Esisteva una volta una principessa. Il regno di suo padre era molto potente ma lei non era una di quelle principesse stupende che si trovano solitamente nelle fiabe. Al contrario. Era la ragazza piu' brutta che mai si era vista camminare sulle strade della sua citta'.
Quando parlava nessuno aveva il coraggio di guardarla in viso e, se passava lei nei corridoi del suo castello, tutti, anche le serve piu' umili e vecchie, si giravano per non dover osservare l'orrendo spettacolo. Ben presto imparo' dunque a non uscire dalle sue stanze se non durante le ore notturne quando nessuno poteva vederla. I giardini illuminati dalle stelle ben presto divennero la sua seconda dimora ed era li' che si recava nei momenti piu' tristi della sua vita dopo aver pianto sui mille cuscini di morbida seta che adornavano la sua stanza. Fu in una di quelle notti che forse un angelo, una fata o uno degli Dei delle sette terre udi' il suo pianto disperato. Posandosi su una rosa bagnata dalle lacrime della giovane sussurro': "piccola mia, cosa c'e' che non va?"
Trattenendo il respiro la principessa rispose: "Sono l'essere piu' brutto che sia mai esistito al mondo e nessuno mai vorra' sposarmi. Sono destinata a vivere da sola per tutta la vita e ad essere additata da ogni abitante del mio paese come il piu' terrificante dei mostri."
Corrucciando labbra invisibili la voce domando' ancora: "Stai dunque piangendo per l'involucro che ricopre il tuo spirito, il tuo carattere e il tuo vero Io?"
Con foga la ragazza esplose in un "Si!! Nulla potrebbe rendermi piu' felice che un corpo bellissimo"
"E cosi' sia" disse allora la magica apparizione e subito dopo una leggera brezza inizio' a soffiare sul corpo della principessa slegando tutti i lacci che tenevano assieme le sue vesti per poter sfiorare ogni millimetro della sua pelle. Quando la principessa ritorno' in camera sua corse immediatamente di fronte ad uno specchio per ammirarsi e a stento trattenne un gridolino di piacere: ERA INCANTEVOLE.
I capelli un tempo secchi e sparuti le ricadevano ora in onde ramate sulle spalle forti e dritte. Gli occhi che erano sempre stati troppo vicini e simili a fessure spaccate nel legno erano invece grandi e luminosi. La bocca sottile aveva lasciato il posto a sorridenti e carnose labbra e le sue gambe erano dritte e lunghe come mai avrebbe neppure immaginato. Una principessa perfetta.
Si sdraio' ansiosa aspettando l'alba e al primo rumore lungo i corridoi si alzo' ed usci' per salutare i suoi sudditi. Inutile dire quale potesse essere lo stupore della corte nel ritrovare la loro principessa cosi' cambiata... il re, suo padre, decise allora che si sarebbe sposata entro quattro lune. La ragazza sola divenne ben presto apprezzata da tutti coloro che non avevano mai voluto avere a che fare con lei. Divenne il centro del castello. Ammiratori e spasimanti si recavano sotto il suo balcone per cantare le sue doti e per poterla sfiorare per un istante con lo sguardo. I bambini non correvano piu' lontano da lei spaventati e anzi litigavano per poter essere accarezzati dalla sua morbida mano. Solo gli animali, che un tempo sembravano essere la sua unica famiglia, la evitavano. Ma questo non importava alla principessa. Aveva ormai cio' che piu' desiderava: la bellezza... e presto avrebbe trovato un marito che l'avrebbe amata e riverita come si conveniva ad una del suo rango.
Piu' passava il tempo piu' pero' la donna si rendeva conto di non essere veramente felice. Tutti coloro che la circondavano lo facevano solamente per poter risplendere alla sua luce. Nessuno era veramente sincero con lei e nessuno riusciva ad amarla per cio' che era dentro... si fermavano tutti davanti al suo aspetto esteriore. La principessa inizio' allora a pensare a questo fatto e divenne sempre piu' triste. Una notte decise allora di recarsi nuovamente nel giardino e li' supplico' per lunghe ore l'essere che gia' una volta l'aveva aiutata. E quando stava ormai per disperare... arrivo'.
"Benritrovata, luminosa principessa" disse la voce "non sei contenta nel tuo nuovo corpo? E' ancora troppo brutto?"
"N..no.. non e' questo" riusci' a balbettare la giovane.
"E allora cosa c'e' che non va?" chiese ancora ironicamente.
"E'... che adesso coloro che mi circondano lo fanno solo per la mia bellezza e a nessuno importa chi sono veramente!" disse in tono lamentoso.
"Credo di intuire una tua richiesta, piccola mia,... dimmi... cosa desideri?"
"Vorrei che almeno una persona in tutto il regno si innamorasse di me e non del mio corpo"
A questo segui' il silenzio e la principessa penso' che il suo desiderio sarebbe ben presto diventato realta' cosi' torno' velocemente nelle sue stanze e attese.
Passarono i giorni ma non accadde nulla... nessuno busso' alla sua porta se non i servitori che le portavano il cibo. Nessuno si inginocchio' ai suoi piedi giurandole amore infinito. Nessuno si interesso' a lei che nuovamente, malgrado la sua bellezza, divento' una principessa sola. Questo finche' il padre, stufo di dover attendere la decisione della figlia, combino' il suo matrimonio con il figlio maggiore di uno dei suoi piu' potenti alleati. Ella non era pero' contenta di questa soluzione, non amava l'uomo e sapeva che lui non l'avrebbe amata cosi' come desiderava. Una notte decise allora di tornare nel giardino e, dato che ormai era quasi inverno, decise di coprirsi molto bene. Arrivata nel giardino inizio' nuovamente a lamentarsi ma questa volta nessuna voce parlo' nel buio. Il silenzio la circondava... o almeno cosi' era stato per una lunga ora perche' adesso poteva sentire lontano il latrare dei cani da guardia che si avvicinavano al luogo dove lei si era seduta. Scattando in piedi tento' di rientrare nel castello ma si accorse di essersi richiusa la porta alle spalle e di non avere altra via di fuga... a meno che non fosse riuscita a scalare il muro di cinta. Correndo verso il muro, i lunghi veli colorati che volavano alle sue spalle, riusci' ad evitare di essere sbranata dai sei cani che proteggevano i giardini. I suoi vestiti erano ormai a brandelli e cosi' decise di barattare uno dei suoi orecchini con dei ruvidi panni da contadina. Pianse molto quella notte ma finalmente capi' che quella era la sua occasione per sfuggire all'odiato matrimonio e la colse al volo. Si allontano' dal suo castello fino a perdersi tra le stradine della citta' e poi fuori, sempre piu' lontano, nelle campagne, e ancora piu' lontano, nei boschi e... cadde a terra stremata, svenendo. Quando riapri' gli occhi era distesa su un cumulo di paglia e due occhi color nocciola la osservavano preoccupati. "Stai bene?" chiese preoccupata la giovane
"Credo...credo di si..." sussurro' la fuggitiva.
"Bevi un po' di questo" disse la ragazza accostandole alle labbra una tazza contenente del nettare caldo "ti sentirai meglio".
Bevendo lentamente la principessa si guardo' attorno. Era in una capanna molto piccola e rozza ma molto calda malgrado fosse pieno inverno. "Come .. ti chiami?" chiese infine.
"Rowaen" rispose la ragazza arrossendo improvvisamente "e...tu?"
"Shiive"
"E' un bel nome... Shiive"
"E' un bel nome... Rowaen" fece di rimando la principessa.
Iniziarono cosi' a conoscersi e ben presto a capire che la loro amicizia ormai consolidata non era veramente un amicizia. Era qualcosa di piu'. Shiive non osava tornare a casa dopo essere scomparsa dopo cosi' tanto tempo... senza aggiungere poi il fatto che non avrebbe mai potuto dare un erede al regno. Era combattuta... molto. Solo quando capi' che il suo secondo desiderio era stao esaudito torno' a sorridere: ormai era destinata a vivere li'... lontana da tutti coloro che non l'avevano mai conosciuta per cio' che era. La sua nuova casa non era un sontuoso castello e il suo compagno non era un ricchissimo principe. Tutto cio' per cui era vissuta... per cui l'avevano fatta vivere... si era frantumato con uno sguardo, con un unico bacio, per un unica persona: Rowaen. Sorridendo si mise una pesante giara sulla spalla e si diresse verso la capanna, entrandoci. Un forte profumo di rose l'accolse.
"Amore, ti ho portato l'acqua... e' fresca" un bacio le si poso' sulle labbra mentre la ragazza l'aiutava ad appoggiare la giara sul pavimento di legno. "Grazie, piccola mia, te l'ho gia' detto che t'amo?"

Con la speranza di trovare presto colei che sto cercando. E anche tu, nipotina, presto potrai sfiorare i petali di una rosa e ascoltare la voce del tuo Cuore.

L'ho scritto veloce... di getto... come se stessi parlando, raccontando... ci saranno miriadi di errori che potrei correggere ma allora non sarebbe piu' una favola sussurrata nella notte per farti addormentare.
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