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Chievo V. - Salernitana

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Serie B - 2000-2001 - 03/06

 

 

 

 

 

Chievo (4-4-2): Frezzolini, Moro, D'Angelo, D'Anna, Lanna, Eriberto (9' st Cossato), Barone (23' st Passoni), Corini, Manfredini, Corradi (31' st Gorgone), De Cesare. (12 Codognola, 3 Guerra, 13 Franchi, 20 Fantini). All. Del Neri

 

 

 

 

 

Salernitana (4-4-2): Soviero, Mantelli, Parisi, Olivi, Tamburini, Avallone, Melosi, Moscardi (28' pt Di Deo), Campedelli, Di Michele, Vignaroli (28' pt Louhenapess, 8' st Cardinale). (17 Botticella, 9 Quintero, 20 De Luca, 28 Capezzuto). All. Oddo
Arbitro: Palmieri di Cosenza.

 

Reti: nel st 25' De Cesare, 41' D'Anna.

Note: 7-0 per il Chievo. Recupero: 4' e 4'.

Ammoniti: Olivi e Cardinale per gioco scorretto.

Espulsi: nessuno
Spettatori: 13.329 per un incasso di 157.978.294 lire.

Chievo, la favola è realtà.

All’inizio era solo una favola. Una semplice favola. E neanche di provincia, ma di quartiere. Una delle tante favole che si novellano sul mondo cadetto. Ma la cenerentola a volte diventa principessa. Chissà dove si staranno nascondendo i consumati navigatori del pianeta B. Il coro nei confronti del Chievo era impietoso, quasi sprezzante . ‘Belli, ma non andranno lontano’, si diceva della squadra di Del Neri. Senza tralasciare giudizi sommari. ‘Tanto prima o poi crollano, statene certi’.

Lui, il tecnico dalle missioni impossibili, tirava avanti per la sua strada non curandosi di chi prevedeva breve vita per la sua creatura. Che invece oggi, dopo una corsa durata 37 giornate, stacca con un turno di anticipo il passaporto per la serie A. Pensate un po’, un quartiere di 4000 anime nell’Olimpo del calcio italiano. Contro Juve, Milan, Roma. Proprio mentre Verona, sponda Hellas, si trova con un piede e mezzo in serie B. Il Chievo è in serie A. Per la prima volta nella sua storia. Contro la Salernitana, già salva e per questo motivo salita al Bentegodi senza la bava alla bocca, bastava un punto per mettere la parola fine ad un discorso iniziato a settembre, quando quella di Del Neri era solo una delle tante.

Una mina vagante che con il passare delle giornate ha dimostrato con i fatti (i risultati) di meritare il salto di categoria. Bastava un punto per far esplodere un Bentegodi finalmente pieno. Già, perchè questo piccolo miracolo non era mai riuscito a scaldare i cuori di Verona. Quasi che gli appassionati non volessero credere alle possibilità della banda gialloblù. Chievo è un quartiere di Verona, un pugno di gente che per una volta ha fatto le scarpe alla città di Giulietta e Romeo. Contro la Salernitana è arrivata la vittoria numero 19 della stagione. La più importante. Firmata da De Cesare (un salernitano doc) e D'Anna al termine di una gara condotta in avanti dall'inizio alla fine.

Sono passati 15 anni da quando la disciplinare punì per illecito il Bassano (che aveva vinto lo spareggio promozione) aprendo le porte della C2 al Chievo. La storia nasce lì. Da quel momento la scalata è imperiosa. E si porta dietro un comune denominatore: la programmazione. Tre anni per festeggiare la C1 (stagione 88/89), cinque per il salto in B (93/94), altri sei per salire in A. Tutto sotto la guida della famiglia Campedelli, in sella dal ’65. In A, il Chievo ci arriva senza macchie, con un percorso regolare. Cosa che Del Neri non tralascia di sottolineare. “Abbiamo la squadra più forte del campionato, ci fosse una giusitizia divina dovremmo essere noi a vincere il campionato”. Ma cosa conta, la A adesso è realtà. Cenerentola è diventata principessa.  

          

 

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