
Sono nata il 31 febbraio.
Potrebbe sembrare stano ma non e' cosi', perche' io sono figlia del tempo ed ogni attimo mi appartiene. Anche quelli che non esistono.
Quante volte ti sei sentita triste guardando fuori dalle inferriate. Quante volte ti sei sentita sola, completamente, persa. E' il tempo che fa passare quelle sensazioni, solo il tempo.
Non so chi sia mia madre, sicuramente non la fortuna.
Perche' allora sorriderei a quello che possiedo, molto ma non abbastanza. Non si puo' avere tutto nella vita piccola stella.
Non sono mie madri la coscienza e la morale. Non avrei fatto cio' che ho fatto e non avrei vissuto che meta' della mia vita. Per il resto avrei dormito o seguito il branco. Ho preferito lanciarmi da sola nel bosco e perdermi in esso. Tra radici, rovi e profumo di muschio.
Ghiande che rotolano sotto i miei piedi e piccoli sassi che le inseguono. Le spine hanno graffiato le mie gambe, nude, ma non si sono limitate a quello. Si puo' arrivare a piangere sangue e ad avere la vista cosi' offuscata da non vedere nulla... e in quel nulla inciampare in qualcosa.
Ho spezzato molti rami inciampando e ho visto gli alberi ricoprirsi di resina per tentare di rimediare ai miei errori. I miei errori. Dettati dalla mia passione che brucia se ci si avvicina troppo.
E' stato in quel bosco che ho ucciso. Ho pronunciato una semplice parola d'amore ed ho ucciso.
Mi e' insopportabile. Non sopporto vedermi macchiata di rosso. Ma soprattutto non sopporto vederti rannicchiata in quell'angolo per colpa MIA. Non era mia intenzione schiantarmi su di te e farti cio' che ancora adesso stai pagando.
Sono la figlia del tempo e ti daro' tutto cio' che vuoi. Tranne forse quello di cui avresti bisogno. E cio' non mi rende serena.
Ho il dono dei sogni. E quando camminavamo ancora assieme te ne avevo narrati alcuni. Ti ricordi il primo? Alla luce di cio' che e' successo ora forse e' piu' chiaro.
E' per quello che mi sono svegliata urlando. Inconsciamente gia' sapevo. Forse sono ancora in tempo per farvi tornare indietro senza vedere quello che aspetta in quell'angolo. E' opera mia cio' che c'e' dietro quell'angolo. E sei tu cosi' come ti ho ridotta io. Come mi sento di averti ridotta. Gli stracci della mia coscienza si agitano al vento. E quel vento sono le tue grida che agitano anche le foglie degli alberi. Se non lo avessi fatto avrei distrutto me stessa e cio' che mi circondava. Sarei stata io allora a vestirmi d'agonia e a muovere il bosco. Coscienza e morale. Forse sono i miei parenti ma non mi legano abbastanza. Creano barriere che supero trascinata dall'istinto. Mi sono fermata, adesso. Sono seduta su una roccia e piango.
Si impongono troppe domande e piu' di tutte mi chiedo se ho fatto bene ad affidarmi ancora una volta alla sincerita'.
Che sia lei mia madre? Santa madre maligna. Dura e necessaria. Se e' lei mi segue da sempre. Tempo infinito della figlia del tempo. Per quanto piangerai per colpa del mio cuore e dei miei sentimenti.
Ho ancora sulle dita il rimmel che era mischiato al tuo dolore. Ho ancora negli occhi il tuo viso. E la speranza che tu mi perdoni un giorno per essere stata una figlia fedele.
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