Alchimia spirituale



L'Alchimia è: lo studio dell'Energia della materia.
L'Alchimia Spirituale è: lo studio dell'Energia nella Forma.
L'alchimista è: colui che libera l'energia dalla materia.
L'alchimista Spirituale è: colui che libera l'Energia dalla Forma.

D. O. M. A. (Deo optimo maximo Artista)

"Nel nostro cielo si vedono due bei luminari. Essi ci indicano, come ti dico, le due luci del grande cielo: Unisci questi due come una donna viene condotta al suo uomo, affinché felicemente in te possa prodursi lo stato matrimoniale. Il mutamento degli elementi avviene dopo di ciò, con misura e rapidamente, di modo che la forma e la natura del rotondo metta in evidenza, dolcemente, le sue forze."

Le Quattro Qualità Elementari.

Il Freddo, origine della fissazione, si manifesta con un'assenza totale o parziale della vibrazione, il cui effetto è di coagulare e di cristallizzare la Materia, distruggendo il principio di espansione che è nel caldo (conservazione). La sua azione è quindi astringente, fissatrice, rallentatrice, cristallizzatrice. L'Umido, origine della femminilità, si traduce con una vibrazione di natura attrattiva, mutabile, instabile, ammorbidente, emolliente, rilassante, umettante, che, penetrando gli atomi, divide gli omogenei ed unisce gli eterogenei, provocando così l'involuzione della Materia od il suo disgregamento. La sua azione è temperante, ammorbidente, emolliente, disperdente. Il Secco, origine della reazione, si manifesta con una vibrazione di natura atta a ritenere; è irritante e trattiene l'impulso dato. La sua azione è contraente. Il Caldo, origine della mascolinità, si traduce con una vibrazione di origine espansiva, dilatante, rarefattiva, che provoca l'evoluzione degli atomi. La sua azione è vitalizzante, stimolante e dinamica.

Nell'uomo, queste quattro qualità danno:

FREDDO - impassibilità, scetticismo, egoismo, desiderio di assorbimento. UMIDO - passività, variazione, assimilazione, desiderio passivo di sottomissione.

SECCO - reazione, opposizione, ritenzione, desiderio passivo di dominazione. CALDO - espansione, entusiasmo, azione, desiderio attivo di persuasione. I Quattro Elementi.

Terra. L'azione reattiva del Secco sul Freddo lo divide e così, opponendosi ad una totale fissazione, lo trasforma in Elemento Terra, principio concentratore e ricettivo.

Acqua. L'azione refrigerante, coagulatrice, atonica e fissatrice del Freddo sull'Umido, l'ispessisce, l'appesantisce e lo trasforma in Acqua, principio di circolazione.

Aria. L'azione espansiva, dilatante, rarefattiva del Caldo sull'Umido, lo trasforma in Aria, principio dell'attrazione molecolare.

Fuoco. L'azione reattiva, che ritiene, ed irritante del Secco sul Caldo, lo trasforma in Fuoco, principio di dinamizzazione violenta ed attiva.

Nell'uomo, questi quattro elementi danno:

Terra. inquietudine, taciturnità, riservatezza, prudenza, tenerezza, contenuto ed egoismo, spirito concentrato o pretenzioso, diffidente, ponderato, imperioso, studioso, solitario. Acqua. passività, indolenza, disgusto, stanchezza, noncuranza, sottomissione, pigrizia, inconsistenza, versatilità, incoscienza, incertezza, timidezza, timore.
Aria. amabilità, cortesia, carattere servizievole, scaltrezza, sottigliezza, iniziativa, prontezza, assimilazione, ngegnosità, armonia. Fuoco. violenza, autorità, ambizione, entusiasmo, presunzione, orgoglio, irascibilità, ardore, fervore, coraggio, generosità, passione, prodigalità, foga, vanità.

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I Tre Principi Dei Filosofi.

Principio Zolfo.

Il Caldo, contenuto nel Fuoco e nell'Aria, genera un principio di natura calda, fecondante, fermentativo, che si chiama Zolfo. È il principio maschile di ogni germe e da lui nascono il sapore ed il colore fondamentale rosso. Nell'uomo corrisponde allo Spirito.

Principio Mercurio.

L'Umido, contenuto nell'Aria e nell'Acqua, genera un principio di natura vaporosa, sottile, mutativo, generante. Il Mercurio è il principio femminile di ogni germe e da lui nasce l'odore ed il colore fondamentale azzurro. Nell'uomo corrisponde all'Anima.

Principio Sale.

Il Secco, contenuto nel Fuoco e nella Terra, genera un principio di natura secca, coesiva e coagulatrice, chiamato Sale. È il principio d'unificazione del Maschio e della Femmina, tanto quanto il risultato della loro unione. Da lui nascono la forma, il peso ed il colore fondamentale giallo. Nell'uomo corrisponde al Corpo.

Sono questi i Tre Principi Costitutivi che, nel vocabolario della Tradizione Alchemica, costituiscono la Sostanza Prossima degli Esseri e delle cose.

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I Due Metalli Dei Saggi.

Argento dei Saggi, chiamato anche Mercurio dei Saggi in opposizione al Mercurio dei Filosofi, che lo precede dallo stadio del Mercurio dei Folli, l'argento vivo volgare o, ancora, Argento filosofico. Risulta dall'assorbimento di una certa quantità di principio di Zolfo e di una quantità determinata di principio di Mercurio o, più facilmente ancora, per l'assorbimento di una quantità proporzionale d'oro volgare e di una quantità determinata di principio Mercuriale. Questo oro volgare non deve aver subito né esaltazione, né trasfusione. In una parola, non deve essere stato rifuso o allegato a se stesso; deve essere vergine.

Oro dei Saggi, anche denominato Zolfo dei Saggi, in opposizione allo Zolfo dei Filosofi che precede lo stadio dello Zolfo dei Folli, che è lo zolfo volgare o, ancora, oro filosofico. Risulta dall'assorbimento di una certa quantità di principio Sale, da una quantità determinata di principio Zolfo o, ancora più facilmente, per assorbimento di una quantità proporzionale di argento volgare e di una certa quantità determinata di principio Zolfo. Questo Argento, innanzitutto, non deve aver subito né esaltazione, né trasfusione. In una parola, non deve essere stato rifuso o allegato a se stesso. Deve essere vergine. Queste due Operazioni risultano da una serie di cotture successive: "moltiplicazione".

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La Crisopea o Pietra Filosofale.

La Crisopea è ottenuta dalla lenta cottura dell'Uovo Filosofico (matraccio), esso stesso in un bagno di sabbia. In seno all'Athanor, nasce dall'Amalgama e dalla co-distruzione dell'Oro dei Saggi e dell'Argento dei Saggi.

L'Unità della Materia è il postulato di partenza degli antichi ermetisti. La fisica nucleare moderna e la chimica ce lo dimostrano nel realizzare materie e prodotti totalmente sconosciuti un tempo e che hanno ragione nell'antico adagio, il quale vuole che: "Omnia ab uno et in unum omnia", "tutto è nell'uno e l'uno è in tutto". Tutte le cose provengono dallo stesso germe ed esse sono state tutte generate dalla medesima Madre. "L'Anima degli Uomini, i Demoni, i Santi Angeli, tutti vengono da una sola Sorgente, e l'Uomo contiene in sé la parte del mondo Esteriore che il Demonio racchiude egualmente in sé, ma in un Principio differente..." (Jacob Boehme)

Molto prima di questi filosofi, la Gnosi tradizionale già trasferiva questo dato nella sua affermazione dottrinale dell'Emanazione, affermando che tutte le creature spirituali sono state emanate da una Sorgente unica: Dio - Abisso. Esse sono uscite, secondo la dottrina gnostica, per distacchi successivi delle Cause Seconde dalle Prime, le Terze dalle Seconde e così via. Ma tutto dall'Uno Originale che è Dio. Si evince da questa dottrina che tutto ciò che è presente quaggiù, è di origine divina, ma prigioniero di un mondo grossolano; degenerato e sminuito nelle proprie possibilità spirituali, può pretendervi di nuovo e quest'Opera di rigenerazione si chiama la "Reintegrazione".

L'Alchimia si divideva sin d'allora in tre tappe di probazione:

1) L'Opera, che trasmuta i metalli in oro puro dallo stato di metallo imperfetto.

2) L'Elisir di Lunga Vita, specie di medicina universale, capace di guarire ogni malattia e di assicurare una longevità considerevole, finanche l'immortalità. Non bisogna prendere queste affermazioni se non nel loro senso spirituale.

3) La Reintegrazione Universale, cioè la rigenerazione del Cosmo Intero attraverso tutte le creature spiituali e scopo ultimo della vera Alchimia.

"Non c'è differenza essenziale tra la Nascita Eterna, la Reintegrazione e la scoperta della Pietra Filosofale. Essendo tutto uscito dall'Unità, tutto deve ritornarvi in modo simile...." Il Commento sull'Elisir di Lunga Vita se ne può trovare eco in queste parole: "..la rinascita è triplice, prima la rinascita nella nostra ragione, in secondo quella nel nostro cuore e nella nostra volontà, ma pochi hanno conosciuto la rinascita corporale..."

Conviene tuttavia distinguere tra Alchimisti e Soffiatori. I primi, filosofi, in possesso di una Gnosi millenaria, avevano teorie particolari che non permettevano loro d'allontanarsi da certi limiti nelle loro richieste. Il loro campo di ricerca era il mondo Metallico. I secondi, al contrario, sprovvisti di conoscenza esoterica e scientifica, empirici in sommo grado, facevano sfilare nelle loro storte i prodotti più improbabili dei tre Regni, non esitando a lavorare sulle sostanze più strane, come i residui naturali più ripugnanti. Gli alchimisti hanno conservato e dimostrato la fondatezza dell'Ermetismo e dell'alchimia; i soffiatori li hanno ignorati, ma hanno creato la Chimica.

L'esistenza di una Alchimia Spirituale come elemento della reintegrazione individuale dell'Adepto, è provata, senza smentita, dalla lettura degli antichi autori. Senza dubbio tutti dei buoni cristiani. Ma non lo erano, forse perchè avevano compreso che CONOSCENZA e SAGGEZZA dovevano andare di pari passo, e che la CONOSCENZA senza la SAGGEZZA era peggiore dell'IGNORANZA da sola? Così, nella rarissima opera "La Parola Perduta" si dice: "..così è Trinità in Unità, ed Unità in Trinità poichè là dove sono lo Spirito, Anima e Corpo, là sono pure, Zolfo, Mercurio e Sale." La Grande Opera ha per conseguenza un triplice scopo nel mondo Materiale: La Trasmutazione dei metalli per farli arrivare all'Oro, la perfezione. Nel microcosmo il perfezionamento dell'Uomo Morale, e nel mondo Divino la contemplazione della Divinità nel Suo Splendore.

In base alla seconda accezione, l'Uomo è dunque l'Athanor filosofico in cui si compie l'elaborazione delle Virtù. È dunque in questo senso, secondo i mistici, che bisogna intendere queste parole: "Poichè l'Opera è con voi ed in voi, in modo che, trovandola in voi stessi, dove è continuamente, voi l'avrete così sempre, in qualsiasi parte voi sarete, sulla terra o sul mare. Di queste cose sappi, o amico mio, appassionato dell'Arte alchemica, che la Vita è unicamente un grande e vero Spirito, e che per conseguenza tutto ciò che il volgare o ignorante stima esser morto, deve in cambio essere ricondotto ad una vita incomprensibile, visibile e spirituale, ed in quella deve essere conservata... In breve, se tu vuoi realizzare la nostra Pietra, sii senza peccato, persevera nella Verità. Prendi la risoluzione, dopo aver acquisito il dono divino che auguri, di tendere la mano ai poveri, ai bisognosi ed a rialzare coloro che sono nella disgrazia."

Ai quattro ELEMENTI naturali degli Antichi: ACQUA ARIA FUOCO TERRA idrogeno azoto ossigeno carbonio
corrispondono le quattro QUALITÀ: UMIDO CALDO SECCO FREDDO ed i quattro TEMPERAMENTI: SANGUIGNO BILIOSO NERVOSO LINFATICO

Questo è il piano corrispondente alla realizzazione detta dell'Alkaest. Allo stadio superiore di questi quattro modi di manifestazione, nella materia della Vita, gli alchimisti traevano, per copulazione, i tre termini del secondo piano, che definivano la realizzazione dell'Azoto e cioè i tre principi essenziali per l'inizio dell'Opera.

Elementi Acqua + Aria Aria + Fuoco Fuoco + Terra Principi MERCURIO ZOLFO SALE

Là l'Opera poteva passare dal Nero al Bianco. Ed in effetti, per la copulazione dei principi mercurio e Zolfo, l'Adepto trovava ed otteneva l'Argento filosofico o Mercurio dei Saggi. Dalla copulazione dei Principi Zolfo e Sale, otteneva l'Oro filosofico o Zolfo dei Saggi.

Principio Mercurio + Zolfo = Argento Filosofico - Mercurio Dei Saggi

Principio Zolfo + Sale = Oro Filosofico - Zolfo Dei Saggi

Infine, per copulazione del Mercurio e Zolfo dei Saggi, l'Opera passava dal Bianco al Rosso e l'Adepto otteneva la Pietra Filosofale. La strada di Mercurio veniva indicata anche come il Palazzo della Regina, perchè conduceva alla "Sposa Bianca", Mercurio appunto; la strada del Sale era il Palazzo del Re, perchè conduceva al "Marito Rosso", lo Zolfo. Questa via materiale e sperimentale si rivelava, dunque, una via trascendentale e spirituale quando ai quattro elementi di partenza, si facevano corrispondere le Quattro Virtù Cardinali dell'antica Scolastica:

il Fuoco corrisponde alla Forza l' Aria corrisponde alla Giustizia l' Acqua corrisponde alla Temperanza la Terra corrisponde alla Prudenza Ai tre Principi sorti da quei quattro Elementi corrispondevano le Tre Virtù Teologali, e dunque:

il Principio Zolfo corrisponde alla Fede;
il Principio Mercurio corrisponde alla Speranza;
il Principio Sale corrisponde alla Carità.
Ai due Metalli Filosofici, Argento ed Oro dei Saggi, nati dalla coagulazione dei tre Principi Zolfo, Mercurio e Sale, corrispondevano allora le Due Virtù Sublimali:

il Mercurio dei Saggi corrisponde alla Indulgenza;
loZolfo dei Saggi corrisponde alla Saggezza
Queste due Virtù Sublimali sono passate sotto silenzio come tali e ricondotte al rango di doni dello Spirito Santo, dalla lettura di questi passi nelle Sacre Scritture:

Bibbia Cattolica: Re 5,11-12; Bibbia Protestante: Re 3,10- 12. "E Dio disse a Salomone: Poichè tu non Mi hai domandato una lunga vita, né ricchezze, né la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato l'intelligenza e la saggezza per agire con giustizia, Io agirò secondo la tua parola e ti donerò un cuore pieno di saggezza ed intelligenza..." Deuteronomio 4,6 "...poichè là sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli..."

È noto come nel ternario superiore del sistema Sephirotico della Kabbalah ebraica, Binah, l'intelligenza, è l'attributo di ciò che corrisponde alla visione, all'intuizione, alla penetrazione ed all'informazione. Come tale, l'intelligenza è dunque anche "conoscenza" delle cose divine assolute, Gnosis. Essa ha come gemello Chokmah, la saggezza, che esprime assai bene l'idea della scelta del migliore, tra i dati accessibili all'intelligenza "Binah", e che non opera nel suo seno che per eliminazione. È la sottomissione spontanea, intelligente e comprensiva ad un Bene che scorge dominante.

Come tale è una discriminazione tra il Bene ed il Male e la scienza di questi. Così dunque, l'Intelligenza è la Conoscenza massima e la Saggezza l'uso che se fa. E come dallo Zolfo e dal Mercurio dei Saggi nascerà, venuto il momento, l'Uovo Filosofico, la Pietra al Rosso, la Crisopea, così nasce nell'Anima dell'uomo questo Athanor, l'Illuminazione Totale, elemento decisivo della Reintegrazione, e questo termine ultimo dell'Opera ha per nome: "LUCE DIVINA".

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I quattro gradi di calore.

Il sole durante l'anno fa il suo giro attraverso tutto lo Zodiaco. E con il suo splendore rinnova le erbe, le piante ed i fiori. Da ciò si devono imparare i quattro gradi di calore del nostro lavoro, i quali per te saranno il filo conduttore del nostro lavoro intrapreso. Essi sono: Ariete, Cancro, Bilancia, Capricorno, come ti indico. Scegli liberamente tra questi quale sarà il primo, quale il secondo. "Il Fuoco passa da quattro a quattordici, e da quattordici a ventiquattro lucignoli." Al Quaternario di partenza si aggiunge un Denario e di seguito, un altro ancora: Quattro + Dieci + Dieci = ventiquattro; 2+4 = sei: l'Esagramma.

Se queste parole non evocassero per noi la Gnosi Alessandrina ed i suoi Eoni, ci potremmo ricordare che il "primo grado del Fuoco", quello dell'inizio dell'Opera, si chiamava Fuoco d'Egitto, perchè doveva eguagliare, dal punto di vista fisico, la temperatura estiva massima di quella contrada. "...fate il vostro fuoco nella misura in cui è il calore nei mesi di giugno e di luglio..." (Dialogo tra Maria ed Aros, frammento di un papiro egizio.)

Questa evoluzione progressiva del Fuoco, nell'Opera è dunque ripetuta dall'Alchimia Spirituale con un'evoluzione progressiva della Preghiera e di tutta l'Ascesi d'insieme, della loro ampiezza, delle loro frequenze e soprattutto dei loro scopi immediati e successivi. Voler bruciare le tappe, una locuzione densa d'esoterismo, sarebbe infatti dannoso. Non mancano purtroppo nella storia della Mistica Neofiti che, mal preparati alla - violenza delle rivelazioni intuitive - abbagliati innanzi a tali realizzazioni psichiche inattese, hanno deviato perdendosi in vie irrazionali della mente. È per mettere un riparo da tali pericoli che le Chiese, orientale e latina, hanno imposto il principio del "Direttore di Coscienza" ai loro fedeli desiderosi di penetrare in questi domini.

Noi ascolteremo ancora i Maestri: "...tu non lascerai mai il vaso riscaldarsi troppo, e farai in modo che tu possa sempre toccarlo con la mano nuda, senza timore di bruciarti. E ciò durerà tutto il tempo della soluzione...." ; "Fate un Fuoco esalante, digerente, continuo e non violento, sottile ed arioso"; "...una parte di Fuoco possiede più energia potenziale di cento parti di aria, per conseguenza una parte di Fuoco può agevolmente dominare mille parti di Terra..." Vedremo in seguito come deve essere guidata la condotta del nostro Fuoco, cioè della Preghiera, grazie al quale potremo, secondo l'espressione favorita degli orientali, "bruciare del karma".

Studieremo ora gli Elementi della nostra Opera, i Principi da liberare in primo luogo, poi quelle che nasceranno, dette Virtù Essenziali, in numero di nove: QUATTRO dette "CARDINALI" - dal latino 'cardò', cardine, porta, elemento essenziale. TRE "TEOLOGALI" - perchè hanno essenzialmente Dio per soggetto. DUE "SUBLIMALI" - perchè sono il risultato più elevato della pratica delle prime Sette, e sono per questo la loro sublimazione.

Tutte corrispondono ad Entità Spirituali legate al Piano Divino. Come le Idee-Eterne di Platone. Vediamo allora come si esprime al proposito Erma di Cuma, uno dei Quattro Padri Apostolici eredi e successori immediati degli Apostoli, nella Tradizione Orale Cristiana: "...e queste Vergini chi sono? Sono gli Spiriti di Santificazione. Nessuno può essere ammesso nel Regno di Dio senza essere innanzitutto rivestito da Esse, con la Loro propria veste. Se tu ricevi solo il Nome del Figlio di Dio senza ricevere dalle mani di queste Vergini la Loro vestizione, ciò non ti servirà a nulla! Poichè queste Vergini sono Virtù del Figlio di Dio. Se tu porti il suo nome senza possedere la Sua Virtù, invano porti il Suo Nome..." Erma, il Pastore IX,13.

Ed ancora: "...senza il soccorso di queste Vergini, ti è impossibile conservare i Suoi Comandamenti. Vedo che Esse si compiacciono nella tua dimora, solo puliscila bene! Esse avranno piacere di abitare una dimora pulita, poichè Esse stesse sono pure, caste, attive e godono di grande credito presso il Signore. Fintanto che la pulizia regnerà nella tua dimora Esse vi abiteranno: Ma la minima impurezza che vi troveranno, ne usciranno subito, poichè queste Vergini non possono soffrire la più leggera macchia..." Ib. X,3.

Il lettore saprà discernere sotto il testo, il bellissimo esoterismo nei passaggi. Li completeremo con un frammento tratto da un apocrifo gnostico del secondo secolo: "...ed a Bethel, dopo settanta giorni, vidi sette uomini vestiti di bianco che mi dissero: "Levati! Indossa la Veste del Sacerdozio, la Corona della Giustizia, il Razionale dell'Intelligenza, l'Abito di Verità, il Diadema della Fede, la Mitra dei Prodigi, l'Efod della Profezia". E ciascuno di essi, portando un Ornamento, lo mise su di me dicendo: "...Ormai sii Sacerdote del Signore, tu e la tua Razza, sino all'eternità." Il Testamento dei Patriarchi, Levi 6.

"...In verità vi dico, se il seme di grano non muore resta solo, ma se muore porta molti frutti..." Giovanni, XII, 24.

-------------------------------------------------------------------------------- LA PUTREFAZIONE

Così dunque, proprio all'inizio dell'Opera, deve apparire la necessaria "Putrefazione" simbolizzata dal Caput Corvi nell'opera del Fulcanelli. I Sette Corpi passionali devono sparire, e con essi i Sette peccati Capitali ed i Sette Errori Fondamentali che ottenebrano l'Anima. Sono le sette Teste del Dragone dell'Apocalisse, che portano le Dieci corna e che si oppongono alle Sette Virtù: Quattro Cardinali e Tre Teologali. Sarebbe completamente inutile procedere quando questa fase ineluttabile non fosse compiuta.Ed allora ascoltiamo ancora l'Insegnamento degli Antichi Maestri : "...bisogna per prima cosa che il corpo sia disciolto, che le Porte siano aperte, affinchè la Natura possa operare..." ; "...secondo la purezza o l'impurezza dei Principi componenti lo Zolfo ed il Mercurio, si producono metalli perfetti o imperfetti...." ; "...non è possibile che si faccia nessuna generazione, senza corruzione..."

Infatti, non è possibile far evolvere l'Aspirante, nel senso in cui noi l'intendiamo, se egli non consente di ammettere, una volta per tutte, l'inutilità di tutto ciò che ha potuto acquisire un pò ovunque, in letture spesso mal digerite, o in insegnamenti non conformi alla Dottrina. Tutto ciò non farà che opporsi al suo instradamento mistico. La pseudo-conoscenza e la falsa saggezza non hanno niente da fare qui, egli deve ammetterlo. "...la Chimica è l'arte di distruggere i composti che la Natura ha formato, ma la Chimica Ermetica è l'Arte di lavorare con la Natura per perfezionarli..." ; "...abbi cura che il congiungimento del Marito con la sua Sposa, non si faccia che dopo aver tolto i loro abiti ed ornamenti, tanto dal viso che da tutto il resto del corpo, affinchè essi entrino nella tomba così puliti come quando vennero al mondo. E non sarà che dopo aver distrutto l'edificio interiore ormai degradato, che l'Apprendista potrà ricostruire sulle sue rovine, ripartendo su di una via completamente nuova per lui"; "...tu saprai allora che tutto il Magistero consiste in una dissoluzione prima, ed una coagulazione poi..."

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DELLA MORTIFICAZIONE DEI NOVE SENSI.

I sensi sono facoltà (l'Antica Scolastica diceva 'apparecchi'), che mettono l'uomo in relazione con il mondo esterno, e sono legati con gli organi del corpo fisico che ne sono gli strumenti. Si considerano generalmente solo i cinque sensi fisici: vista, odorato, gusto, tatto, udito. La teologia classica aggiunge loro due sensi interni, l'immaginazione e la memoria. L'Illuminismo accertò due sensi superiori psichici, quali la chiaroveggenza e la chiaroudienza. Vi sono quindi tre serie di: cinque, sette e nove sensi, a seconda del piano in cui ci si pone per studiarli. L'Alchimia Spirituale utilizza, evidentemente, quella di nove ed è quella che studieremo.

-------------------------------------------------------------------------------- Il Tatto

Il senso del tatto non è pericoloso nel mondo profano, fintanto che non risvegli in noi delle passioni, o contatti suscettibili di ferire la nostra salute o la nostra vita. Nel mondo Spirituale tutto appare assai diverso. Nel dominio del Tatto le carezze costituiscono richiami alla voluttà dei sensi e, come tali, possono condurre alla "lussuria". Per l'Aspirante e nel dominio della Via Interiore, il contatto con oggetti carichi di una misteriosa potenza, può determinare il bene o il male. Si eviterà ogni contatto con resti funebri come crani ed ossa, con cadaveri (il cui trasporto e sepoltura a titolo meritevole, sarà evidentemente altra cosa), con cose funerarie, quali lenzuola, chiodi di bare, terra di cimitero e così via; inoltre, con libri e manoscritti che trattano di magia interiore o suscettibili di aver ricevuto una consacrazione magica di natura tale, da renderli veicoli spiritualmente malefici.

In questo stesso dominio, siano classificati i pentacoli di bassa magia, gli oggetti Rituali provenienti da uno stregone o da un Ministro del Culto feticista. A maggior ragione ci si guarderà, come dalla peggiore ingiuria al Piano Divino, dal portare mani sacrileghe su cose consacrate o sante il cui contatto è proibito ai profani pena la perdita della consacrazione o peggio ancora. Presunzione che ha causato la perdita spirituale di certi maghi. Egualmente ci si rifiuterà di subire, sotto un vago pretesto iniziatico, toccamenti in certe parti del corpo, toccamenti suscettibili di risvegliare i nostri centri di Forza. Essi debbono, al contrario, essere definitivamente addormentati, quando inferiori. Nulla è più pericoloso di questi risvegli psichici inferiori, ottenuti da semiprofani che non ne conoscono l'incalcolabile portata, o che, subdolamente, usano il loro "discepolo" come soggetto d'esperienze, senza alcuna carità per il danno creato. Il senso del TATTO corrisponde all'elemento Terra.

Il Gusto

La ghiottoneria materiale non è, in genere, uno dei problemi preminenti dell'Aspirante. È tuttavia da sorvegliare, domare o ridurre. È il senso del Gusto a dover essere disciplinato. È, questo, il senso che ci fa dare importanza, e magari passione, alle ricchezze librarie, sia alle ricche e belle rilegature, che ai manoscritti e testi rari, o, ancora, alla qualità o al numero dei nostri libri. È il Gusto che, felicemente educato, ci eviterà di cedere a simili errori così seducenti, dove la dolcezza d'inutili parole, il volo di frasi senza fondamento e di teorie senza profondità, non maschera che il vuoto, rischiando d'impantanare il ricercatore in falsi percorsi, privi d'insegnamento e senza alcun carattere iniziatico reale.

Il senso del Gusto corrisponde all'acqua elementare, ed è l'acqua, con le sue intelligenze misteriose che la Kabbalah chiama Ondine, dominio della Sensibilità. Si eviterà quindi di cedere ad una sensibilità priva di profondità. L'Amore è un termine troppo avvilito da molti lustri, una parola che non maschera, ben spesso, che il solo vuoto della fisicità. Il vero Amore è creativo, è l'Agape dei Greci e non suppone l'indulgenza o la debolezza d'innanzi all'errore, ma la cura della Giustizia e della Verità.

L'Odorato.

L'uso immoderato dei profumi nel mondo profano, l'influenza che lasciamo loro prendere su di noi, non sono sovente che pretesti per soddisfare la nostra sensualità o incitarci alla voluttà. Medesimo pericolo si incorre nel dominio delle Combustioni Aromatiche, familiari agli Occultisti. Le emissioni odorose che salgono dai bruciaprofumi e dagli incensieri, sono onde di richiamo destinate a "Mondi" ontologicamente differenti dal nostro. Non sono destinate a soddisfare il nostro odorato, nè il nostro infantile desiderio d'atmosfera mistica, ed ancor meno a sorprendere il profano, dandogli a credere che possediamo il "segreto" di certe fumigazioni misteriose e lasciandogli così supporre che l'evoluzione del suo sapere mistico ed il suo potere spirituale, dipendano da banali impressioni olfattive. Esse devono servire a creare in noi, in un momento preciso, un clima interiore che permetta di percepire il contatto spirituale, o l'azione di Esseri differenti da noi. D'altra parte, se vi sono emissioni odorose suscettibili di farci prendere coscienza di Mondi e di Entità superiori, ve ne sono altresì di suscettibili di farci scendere nel versante opposto. Odori di cui non conosciamo le occulte proprietà, profumi incitanti la sensualità, profumi magici che non dominiamo e che potrebbero metterci in comunicazione con demoni, sono queste evidentemente le fumigazioni da evitare, mentre da impiegare, sono quelle indicate -e nei casi prescritti- dal Maestro. L'ODORATO corrisponde all'Aria elementare.

La Vista.

Non ci sono che gli spettacoli suscettibili di risvegliare la sensualità sessuale, che sono di primo tratto da evitare, ma senza dimenticare di non cadere nell'eccesso opposto in quel dominio. S. Clemente d'Alessandria scriveva a tale proposito: "...non dobbiamo affatto vergognarci di organi che DIO non ha avuto vergogna di darci." Ma ci sono, nel mondo, spettacoli malsani che eccitano gli istinti più grossolani nell'uomo. Ricordiamone alcuni, come combattimenti di galli o di animali in genere, corse o combattimenti con tori, caccia a cavallo o caccia moderna con battute, che sono massacri di animali senza giustificazioni. Da evitare accuratamente, esecuzioni capitali e tutti gli spettacoli simili. Ad uno stadio inferiore di gravità, troviamo i combattimenti di pugilato e di lotta; ma anche manifestazioni politiche ed arringhe sono, molto spesso, spettacoli poco elevati per l'uomo.

Per l'Occultista possono esservi il rapimento per certi libri o certe biblioteche, o il desiderio per certe collezioni o quadri, che possono eccitare curiosità o invidia, o l'avarizia del possesso di certi schemi o testi enigmatici. Vi si può aggiungere la vista di certe vesti ed ornamenti che, se pure profani, simboleggiano significati che eccitano l'adulazione, l'orgoglio o la gelosia. All'aspetto desiderio della Ghiottoneria, di possedere, di conquistare, di raggiungere, si affianca per contrappunto la collera, ove il desiderio e la fantasia vengano nei fatti frustrati; ma se queste cose incitano ad un quietismo spiacevole, troviamo la pigrizia. Non dimentichiamo che vi sono letture che agiscono come il veleno nella nostra mente, per le reazioni che fanno nascere o suscitano in noi, violentemente. L'Udito. Questa mortificazione (ancora un termine che evoca invincibilmente l'Alchimia pratica), legata a quella della Parola, ci sostiene nel non dire o intendere nulla che sia contrario alla prudenza, alla carità, alla purezza ed all'umiltà. Più ancora, per la carità, nulla che possa suscitare negli altri, come in noi, eco di uno o più dei Sette Peccati Capitali. Si eviterà, quindi, di dilungarsi su certi racconti che possano scatenare in altri collera, rancore, gelosia, lussuria ed invidia. Negli Occultisti, questa prudenza consisterà nel non dilungarsi su certi procedimenti o azioni magiche, teurgiche e mistiche, od il discutere sull'aspetto straordinario di certe esperienze spirituali o psichiche, o sulla rarità e l'interesse di certi libri. Ciò allo scopo di non risvegliare, nell'animo dell'Aspirante, desiderio di potenza o di una vana curiosità, un'avidità di possesso nelle quali invidia, orgoglio ed avarizia, troverebbero terreni di crescita. Ed infine, si bandirà il rumore in generale, nell'atmosfera del quale l'Anima non potrebbe ritrovare se stessa, né riconoscersi. Le musiche di danze, disarmoniche e legate alla sensualità animale, le musiche marziali e le marce militari, come le fanfare di caccia, dissolvono egualmente ogni clima psichico favorevole alla crescita. L'UDITO è analogo al principio Sale.

Due sensi completano il quinario sensuale esteriore. Li studieremo ora.

L'Immaginazione e la Memoria.

Sono queste due facoltà preziose, che forniscono all'Intelligenza i materiali di cui ha bisogno per esercitarsi e lavorare, ed alla Saggezza la possibilità di esporre la Verità con immagini ed argomenti che la rendono più penetrante e viva e, per questo, più attraente. Non si tratta dunque di sminuire queste due facoltà, bensì di disciplinarle e subordinarle, nelle loro attività, al dominio della ragione e della volontà. Chè, incolte ed abbandonate a se stesse, popolerebbero la mente e l'animo di fantasie, di folle d'immagini e ricordi, facendo dissipare energie e tempo preziosi, susciterebbero tentazioni, inganni e ricadute. È assolutamente necessario metterle al servizio delle due Virtù Sublimali che, come già detto, sono l'Intelligenza e la Saggezza. Per meglio reprimere gli sbalzi di questi due sensi interiori, che sono l'immaginazione e la memoria, ci si applicherà d'innanzi a mantenere fuori dalla nostra coscienza e sin dall'inizio delle loro manifestazioni, tutte le immagini e tutti quei ricordi, indesiderabili e pericolosi, che suscitano realtà e desideri di possibili futuri o di immaginifici passati e che portandoci nel mezzo di tentazioni, passate-presenti-future, sarebbero ipso facto sorgenti di mancanze e di cadute.

Ma vi è spesso in noi una sorta di perverso determinismo psicologico, che ci fa passare da fantasticherie senza importanza a giuochi pericolosi di una mente parzialmente invasa. Ci si premunirà contro questo pericolo rigettando, immediatamente ed in modo incessante, pensieri inutili o sospetti che preparano la via ad altri pensieri e fantasticherie infinitamente più pericolosi, perchè i pensieri sono Esseri vivi ed agiscono come tali. Per l'Aspirante, il miglior metodo per riuscire in questa specie di "filtrazione", è sicuramente l'applicarsi totalmente al dovere del momento: per banale che possa apparire, è il nostro lavoro, sono i nostri studi e le nostre occupazioni abituali, se pur modeste e materiali, sono tutti i nostri doveri.

È questo anche, d'altronde, il modo migliore per far bene ciò che si ha da fare, concentrando così intelligenza ed attività nell'azione presente. Non dimentichiamo che l'immaginazione e la memoria hanno nell'Aspirante colto, terreno già preparato per lo studio delle scienze umane, profane ed occulte, senza le quali molti aspetti della Conoscenza superiore gli resterebbero oscuri. È soprattutto attraverso l'esoterismo delle Scritture Iniziatiche Tradizionali che l'immaginazione avrà accesso alla Verità e la memoria potrà prepararsi alle certezze della Saggezza.. Questi due sensi interiori corrispondono rispettivamente: l'Immaginazione al Principio Mercuriale, la Memoria al Principio Zolfo.

Gli alchimisti distinguevano tre tipi di Fuochi:

Il Fuoco Umido, il bagnomaria che fornisce una temperatura costante. Il Fuoco Artificiale o Sovrannaturale, che designava gli acidi. Gli alchimisti avevano notato che gli acidi producono un innalzamento della temperatura, nelle loro diverse reazioni, ed anche che hanno sui corpi lo stesso effetto del Fuoco, disorganizzandoli e distruggendone rapidamente il loro aspetto primitivo. Il Fuoco naturale o Fuoco Ordinario, ottenuto con una combustione. Naturalmente gli alchimisti non impiegavano - nè carbone, nè legna- per riscaldare l'Uovo Filosofico. Sarebbe occorsa una costante sorveglianza ed anche così sarebbe stato pressochè impossibile mantenere una temperatura costante. Così l'Adepto si adirava contro i soffiatori ignoranti che si servivano del carbone: "...a che prò queste fiamme violente, poichè i saggi non adoperano affatto -carboni ardenti, nè legna accesa- per fare l'Opera Ermetica."

I filosofi ermetici usavano impiegare una lampada ad olio, un lucignolo d'amianto, il cui uso è facile e che dà calore uniforme. Questo è il fuoco che essi hanno tanto velato e di cui nessuno ha mai parlato apertamente. Sul piano dell'Alchimia Spirituale, il Fuoco è costituito dalla Preghiera: "Ora et Labora", prega e lavora. Il nostro Fuoco, però, non è identificabile con quelle pratiche, che giacciono più su posizioni barocche, nè con modi e ritmi di respirazione. Anche le pratiche comunemente conosciute sotto il termine generale di "Hatha Yoga" sono enfatizzate in Occidente, come suscettibili di conservare salute e giovinezza. Ma l'esperienza non prova che gli occidentali che vi si dedicano arrivino finalmente all'Illuminazione o magari semplicemente alla misticità, nè che la loro trascendenza ne risulti accresciuta.

Se si realizzano questi obiettivi, essi si devono ad altre conoscenze come la pratica del Bhakti Yoga, del Dhyani Yoga, o ancora del Karma Yoga, del Samadhi Yoga e, per concludere, del Raja Yoga. Gli alchimisti ammettevano parecchi gradi al loro fuoco, a seconda che l'Opera fosse più o meno avanzata. Essi pervenivano a regolarlo aumentando il numero dei fili che componevano il lucignolo: "...fà prima un Fuoco dolce, come se tu non avessi che quattro fili al tuo lucignolo, finchè la Materia non cominci a diventar nera. Allora aumenta, metti quattordici fili, la Materia si lava e diventa grigia. Infine, metti ventiquattro fili ed avrai la bianchezza perfetta..." Qui abbiamo, nel dominio dell'Alchimia Spirituale, un'indicazione preziosa nel suo esoterismo.

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-------------------------------------------------------------------------- La purificazione dell'impulso sessuale e suo dominio.

Aggiungeremo alcune precisazioni per un dominio in cui la lotta è particolarmente difficile e penosa: quello del desiderio sessuale, e delle violente passioni che ne derivano, fonte di tanti errori, disillusioni, dolori e crimini. La chiave di questa liberazione risiede nella giusta collocazione del concetto temporaneo e passeggero della bellezza corporale e della gioia puramente carnale. Essa è molto semplice ed antica. Ci si ricorderà dapprima che la necrosi guadagna assai rapidamente, nelle tombe, le spoglie corporali allorchè l'Anima le ha lasciate. Consiste in un annerimento progressivo delle carni, le quali passano da una sfumatura bianco-rosa, al nero-ebano più assoluto. Allora, su queste carni così necrotizzate, si svilupperanno strani funghi, di un verde giada molto vivo, dai sette ai dodici millimetri di diametro per il capo e di circa un centimetro di altezza. Nell'oscurità questi funghi brillano d'una luminescenza verdastra.

La tecnica purificatrice del desiderio sessuale consiste allora, durante una meditazione priva di qualsiasi fumigazione, nel visualizzare la "donna-uomo ideale", tali a come li si immagina nei propri desideri, e dotati di tutto lo splendore e di tutta l'attrattiva possibile, che si stagliano luminosi su di uno sfondo totalmente scuro, con il profilo che sembra rischiararsi dall'interno, seduti immobili, nella posizione detta del "loto". Ma solo il viso, il busto e le braccia hanno quella perfezione ideale; le anche, le gambe, l'addome e gli organi sessuali, in tutti i loro dettagli, in questa visualizzazione, sono necrotizzati come descritto sopra. Le unghie, nere, sono lunghissime, avvolte su se stesse in volute, e lo scarnamento delle dita ne ha liberate le radici. Questa meditazione, in tutta la gamma dei suoi possibili particolari, può essere usata, oltre che per una persona fisica, per qualsiasi soggetto che scateni una passione da cui si desideri liberarsi.

Questo metodo è assai duro, anche se assolutamente efficace. Se ne consiglia l'uso nei riguardi di ogni passione astratta, o oggetto inanimato. Tuttavia potrebbe rivelarsi pericoloso per un'Aspirante debole, a cui consigliamo un altro sistema. I novizi dei conventi Tibetani praticano, innanzi ad un ossario, ciò che i Maestri chiamano "la meditazione dell'Orribile". L'addestramento consiste nel saper visualizzare sotto ogni forma umana vivente, lo scheletro che questa diverrà fatalmente un giorno, simbolo della Morte che l'uomo porta in sècostantemente. Allora si potrà, forse, raggiungere quella libertà per cui un veggente esclamò: "Costui ora si è gettato il mondo dietro le spalle!"

I Sette Peccati Capitali.

Nella Kaballah Ebraica è detto che all'Albero della Vita corrisponde nel mondo manifesto, un Piccolo Albero della Vita chiamato "Kallah", la Fidanzata. Rovesciato ed in sua opposizione, corrisponde "Quliphah", la Prostituta del Piccolo Albero della Morte. Sull'Albero della Vita fioriscono e s'irraggiano le Sephirot, o sfere della manifestazione evolutiva. Sull'Albero della Morte fioriscono e s'irraggiano i Quliphot, o sfere della manifestazione involutiva. Anche nella Tradizione Cristiana, alle Sette Virtù si trovano opposti i Sette Peccati. E come questa Ebdomada è incoronata da due Virtù Sublimali, Intelligenza e Saggezza, due manifestazioni tenebrose vi si oppongono, l'Accecamento (dello Spirito) e l'Errore (fondamentale). Studiamo tutto quest'insieme malefico dal Piano Spirituale.

L'Avarizia.

L'Avarizia porterà il mistico perduto ad un isolamento totale e sterile. Svelare, rivelare, insegnare, trasmettere tutto ciò che egli stesso ha ricevuto ed appreso da altri, gli sarà sempre cosa dolorosa ed urtante. Ammucchierà libri e manoscritti, documenti ed Iniziazioni, ma non concepirà mai che egli non possa essere altro che un semplice strumento di trasmissione. Le filiazioni iniziatiche a cui egli avrà potuto essere unito, lo frazionerà di nuovo, moltiplicando le prove, i gradi, le classi, ed ottenendo solamente di ritardare al massimo l'istante in cui sarà in obbligo di terminare la sua parte, e, dell'allievo di ieri, farne il Pari di oggi e forse il Superiore di domani. L'AVARIZIA corrisponde alla Terra ed è il contrario della Prudenza, suo stesso eccesso.

La Gola.

La golosità porterà l'Occultista a divorare a dismisura tutti i documenti, libri, trattati e schemi che troverà accessibili. Le dottrine più disparate e diverse, gli insegnamenti anche i più opposti tra loro, le più strane mescolanze, non lo scoraggiano. Avido di tutto ciò che àdula la sua curiosità ed il suo appetito di conoscenza, egli ingurgita il tutto ad ogni modo e, se a questo strano miscuglio si vorrà aggiungere l'orgoglio personale, tenterà di estrarne una propria dottrina che si assicurerà di completare, magari modificandole, con parti monche della Tradizione Iniziatica, che avrà saccheggiate e mescolate. Se, al contrario, sarà la pigrizia a mescolarsi al suo appetito ottuso, l'eccesso stesso di tutte le più disparate conoscenze, mal digerite da una mente pigra, gliele farà un giorno repentinamente restituire ed egli tornerà al materialismo, che stimerà più riposante. La GOLOSITÀ corrisponde all'Acqua ed è il contrario della Temperanza.

La Lussuria.

La Lussuria farà entrare un certo sensualismo in tutti i domini iniziatici nei quali questo tipo di Occultista sarà indotto ad operare. Egli sarà, a priori, sempre ostile alle Dottrine troppo spirituali o troppo ascetiche; sempre pronto a sostenere la necessità di transigere in maniera assai liberale, sulle esigenze della natura umana (inferiore). Delle religioni e delle dottrine in cui la sensualità recita una parte, (tantrismo, gnosticismo licenzioso e magia sessuale e sensuale), egli si farà difensore e, solo per questa ragione, affermerà che un'organizzazione iniziatica mista sarà assai superiore ad un'altra, esclusivamente maschile o femminile. Ma, soprattutto, questo difetto si eserciterà nella facilità con cui trasmetterà sconsideratamente le iniziazioni e gli insegnamenti di cui è depositario, ad interpreti inadatti ed estranei a questa Scuola. Cederà, per la medesima ragione e con altrettanta sconsideratezza, segreti iniziatici ad individui, per ottenerne i favori. Ed infine, come per le fornicazioni e gli adulteri spirituali rimproverati ad Israele dai Profeti e dal Cristo, egli si farà, forse, anche seguace di dottrine, iniziazioni e cerimonie, spesso di segno opposto. Non esiterà, per suo interesse, per suo piacere, o anche per sua semplice curiosità, a rivolgersi verso correnti di Forze inferiori o astrali, allorchè scorgerà che le Forze Superiori non gli rispondono, non potendogli quindi servire in questi domini. La LUSSURIA corrisponde all'Aria e si oppone alla Giustizia.

La Pigrizia.

La Pigrizia porterà l'Aspirante smarrito verso una specie di quietismo, dove l'inazione dell'Anima e l'assenza di ogni opera esteriore gli faranno considerare la perfezione come banale amore per Dio. Resterà cieco ai mali degli esseri che lo circondano o, vedendoli, non farà nulla per alleviarli, stimandoli quale equo risultato dei loro errori passati. Giungerà a disinteressarsi anche di se stesso, rimettendosi alla Provvidenza per accedere alla salvezza della perfezione morale, considerando così l'Ignoranza una via tanto sicura, quanto la Conoscenza Spirituale. La PIGRIZIA corrisponde al Fuoco rovesciato e s'oppone alla Forza.

L'Invidia.

L'Invidia porterà il piccolo-iniziato a desiderare non solo i primi posti ed i piccoli-onori, ma non esiterà a ritardare, e magari a combattere, l'avanzamento altrui se v'indovina o vi teme una superiorità che può eclissare la sua. Userà lo "spegnitoio" su fatti e persone, dottrine ed insegnamenti, su libri e documenti, se suscettibili di nuocere al suo prestigio ed interesse. Non avrà posa se non possiederà più degli altri, considerando un'offesa qualcosa che non possa ottenere, anche se ben deciso in anticipo a non servirsene perchè all'opposto intellettualmente, od anche perchè non ne comprende l'utilizzazione. L'INVIDIA corrisponde al Principio Sale e si oppone alla Carità.

La Collera.

Manifestandosi in lui la collera, l'Aspirante perderà disciplina e controllo su se stesso. Il suo autoritarismo e la sua straripante attività non gli permetteranno di comprendere come altri, in condizioni simili, siano meno avvantaggiati di lui. I suoi giudizi saranno affrettati, quanto definitivi; la sua irruente impazienza lo porterà a maltrattare i qualitativamente inferiori, i deboli e gli ignoranti. E se ha la disgrazia di divenire odioso, forma più tenebrosa dell'invidia, le sue piccole-conoscenze, potrebbero fare di lui un mago Nero. La COLLERA corrisponde al Principio Mercuriale e si oppone alla Carità.

L'Orgoglio.

Lo si è chiamato da più parti: "il padre di tutti i mali". Nell'Aspirante, l'Orgoglio lo porterà a considerarsi superiore ad ogni profano e da tutti molto diverso, e questo perchè intellettualmente solo un pò arricchito. Egli s'immaginerà volentieri in possesso di segreti e d'insegnamenti che sono stati svelati solo a lui; s'immaginerà spesso predestinato ad una certa missione, che solo lui può svolgere, giustificato dai suoi meriti e qualità speciali. Spesso afferma di essere stato questo o tal'altro importante personaggio in vite precedenti. Da tutto questo clima -ed altro ancora- egli acquisirà un solido ed altezzoso disprezzo per quello che definisce l'umanità profana. E circondato da un esilio "dorato", resterà nell'impossibilità di percepire o riconoscere che, magari vicino a lui, dissimulate nella banalità di esistenze modeste, operano Anime di scelta mille volte superiore alla sua. In breve, nel passato come nel presente e nel futuro, egli è colui a cui tutto è dovuto e di conseguenza tutto può esigere. L'ORGOGLIO corrisponde al Principio Zolfo e si oppone alla Fede.

I Sette Vizi raddoppiano i Sette Peccati Capitali e ne sono in qualche modo i frutti: l'Imprudenza, frutto dell'Avarizia l'Intemperanza, frutto della Golosità l'Ingiustizia, frutto della Lussuria la Codardia, frutto della Pigrizia l'Odio, frutto dell' Invidia L'Alterigia, frutto della Collera l'Ignoranza, frutto dell' Orgoglio. L'Uomo è così punito dove ha peccato.

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Le due Cristallizzazioni spirituali.

Due Virtù Tenebrose si oppongono alle Due Virtù Sublimali: l'Accecamento s'oppone all'Intelligenza, l'Errore alla Saggezza.

L'Accecamento: Questa Potenza Tenebrosa ci toglie il discernimento degli Spiriti e ci mette nell'impossibilità di percepire all'interno delle specie e degli oggetti materiali cosa li lega ai Poli opposti del Bene e del Male, della Luce e delle Tenebre. Essa ci vela il senso nascosto delle parole, ottenebra immediatamente l'esoterismo ed il senso superiore dei Testi, ci fa preferire "la lettera che uccide" allo Spirito che vivifica. E, cosa ancora più grave, ci impedisce l'accesso al senso profondo delle Scritture Cristiane o di ogni Libro Santo, se ci proviene da un'altra religione. Infatti, egli regna Signore nell'animo di ogni materialista e di ogni ateo, allorchè questi sono tali tanto per un atto deliberato della loro volontà, quanto per una discesa progressiva verso l'accecamento in conseguenza di una noncuranza cosciente. Ci vela le realtà spirituali dissimulate sotto le apparenze e si può dire che, per essa, le Verità Eterne divengono inaccessibili all'uomo "perduto".

L'Errore: Questa Potenza Misteriosa ci porta la confusione interiore, ci toglie il senso del Bene e del Male, del Giusto e dell'Ingiusto, del Bello e del Brutto, del Buono e del Cattivo. In questi domini, ogni discriminazione si cancella a poco a poco, ma dove egli diviene più grave è quando ci offusca il senso del vero, dell'autentico, in materia religiosa. Per l'Errore, l'Aspirante sperduto non è più in grado di percepire ciò che gli è utile, e quando l'Anima è giunta così lontana, nell'immersione nella Materia e nella discesa verso le Tenebre Spirituali, si può difficilmente scorgere una risalita con i propri mezzi. Nell'impossibilità di distinguere ciò che ha perduto, di giudicare nettamente la sua situazione, l'Aspirante smarrito scambierà qui, e facilmente, il Male per il Bene e s'immaginerà, con ostinazione, d'essere sul cammino della Luce, mentre è su quello delle Tenebre. È nell'animo del Satanista che questa Potenza irrompe e s'irradia con ampiezza, deviando, con la sua Luce Nera, altri ciechi verso un Punto Determinato.

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FILOSOFIA ERMETICA

La Prima Materia riceve il suo sostentamento dal FIAT o Verbo della creazione. Ed il Verbo proviene dal Padre, e per suo mezzo tutte le cose furono create. E lo Spirito emana dai Due, ed è l'aria divina che dà vita. Così l'aria rende viventi tutte le cose elementate. Il fuoco riscalda tutte le cose, l'acqua le rinfresca, le disseta e le ristora. La terra nitrosa, come una madre nutre e conserva tutte le cose. Così il fuoco ha generato l'aria e l'aria a sua volta alimenta il fuoco così ch'esso viva. Infatti l'aria cambiata in acqua è il nutrimento del fuoco, ed in questo elemento acqua e umido radicale, cioè nell'untuosa e grassa umidità radicale, brucia il fuoco. E la terra, come un contenitore di sali nitrosi, porge il nutrimento, e nel suo seno abitano questi elementi tutti, perchè nel suo seno si trova il sulfureo sale nitroso della Natura. La cosa buona ed unica che il Superno ha creato in questo mondo visibile. Questo unico sale, madre degli elementi, è l'acqua che la Natura contiene nel suo ventre. Un Fenice che vive nel Fuoco. Un pellicano che dà vita col proprio sangue ai suoi figli morti. È il giovane Icaro annegato, la cui nutrice è la terra, l'aria è sua madre ed il fuoco suo padre, l'acqua la sua purificazione e la sua bevanda. Una pietra che non è pietra, un'acqua che non è acqua, ma una pietra con forza di vita ed un'acqua con potere di vita, un sulphur, un merkur, un sale che la Natura tiene nascosti in se stessa e che nessuno che non sia saggio conoscerà, nè vedrà mai. Il Supremo concede i Suoi doni per il lavoro.

il respirare, il pensare, il mangiare o il bere.

Il contatto con lo spirituale va considerato, a tutti gli effetti, l'equivalente d'una funzione biologica, e come del tutto normale e naturale per una parte dell'uomo. Trascurare quest'attività, sarebbe come atrofizzare il proprio Principio, l'attivazione del quale, va sottolineato, è indipendente dal Sistema (d'invocazione) usato. "...molte nevrosi sono causate dal fatto che molti vogliono restare ciechi alle proprie aspirazioni religiose, al seguito d'una passione infantile per i lumi della propria ragione." (C.G.Jung)

Conviene doverosamente distinguere nell'argomento, la vaga ripetizione di formule ripetute senza che il proprio spirito, il Fuoco, vi prenda parte ed in cui solo le labbra abbiano una attività reale. Questo non è pregare. Bisogna che l'Uomo Interiore voglia che l'Uomo del Desiderio stia attento e dinamizzi ciò che labbra e cervello emettono congiuntamente. Assieme all'intuizione, senso morale, senso estetico ed intelligenza, il senso del divino dà alla propria Personalità umana il pieno vigore; ed è fuor di dubbio che la riuscita nell'impegno che è la propria vita, domandi d'ottenere il massimo sviluppo ed integrazione tra le nostre attività fisiologiche, emotive, intellettuali, e spirituali. Lo spirito è, ad un tempo, ragione e sentimento e noi dobbiamo amare la bellezza e la conoscenza tanto quanto la bellezza nella Morale o nella Forma pura e nell'azione. "..per ricordarne il nome, un uomo deve aver fatto un figlio, piantato un albero e scritto un libro" (Platone).

La Preghiera diviene dunque il complemento ed utensile essenziale nell'Opera di Trasmutazione nell'uomo. Essa ne è il Fuoco ed il Crogiuolo, e non potrebbe non esserne il Cuore in cui austerità, solennità ed ascesi, ne sono gli elementi combustibili dalle purezze iniziali. L'Opera è lunga per la "Via Umida" e dura secondo le parole della Scrittura.... "Sino a quando non appare il giorno (la Luce dell'Anima) e la Stella del Mattino si leva nei nostri cuori" (Pietro, II Epistola 1-10)

Il Rituale dell'Eucaristia rappresenta nel suo Cerimoniale la Grande Opera con gli elementi che la compongono: la coppa, il Pane-Materia, il vino Acqua-Spirito, l'evocazione, l'elevazione liturgica, la precipitazione e la Trasmutazione e Santificazione. Sono questi alcuni degli elementi da considerare, e vediamo ora, su tale argomento, quello che ci ricorda l'esperienza d'un Fratello, Vescovo della Chiesa : Nella celebrazione della Santa Eucaristia, vi sono molti simboli che riguardano la monade, l'ego e la personalità.

Innanzitutto, per i tre elementi della Trinità, l'Ostia rappresenta Dio Padre od anche la Divinità una ed indivisibile; il Vino rappresenta il Dio Figlio, il cui Sangue è stato versato nel Calice di forma materiale; l'Acqua rappresenta lo Spirito Santo, lo Spirito che era presente al di sopra dello specchio delle acque, ed anch'esso è simboleggiato dall'acqua. Considerando poi la divinità dell'uomo, l'Ostia significa la Monade, la totalità, la causa invisibile di tutte le cose. La Patena significa il triplice Spirito attraverso cui la monade agisce sulla materia. Il Vino indica l'individualità versata nel calice del corpo causale, l'Acqua rappresenta la personalità che è così intimamente mescolata ad essa. Passando all'effetto della Comunione, la forza dell'Ostia è essenzialmente monadica ed agisce più potentemente su tutto ciò che nell'uomo dipende dalla diretta azione della monade; la forza del Calice supera quella dell'ego, il Vino ha una forza molto potente sui livelli astrali superiori e l'Acqua emette delle vibrazioni eteriche.

Quando l'officiante fa sul Calice le tre croci con l'Ostia, vuole fortemente che l'influenza del livello monadico scenda sull'ego nella sua triplice manifestazione, e dopo, quando egli fa le due croci tra il Calice ed il suo petto, attrae quell'influenza nei suoi corpi mentale ed emotivo, per poterla poi completamente irradiare sui fedeli. Questo simboleggia i primi stadi dell'evoluzione, quando la monade è sospesa sulle sue manifestazioni inferiori, agendo su di esse, ma senza toccarle mai. Similmente il sacerdote tiene sospesa l'Ostia sul Calice, senza che una tocchi l'altro prima del momento stabilito. Quando il sacerdote lascia cadere un frammento di Ostia nel Calice, simboleggia la discesa d'un raggio della Monade nell'ego (l'Anima). Solo questo, per il momento, è dato scrivere.

Tecnica della Preghiera.

La precisione della Preghiera, ai fini della Grande Opera Interiore, è cosa assai importante, ed ogni dottrina d'ordine quietista costituisce un errore di metodo.

La Via Interiore del Filosofo Incognito, è d'apparenza quietista solo nei suoi aspetti generali, mai nelle sue applicazioni pratiche ed operative. Preghiamo dunque per ottenere, e per ottenere qualcosa di preciso e per leciti motivi, come l'indica il Vangelo:

La Via della Salvezza 3 Giov . 3, 16 ; Rom 10, 9 Pace nell'ansietà Fil. 4, 6-7 ; Giov. 14, 27 Coraggio nel timore Ebr. 13, 5-6 ; 2Ct 13, 5-6 Sollievo nella sofferenza 2Ct 12, 8-10 ; Ebr. 12, 3-13 Guida nell'incertezza Gc 1, 5-6 ; Ebr. 4, 16 Riposo nella stanchezza Mat. 11, 28-30 ; Rom. 8, 31-39 Conforto nell'afflizione 2Ct 1, 3-5 ; Rom. 8, 26-28 Forza nella tentazione Gc 1, 12-16 ; 1Ct 10, 6-13 Lode nel ringraziamento 1Ts 5, 18 ; Ebr. 13, 15 Gioia nel perdono 1Giov. 1, 7-10 .

"IO altresì vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perchè chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. E chi è quel Padre tra di voi che, se il figlio gli chiede un pane gli da una pietra? O se gli chiede un pesce gli da invece un serpente? Oppure se gli chiede un uovo gli da uno scorpione? Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il padre vostro donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono." Luca 11, 9-12 ;

"Vi era nella casa di Ipparco, una stanza sistemata con cura. Egli aveva fatto dipingere sul muro orientale di quella stanza, una croce. E là, davanti al simbolo del Cristo, con il volto rivolto all'Oriente, egli pregava sette volte al giorno..." Atti di Ipparco e di Filotea, Cfr. Assemani.

Per la domanda come pregare, la risposta è facile: come si pregava, nel ricordo dei tempi in cui l'uomo era in più stretto contatto con il Piano Divino. Per noi, ne abbiamo testimonianza diretta, dai tempi della Chiesa Cristiana primitiva e dal Giudaismo che l'aveva preceduta, e da cui essa aveva trattenuto molto dell'Alto significato esoterico immessovi dalle Guide d'Israele. ? Origene, la cui figura emerge tra le altre, mostra come i Cristiani preghino in ginocchio o in piedi rivolti all'Oriente, e d'innanzi alla Croce o alla sua rappresentazione. Ritroviamo le medesime posure sin nel lontano Yoga (asana), oltre che in tutte le Scuole Mistiche e di Preghiera.

"Poichè le attitudini del corpo umano sono innumerevoli, deve essere preferita a tutte le altre quella in cui noi stendiamo le mani e leviamo gli occhi al Cielo, per esprimere con il corpo l'immagine della disposizione dell'Anima durante la sua orazione. Bisogna, per usare un'allegoria, stendere l'Anima con le mani ed elevarsi con lo spirito verso Dio, prima che con gli occhi. E prima d'elevarsi, liberare lo spirito dalla terra e tenersi d'innanzi a Dio, deponendo ogni risentimento, se si vuole che anch'esso ci perdoni per gli errori e le colpe dei peccati commessi..." Origene: "De Oratione", XXXI

Si ritrova quest'attitudine negli antichi affreschi, pitagorici e cristiani, che mostrano gli "orantes" con le braccia tese in avanti, le mani aperte a coppa, e gli occhi levati al cielo. La preghiera in ginocchio s'impone ogni volta che l'orante si umilia davanti a Dio a causa delle sue colpe, ma se questa posizione dovesse usarsi nelle semplici preghiere e nei dialoghi con la Divinità, gli Antichi Autori indicano allora, per gli scopi precedenti, la Prosternazione. Nelle Istruzioni Segrete per i Rosa+ Croce e nelle liturgie degli Alti Gradi dell'Ordine, si mostra l'Eletto Cohen in certe orazioni penitenziali nell'atto di prosternarsi. L'orante, ventre a terra, gambe unite ed anch'esse ben distese, ma senza forzare, nella prima posizione terrà le braccia distese orizzontalmente e le palme delle mani poggiate al suolo, la fronte a terra, gli occhi chiusi.

Questa posizione serve ad allineare la mentedell'uomo con l'idea del "Sacrificio" della sua Anima, "Crocifissa nella Materia", per due unici scopi: il proprio Progresso Spirituale per meglio Servire nell'amore e per la Gloria di Dio. Questa posizione consente un miglior approccio al contatto con l'Ideale Mistico Cosmico, lo Spirito Santo. Mantenendo la posizione precedente, e mantenendo, come per sopra, una respirazione concentrata al centro del torace, ed affiancando una potente visualizzazione di tutte le operazioni, l'uomo questa volta porrà le braccia, con i polsi incrociati e sovrapposti ed i pugni chiusi, sotto la fronte che vi poggerà sopra; gli occhi sempre chiusi, a sostegno d'una forte concentrazione.

Quest'ultima posizione, molto "occulta", rammenta il teschio della Magia Nera, che poggia su due tibie in croce, (simboleggia l'opposto, la morte e la perdizione), ma nel nostro Rituale, il cranio è quello vivente d'un uomo, come pure lo sono le ossa, a simboleggiare la via della vita e della salvezza, nella ricerca della Luce ed in opposizione alla Tenebra. Anche per la preghiera in ginocchio o in piedi, avremo una posizione particolare per le braccia. Questa volta gli avambracci sono incrociati sul petto, le mani piatte e con le dita unite posate in prossimità delle spalle, a generare un movimento energetico in cui i polsi si sovrappongono sul Centro Cardiaco; la palma destra sul lato sinistro del corpo, e la palma sinistra sul lato destro, vanno a formare e chiudere un anello d'energia "ad otto", che fluirà nell'uomo finchè egli lo manterrà.

Questa posizione, nella Scuola della R+C, è conosciuta come la "posizione del Buon Pastore". In realtà, anche se è stata usata "anche" dalla R+C, ne troviamo evidenza da sempre e tra tutti i popoli. A sostegno di quest'affermazione, ti porto un solo esempio ed è quello della posizione assunta dai Faraoni seduti sul trono.

Sempre per la preghiera sia in piedi che in ginocchio, vorrei rammentare un'altra posizione delle braccia che si collega con la precedente, in qualche modo. L'uomo, questa volta, tiene le mani unite palma contro palma, a dita ben distese, unite tra di loro, e con le falangi che sfiorano le labbra. Anche in questo caso il motivo occulto di questa posizione, è l'attivazione di un moto "energetico", anche se più 'morbidò del precedente, con il triangolo che forma tra gomiti e falangi, che producendo un acuto sonoro nello Spazio Psichico, aumenta ed amplifica in più livelli l'atto della Preghiera.

Queste sono le Posizioi Principali Nella Preghiera Mistica ed i suoi significati occulti. Altre posizioni sono previste nelle Liturgie e nei Rituali, anche in combinazione tra loro ed in combinazione, naturalmente, con Suoni, Parole e Gesti, o movimenti particolari. Ma, per non uscire fuori tema da uno studio così specifico, vorrei che fosse estremamente chiaro al Fratello ricercatore che mi segue, che il fine della Liturgia nel Rituale è il raggiungimento della massima Potenza esprimibile nell'azione sinergetica, ed in sincronismo tra tutti i livelli d'Espressione Energetica: preghiera, evocazione- invocazione, involve, ad esclusione di quello astrale, i Piani fisico, eterico, psichico, spirituale. A livello Spirituale provoca, per assonanza magnetica, una precipitazione energetica, detta Vortice, nei Piani psichico ed eterico, con effetti evidenti e manifesti sul piano fisico dell'Iniziato, ed attorno a lui. Questa èla Magia Liturgica, o altrimenti conosciuta come Magia Bianca e Magia Cerimoniale. Le Operazioni Rituali ottengono l'effetto voluto solo alla condizione che si apra un "Ponte d'Accesso", costituito nel Corpo dello Spirito Santo, che produce il collegamento con il Piano Spirituale attraverso tutti i piani Subordinati. Quando il 'collegamentò, in una prima fase, da saltuario ed incontrollabile, diviene costante nella possibilità di richiamo o chiusura, si riscontra nella Forma mentale concreta prima, e nella Forma fisica poi, quell'Effetto conosciuto quale "Trasfigurazione". Quanto indicato, riconosciuto quale Via Mistica tanto dall'Occidente quanto dall'Oriente, dimostra la Via del braccio verticale della CROCE. Coloro che vorranno operare nel modo più rituale, indosseranno durante il loro lavoro Spirituale ed in quello solamente, una veste di lino bianca, il cordone alla vita e sandali.

Il Tempo dell'Opera.

Come Israele abbandonò l'Egitto (simbolo del suo mondo della Materia) a Pasqua, quindi con la luna nuova nel segno dell'Ariete, così l'Opera inizia nello stesso momento dell'anno, quando la falce visibile della luna è alla prima domenica del ciclo. Per romperne il ritmo e scinderle, ogni novena è separata dall'altra da un giorno di pausa, equivalendo allora in tempo reale ad un Decano dell'Antica Astrologia. Il corso Rituale del Sole si svolge su di uno Zodiaco di 360 comprendente, per conseguenza, 36 Decani, ai quali corrisponderanno 36 novene. A ciascuna delle quattro stagioni corrisponderanno 9 novene, quindi ancora 36. Infine 3 novene per ogni mese dell'anno, che essendo 12, ci riporta a 36 (12 e 9). Aries-Taurus-Gemini; Cancer-Leo-Virgo; Libra-Scorpio- Sagittarius; Capricornus-Aquarius.Pisces. Nello svolgersi rituale dei 12 mesi nell'anno, si potrà operare allo sviluppo delle 9 Virtù: 4 Cardinali, 3 Teologali, 2 Sublimali.

Altra possibilità di operare è di consacrare un intero primo anno alle 4 Virtù Cardinali. Questo comporterebbe di conseguenza, 9 novene in tutto l'anno. Nell'anno seguente s'opererà al conseguimento o allo sviluppo delle 3 Virtù Teologali. Ciascuna di esse sarà 'energizzatà da 12 novene. Infine, nel terzo ed ultimo anno del ciclo, si opererà sulle 2 Virtù Sublimali, ottenendo così per ciascuna di esse un'attivazione per 18 volte. Si dovrà attribuire un'attenzione particolare a tutte quelle Operazioni che verranno svolte nel periodo dal 28 Novembre, al 3 Dicembre di ogni anno. In quest'opera, presentata in maniera essoterica, non vengono date le chiavi totali dei rapporti tra certe Forze, collegate simbolicamente all'Alchimia, e di certe Entità Spirituali, legate alle chiavi della Gnosi, poichè abbandonando il dominio della Via Interiore, entreremmo sulla Via della Liturgia Iniziatica e della Teurgia.

Nota: avendo gli Esseni, ci dice la Tradizione, consegnato ai Greci i Testi dei Salmi in maniera volutamente confusa, se ne conviene che, possedendone il giusto allineamento, si otterrebbe una Liturgia efficace nei suoi effetti. Per renderti chiaro questo concetto, rifletti sull'allineamento delle parole di questa novena: Prima novena Salmi 130 tutti i versetti Seconda " " 143 " Terza " " 51 " Quarta " " 102 " Quinta " " 6 " Sesta " " 38 " Settima " " 32 "

L'inizio di questa come di altre sequenze di novene, deve avvenire, recitano i Rituali, nella giornata della 'luna nerà, con un digiuno e molti lavaggi Rituali ( che il Fr. non iniziato potrebbe sostituire con docce), allo scopo di espellere negatività. Alle ore 03,30 del secondo giorno di luna nera, ci si appresta all'opera rituale, recitando 7 Salmi per 7 volte al giorno e per 7 giorni, in una sequenza stabilita allo scopo come, ad es., quella soprascritta. Le sequenze di novene debbono essere terminate entro le 24 dal giorno d'inizio.

I Salmi, per i mistici occidentali, sono l'equivalente dei Mantram dei mistici orientali. APPENDICE Da "De Alchimia", del Vescovo Alberto Magno, A.D. 1193/1280:

"L'Alchimista deve essere taciturno e discreto, non deve rivelare a nessuno il risultato delle sue operazioni. Dovrà essere solitario e vivere lungi dagli uomini. Due o tre stanze della sua casa saranno riservate esclusivamente al lavoro. Sceglierà l'ora giusta per le sue operazioni, cioè attenderà il favore delle costellazioni celesti. Sarà paziente e perseverante. Praticherà, secondo le regole, la triturazione, la sublimazione, la fissazione, la calcinazione, la soluzione la distillazione e la coagulazione. Userà soltanto recipienti di vetro o invetrati. Deve avere mezzi sufficienti per affrontare le spese necessarie. Ed infine dovrà evitare ogni domestichezza con principi e signori."

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L'Alchimia è dunque l'arte della "trasformazione" dei metalli, quella Spirituale di seguito, s'interessa alla "trasmutazione" degli elementi sottili nell'Oro potabile, l'Oro dei Saggi, che rende immortali. Evidente il significato mistico nel linguaggio simbolico. Sarebbe un errore per lo studioso accomunare i significati di 'alchimià e di 'chimicà, anche se quest'ultima ne è una diramazione certamente solo fortuita. In realtà, tutta l'Opera dell'alchimista è volta alla Reintegrazione della Materia nella Radice originaria, attraverso la Trasmutazione degli elementi fisici prima e di quelli sottili poi, col raggiungimento dello Stato d'Unione Spirituale (III Aspetto) ed alla Volatilizzazione del sé inferiore in una nuova Fissazione, ma questa nel mondo dello Spirito Universale. Si afferma inoltre che l'esito dell'operazione non sarebbe stato possibile senza l'intervento di Entità di Ordine Superiore. A tale proposito Silesius afferma : "...il piombo si muta in oro, e con dio io sono cambiato da Dio in Dio. È il cuore che si muta nell'oro più fino."

Se l'Opera rappresenta l'evoluzione umana da uno stato dove predomina la materia, ad uno spirituale, trasmutare il metallo in oro equivarrà a trasformare l'uomo in puro Spirito. Si presuppone nell'alchimista una conoscenza della materia e dell'energia che la forma, nella trasformazione degli elementi che la compongono, attraverso l'agire sulle energie che la permeano, riconoscendone così l'identità di "cosa vivente." Osserviamo nelle fasi che si rivolgono agli elementi "gravi" dell'uomo, una vera e propria opera di psicologia occulta, in azioni ed attitudini determinate e coscienti, nell'area delle Cause e dei Canoni prima, ed una sorta di "osmosi" con gli Archetipi, riconosciuti quali semi di tutto, poi.

Riassumendo e concludendo: l'Alchimia è l'arte di trasmutare i metalli che, quali elementi del Regno minerale, l'Uomo assomma in sé assieme ai tre successivi; la Chimica si rivolge alla Forma quale entità fisiologica delle materie, senza però averne mai raggiunta la radice unica; l'Arte Alchemica si rivolgeva alla trasformazione delle forme attraverso la manipolazione dell'energia fisica che crea tutte le materie da un'unica radice, conosciuta nella Tradizione Iniziatica come immersa nella Grande Madre da cui trae la vita per il tutto.

L'Alchimia Spirituale si rivolgeva alla trasmutazione delle Forme sottili, (corpi Eterico, Astrale, Mentale inferiore), la manipolazione dell'energia del Pensiero attraverso la spinta d'elevazione del Misticismo-Astratto;

Il Rituale Teurgico, infine, altro non è che l'elevare attraverso una Struttura Geometrica di Pensiero esterna all'uomo, l'Emotività del Misticismo-Astratto, sino a trascenderne l'identità, rendendola qualcosa di diverso e di più nella fusione del farsi assorbire sui livelli d'energia d'elevata potenza vibratoria, (Suono, Luce, Calore), il sotto-piano, o il piano, atomico. Quando anche la mente razionale comprenderà alfine la triplicità della scomposizione avvenuta nella ricerca ed attraverso l'involuzione d'una realtà infinita in una mente finita, creando così necessariamente un'interpretazione multipla d'una realtà unica, quella mente razionale avrà ricomposto in se, attraverso un lavoro creativo ed intellettuale, questo solo ed unico concetto e raggiungerà cosi l'Iniziazione.
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