logica di legare la sperimentazione dell’autonomia ad un organico
piano didattico- finanziario dell’offerta formativa.
Il presente P.O.f. , che rimane
flessibile e modificabile qualora se ne ravvisasse la necessità, ha inteso privilegiare
ciò che più conta nel far scuola, tenendo conto in modo particolare del contesto in cui
la scuola opera e delle problematiche specifiche che deve affrontare e risolvere.
Sono state offerti spunti di riflessione
per una rivisitazione dei saperi e per un’impostazione didattica e di contenuti che nell’espletamento dei
progetti potesse dare risposte più concrete ai bisogni della nostra utenza scolastica.
L’autonomia nell’attuale fase
di attuazione implica un percorso che andrà sempre ridefinendosi in proposte sempre più migliorative
dell’offerta scolastica.
Si è avviato una sperimentazione che,
pur nelle difficoltà di partenza, senz’altro darà un nuovo vigore all’opera
formativa dei docenti e ricollocherà l’istituzione scolastica nel ruolo più consono
di competenza.
Nell’incertezza e nelle difficoltà
dei tempi che si percorrono la Scuola rimane l’unico baluardo di difesa contro
l’involuzione sociale e lo smarrimento dell’uomo.
A noi insegnanti il compito di garantire con la nostra opera una crescita di
valori dei nostri ragazzi per dare loro una cittadinanza matura ed una formazione
culturale ed umana adeguata alle attese e
alle sfide del terzo millennio.
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