
Esisteva una volta un mondo dove nulla e' come lo conosciamo noi.
Gli animali parlavano, i fiori danzavano, le foglie non cadevano mai. La terra aveva ancora il suo profumo e le stelle non appartenevano a nessuno.
Ma un giorno gli dei decisero che quel mondo non aveva ragione di esistere perche' non si puo' parlare di vita senza parlare di morte e non si puo' parlare d'amore senza parlare anche del dolore.
Cosi' diedero ad ogni cosa il suo tempo. Le foglie iniziarono a cadere, la terra a non profumare piu', le stelle si cristallizzarono in un nome e i fiori misero radici profonde. Si inizio' a capire cos'era la vita perche' ci si scontrava con la morte e la parola amore assunse nuovi significati.
In quel mondo siamo nate noi e nessuno potra' portarci distanti perche' diventiamo cio' che abbiamo vissuto.
In questo mondo siamo nate noi, qui dove solo piangendo impari a ridere e gioire di cio' che ancora non ti e' stato sottratto.
Dicono che gli dei pero' non abbiano avuto il coraggio di distruggere completamente gli Inizi del tempo e che abbiano tramutato quel mondo in una conchiglia, lanciandola poi in mezzo al mare.
Ne ho raccolte molte e di ognuna ne ho ascoltato la storia. Alcune erano tristi, altre allegre ma nessuna era cio' che stavo cercando.
L'ho capito adesso che ho potuto perdermi nel profondo dei tuoi occhi. Adesso che ci sei tu. Perche' e' solo nel profondo dei tuoi occhi che ho trovato la mia serenita'. (NDR - Anche se devo proseguire. Ancora.)
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