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Gli
effetti immediati o precoci sono tipici di condizioni di irradiazione forte e di
breve durata, che si ritrovano, per esempio, in incidenti o infortuni. Essi si
manifestano, in due o tre settimane dall'irradiazione, solo se è superato un
valore-soglia di dose e mostrano un aggravio di sintomi con: - Il crescere della dose stessa; - Il tipo di radiazione impiegata (fattore di qualità); - Il rateo (intensità) dell'irradiazione (dose/tempo); - L'estensione spaziale dell'irradiazione (irradiazione d'organo o di apparato, di parte o dell'intero organismo). Vediamo
gli effetti immediati clinicamente rilevabili per singoli organi ed apparati
corporei:
a) Cute. Se la cute è colpita dalle radiazioni e riceve una dose
elevata si arrossa (eritema). Nelle comuni condizioni della pratica radiologica
medica si ha un eritema di intensità media a seguito di esposizione a 350 - 400
roentgen di raggi X (qualità 60 - 110 KV, filtrati con 1 - 3 mm di Al)
somministrati in una volta sola su un campo di 50 cm2.
Attraverso la pratica e l'esperienza della terapia radiologica si possono
distinguere vari tipi di dermatite acuta da radiazione ossia: § Eritema semplice; § Eritema bolloso; § Eritema ulceroso; § Dermatite cronica (radiodermite cronica). b) Capelli, barba, peli. Con dosi relativamente basse si ha la caduta temporanea di queste formazione cutanee. I peli cutanei cadono dopo 15 - 20 giorni dall'irradiazione . La caduta della barba è causata da una dose molto elevata di radiazioni c)
Tessuti emopoietici. I tessuti emopoietici sono costituiti dai tessuti
linfatici (che producono linfociti) e dal midollo osseo rosso (che
produce leucociti, eritrociti e piastrine). Linfociti, granulociti
e monociti costituiscono i leucociti o globuli bianchi; gli eritrociti sono
detti anche globuli rossi. Globuli rossi, globuli bianchi e piastrine sono gli
"elementi figurati" del sangue, sospesi nel "plasma"; essi
si rinnovano di continuo, perché di continuo una loro frazione viene distrutta
e rimpiazzata da nuovi arrivi dei tessuti emopoietici. Il tempo di rinnovo è
diverso per gli elementi figurati. Sia i tessuti linfatici che il midollo osseo
rosso sono presenti in varie parti del corpo. Se il corpo intero viene irradiato
con radiazioni penetranti compare la riduzione dei globuli bianchi (leucopenia)
e dei globuli rossi (anemia) circolanti nel sangue. I tessuti linfatici
sono tra i più sensibili alle radiazioni, anche dopo modeste dosi al corpo
intero, (dell'ordine di qualche decimo di rad) il numero di linfociti si riduce
temporaneamente. Il
midollo osseo rosso è anch'esso molto sensibile alle radiazioni ma un po’
meno dei tessuti linfatici; il numero dei granulociti diminuisce dopo
irradiazioni del corpo intero (dell'ordine di diversi decimi di rad) ma in un
tempo successivo a quello della riduzione dei linfociti, il numero delle
piastrine e degli eritrociti pure diminuisce ma ancor più tardi e per dosi
maggiori. d) Sistema gastro-intestinale. Le mucose buccali e faringee sono molto sensibili alle alte dosi di radiazioni e presentano fenomeno di arrossamento, gonfiore, ulcerazione che possono essere considerati come le manifestazioni cutanee sopra descritte. Delle mucose gastro-intestinali le più sensibili sono quelle dell'intestino tenue. Per dosi elevate e concentrate nel tempo (dell'ordine di molti Gy, dove Gy sta per Gray; un Gy è uguale alla quantità di radiazione che libera energia di un joule per chilogrammo di materia) su campi addominali, gli epiteli intestinali perdono le loro proprietà regolatrici dell'assorbimento e dell'equilibrio idrico-salino dell'organismo, e l'individuo esposto è colpito da shock. Inoltre, come conseguenza della possibile caduta degli epiteli intestinali viene meno la barriera contro i batteri, questi penetrano nel sangue circolante e provocano setticemia.
e) Testicoli e ovaie. I tessuti germinali sono altamente
sensibili. Già con poche radiazioni ricevute in una sola volta si può
osservare una riduzione del numero di spermatozoi nelle settimane seguenti alla
irradiazione. Una dose più elevata può produrre sterilità temporanea
nell'uomo e nella donna per uno o due anni, fino
ad arrivare alla sterilità definitiva. f) Occhio. La congiuntiva si infiamma e dosi elevate possono provocare opacità della lente cristallina (cataratta) che scompare solo dopo alcuni anni dalla irradiazione. g) Sistema respiratorio. I tessuti bronchiali e polmonari rispondono con fenomeni di tipo infiammatorio-essudativo ed il polmone, a distanza di tempo, può presentare fenomeni di fibrosi (secrezione di un muco particolarmente spesso). h) Tiroide. La secrezione ormonale della ghiandola tiroidea ha una certa riduzione per esposizione a dosi molto importanti di radiazione, fino ad arrivare a cessare. i)
Tessuto osseo. Il tessuto osseo è poco sensibile alle radiazioni, solo
forti esposizioni possono compromettere il suo trofismo e dopo qualche mese o più
può seguire la necrosi (fenomeno conosciuto in taluni casi di
radiologia). l) Encefalo. I tessuti encefalici sono molto sensibili, infatti con dosi molto elevate, somministrati in una sola volta, si può avere in poche ore o al più in qualche giorno la morte dell'individuo esposto. m) I reni. Per dosi che superano la decina di Gy possono comparire lesioni di tipo degenerativo o sclerotico. La nefrosclerosi è causa di accorciamento della vita dell'individuo irradiato. In caso di irradiazione dell'intero organismo (raggi x e g) un individuo che viene irradiato in breve tempo: § con 0.25 Gy, non presenta sintomi; § con 0.50 Gy, può comparire nausea, lieve malessere e riduzione dei globuli rossi nella seconda e terza settimana; § con 1 Gy la nausea è forte, accompagnata da vomito e astenia. Nella II-IV settimana appare prima leucopenia e poi anemia riducendo le capacità di difesa dell'organismo; § con 2 Gy si ha una vera e propria malattia, con esito talvolta mortale: si tratta della sindrome acuta da radiazioni che è tanto più grave quanto più elevata è la dose ricevuta. Dopo uno stato iniziale di lieve shock, con nausea, vomito e inappetenza, segue uno stadio di latenza e poi compare lo stato acuto con astenia grave, febbre, tachicardia, ipotensione arteriosa, diarrea, tendenza al collasso cardiocircolatorio, leucopenia grave, anemia marcata, riduzione delle piastrine e diatesi emorragica. Il sintomo predominate è comunque l'anemia. § con 4 Gy la sindrome acuta si presenta più grave e il 50% degli irradiati non adeguatamente curati va a morte in un lasso di tempo tra i 30 e i 60 giorni. § con 6 Gy la sindrome si presenta molto aggravata ed il 100% degli irradiati muore nell'arco di 30 giorni successivi alla irradiazione. §
con dosi superiori a 6 Gy
il decorso clinico cambia, lo stadio acuto è dominato dalla caduta
dell'epitelio intestinale e comporta grave shock e setticemia, il decorso
termina sempre con la morte dell'individuo irradiato. Precisamente: o
L'assorbimento di dosi da 10 a 15 Gy provoca gravi lesioni al
midollo osseo, che portano a infezione ed emorragie; la morte, se sopravviene,
può essere attesa da quattro a cinque settimane dopo l'esposizione e in genere
colpisce circa la metà dei pazienti che sono stati colpiti al midollo osseo. o
L'esposizione di tutto il corpo a dosi da 10 a 40 Gy causa danni
vascolari meno gravi, ma provoca la perdita di liquidi ed elettroliti nello
spazio intracellulare e nel canale digerente; la morte avviene entro 10 giorni,
come conseguenza dello squilibrio liquido ed elettrolitico, della distruzione
del midollo osseo e di eventuali infezioni. o
Un'esposizione a dosi maggiori di 40 Gy danneggia gravemente il
sistema vascolare dell'uomo, causando edema cerebrale, shock, disturbi
neurologici e morte entro 48 ore. In sottofondo: J. S. Bach, Invenzione a due voci n. 8 in Fa magg., BWV 779 |