Introduzione

CHIARA, MADRE E SORELLA

11 agosto 1253. Ad Assisi, nel conventino di San Da­miano, Chiara Favarone di Offreduccio muore, a ses­sant'anni, stringendo nelle mani la Regola approvata Da Innocenzo IV, in forza della quale, a lei e alle sue suore - quelle stesse che circondano il suo letto in quel mo­mento supremo - viene riconosciuto il diritto di vivere in poverta, nella Chiesa.

A diociotto anni, questa gentildonna assisana, affascnata dall'esempio e dalle parole di Francesco Bernardone­, aveva detto addio a tutte le speranze, che il mondo offriva alla sua bellezza, alle sue ricchezze, al suo ingegno, alla sua sensibilita, per abbracciare una vita ispi­rata  ai piu sublimi ideali del Vangelo.

Per  quarantadue anni, con un coraggio indomabile, Chiara era rimasta fedele alla sua scelta giovanile. Molte fanciulle, dopo sua sorella Agnese, e molte donne l'avevano seguita e s'erano unite a lei: più  di cinquanta a San Damiano e tante tante altre nei monasteri che, in vari paesi d'Europa, avevano optato per il suo stesso ideale.

Insieme con Francesco, suo padre spirituale ed amico, Chiara ha lasciato un'impronta luminosa nella storia del popolo di Dio. Viva, ha illuminato il suo secolo; morta, non ha cessato di trascinare alla sua sequela anime in­numerevoli.

Anche oggi, nel nostro mondo, diciassettemila Clarisse si danno a Dio, conquistate dal fascino di lei.

                              

Benchè  non  abbia composto trattati spirituali, Chiara è  stata una impareggiabile maestra di spiritualità. Le poche Lettere che di lei ci sono state conservate, la sua Regola, il suo Testamento, la sua vita, quale ci appare dalle testimonianze dei contemporanei, mettono in evi­denza una maniera di vivere il Vangelo, che è  capace di condurre il discepolo di Gesù alle vette della perfe­zione e dell'unione mistica.

La povertà  vi occupa un posto essenziale: povertà  rigorosissima, personale e comunitaria, quale non si era mai trovata fin allora in alcun ordine religioso. Il con­ventino di San Damiano ne conserva ancora il profu­mo: con tale intensità  che non si puo visitarlo, senza rimanerne sconvolti. Ma quella stessa povertà è  sempli­cemente l'espressione d'un amore appassionato per Ge­sù Cristo.

Infatti solo l'amore per il Signore costituisce la spiegazione ultima di tutta la vita di Chiara: ha lasciato tutto per seguire Lui; Lui ha seguito in una «corsa arden­te », in cui ha bruciato tutta la propria esistenza.« A­ma con tutto il tuo essere Colui che si è  donato total­mente per amore verso di te »,  scrive la santa nel 1238, all'amica Agnese di Boemia - e sono parole che rivelano l'ultima profondità del suo cuore.

Perchè amava, Chiara consacrò  se stessa e la sua vita a Gesù Cristo nella castità. Perche amava, ha se­guito Lui, nella Sua povertà e nella Sua umiltà, nella Sua vita, quella che Egli totalmente spese per amore del Padre e per amore degli uomini. Lo ha seguito nelle Sue fatiche e nelle Sue sofferenze: Chiara sognava il martirio.

Perchè  amava, ha cercato, senza mai retrocedere, nel silenzio e nella preghiera, l'incontro e l'unione trasfor­mante.

La sua fedeltà completa al Signore l'ha indotta a co­struire, con le sue suore, la vita di fraternità sul  mo­dello del rapporto fra Gesù e i discepoli. Rispetto delle persone, comunione nella carità e servizio vicendevo­le: ecco le leggi che creano comunità mature, capaci di testimoniare a favore del Signore.

Questa vita spirituale così intensa non ha, però, sof­focato, nella santa fondatrice, le doti di una persona­lità  assai ricca: santa, ella rimane pienamente donna. Ama Cristo  con il cuore e partecipa ai suoi stenti e ai suoi dolori con una sensibilità che la fa piangere. Ama le  sue suore con tenero affetto e con tenero affetto ama Agnese di Praga. Un'amicizia limpida, profonda e delicata la lega a a Francesco d'Assisi.

Anehe se vive in clausura, resta vicinissima agli uomini e accoglie con bontà quani si rivolgono a lei. Tut­te le inquietudini del suo tempo e tutte le preoccupazio­ni della Chiesa del suo tempo trovano un'eco nel suo cuore.

E' sempre sangue cavalleresco quello che scorre nelle sue vene: Chiara si comporta intrepidamente davanti al Papa come davanti ai soldati saraceni che invadono il suo monastero.

Piena di sapienza, sa conciliare nella sua famiglia re­ligiosa la tensione che spinge a praticare il Vangelo fino in fondo e la moderazione, la prudenza, la« discrezio­ne» (come ella spesso ripete).

Resta ancora una cosa da dire: la via della perfezio­ne da lei insegnata è  semplice.

Chiara non ce ne ha descritto le varie tappe, benchè le abbia percorse tutte, fino aIle più sublimi: Chiara prende il discepolo per mano, lo  conduce davanti a Ge­sù adagiato sulla paglia di Betlemme, insanguinato sul­la croce del Calvario, celato dentro i veli eucaristici, e gli dice: «ContemplaLo - e cerca nel tuo cuore la risposta da darGli ».

Chiara ci ripete: basta amare, amare coraggiosamen­te, fino all'eroismo, intessendo di vangelo tutta la pro­pria vita.

Figura di donna e di santa che lascia abbagliati i contemporanei: «sublime candelabro di santità, che con l'intensità della sua luce ha illuminato tutto il santuario », come scrisse di lei nel1255 Alessan­dro IV, nella Bolla di canonizzazione.

Sette secoli sono passati - e Chiara è sempre viva.

Ancor oggi non possiamo avvcinarci a lei, senza sentirci  rapiti da rispetto e ammirazione, senza essere costretti ad amarla.

Chiara continua ad essere, come ha detto Alessandro IV, «la pura sorgente della valle spoletana, che offre acqua gustosa e vivificante aIle anime assetate ».

 Il suo messaggio, come quello di Francesco, e come quello dei profeti dell'Assoluto, trascende il tempo.

E oggi ci chiama in causa.

Fra  Renato Carlo DHONT, frate minore.

Le Suore Clarisse hanno un convento al Libano, a Yarzeh, la nuova Badessa è Sr. Marina Libanese.

Tél. : 05/ 92.00.95

 

مقدمة

كلير ، الأم و  الأخت


توفيت في 11 آب 1253 في مدينة  أسيسي ، في دير سان داميان ، كلير من عائلة " فافرون أوفريدوتشو"، في عمر الستين عاما مصافحةَ في يديها القانون الذي وافق عليه البابا "انوشنسيوس الرابع" لها و لراهباتها- اللواتي يعشن بحسب توصية الانجيل.
في الثمانية عشرة من عمرها ، تلك الفتاة من أسيسي التي كرسها فرنسيس الأسزيزي ودّعت جميع ما تأمل به أية فتاة نيبيلة في العالم من جمال ، وثروات ، و روحه ، و ارهاف، لاحتضان   بدل كل ذلك، الحياة السامية و مثل الانجيل العليا.
خلال أربعين عاما ، بشجاعة لا تقهر ، قد ظلت كلير وفية لاختيارها. قد تبعتها العديد من الفتيات بعد شقيقتها أغنيس ، وكثير من النساء التحقت بها : أكثر من خمسين راهبة في دير سان داميان وكثيرات  آخرى ملأت الأديرة في بلدان مختلفة من أوروبا ، و قد اختارت لنفسها أهداف فرنسيس في الحياة الروحية الجديدة.
مع فرنسيس، الأب الروحي و الصديق ، تركت كلير بصمة ضوء في تاريخ شعب الله خلال حياتها  و بعد موتها أيضاً حتى القرن الحالي؛  واصلت أعمالها في جر الكثيرات من الفتيات تحت جناحها.
اليوم أيضا ، في عالمنا ، سبعة عشر الف راهبة كلاربس مكرسة لله، جُذبهن بسحر روحانية القديسة كلير.
وإن لم تحرر كلير الكثير من الكتابات الروحية لكنها تركت بعض الرسائل القليلة التي تم الحفاظ عليها، تُظهر حكمتها، و كمال حياتها الانجيلية، كما يبدو لنا من خلال شهادة المعاصرين،  وتسليط الضوء على طريقة عيش الانجيل التي تقود الى اتباع يسوع حتى قمة الكمال الروحاني والاتحاد بيسوع المسيح.
أما الفقر فهو الفقر الجذري الصارم  في الحياة الفردية و الجماعية التي لم تظهر من قبل في الرهبانيات السابقة. دير سان داميان الصغير ما زال يحتفظ بنكهة حياتها: فلا يمكنك زيارة الدير دون أن تتأثر من ذلك الجو الروحاني. إلا أن الفقر هو ببساطة تعبير عن الحب ليسوع المسيح.
و الواقع أن الحب للرب هو تفسير آخر لحياة كلير: انها تركت كل شيء لتتبعه ، كما أنها تتبعه "في سباق عارم " الذي أحرق كيانها و وجودها. "أحبي بكل ذاتك ذلك الذي بذل نفسه لأجلك" كما كتبت القديسة سنة 1238 ، لصديقتها أغنيس من بوهيميا -- هذه هي الكلمات التي تكشف عن أعماق قلبها.
لأنها أحبت، كرست كلير نفسها وحياتها ليسوع المسيح في العفة. لأنها أحبت، تبعت يسوع في الفقر والتواضع في حياته، فقد أمضى حياته بكاملها في حب الآب و حب البشر. فتبعت كلير المعلم الالهي في معاناته و آلامه: فكانت تحلم كلير بالاستشهاد لأجل المسيح.
لأنها أحبت، سعت وراء الرب في حياة عزلة و صمت و صلاة، يجمعها مع ربها في اتحاد كامل سري.

 
إخلاص الكامل للرب جعلها تبني مع راهباتها حياة أخوة على غرار علاقة يسوع  و تلاميذه: احترام الناس، العلاقة معهم في عمل الخير والخدمات المتبادلة ، هذا هو ما يخلق المجتمعات الناضجة، القادرة على الشهادة للرب.
ورغم أن كلير تعيش في عزلة، فإنها لا تزال قريبة جدا من البشر و ترحب بكل الذين يتوجهون إليها للمساعدة. تجد جميع مشاكل زمنها وجميع اهتمامات الكنيسة في زمنها صدى في قلبها.
في عروقها يتدفق دم الفروسية: تمثل كلير أمام البابا كالقائد الشجاع أمام الجنود و أمام غزاة الدير.
مليئة حكمة ، يمكنها التوفيق بين متطلبات الحياة الروحية و حال راهباتها.
لا يزال هناك شيء واحد يُقال: بيّنت كلير أن الطريق نحو الكمال هو بسيط.
لم تصف كلير مراحل الكمال المختلفة ، على الرغم من أنها قد عبرتها كلها، تمسك كلير التلميذ بيده و تقوده نحو يسوع الملقى على قش في مهد بيت لحم ، على الصليب الجلجلة الدامي  أو في مخبأ القربان المحجوب، و من ثًم كأنها تقول للتلميذ: "تأمل و ابحث في قلبك لإعطاء الجواب للسحيح ليسوع."
إنها الشخصية التي أبهرت المعاصرين : "هي كشمعدانات القداسة السامية ، و التي تبلورت مع كثافة ضوءها  في جميع أنحاء العالم" ، كما كتب سنة 1255 البابا الكسندر الرابع في صك التقديس.
لقد مرت سبعة قرون -- وكلير لا تزال حية.
لا يمكننا الاقتراب منها دون أن نكنّ لها كل الاحترام والإعجاب و دون أن نعبر عن حبنا لها.
ولا تزال كلير ، كما قال الكسندر الرابع ، "ينبوع صافٍ من وادي سبوليتو ، المياه لذيذة و منعشة للارواح المتعطشة".
 
رسالتها مثل رسالة فرنسيس ، و مثل رسالة الأنبياء المطلقة التي تسمو على الزمن.
و هي لا تزال تحفزنا لكي نعطي جوابنا لحب المسيح لنا.

 
الأخ "رينيه شارل دونت" ، الراهب الفرنسيسكاني.

 

لراهبات الكلاريس دير في لبنان، باليارزة، الرئيسة الجديدة الأخت مارينا.

 

Tél. : 05/ 92.00.95

 

 


 

Introduction

 

CLAIRE, MÈRE ET SOEUR

 

Le 11 août 1253  à Assise, dans le couvent de Saint Damien, meurt Claire Favarone d'Offreduccio, à  soixante ans en serrant dans les mains la Règle approuvée par Innocent  IV, en force de laquelle il est reconnu,  à elle et à ses soeurs -celles la mêmes qui entourent son lit dans ces moments suprêmes - le droit de vivre en pauvreté, dans l'Église.

A  dix-huit  ans, cette dame d’ Assise attirée  par  l'exemple et les paroles  de François Bernardone avait dit adieu à tous les espoirs, que le monde offrait à sa beauté, à ses richesses, à son esprit, à sa sensibilité, pour embrasser  une vie inspirée aux idéaux plus sublimes de l'Évangile.

Pour quarante-deux ans, avec un courage indomptable, Claire était restée fidèle à son choix de jeunesse. Beaucoup de jeunes filles, après sa soeur Agnès, et beaucoup de femmes l'avaient suivie et elles s'étaient unies à elle: plus de cinquante à Saint Damien et nombreuses autres dans les monastères qui, dans  différents pays de l'Europe, avaient opté pour ce  même idéal.

Avec François, son père spirituel et son ami, Claire a laissé une empreinte lumineuse dans l'histoire du peuple de Dieu. De son Vivant, elle a éclairé son siècle; morte, elle  n'a pas cessé de traîner à sa suite de nombreuses âmes.

Aujourd'hui aussi, dans notre monde, dix-sept milles Clarisses  se consacrent à Dieu, conquises par son charme.

Bien qu’elle n'ait pas composé de traités spirituels Claire a été un maître incomparable de spiritualité. Le peu de Lettres qui ont été conservées, sa Règle, son Testament, sa vie, comme elle nous apparaît par les témoignages des contemporains, mettent en évidence  une manière de vivre l'Évangile qui est capable de mener le disciple de Jésus  aux sommets de la perfection et de l'union mystique.

La pauvreté occupe une place essentielle: pauvreté rigoureuse, personnelle et communautaire, laquelle  ne s'était jamais trouvée jusqu’alors en aucun  ordre religieux. Le petit couvent  de Saint Damien  en conserve encore le parfum: avec telle intensité qu'on ne peut pas le visiter sans en être  bouleversé. Mais cette même pauvreté est simplement l'expression d'un amour passionné pour Jésus- Christ.

En effet l'amour pour le Seigneur constitue seulement l’explication dernière  de toute la vie de Claire: elle a tout laissé pour le suivre; elle l’a suivi comme par  une «course ardente» dans laquelle elle  a brûlé toute sa propre existence. «Aime avec tout ton être celui qui s'est donné totalement par amour pour  toi», écrivait la sainte en 1238, à son amie Agnès de Bohême – ce  sont des mots  qui révèlent le plus  profond de son coeur.

Parce qu’elle aimait, Claire consacra soi-même et sa vie à Jésus Christ dans la chasteté. Parce qu'elle aimait, elle la suivi, dans Sa pauvreté et dans Son humilité, dans Sa vie, qu’il a  totalement dépensée par amour au Père et par amour des hommes. Elle l'a suivi dans Ses fatigues et dans Ses souffrances: Claire rêvait le martyre.

Parce qu’elle aimait, elle a cherché, sans jamais reculer, dans le silence et dans la prière, la rencontre et l'union transformantes.

Sa fidélité complète au Seigneur l'a induite à construire, avec ses soeurs, la vie de fraternité sur le mode du rapport entre Jésus et les disciples. Respect des gens, communion dans la charité et service réciproque,  voilà ce qui crée des communautés mûres, capables de témoigner au service du Seigneur.

Cette vie spirituelle intense n'a pas ainsi étouffé chez la sainte fondatrice, les qualités  d'une personnalité très riche: tout en étant  sainte, elle reste entièrement femme. Elle aime le  Christ de tout son  coeur et elle participe à ses privations et à ses douleurs avec une sensibilité qui la fait pleurer. Elle aime ses soeurs avec une tendre affection et avec une tendre affection elle aime Agnès de Prague. Une amitié limpide, profonde et délicate la lie à François d'Assise.

Même  si elle vit en clôture, elle reste  très proche des hommes et elle accueille avec bonté tous ceux qui s'adressent à elle. Toutes les inquiétudes de son temps et toutes les préoccupations de l'Église de son temps trouvent un écho dans son coeur.

C’est  toujours du sang chevaleresque qui coule dans ses veines: Claire se conduit devant le Pape intrépidement comme devant les soldats sarrasins qui envahissent son monastère.

Pleine de sagesse, elle sait concilier dans sa famille religieuse la tension qui pousse à pratiquer l'Évangile jusqu’au bout et la modération, la prudence, la «discrétion» (comme elle le répète souvent).

Il reste encore une chose à dire: la voie de la perfection qu'elle enseigne est simple.

Claire n'a pas décrit les étapes différentes de la perfection, bien qu’elle les ait toutes parcourues, jusqu’au plus sublimes: Claire prend le disciple par la main, elle le mène devant Jésus  étendu sur la paille de Bethléem, sanglant sur  la croix du Calvaire, caché dans les voiles eucharistiques, et elle lui dit: «Contemple-le  et recherche dans ton coeur la réponse à lui donner».

Claire nous répète: il suffit d'aimer, courageusement,  jusqu'à l'héroïsme, en tressant d'évangile toute sa propre vie.

Figure  de femme et de sainte qui  laisse éblouis  les contemporains: «candélabre sublime de sainteté, qui a éclairé avec l'intensité de sa lumière tout le sanctuaire», comme écrivit sur elle en 1255 Alexandre IV, dans la Bulle de canonisation.

Sept siècles sont passés - et Claire est toujours vivante.

Nous ne pouvons pas encore aujourd'hui nous approcher d’elle, sans nous sentir remplis de respect et d’admiration pour elle, sans être contraints à l'aimer.

Claire continue à être, comme Alexandre IV a dit, «la source pure de la vallée de Spolete, qui offre l’eau savoureuse et vivifiante aux  âmes assoiffées».

 

Son message comme celui de François, est  comme celui  des prophètes de l'absolu qui  dépasse le temps.

Et aujourd’hui il  nous implique encore.

 

Frère  René  Charles DHONT, Frère Mineur.

 

 

 

 

Comme les Frères Mineurs, les Clarisses sont installées sur tous les continents du globe. Elles ont un monastère à Yarzé à Beyrouth.

Mère Marina, libanaise, en est la nouvelle Abbesse.

 

Tél. : 05/ 92.00.95

 

 

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