
"Hey bella dove corri?" un fischio penetrante rimbombo' nella notte.
Affrettando il passo attraversai la strada. Cresceva in me la voglia di girarmi e mandare a quel paese il solito ragazzotto che tentava un banale approccio. Solo la fretta mi tratteneva dal tornare indietro abbastanza da rendere visibile un mio gesto (sicuramente non molto gradito).
Mi sentivo piu' buffa del solito quella notte, forse per consapevolezza.
Avvolta nel mio tre quarti di pelle avanzavo imperterrita, viso truce e mano circondata da una catena.
Passi dietro di me. Il tizio di prima? Mi fermai sul ponte girandomi di scatto. Nessuno.
"bello.. ho pure le allucinazioni" sospirai tentando di mantenermi seria, poi ripartii piu' veloce lasciando da parte la solita camminata preferendo al suo posto quella che chiamavo scherzosamente "camminata lesbica".
I piedi cozzavano sul marciapiede e sui tombini provocando a volte rumori metallici, certo non molto femminile ma veloce. L'eco dei miei passi nel silenzio seguiti da una macchina che si ferma... uno sportello sbattuto di fretta.
Rallentai nuovamente, questa volta davanti ai tendoni di un ristorante, ovviamente chiuso.
Un uomo dall'altra parte della strada, la mia mano stretta a pugno vicino al fianco "Calmati piccola e riprendi a..." camminare di nuovo... correndo a volte.
Sorridevo ora accorgendomi della cosa. Era strano quel binomio che anche di notte continuava a dominarmi. "Discesa-corsa" non potevo proprio fare a meno di accelerare il passo se davanti a me notavo una discesa. Scendere dal marciapiede con un salto e salire su quello successivo seguendo il ritmo della corsa. Camminare di nuovo. Urla in lontananza e un motorino... una canzone... e il motorino... un ragazzo in motorino e un ritmo stonato... stava cantando quel ragazzo in motorino e io sorridevo. L'avevo fatto anche io spesso... certo non a quel volume e non di notte. Recitavo pure, se non sbaglio, per ricordarmi le battute di qualche pezzo teatrale o una lezione di stoia. E' il vento che incita a dialogare da soli in motorino?
Non la solitudine... sono sempre sola e parlo raramente ad alta voce (tranne quando canto).
Dev'essere il vento... o la velocita'... potrebbe essere la velocita'. Mi persi nei miei pensieri.
Veder passare una persona davanti alla tua vita ed essere partecipi del suo stato d'animo per qualche breve secondo. Ride. Gioia. Che cosa sta pensando? Cosa ha visto? Cosa sta vivendo? Piange. Amore rabbia o impotenza? Il nulla. Che mondo del cazzo non sorride piu' nessuno. Solo le nuvole.
Ed eccomi a casa, le chiavi in mano. Ogni volta una caccia al tesoro per trovarle. Il cancello che si chiudeva senza cigolare, un semplice e netto botto... il portone... una luce.... strano ma c'era una luce.
Entrai nel corridoio pensando ad un trifoglio, un ape ed un sogno e a nidi di conchiglie che volavano tra le nuvole.
A volte qualcuno si dimentica una luce accesa, ma non e' sempre cosi'. Solitamente le spengono anche per te, le luci. Senza chiedere il permesso.
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