| La legislazione voluta da
Giovanni Paolo II stabilisce che alla morte del
Papa, tutti i capi dei dicasteri della Curia
decadono dalle loro cariche, ad eccezione di 4
cardinali. Durante "la sede vacante"
non sarà modificato nulla del governo della
Chiesa e si svolgeranno solo questioni di
ordinaria amministrazione. La massima carica del
Vaticano sarà del cardinale Camerlengo. A
scegliere il successore del Papa sarà poi il
Conclave. Secondo la "Universi dominici",
dopo la morte del Papa resteranno in carica il
cardinale Camerlengo di Santa romana Chiesa, lo
spagnolo Eduardo Martinez Somalo, il penitenziere
maggiore, card. James F. Stafford, e il vicario
per la città di Roma, card. Camillo Ruini, oltre
al sostituto della segreteria di Stato, mons.
Leonardo Sandri, e il "ministro degli
esteri", mons. Giovanni Lajolo. In tale
periodo è deciso che si osservino le leggi
speciali emanate per tali circostanze, e che
coloro che sono rimasti in carica si occupino
solo di ordinaria amministrazione. A scegliere
il nuovo Papa sarà il Conclave. Il prescelto,
immediatamente dopo l'accettazione, avrà la
pienezza di tutti i poteri del Vescovo di Roma,
che in quanto tale è il papa. (a parte la
straordinarietà dell'elezione del papa). Secondo
quanto prescritto,la morte del Papa sarà
accertata ufficialmente dal settantottenne
cardinale Camerlengo Martinez Somalo, che durante
la Sede vacante è in qualche modo la massima
carica del Vaticano. Oggi è un atto formale,
dopo la dichiarazione del medico; una volta lo si
faceva battendogli per tre volte sulla fronte un
martelletto d'argento e chiamandolo per nome.
Egli porrà poi i sigilli allo studio ed alla
camera da letto di Giovanni Paolo II e darà
comunicazione del decesso al cardinale vicario di
Roma, al quale ufficialmente spetterà di
"renderla nota al popolo". Subito dopo
lo stesso Camerlengo prenderà possesso dei
palazzi apostolici del Vaticano, del Laterano e
della residenza di Castel Gandolfo e provvederà
a far "annullare" l'anello del
Pescatore (quello che porta il papa) ed il
sigillo che si appongono sui documenti papali.
Compirà ogni atto con l'aiuto dei tre cardinali
assistenti, estratti a sorte uno per ciascun
Ordine (vescovi, preti e diaconi), tra i
cardinali elettori gia' venuti a Roma, premesso,
"una volta per le questioni meno importanti,
e tutte le volte per quelle più gravi, il voto
del collegio dei cardinali". Le decisioni le
prenderà , a maggioranza, il collegio
cardinalizio, riunito in due congregazioni, una
Generale e l'altra Particolare. La Congregazione
generale comprende l'intero Collegio
cardinalizio. Alle Congregazioni generali devono
partecipare tutti i cardinali "non
legittimamente impediti, non appena sono
informati della vacanza della Sede
Apostolica". La Congregazione particolare è
costituita dal Cardinale Camerlengo e dai tre
cardinali assistenti. Nelle Congregazioni
particolari si tratteranno solamente "le
questioni di minore importanza". Primo
impegno della Congregazione generale, sarà di
predisporre "tutto il necessario per le
esequie del defunto Pontefice, che dovranno
essere celebrate per nove giorni
consecutivi": sono i novendiali. L'inizio di
esse deve essere fissato in modo che "la
tumulazione abbia luogo, salvo ragioni speciali,
fra il quarto e il sesto giorno dopo la
morte". Essi stabiliranno dunque anche ciò
che riguarda la sepoltura del Papa, "a meno
che questi, da vivo, non abbia manifestato la sua
volontà a tale riguardo". Disposizioni di
tal genere sono normalmente contenute nel
testamento del papa. Fino ai funerali, infine,
coloro che abitano l'appartamento pontificio (i
segretari e le suore che accudiscono la casa del
papa) potranno continuare a restarci. Ma non
nelle sue stanze private che saranno riaperte dal
successivo Papa.
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