
Ho sognato di essere un cecchino, oggi. Non solo.
Mi ricordo dei rovi e dei frutti. More o fragole... le fragole non hanno spine. Ma nei sogni chissa'. Penso fossero more ma non erano mature. Dovevo aspettare. Mi ricordo che potevo volare.
Volo spesso. Non alto e mi devo concentrare. Pero' volavo e dietro di me correvano.
-Veloci-Correte veloci-Velocenonc'e' teempo e io potrei andare piu' lontano pero' non vi lascio-Veloci.
Poi quel negozio. Sono io dentro?
Arrivano.... e tutti fuggono. Basta osservare il punto dove fugge la gente, seguirne il fiume...... e distante vedresti polvere.
Alzata da scarponi e anfibi. Polvere.Sento il rimore delle scarpe borchiate. Guerra. E io (IO?? da quando sono uomo? Ma poi non mi ricordo com'era esattamente il corpo che incarnavo. Infondo e' solo un sogno). Io dentro quel negozio. Un bambino corre.
"Hey... hey tu... vieni qui (c'e' la salvezza qui... ti difendero' io a costo della mia stessa vita)"
Il bambino si e' fermato. Mi guarda mentre cammina distante.
"Hey... bimbo... tu con la maglia bianca... parlo con te... vieni da questa parte....!!" (c'e' la guerra la' fuori... la guerra ti uccidera')
Soldati che si avvicinano. Sono ordinati. In fila per tre col resto di due. Un tamburino. Uno sbandieratore. Il resto di due. Lasciati a morire tra le mine. Il resto di due che non vedo tra la polvere. Sono vicini e mi approprio del negozio. Il proprietario capisce. Non si oppone. Prende una pistola. Non lascera' il suo luogo e lo difendera' fino alla morte. Veloce. Tiriamo giu' le tapparelle.
Due...tre...quattro... . Tutte giu'. Spegniamo le luci.
Non c'e' nessuno. Se si avvicineranno morira' qualche soldato.
io vado sul retro. E' un sogno e guardo lui, non ci sono piu' per un po'. Sento pero' la puzza del sudore. E le file ordinate passano davanti a noi.
Due si staccano dal reggimento. Sembrano inglesi. Si avvicinano alle imposte. Lui spara. E' il resto di due che giace ai miei piedi. E' il resto di due che sta morendo, dissanguato. Ovvio che non finisce cosi'. Il gesto viene notato e altri si avvicinano.
Lui spara. E' bravo e colpisce molto. Spara e uccide. Sono troppi e hanno dei mitra. Sfondano le tapparelle i colpi d'arma. Lui ci prova. Ma non riesce a continuare. Sembra un uomo ripieno di pallottole e polvere. Prende il posto del sangue quel ferro. Non si puo' vivere di ferro.
Eravamo in due e sono rimasta sola.
Sul retro. Ovvio. Accorro al suono degli sparo. hanno smesso. Tutti morti dentro. Tranne me, che nel frattempo scopro con un fucile tra le braccia.
Sul retro avevo lasciato le finestre aperte. Ho sparato anche io. Ho ucciso anche io. sorrido pensando che e' morto per proteggermi. Avrebbe dato anche la vita per me. Lo ha fatto.
Il bambino dov'e' ora? sarebbe vivo e non lo e'.
E il bambino dov'e'? Forse e' morto o forse sta ancora camminando lontano.
E' solo un sogno. Ero un cecchino che proteggeva se stesso. Per me e' stato un sogno. Una notte. Spine fra le fragole.
Con l'arrivare del giorno, risveglio, ricordo che cio' che sognano in molti e' la pace. Cio che vivono i miei incubi. Qual'e' l'inferno. Ultima porta a destra. Prima ce ne sono altre 24 con il resto di due.
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