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Quando si parla di energia nucleare, il primo pensiero va subito alle bombe atomiche. Esse si basano su una forte liberazione di energia in tempi brevissimi. Nel 1942, per la prima volta, si riuscì ad ottenere una fissione controllata cioè in grado di liberare molta energia diluita, però, in piccole dosi (questo lo fece E. Fermi con la sua “pila”): in questo modo si poté incominciare a pensare al nucleare come fonte di energia utilizzabile per scopi civici. Al giorno d'oggi nazioni come la Francia basano completamente la loro produzione di energia sulle centrali nucleari. E non ne hanno tutti i torti… Analizziamo un grafico sull’utilizzo delle varie forme di energia nel mondo, ordinato per tempo:
In rosso sono indicate le quantità di energia prodotte
da metodi alternativi a quelli tradizionali (indicate con “Other”), fra i
quali ricordiamo l’energia fotoelettrica, quella geotermica e quella eolica.
Queste costituiscono sicuramente delle fonti di energia pulite e rinnovabili
che, però, non bastano da sole a soddisfare il bisogno energetico
mondiale. Nel 2020 si spera di poter arrivare all’utilizzo dei “motori ad
idrogeno”, oggi ancora in fase sperimentale, e la banda rossa riferita al 2020,
praticamente assente prima, indica, in realtà, solo questa fonte di energia
alternativa. Da ciò si può dedurre che l’energia eolica, fotoelettrica e
geotermica, non costituiscono delle fonti sulle quali potersi basare.
Restano l’utilizzo del carbone, del petrolio, dei gas (metano, etano,
ecc…), dell’energia nucleare e di quella idroelettrica (che nel grafico è
indicata con “Hydro”). In realtà, quest’ultima è
l'unica fonte di energia veramente rinnovabile e pulita e produce all'incirca la
stessa quantità di elettricità del nucleare, diciamo circa il 18% del totale. Una piccola
considerazione. Le dighe, solo in Italia, hanno fatto più di 2000 morti in
questo secolo. 80 centrali nucleari in Francia nemmeno uno... L'unico incidente
nucleare che ha fatto veramente paura e che ha prodotto danni seriamente
significativi è avvenuto a Chernobyl, ma di questo ne parleremo più in là. Ci
si accorgerà, allora, che, in effetti, le conseguenze sono state pesanti, ma
mai pesanti come il crollo della diga del Vayont o simili. E ciò è
successo in una centrale intrinsecamente insicura per il comportamento
criminale dei tecnici, che, diciamo così, se la sono andata veramente a
cercare. PS: si ringrazia Michele Ferrarini (digilander.iol.it/maikol1976/energia.htm) per l'aiuto dato alla realizzazione di queste pagine. In sottofondo: J. S. Bach, Fuga in Do, BWV 953 |