LETTERA APERTA
AD UN "BENPENSANTE"
Questa lettera
missiva, caro Signore, va considerata come una prova scritta d'Ideale con la
certezza di carpire appieno la vostra attenzione.
Per
focalizzare che cosa significa l"Ideale" bisogna in
"primis"
presentare il
Padre dell'Ideale o Colui che definiamo tale.
Quanto si e
scritto e si scriverà su di Lui!
Un dato è
certo: l'uomo non è ancora pronto, anche in termini favolistici, a concepirne
l'esistenza.
Ma, come
direbbe qualcuno molto attento, (attento e basta), se l'uomo ha concepito
l'esistenza di Dio appena ha scoperto l'uso della ragione ?
Anzi,
affermerebbe, le Religioni dimostrano che non solo è stato concepito, ma anche
identificato e personalizzato.
Appunto per
questo, non appena l'uomo ha concepito la facoltà di ragionare(intesa però a
dirigere il suo interesse verso la materia e non verso la spiritualità che da
sempre ne ha retto la sua struttura) ha ideato un Dio materializzato in modo da
adattarlo ai suoi bisogni prettamente materiali.
Ma riprendiamo
con ordine: si voleva impropriamente dire che se l'Uomo non si riconosce nella
sua completezza,non potrà mai e poi mai, riconoscere le due componenti
essenziali con cui si potrebbe filosoficamente e non favolisticamente
disquisire di Dio.
Le due
componenti sono; una esistenza, qualunque sia, ha come presupposto una
consapevolezza tale da essere abbinata ad un potere che inneggia alla vita,
alla nostra stessa vita, se questa è proiettata in uno spazio da costruire dove
poter far risiedere la perfezione.
L'uomo non sa
ancora chi è, di conseguenza non e in gradoda solo di costruire alcunché.
La prima
condizione è l'Essere.
Chi non è
nulla può !
L'altra
componente che riguarda Dio può essere espressa solamente da chi possiede nel
profondo dell'anima una scintilla reminiscente.
Però, quanto
sinora espresso non ci introduce gran che al concepimento dell'Esistenza di
Dio.
Al massimo ci
si affaccia ad un suo riverbero perché
Dio ha creato
non solo ciò che si vede,ma anche quello che non si vede, che, in ogni caso
certamente esiste e interagisce al fine ultimo di garantire, costruendolo, un
futuro.
Per proseguire
questo discorso ci si deve per forza trasferire in una
delle tante
dimensioni di cui e costituita la Verità, ovvero quella dell'Amore.
Ma, che cosa e
la Verità?
"La
Verità può essere intravista solamente da un Animo sereno
filtrare una
Favola !"
Non
fraintendetemi, non si parla di una favola di Fedro o di Collodi, ma
semplicemente della nostra Vita.
La nostra Vita
deve essere intesa come la rappresentazione materiale di una Mente Pulsante che
pur sempre parla d'Amore.
Per quanto
riguarda la condizione di possedere un animo sereno, va
espresso, ad
onore di chiarezza, che la Serenità è la massima ricchezza che è data all'uomo
di possedere.
Immaginiamola
come un tripode.
Il primo piede
lo chiameremo Libertà dall'Essere che significa Libertà d'agire ispirandosi
sempre a quei dettami d'amore che sono l' impalcatura su cui si reggono le
leggi imprescindibili di questo spazio.
Il secondo e
un concetto: la capacità di produrre Amore che altro non è che il porsi pieni
d'armonia di fronte alla manifestazione che si chiama Creato al fine di
riconoscere la perfezione insita nello stesso.
Il terzo
pilastro e anch'esso un concetto: gestire con coerenza la
Libertà in
Amore e l'Amore in Libertà.