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Salernitana - Piacenza

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Serie B - 2000-01 - 01/11

 

 

 

 

 

 

Salernitana (4-4-2): Soviero, Bolic, Fusco, Olivi, Tamburini (31' st Cardinale), Campedelli, Bigica (23' st Corrent), Moscardi, Vannucchi, Vignaroli (1' st Cristiano), Chianese. (17 Botticella, 13 Zoro, 9 Guidoni, 19 Mantelli).All: Oddo

 

 

 

 

 

 

 

 

Piacenza (4-4-2): Roma, Tramezzani (25' pt Tosto), Sacchetti, Maltagliati, Boselli, Piovani (11' st Morrone), Volpi, Statuto, Gautieri, Caccia, Rastelli (11' st Ambrosetti). (70 Scalabrelli, 18 Tagliaferri, 77 Lamacchi, 21 Artico).All: Novellino
Arbitro: Pellegrino di Barcellona.

 

Reti: nel pt 5' Vignaroli; nel st 5' Chianese (rigore), 8' Vannucchi.

Note: Angoli: 7 a 3 per il Piacenza. Recupero: 2' e 3'.

Ammoniti: Bolic e Morrone per gioco falloso. Gautieri e Volpi per proteste, Vannucchi per comportamento non regolamentare.

Espulsi: Statuto (15' pt) per una gomitata e Boselli (4' st) per fallo da ultimo uomo.
Spettatori: 12.7843, di cui 3477 paganti e 9366 abbonati per un incasso complessivo 205.291.000 circa

Salernitana, una festa di gol
I granata volano: strapazzato il Piacenza di Novellino

Si sblocca Vincenzino Chianese al primo gol in maglia granata da quando nell’agosto del ’98 la Salernitana lo acquistò dall’Atalanta dopo un lungo tiro e molla. Quello che una volta veniva definito il bomber di Melito trova il gol su rigore ma avrebbe potuto addirittura fare il bis se il palo non avesse respinto una sua conclusione che sembrava destinata oramai in fondo alla rete. Una giornata memorabile non solo per il Vincenzino granata ma anche per la Salernitana che liquida con un punteggio altisonante il forte Piacenza del tanto odiato (da parte della tifoseria granata) Novellino e diretta concorrente per la promozione nella massima serie. Da incorniciare anche il colpo di rapina di Fabio Vignaroli che ha sbloccato il risultato dopo appena quattro minuti di gioco e lo slalom di venti e oltre metri con palla al piede di Ighli Vannucchi che regala il 3-0 finale ai granata. Ma fin dove arrivano i meriti della compagine granata e dove iniziano i demeriti di quella piacentina?
Difficile dirlo. La Salernitana è stata brava nello sbloccare subito il risultato in una partita che alla vigilia si presentava difficile soprattutto perchè i granata erano reduci da due prestazioni (una sconfitta e un pari risicato) esterni che non avevano convinto. Mancava anche David Di Michele, alla seconda giornata di stop per squalifica, mentre rientravano Bigica e Moscardi. Onore anche a Francesco Oddo che, a inizio di ripresa, avendo visto la Salernitana in difficoltà sul finale della prima parte della gara, ha tolto un ottimo Vignaroli per inserire Cristiano, sacrificato in panchina nei primi quarantacinque minuti. Mossa tattica azzeccatissima perchè l’innesto di Cristiano sulla fascia sinistra ha dato maggior concretezza al centrocampo granata liberando Vannucchi il quale ha potuto finalmente cominciare a giostrare per il campo come solo lui sa fare, almeno in cadetteria.
Ma è anche vero che il Piacenza, oltre a trovarsi subito sotto di un gol, ha dovuto fare a meno dopo nemmeno un quarto d’ora di un elemento di esperienza e qualità come Statuto, ingenuamente colpevole di una gomitata al viso ai danni di Tamburini. Eppure, nonostante in inferiorità numerica e costretta a fare a meno ben presto anche di Tramezzani infortunatosi prima della mezzora di gioco, il Piacenza ha avuto un possesso di palla superiore a quello granata almeno fino a quando anche Boselli (4’ del secondo tempo) non è andato sotto la doccia prima del previsto per aver abbattuto in piena di rigore uno scatenato Chianese che Moscardi aveva millimetricamente lanciato a rete.
Nella fascia centrale del campo Volpi e Piovani macinavano chilometri su chilometri e gestivano con sagacìa il gioco. Gautieri ma soprattutto Rastelli trovavano spazi sulle fasce che consentivano di mettere Caccia nella condizione di rendersi pericoloso. Come è accaduto al 32’ quando Rastelli dalla destra liftava un assist che tagliava l’intera difesa granata e si stampava sul piede del bomber biancorosso che trovava subito la battuta a rete. Come un felino Soviero si lanciava sui piedi di Caccia e respingeva il fendente. Intervento importante e determinante perchè evitava il pari che avrebbe potuto avere un doppio effetto: mandare in crisi i granata e galvanizzare gli ospiti.
La partita è durata una cinquantina di minuti, non di più. La ripresa non ha avuto storia con una Salernitana che chiudeva in quattro minuti la partita e il Piacenza ridotto in nove uomini.
La vittoria faceva ritrovare anche il feeling tra squadra e pubblico e la torcida granata rispolverava la ola come ai vecchi tempi. Un segno augurale in vista di un altro trittico di partite difficili. La prima sarà fra quattro giorni ad Ancona. Poi ci sarà il Venezia all’Arechi e quindi la trasferta di Cosenza. Tre partite che diranno quanto vale davvero questa strana Salernitana che alterna prestazioni esaltanti ad altre abuliche e irritanti. Fotocopia del carattere che i suoi campioncini mostrano in campo.

      

 

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