
� Dei colori e dell'amore (con velati riferimenti)
Col passare del tempo... il rosso, si anche quello delle rose, sbiadisce.
16 Maggio
� Storie di grattacieli e di pensieri pesanti.
Lei abita in un palazzo. Un palazzo che di notte si trasforma in un grattacielo. Dice che fa fatica a salire le scale perche' sono tante... altissime di quelle che ormai non si fanno piu' ma che si possono trovare in vecchi palazzi fatiscenti.
Lei dorme. E quando dorme e' notte inoltrata nel grattacielo. Sogna di fare le scale e le gambe diventano pesanti un passo dopo l'altro. Sempre piu' faticoso arrivare al portone di casa. Casa. Con tutto quello che puo' contenere una semplice parola di quattro lettere.
Lei sale le scale. E si chiede come mai sia cosi' difficile arrivare in cima. In fondo abita solo al primo piano e non dovrebbe essere cosi' pesante arrivare a casa. Quello che nessuno le ha spiegato e' che in un palazzo vecchio vivere al primo piano non e' come altrove. Le emozioni brutte scendono verso il basso. Cosi' tutto il peso dei dolori dei suoi vicini di casa piovono irrimediabilmente sulle sue spalle rendendo difficile ogni movimento, ogni respiro.
Lei ora mi legge. Probabilmente fara' un sorriso. Poi capira' il senso delle parole... e cambiera' casa.
O almeno smettera' di portarsi sulle spalle il peso del mondo.
16 Maggio
� Ta-buh!
Mi sono morsicata le labbra per ore. Silenzio.
Ora bruciano e hanno tagli profondi. Silenzio.
I miei occhi bruciano come quando mangi troppe caramelle alla menta.
15 maggio 2006
Degli occhi che bruciano e dei rimedi inventati.
Capita di solito che, se respiri troppo intensamente il vicks... o l'olio31... o mangi troppe caramelle di quelle che "senti nel naso e nella gola", gli occhi inizino a bruciare...
Capita anche quando tocchi il peperoncino e poi ti strofini gli occhi per dimenticanza (sono imbattibile in questo) le particelle invisibili ti corrodono la pupilla e l'unica cosa che puoi fare e' correre a lavarti la faccia.
Capita a volte poi che ti dicano delle cose brutte. Cosi' brutte che riesci solo a rimanere a bocca socchiusa con gli occhi che bruciano senza riuscire, per incapacita' o volere a... e li' non e' che ci sia molto da fare.
Non c'e' molto da fare a parte questo: Saltello. Prima su una gamba poi sull'altra. Ripeto frasi senza senso. Leggo. Saltello toccandomi il naso con la lingua.
Mi immedesimo in un quadro. Bevo un milskshake. Saltello sulla scala mobile della stazione. Raccolgo sguardi. Mi metto gli orecchini. Vengo messa in sacco nero per la raccolta differenziata. Soffio sui battufoli di polline. Rido di me.
15 Maggio
Delle in-certezze che dall'infanzia si propagano.
Non ho pianto. Sono una bambina forte e controllata. Non ho pianto. Sono una bambina razionale e fredda. Mentre mi racconta di esser, lei, la vittima di quel periodo."Mettiti nei miei panni e pensa a quanto sono stata male a sapere che tu potevi aver bisogno di me ed io non c'ero." (Pensa a quanto sono stata bene io ad esser cresciuta orfana piuttosto).
Come al solito vengo bombardata di fatti accaduti, tirannie, giochi psicologici perversi al puro scopo di arrivare al riscatto. Il discorso mira a portare me, la bambina ormai cresciuta, a credere che lei non ha nessuna colpa.
Guardo dritta, gli alberi e l'erba. Non pensavo sarebbe stato cosi' devastante quest'incontro. Mi ritrovo ora a voler piangere abbracciata a qualcuno...chissene... l'orgoglio per un po' non mi sostiene. C'e' la sua voce che mi ripete senza sosta quella frase "lui ti voleva uccidere".
E io mi chiedo cosa sarebbe cambiato.
14 Maggio
� Dell'esistenza di una donna inesistente.
Non c'e' buongiorno. Non c'e' sorriso. Non c'e' la mia domanda di rito. Non c'e' nessun vezzeggiativo. Non c'e' scherzo. Non c'e' neanche la mia firma. Non c'e' punteggiatura rilassata ma frasi corte, secche e attente al ritmo che dev'essere simile ad un martello che si scontra con il ferro.
Ah, l'orgoglio ferito. No, non ti dico come sto. Banale. Banale. Le risposte esistono e sono leggibili da tutti. Due giorni di delirio. Avro' modo di sconvolgere le mie convinzioni.
12 maggio 2006
Per chi vede solo da un occhio, da due o dall�occhio per occhio.
No, non ho bisogno di un paio d�occhiali. Non ci vedo perche� hanno spento la luce. Forse sono solo bendata. Il che mi porta vicina all�essere Dea. Dunque salgo sul mio piedistallo d�argento e, al buio, tento di indovinare il nome dei frutti dal profumo e dal gusto.
Mela. Pera. Arancia. Fragola. Canticchiano le gemelle vestite di rosa mentre saltano la corda, contemporaneamente. Disorientata dal cambio di prospettiva mi lascio trascinare dall�istinto. Si, sono una Dea.
Sputo le mie sentenze senza preoccuparmi di cio� che mi succede attorno. Tanto non vedo. Lo sento solo sulla mia pelle ma potrebbe anche essere il frutto della mia fantasia.
Mi passa vicino Polifemo. Grande e grosso brontola che la vita, lassu�, non � cosi� male. Si toccano quasi le nuvole e per farlo basta calpestare qualche scheletrico avversario, sono solo uomini. Arancia. Fragola. Banana. Ananas.
Mi passa vicino un uomo. E� come tanti e potrebbe essere chiunque. Dice che l�importante e� nascondersi quando arriva Polifemo. Le nuvole sono pura utopia e� il denaro quello che conta.
Banana. Ananas. Lampone. Limone.
Sul mio piedistallo continuo ad assaggiare il contenuto della cornucopia che tengo in mano. Al buio mi domando se esistono altre prospettive. Se la vita e� tutta qui. Se riesco davvero a coglierne il senso. Se chiudi un occhio ne avrai uno solo, altrimenti ne avrai due� davvero?
11 Maggio
� Mitologia emozionale. (Perseo, il caramello e Versace)
Perseo. Mi chiedo che faccia abbia, perche' quella della Medusa me la ricordo benissimo. Una donna che ti ipnotizza con il suo sguardo, la conosco bene.
Credo che la sua carnagione sia dorata, che assomigli in qualche modo al caramello e che abbia un buon sapore fresco. Non puo' essere altrimenti visto che suo padre, Giove, al momento del concepimento si era trasformato una nuvola di pioggia d'oro.
Perseo. E' anche nel cielo. Il suo esser cosi' famoso e' dovuto al suo coraggio. Uccise una donna. E per ucciderla non si degno' nemmeno di guardarla in faccia. Si sarebbe innamorato altrimenti. O sarebbe diventato di pietra. Non cambia il fatto che la uccise e le mozzo' la testa. Forse dovrei trarne una morale da tutto cio'. Tipo che alcune donne meglio perderle che trovarle o che se non riesco ad affrontare la mia Medusa direttamente potrei provare ad utilizzare uno scudo e risolvere definitivamente il problema.
E se la morale non dovesse giovarmi... potrei sempre cucirmi la testa di Lei sul cuore. Ma dopo dovrei pagare il copyright a Versace e non ne vale la pena.
8 Maggio 2006 - foto di Perseo con in mano la testa della medusa)
In fondo all'anima sono una pink-lady ma lo sguardo e' nero e profondo. Il mio pozzo dei desideri e' arrugginito. La corda e' ricoperta di muffa verde e se la impugni ti lascia un maleodorante residuo sulle mani. Se riesci a sopportarne il peso l'acqua nel secchio pero' sara' limpida. E, si, se ne bevi un sorso potresti aver trovato la sorgente dell'eterna giovinezza.
7 Maggio 2006
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