LA CHIESA DI SANT'ANNA




Sant'Anna � un paesino vicino alla foce; per noi Sant'Anna � una specie di parco giochi. A Sant'Anna c'� una chiesa che risale al1500; l� vicino c'� una piazza dove giochiamo in autunno e in inverno. L� vicino c'� un boschetto dove in inverno andiamo a prendere le castagne ed � il posto ideale per giocare a nascondino. Risalendo su per il sentiero c'� la nostra scuola; meno male, che abitiamo in campagna cos� non respiriamo l'aria della citt�!




La vera storia della Nevea

(Dalla testimonianza di Rosa Mozzachiodi, arzilla vecchietta nata e vissuta in localit� Maggiano).

Molti anni fa, alla fine dell'altro secolo, intorno al 1885, si viveva in condizioni completamente diverse da quelle attuali. La nostra cittadina contava poche centinaia di abitanti, c'era il porto militare, l'ospedale e le costruzioni del centro cittadino. Allora l'inverno era forse pi� rigido di oggi: nei mesi pi� freddi cadeva molta neve sul monte Parodi e nella vallata della Foce. Fu cos� che un geniale spezzino, Orazio Paganini, ebbe una grande idea; usare il freddo della neve per ristorarsi durante la calura estiva. Il Paganini, dopo avere esaminato i terreni di sua propriet� nelle vicinanze del Parodi, scelse una piccola gola fredda ed umida, dove tutto l'anno no batteva mai il sole e la coltivazione era quasi impossibile. Con grosse pietre di arenaria vi fece costruire un grande ambiente cilindrico, seminterrato, dove conservare la neve che veniva introdotta attraverso una botola che, poi, veniva chiusa ermeticamente. Al primo fiocco di neve, i contadini, che non andavano nei campi, aspettavano il segnale di raccolta, anche i ragazzi aspettavano quel momento per puro divertimento: con i valli (attrezzo usato per pulire il grano), si correva su per il monte a raccogliere la neve da portare nella cisterna di Orazio Paganini. Il posto fu poi chiamato "nevea" nome che oggi indica tutta la localit�. Questo esercito di raccoglitori di neve fa un po' ridere ma allora i contadini erano gente semplice che da buoni liguri cercavano di "cavare olio dai sassi" creando l'industria del freddo da un bene della natura. La neve veniva scaricata nel cisternone dove veniva pigiata con un grosso tronco di legno per formare un unico blocco di ghiaccio, appena pieno, il deposito rimaneva chiuso fino all'estate. Allora gli operai iniziarono a tagliare il ghiaccio utilizzando grosse pale. I blocchi di ghiaccio venivano portati su un carro, fino all'ospedale cittadino, ai ristoranti e nelle case private per la vendita. Vi fu un periodo di grande successo e la richiesta era tale per cui nel 1913 si decise di ingrandire l'azienda trasferendola a Rebocco. Tutto termin� quando si trov� il modo di fare il ghiaccio a livello industriale ed in citt�, in via Sprugola, tra via di Monale e via dei Mille, nacque un grosso centro per la produzione del ghiaccio.


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