L'atmosfera è carica di mistero e vibra di segreti: sto conversando
con uno sciamano. Non mi trovo però in Arizona o in qualche luogo del
Sud America o dell'Africa. Molto più semplicemente sono a circa 60
Km. Da Roma, sulle rive del lago di Vico, e, proprio così, mi trovo
a conversare con uno sciamano. Uno sciamano "nostrano", nato nella
capitale il 4 dicembre '47. Si chiama Mario Amerini e ha avuto modo di percorrere
la via sciamanica nel corso di frequenti viaggi e soggiorni all'estero.
Ma che cos'è lo sciamanesimo?
"Partiamo proprio dalla parola: appartiene alla tradizione religiosa
siberiana e centro-asiatica. Deriva dal termine tunguso (vedi dizionario)
"Shaman", che a sua volta deriva da "Samana" in pali e
dal cinese "ChaMen" che significano "monaco buddista"
o "colui che medita". Secondo altre antiche lingue può voler
dire "Uomo-Re".
Al di là delle origini della parola, quello che si intende per sciamanesimo
è tutto il patrimonio di conoscenze e di pratiche magico-religiose
dei popoli cosiddetti "primitivi", come i pellerossa, gli indios,
gli aborigeni (indigeni dell'Australia). Conoscenze che fanno riferimento
alle più antiche tradizioni umane, fino a risalire indietro alla mitica
Atlantide e che, tramandate nei millenni, sono alla base, costituiscono il
fondamento stesso di tutta la magia e di tutte le religioni attuali".
Quindi tu sei entrato in stretto contatto anche con il lato oscuro, con la magia nera degli stregoni africani.


"Certo. C'è un fatto che testimonia la forza che possono avere
le fatture e i legamenti d'amore. Quando vivevo in Liberia, una volta aiutai
una donna del posto in una circostanza per lei penosa. Mi fu così grata
che non voleva perdermi. Inspiegabilmente, mi trovai a essere attratto da
lei. E dico 'inspiegabilmente', perché era di gran lunga più
vecchia di me, non bella ne in qualche modo attraente. Eppure cominciai a
sentire che non potevo farne a meno. Spesi un sacco di soldi per lei e per
i
suoi familiari fino a quando scoprii che mi aveva fatto un legamento d'amore.
Era una pozione che mi faceva bere giornalmente, una specie di tisana di erbe
locali con l'aggiunta di sangue mestruale. Mi ci volle molto tempo per liberarmi
di quella donna e dovetti girare diversi stregoni per trovare una contro-fattura
che funzionasse".
E' possibile difenderci da queste energie negative?
O trovare un modo
perché gli altri non ci danneggino?
"Bisogna operare non difendendocene, ma trasformando l'energia. Se cerchiamo di non farci colpire col creare uno scudo intorno a noi, l'energia negativa, prima o poi, ci si ripercuoterà contro. Bisogna invece, anche se può sembrare strano, assorbirla in noi e poi trasformare questa energia, che è di color nero, in una di colore positivo (rosa, o verde, o azzurra). Può essere faticoso, ma una volta avvenuta la trasformazione, assimilata e digerita l'energia negativa, si acquistano potenza e vigore e ci si ritrova persino più forti ".

Quindi sostieni che si può davvero agire sulle energie...
"Senza dubbio. Ad esempio le si possono trasferire, come nell'episodio che ti racconto. Anni fa mio padre cadde dalle scale e si ruppe il femore. Avrebbe potuto morire. A quel tempo viveva con noi un cane che gli era molto affezionato. Così decisi di agire trasferendo l' energia malata di mio padre sul cane, che la assorbì e, con la sua morte, diede modo a mio padre di guarire. Fu il sacrificio dell'animale per la persona a cui voleva bene; ma io sapevo che aveva, come progetto di vita, altri cinque anni. Una notte in sogno mi venne rivelato che il cane sarebbe ritornato sotto le spoglie di un altro animale. Così, un giorno, arrivò vicino a casa un gattino. Lo feci entrare, e lui si diresse senza esitazioni verso la cuccia che era ancora lì. Ebbi la conferma che era il nostro cane, tanto che visse con noi per cinque anni esatti".
Possiamo allora affermare che nasciamo con un termine di vita stabilito ma la nostra volontà o qualche evento esterno possono modificarlo?
"Sì. A questo proposito circola nell'ambiente sciamanico un aneddoto che riguarda Fellini, il noto regista. Qualche mese prima della sua scomparsa aveva in cantiere un film ispirato al libro di Castaneda "l'isola del Tonal". Per questo motivo incontrò, si dice, l'autore ma, nessuno ha mai saputo da che cosa, Fellini fu impressionato al punto da accantonare il suo progetto e non realizzare mai quel film. Si racconta che se avesse deciso di andare avanti sarebbe potuto vivere solo sino alla fine della sua realizzazione".
Come metti la tua esperienza sciamanica al servizio degli altri?
"Organizzo dei seminari allo scopo di insegnare e divulgare le varie tecniche che ho appreso nel corso dei miei viaggi. Sto anche ultimando la stesura di un libro che dovrebbe intitolarsi "La via del guerriero -Manuale pratico di sciamanismo" (I libri soo stati terminati, N.d.r.). Per quanto riguarda il lato terapeutico della mia attività, sto mettendo a punto delle "macchine curative. Fra queste ho brevettato i di magici e l'acqua bionica, due apparecchi elettronici per combattere lo stress. Sono in pratica dei dinanamizzatori magnetici. Attualmente sono utilizzati in diversi centri sperimentali sia in Italia che all'estero".
ARIANNA MENDO

Raccontaci: come è iniziato il tuo cammino di conoscenza?
"Sono nato da un parto gemellare, ma mio fratello è morto subito
dopo la nascita. Fin da piccolo sviluppai strane percezioni e visioni che
mi portarono a interessarmi del mondo occulto ed esoterico. Per dare una risposta
a questi miei poteri mi rivolsi all'istituto Mendel di Roma (specializzato
nello studio dei gemelli) , dove fui preso in esame per le mie caratteristiche
simili ad altri famosi casi di parti gemellari monozigotici come, per esempio,
Caterina da Siena e Keplero.
"Poi cominciai a viaggiare, inizialmente in Gran Bretagna dove frequentavo
la Chiesa Spiritualista Inglese approfondendo la conoscenza dello spiritismo,
della teosofia e dell'esoterismo occidentale.
Ma hai fatto anche grandi viaggi...
"Sì, per un periodo di circa 20 anni e ancora oggi, anche se
in forma più ridotta. Ho potuto vivere in Australia, dove ho avuto
il primo contatto vero con lo sciamanesimo; nei cinque anni in Africa ho approfondito
l'aspetto stregonico e vuduista del Continente Nero. In seguito, per un arco
di tempo di otto anni, sono stato in Sudamerica dove ho avuto la fortuna di
essere iniziato dagli indios colombiani. Ho viaggiato anche nell'Asia nord-occidentale
per studiare le tecniche sciamaniche siberiane, tibetane e indiane a contatto
con maestri tantrici. Sono poi stato per due anni a Santo Domingo: lì
ho conosciuto veramente il vudù.
Poi ho fatto un'esperienza di tre mesi presso i pellerossa in Arizona".
Che cosa ricerca uno sciamano?
"Come ha scritto anche Carlos Castaneda nei suoi libri, è sostanzialmente
un guerriero, perché attraverso l'autodisciplina cerca di accrescere
il
potere personale per arrivare alla conoscenza di se stesso. Che poi è
il senso della vita: siamo qui, sulla terra, per prendere coscienza. Lo sciamano
pertanto è dotato di profonda sensibilità e forza interiore.
E nella sua ricerca aiuta chi gli sta vicino offrendo consigli, intervenendo
anche in modo terapeutico quando è necessario, e offrendo soprattutto
assistenza spirituale e psicologica a chiunque ne abbia bisogno.
C'è una differenza tra uno sciamano e la figura dello stregone?
"In effetti ci sono tanti luoghi comuni che rappresentano lo sciamano
come uno stregone, persino un po' pasticcione, che sa predire il futuro e
togliere i malefici. In realtà è qualcosa di più complesso
e serio: è il frutto di una continua analisi e sperimentazione sulle
cosiddette "forze primordiali", le stesse che hanno creato l'universo
e disposto la vita sulla terra. Da semplice osservatore dei fenomeni naturali
nel corso di millenni lo sciamano saputo leggerne i ritmi e i significati
sino a giungere al loro controllo. Per questa sua capacità di penetrare
la natura e assimilare i suoi tempi possiamo definirlo un "sacerdote
ecologico" alla continua ricerca di equilibri e contatti con le grandi
forze generatrici.
'Allo sciamano interessano unicamente la via della conoscenza e dell'altruismo:
opera solo a fin di bene e non cerca denaro. Uno stregone, se ben pagato,
accetta anche di intervenire sulle forze della natura per uccidere.
