"NOOOO" limpido nelle tenebre ancora riecheggiava quell'urlo di disperazione. Divincolandosi dall'abbraccio di un lenzuolo stropicciato la ragazza tento' invano di mettersi seduta riuscendoci solo dopo aver furiosamente scalciato l'aria di fronte a se, liberandosi da quel groviglio che la teneva imprigionata nel suo letto. Un incubo.
Un altro Dannatissimo incubo.
Era da ormai molto tempo che era vittima delle illusioni. Solitamente bastava una parola detta in tono concitato, una frase o una fotografia per farla ripiombare nell'incubo della sua vita.
Poteva ancora sentirne l'odore, la pressione delle sue mani sul corpo, una voce a volte rotta da sgradevoli note infantili e due gambe lunghe e sottili, segno della crescita ancora in corso.
Poteva rivivere ogni secondo chiudendo appena gli occhi, il suono della stoffa lacerata in un attimo e i suoi inutili tentativi di chiamare aiuto, vane richieste e pesanti ingiurie.
Ma piu' di tutto sentiva su di se il pesante sguardo che la terrorizzava, lo sguardo di un predatore in caccia illuminato a tratti dalla sicurezza di averla in pugno. E la vergogna.
"Dillo a qualcuno e sei finita" parole lasciate cadere per essere sicuro di poterla inseguire ancora una volta... e assaporarla ancora una volta... e farla morire ancora una volta.

Vergogna per non aver capito prima che non fosse troppo tardi, non aver impedito, non essere stata capace di Fermare tutto bloccata da una forza troppo imponente. La forza della paura. Paurapaurapaurapaura. Forse vergogna di aver provato.. di provare ancora paura. E un doppio peso sulle sue spalle. Da poco l'aveva superato, accettato, chiuso in un angolo remoto della memoria eppure era sempre presente, come un'ombra. Ti segue ovunque senza che tu ci faccia caso. Puoi provare a calpestarla ma non riuscirai mai a scalfirla. Mai. Ma di giorno quell'ombra scompariva, illuminata dal sole, per poi tornare la notte e bussare insistente, filtrando dalle fessure dell'inconscio e riprensendandosi... viva. "Respira... e' solo un incubo... tranquilla".

Una goccia di sudore che rapida scendeva sulla guancia. O forse una lacrima? Si passo' la mano sul viso cercando di cancellare ogni traccia poi chiuse gli occhi e si distese. Non era sola.
Lei stava ancora dormendo ed aleggiava sul suo viso una profonda tranquillita'. Un caldo, rassicurante abbraccio la circondo' poco dopo mentre una leggera ed assonnata voce la cullava nuovamente negli abissi dell'anima. Un ultimo pensiero la colpi' prima di addormentarsi: la sicurezza che non sarebbe mai piu' stata sola.
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