
Chiuse la porta alle sue spalle. Non aveva ancora tolto la mano dalla maniglia che gia' l'angoscia aveva preso il sopravvento.
Un'altra notte in quel letto, un'altra notte lottando contro gli incubi.
Le lacrime rigavano le guance portandole un sapore salato sulle labbra. Non se la sentiva. Non quella sera.
Il vento muoveva le persiane ma a parte quello una quiete opprimente permeava nell'aria.
"Non oggi... ti prego" sussurro' a se stessa mentre si sfilava i jeans per mettersi il pigiama.
"Non stanotte ti scongiuro" mormoro' al nulla mentre si sbottonava lentamente la camicia e rimaneva a torso nudo.
Apri' il primo cassetto, sulla destra, e inizio' a spargere oggetti sul comodino. Poi rimise tutto in perfetto ordine e richiuse il cassetto.
Seduta sul letto guardava i secondi passare svelti, al ritmo delle sue lacrime, al ritmo del suo cuore.
Gia' perche' era ancora viva anche se c'erano sere dove le pareva che il sonno coincidesse ad uno stato di morte apparente...
E allora faceva di tutto per non dormire. Per non morire.
Finche' la stanchezza non prendeva il sopravvento e si ritrovava col sole alle porte e il gatto che le leccava la mano per augurarle una buona giornata.
L'angoscia saliva e non sapeva come fermarla.
Tentava di ricostruire i suoi pensieri e la sua giornata ma anche quello pareva impossibile.
La morte l'accompagnava come un'ombra e non esisteva una luce abbastanza forte per cacciarla lontano, per sempre.
Si guardo' le mani marchiate dal freddo, screpolate dal tempo.
Decise che non voleva soffrire ancora e si infilo' tra le coperte gelide.
Allungando il braccio per stringere un cuscino profumato di donna sussurro':
"Perche' sei andata via?"
Chiuse gli occhi e da lontano qualcuno le rispose:
"non sei mai stata mia?"
E' la morte apparente di chi dorme tra gli incubi di fuoco dove le immagini dei santi sono affisse alle tombe dei martiri.
E' la morte apparente di chi dorme sotto bufere di neve cercando di riscaldarsi con abbracci del passato.
Le risposte del silenzio che si imprimono nella fantasia di chi si sente solo.
ci sono solitudini che non possono essere infrante se non di notte, quando la morte striscia tra le pieghe del tuo cuscino e il suo respiro si tramuta nel tuo sonno.